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“Ad Sacram Communionem ne admittantur”: il can. 915 e la promozione dell’aborto da parte di cattolici impegnati nella vita politica alla luce di un recente decreto episcopale
Prendendo le mosse da un decreto del 2019 del Vescovo della Diocesi di Springfield, in Illinois, il presente studio si propone di analizzare la natura, i presupposti e le implicazioni della disposizione di cui al can. 915 CIC, che stabilisce i casi di non ammissione dei fedeli alla Sacra Comunione, indagando in particolare se la fattispecie dei politici che promuovono legislazioni favorevoli all’aborto rientri nella categoria di coloro che “ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto”.Moving from a 2019 decree by the Bishop of Springfield in Illinois, the present contribution aims to analyze the nature, the requirements and the implications of can. 915 CIC, which concerns the circumstances of non-admission of the faithful to Holy Communion, namely in order to understand whether the case of politicians supporting legislations that promote abortion falls into the category of those who “obstinately persevere in manifest grave sin”
Libertà religiosa tra pandemia e garanzie costituzionali, sovranazionali e pattizie. Profili problematici nell'approccio della normativa di emergenza
Tra i diritti fondamentali che hanno subito compressioni nel tentativo di contenere l’epidemia di COVID-19, pro li particolarmente problematici emergono riguardo alla libertà religiosa. Le restrizioni predisposte dalla normativa di emergenza si scontrano infatti con le garanzie previste tanto per la generale espressione del culto, sia a livello costituzionale – principalmente all’art. 19 – sia europeo – con riferimento all’art. 9 CEDU e al principio di proporzionalità elaborato dalla relativa Corte –, quanto per le speci cità salvaguardate per mezzo dello strumento pattizio. Nei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica, la complessità è resa evidente dal confronto con l’assunto – enunciato con identica formulazione da Costituzione e Concordato – della sovranità e indipendenza dei rispettivi ordini: alla luce di tale criterio e delle sue estrinsecazioni, declinate dal medesimo Accordo nel riconoscimento alla Chiesa della piena libertà di organizzazione e di pubblico esercizio del culto, le disposizioni dei decreti nora succedutisi rischiano di con gurare uno scon namento del potere statale nelle prerogative proprie dell’autorità ecclesiastica. Tale con itto giuridico, seppur esploso sul piano istituzionale solo con la reazione opposta dalla CEI al d.p.c.m. del 26 aprile, era peraltro già latente nella ‘fase 1’ e le sue manifestazioni puntuali permettono perciò di vagliare la legittimità delle misure adottate sotto la lente del triplice ordine delle tutele menzionate. L’esempio più immediato in questo senso è rappresentato dalla questione preliminare dei limiti posti all’accesso ai luoghi sacri, ma esso non è certamente l’unico. Nella stessa prospettiva, vengono quindi presi in considerazione anche i pro li relativi alla responsabilità di fedeli e di ministri di culto in caso di resistenza ai divieti, veri cando se per queste peculiari forme di ‘obiezione di coscienza’ il fattore religioso possa costituire il presupposto per una causa di giusti cazione, nonché quelli attinenti all’interruzione delle funzioni religiose (fattispecie che per la sua gravità è contemplata pure dalla norma penale, all’art. 405 c.p.): quest’ultima eventualità è infatti divenuta ricorrente ad opera della forza pubblica, nonostante l’art. 5 del Concordato la vieti espressamente se non a stringenti condizioni.Among the fundamental rights that have been compressed in an attempt to contain the COVID-19 epidemic, particularly problematic issues emerge with regard to religious freedom. In fact, the restrictions laid down in the emergency legislation collide with the guarantees provided both for a general exercise of worship, on a constitutional – namely in article 19 – and on a European level – with respect to article 9 of the ECHR and to the principle of proportionality developed by its Court –, and for the peculiarities safeguarded by the concordatarian principle. As for the relations between the State and the Catholic Church, the complexity is made clear by the comparison with the precept of the sovereignty and the independence of each institution within its own order – which is stated with identical wording by the Constitution and the Concordat –: in the light of such a parameter and of its consequences, that are summarized by the same Agreement in the recognition of the full freedom of organization and of the public exercise of worship, the instructions of the decrees issued until now risk representing an intrusion of the State in the prerogatives of the ecclesiastical authority. Even though such a juridical con ict exploded on an institutional level only after the reaction opposed by the Italian Bishops Conference to the Decree of the Prime Minister of April 26, it was nonetheless latent during the ‘phase 1’ and its speci c expressions give us the possibility to evaluate the legitimacy of the measure adopted under the lens of the three layers of protection already mentioned. In this sense, the clearest example is represented by the preliminary matter of the limits imposed on the access to sacred places, but it certainly is not the only one. In the same perspective, other issues are therefore taken into account, like the ones concerning the responsibility of faithful and ministries in case of resistance to the prohibitions, by verifying whether the religious factor can represent the basis for a justi cation, as well as those regarding the interruption of religious functions (a case that is addressed in criminal law because of its seriousness, at article 405 of the Penal code): in fact, such circumstances have become frequent by the hand of the public force, despite article 5 of the Concordat explicitly forbidding it, unless strict conditions occur
Il nuovo assetto del Sovrano Militare Ordine di Malta. La riforma del 2022 nella fedeltà a una storia millenaria
Le cause dell'attenzione che ha circondato il Sovrano Militare Ordine di Malta negli ultimi anni appaiono facilmente intuibili: un'istituzione già destinata a non poter passare inosservata agli occhi del mondo contemporaneo (che spesso guarda ad essa come a un curioso ma suggestivo anacronismo) né sullo scenario della comunità internazionale (sul quale opera stabilmente, nonostante caratteristiche senz'altro sui generis) non poteva infatti che attrarre il più ampio interesse nel momento in cui è venuta a trovarsi al centro di eventi tanto turbolenti quanto quelli sperimentati nel 2016, che hanno infine portato a una riforma complessiva della Costituzione e del Codice melitensi. Tale comprensibile curiosità, tuttavia, si è rivelata spesso mal direzionata: e ciò non solo per l’approccio 'scandalistico' adottato dai media, ma anche come conseguenza della tendenza a considerare l'Ordine quale separato dalla sua storia e dalle sue relazioni costitutive. In questo senso, la presente monografia si propone di affrontare i principali temi emergenti dal rinnovamento legislativo del 2022 (specificamente gli interrogativi ricorrenti circa la sovranità dell'Ordine e il suo rapporto con la Santa Sede) alla luce delle diverse dimensioni coinvolte: vale a dire ripercorrendo gli sviluppi plurisecolari in cui tale sovranità e tali relazioni affondano le proprie radici; prendendo in esame l'attuale presenza dell'Ordine nella comunità internazionale e il suo riconoscimento secondo i differenti punti di vista espressi dalla dottrina internazionalistica; analizzando il nuovo ordinamento melitense così come modellato dalla Costituzione e dal Codice vigenti. A questo proposito, il volume si concentra sui profili più rilevanti – e dibattuti – che inevitabilmente investono tanto la condizione interna quanto quella internazionale dell'Ordine: a partire quindi dalle nuove disposizioni relative al suo Gran Maestro e dal legame con il Papa e il diritto canonico.The reasons behind the attention that has surrounded the Sovereign Military Order of Malta in recent years can be understood quite easily: in fact, an institution that was already bound to stand out both in the eye of the contemporary world (which often sees it as a curious but intriguing anachronism) and on the stage of the international community (on which it acts consistently, notwithstanding its undoubtedly sui generis characteristics) could not but attract the widest interest once it found itself at the center of events as turbulent as the ones it experienced in 2016, which finally led to the overall reform of its Constitution and Code. Such a comprehensible curiosity, however, has often been misguided: not only because of the 'sensationalist' approach adopted by the media, but also as a consequence of considering the Order as separate from its history and its constitutive relations. In this sense, the monograph aims to address the major themes arising from the 2022 legislative renewal (namely, the recurring doubts about the sovereignty of the Order and its relationship with the Holy See) in the light of the different dimensions involved: which means by retracing the hundreds-year developments in which such sovereignty and relationship find their roots; by taking into account the presence of the Order in the international community and its recognition according to the different views expressed in International Law; by examining the new legal system of the Order as emerging from the current Constitution and Code. In this regard, the volume focuses on most relevant – and debated – issues affecting both the inner and the international condition of the Order: therefore starting with the new provisions about its Grand Master, and its connection with the Pope and Canon Law
Gli «enti religiosi civilmente riconosciuti» (e in particolare gli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica) alla prova del Codice del Terzo settore: l’applicazione delle condizioni di cui all’art. 4, comma 3, tra sintesi di ordinamenti e divergenze interpretative
Benché realizzata in sostanziale continuità con la precedente legislazione sulla materia, la recente riforma diretta a interessare l'intera disciplina italiana del terzo settore ha anche introdotto alcune innovazioni rilevanti, quali il riferimento agli enti 'religiosi' civilmente riconosciuti. Con particolare attenzione agli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica, il saggio si propone quindi di analizzare le nuove norme relative allo speciale regime derogatorio previsto per tali enti nel cosiddetto Codice del terzo settore – segnatamente per quanto riguarda i requisiti relativi al patrimonio destinato, all'apposito regolamento e alla contabilità separata –, così da indicare le questioni maggiormente problematiche e mostrare come qualsiasi tentativo di risolverle non possa che prendere in considerazione l'essenziale relazione tra diritto statale e diritto canonico.Even though carried out substantially in line with the previous laws on the matter, the recent reformation that was intended to cover the whole voluntary sector in the Italian juridical order has also introduced some relevant innovations, such as the reference to ‘religious’ bodies with civil-law status. With particular attention to the ecclesiastical institutions belonging to the Catholic Church, the essay therefore aims to analyze the new rules pertaining the special derogatory status provided for such bodies by the so-called Third Sector Code – namely the requirements involving earmarked assets, specific internal regulations and separate accounting – in order to point out its most problematic issues and to show how any attempt to solve them cannot fail to take into consideration the essential relationship between State Law and Canon Law
“Loca sacra” e “edifici destinati all'esercizio pubblico del culto”. La condizione giuridica delle chiese cattoliche in Italia tra diritto canonico e ordinamento statuale: linee di una ricerca
Nell’ambito del più ampio tema dell’edilizia di natura religiosa, la consistenza assunta dal fenomeno oggi sempre più ricorrente della dismissione di edifici di culto cattolico non più utilizzati e dalle relative problematiche gestionali impone di approfondire la consapevolezza delle sue implicazioni giuridiche, la definizione dei cui confini appare tuttavia complicata da un continuo intrecciarsi di norme prodotte da autorità ecclesiastiche e norme prodotte da autorità secolari. La medesima difficoltà si riscontra d’altronde nello studio non solo di queste specifiche circostanze, ma di pressoché ognuno dei numerosi profili che concorrono a formare la disciplina complessiva riservata a simili luoghi, dalla quale i singoli aspetti non possono essere isolati per una loro piena comprensione. Alla luce di queste considerazioni, il presente contributo si propone perciò di compiere, senza alcuna pretesa di esaustività, una ricognizione generale delle molteplici peculiarità della condizione giuridica delle chiese cattoliche, perennemente sospesa tra il diritto canonico e il diritto statuale. In quest’ottica, la ricerca si sviluppa seguendo i vari momenti che compongono il “ciclo vitale” di un ipotetico edificio sacro, dalla sua costruzione al suo effettivo utilizzo fino alla sua riduzione a uso profano, tentando così di mettere in luce gli elementi di interdisciplinarità di volta in volta emergenti e i motivi d’interesse da essi offerti.In the context of the broader theme of religious building, the consistency assumed by the phenomenon of the disposal of Catholic buildings of worship no longer used and the related management problems, today increasingly recurrent, makes it necessary to deepen the awareness of its legal implications, the definition of whose boundaries appears, however, complicated by a continuous interweaving of rules produced by ecclesiastical authorities and rules produced by secular authorities. The same difficulty is also found in the study not only of these specific circumstances, but of almost each of the numerous profiles that combine to form the overall discipline reserved for such places, from which the individual aspects cannot be isolated for their full understanding. In the light of these considerations, the present contribution therefore proposes to carry out, without any claim to exhaustiveness, a general recognition of the many peculiarities of the legal status of Catholic churches, perpetually suspended between Canon law and State law. In this perspective, the research is developed following the various moments that make up the “life cycle” of a hypothetical sacred building, from its construction to its actual use up to its reduction to profane use, thus trying to highlight the interdisciplinary elements emerging from time to time and the reasons of interest offered by them
Politici “cattolici” pro aborto e diritto canonico. Un caso di non ammissione alla comunione eucaristica?
Facendo seguito al dibattito recentemente ripropostosi, specie in ambito statunitense, circa la non ammissione alla Sacra Comunione di politici cattolici che promuovono l’aborto, il presente contributo si propone di esaminare la questione alla luce delle disposizioni di diritto canonico e dell’insegnamento dei documenti magisteriali, cercando di comprendere se un simile caso rientri nella categoria di coloro che «ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto», indicata a questo riguardo al can. 915 del Codex Iuris Canonici.Following the debate that recently re-emerged – namely in the United States – about Catholic politicians who promote abortion and their consequent non-admission to Holy Communion, the paper aims to examine the issue in light of the principles of Canon law and of the teaching of magisterial documents, in order to understand whether such a case falls into the category of those who «obstinately persevere in manifest grave sin», as provided for in can. 915 of the Code of Canon law
Christians' Divisions, Fragmented Marriage. Historical roots and contemporary frontiers of the marital bond in Orthodox, Protestant and Anglican legal systems
Le innumerevoli pressioni a cui è sottoposto oggi il vincolo matrimoniale (così come, ancor prima, la nozione
stessa di famiglia) inducono spesso studiosi e operatori del diritto a interrogarsi sulle sue componenti costitutive.
In questo senso, un fattore essenziale – ma troppo spesso sottostimato – per comprendere la configurazione di
tale istituto così come la nostra cultura giuridica l'ha conosciuto fino a oggi si rivela l'apporto fornito dai
differenti modelli germinati a seguito delle divisioni sperimentate nella storia del cristianesimo: non solo quello
cattolico, quindi, ma anche quelli rispettivamente propri degli universi ortodossi, protestanti e anglicani. Il
presente contributo si rivolge perciò agli approcci giuridici sviluppati in ciascuna di queste prospettive, tanto
nella loro evoluzione storica quanto alla luce delle discipline attualmente vigenti in ogni ordinamento, per
indagarne le specificità e individuare eventuali elementi comuni o contrastanti. All'interno del quadro generale
così descritto, la disamina di questi differenti 'diritti matrimoniali' permetterà inoltre di individuare gli ambiti
che appaiono maggiormente delicati – e non di rado apertamente conflittuali –, osservando come oggi le diverse
Chiese e Comunità ecclesiali trovino spesso proprio nelle divergenze in materia matrimoniale la causa scatenante
di nuove fratture.The many pressures to which the marital bond (as well as the notion of family itself) is subjected today often lead scholars and legal practitioners to question its constituent components. In this sense, an essential – even though often underestimated – element needed to understand this institution in our legal culture to date is the contribution provided by the different models that germinated following Christian divisions over time: not only Catholic, but also Orthodox, Protestant and Anglican. This essay therefore addresses the legal approaches developed in each of these denominations, both in their historical evolution and in light of the norms currently in force in each legal system, to investigate their specificities and identify common or contrasting aspects. Within this general framework, the examination of different 'marriage laws' will also inform the topics that today appear to be the most delicate – and often openly conflicting – showing how the different Churches and Ecclesial Communities frequently find triggering factors for new fractures precisely in disagreements concerning marital matters
Un'anima per il diritto: andare più in alto
L'orizzonte meramente tecnicistico su cui ogni tipo di riflessione sembra oggi rischiare di appiattirsi non solo non cancella quegli interrogativi fondamentali che si confermano ineludibili per ciascuna disciplina in cui si ramifica il pensiero giuridico: ma li rivela, anzi, in tutta la loro impellenza. È dunque a tale necessità che facciamo riferimento nel cogliere e sottolineare il bisogno che si avverte di 'un'anima per il diritto', ispirandoci in modo particolare a quegli ammonimenti che Aleksandr Solženicyn rivolgeva a studiosi e accademici dell'Università di Harvard nel 1978 e che, a distanza di decenni, mantengono intatta la loro validità. Muovendo dalla domanda «se mi chiedessero: vorrebbe proporre al suo paese, quale modello, l'Occidente così com'è oggi?, dovrei rispondere con franchezza: no, non potrei raccomandare la vostra società come ideale per la trasformazione della nostra. Data la ricchezza di crescita spirituale che in questo secolo il nostro paese ha acquistato nella sofferenza, il sistema occidentale, nel suo attuale stato di esaurimento spirituale, non presenta per noi alcuna attrattiva» - dichiarazione che si riempie di significato alla luce della vicenda personale, tanto dolorosa quanto nota, di colui che l'ha pronunciata -, l'intellettuale russo individuava infatti con profetica lucidità i sintomi e le cause di tale declino. In questo senso, ad interpellarci in modo precipuo in quanto giuristi è soprattutto l'osservazione secondo cui «in conformità ai propri obiettivi la società occidentale ha scelto la forma d'esistenza che le era più comoda e che io definirei giuridica»: una 'forma d'esistenza' che tuttavia è stata assunta come fondamento esclusivo e per ciò stesso privata dell'anelito a una dimensione superiore capace di giustificarla. Con l'inevitabile, correlata conseguenza che «l'autolimitazione liberamente accettata è una cosa che non si vede quasi mai: tutti praticano per contro l'autoespansione, condotta fino all’estrema capienza delle leggi, fino a che le cornici giuridiche cominciano a scricchiolare». Sono queste le premesse da cui scaturisce quel complesso di valutazioni che trova la sua sintesi più efficace nella seguente affermazione, dalla quale intendiamo a nostra volta prendere idealmente le mosse: «No, la società non può restare in un abisso senza leggi come da noi, ma è anche derisoria la proposta di collocarsi, come qui da voi, sulla superficie tirata a specchio di un giuridismo senz'anima». Se è tale monito a costituire il principio ispiratore della presente collana di studi, quest'ultima trova nella stessa fonte anche la stella polare da seguire per cercare risposte. Essa, rinvenibile in tutti i passaggi più pregnanti del discorso, si scolpisce icasticamente nell’esortazione - che facciamo nostra - con cui si chiude: «E nessuno, sulla Terra, ha altra via d'uscita che questa: andare più in alto»
La nuova destinazione delle chiese dismesse: un uso profano 'non indecoroso'
The decommissioning of a church is a prospect that affects not only the religious level, but also the one concerning the conservation and the historical and artistic understanding of the building itself and of the goods that it contains. Consequently, the discipline provided by the Code of canon law regarding the relegation to profane uses also assumes great relevance for the cultural sphere, especially with regards to which the new uses of the building could possibly be. In fact, the Code requires for them to be 'not sordid', albeit profane: a feature on the meaning of which is therefore convenient to dwell, in view of the changes in destination that have become increasingly frequent (and worrying) in recent years
Ephemerides Iuris Canonici
Ephemerides Iuris Canonici è una Rivista italiana fondata nel 1945, le cui pubblicazioni sono cessate nel 1993 ma sono state riprese nel 2010 con il titolo modificato in Ephemerides Iuris Canonici - Nuova Serie (EIC) come "double blind peer review" e quale espressione della ricerca scientifica della Facoltà di Diritto Canonico San Pio X di Venezia nel campo specifico di sua competenza. La Rivista si avvale della collaborazione di esperti altamente qualificati in campo canonico e in altri ambiti del diritto, in particolare di quello ecclesiastico, appartenenti a numerosi paesi del mondo. EIC intende essere luogo di approfondimento culturale e di dibattito critico sui punti maggior interesse per la comunità canonistica, in dialogo con altri versanti giuridici, nel panorama internazionale. Ogni numero della Rivista sviluppa un tema monografico e raccoglie altri contributi di rilievo nell'esperienza giuridica ecclesiale e non, favorendo l'indagine storica e la ricerca dottrinale, lo studio dell'attività giurisprudenziale e amministrativa nonché l'esame delle norme canoniche sia universali che particolari
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