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    Efficacia degli interventi in medicina del lavoro: gli studi della Cochrane Collaboration

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    Sulla scia delle idee di Archibald Cochrane, molto è stato fatto per orientare l’attività dei medici agli interventi di provata efficacia. Anche nel campo della prevenzione di infortuni e malattie da lavoro, si sta lavorando alla produzione ed alla successiva raccolta di valutazioni di efficacia, sebbene si debbano superare complessità sia nella ricerca delle prove che nell’attribuzione del loro giusto peso, punto di discussione tra chi privilegia la validità interna degli studi e chi invece predilige applicare i risultati comunque già ottenuti. Non sempre è applicabile il disegno del trial randomizzato controllato, in prevenzione. In alcuni casi, forniscono informazioni anche serie temporali o studi prima-dopo, con controllo. Il reperimento di questi studi e delle revisioni degli stessi permette di ottenere dati relativi all’efficacia degli interventi che si vogliono applicare e dei quali poi si vorrà valutare l’efficacia. La diffusione dei risultati di una valutazione riveste quindi grande importanza. La Cochrane Collaboration, nata nel 1993 e fondata per raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative all’efficacia degli interventi sanitari, ha ora un gruppo di revisione relativo al campo della medicina del lavoro, che sta attivamente promuovendo la valutazione critica delle prove ed evidenze disponibili in letteratura

    Comparative analysis of different endovascular modalities to treat splenic artery aneurysms

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    BACKGROUND: Endovascular treatment of splenic artery aneurysms (SAAs) is widely applied in the current clinical practice. The aim of this paper was to describe our single center experience on endovascular treatment of SAAs, comparing the outcomes obtained with two different METHODS: Between January 2010 and December 2021, 35 patients with certain diagnosis of non-ruptured SAA were admitted to our center. Twenty-eight patients treated with packing or sandwich techniques were included in the study analysis. Primary outcome measures analyzed were 30-day mortality and mean hospital stay. Secondary outcome measures analyzed were freedom from splenectomy, and the rate of postembolization syndrome. Chi-square test was used to compare the two endovascular techniques. Statistical significance was defined as P value <0.05. RESULTS: The mean age was 56.5 +/- 12.8 years. Most of patients were females (22, 78.6%). Eighteen patients underwent sandwich technique (Group A), and the remaining 10 packing technique (Group B). Technical success was 100%. Intraoperative and 30-day mortality were 0 in both groups. Mean hospital stay was 4.2 +/- 4.0 days in Group A, and 2.3 +/- 3.9 days in Group B (P=0.93). Postembolization syndrome occurred in 9 cases (50%) in Group A, and in 4 cases (40%) in Group B (P=0.521). Only one patient in Group A (5.5%) required splenectomy (P=0.392). CONCLUSIONS: Packing and sandwich techniques seem to be similarly safe and effective in treating SAAs and have no statistically significant differences in terms of early mortality and morbidity. (Cite this article as: Bertagna G, Troisi N, Torri L, Canovaro F, Tomei F, Adami D, et al. Comparative analysis of different endovascular modalities to treat splenic artery aneurysms. Ital J Vasc Endovasc Surg 2023;30:7-10. DOI: 10.23736/S1824-4777.22.01569-8

    Testing of a coupled soil water and heat model under a vegetated surface in Emilia-Romagna (Italy)

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    Criteria3D is a numerical model that solves equations of surface and subsurface water flow in a three-dimensional domain. Surface flow is described by the two-dimensional parabolic approximation of the St. Venant equation, using Manning’s equation of motion; subsurface flow is described by the Richards’ equation for the unsaturated zone and by Darcy’s law for the saturated zone. Surface and subsurface domain are coupled by means of the continuity of pressure head so that all governing equations of water flow are simultaneously solved in a single global matrix. We are currently working on model extensions in order to simulate heat and solutes transfer to achieve a complete three-dimensional model of water, heat and solutes flow. In this work the heat flow governing equations are introduced in the model and coupled with the water flow equations. The soil temperature changes are driven mainly by three mechanisms of heat transfer: conduction, advection, and latent heat transport. All of these are taken into account explicitely in the model. Isothermal and thermally driven vapor flow is simulated and incorporated as latent heat flow. Both water and heat equations are solved using an integrated finite difference formulation. A Criteria3D water flow test on a small catchment is already reported in literature. In this work the coupled model of water and heat flow is tested, for a one dimensional case study, on a grass field with sandy loam soil with transitional silty clay loam and silt loam horizons, located in the plain of Bologna (Italy). The experimental data are collected using water and temperature probes installed at seven different depths

    Ambiti specifici di applicazione del DLgs626/1994

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    In questo capitolo gli Autori, nel campo della sicurezza sul lavoro, analizzano nello specifico gli ambiti e le attività di lavoro disciplinati dal DLgs 626/1994.In this chapter the Authors, in the field of safety in the workplace, analyze the specific activities and areas of work covered by Legislative Decree 626/1994

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Agenti fisici – Vibrazioni meccaniche

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    L’esposizione occupazionale a vibrazioni meccaniche può verificarsi in un'ampia varietà di processi e operazioni lavorative svolte nell'industria, nel settore agricolo-forestale e nei servizi di pubblica utilità. Si stima che circa il 23-25% dei lavoratori europei sia esposto a vibrazioni meccaniche, di cui il 35% di sesso maschile e il 10% di sesso femminile. L’esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio da utensili portatili può causare un insieme di disturbi neurologici, vascolari e muscolo-scheletrici a carico degli arti superiori, definiti con termine unitario sindrome da vibrazioni mano-braccio. L’esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero durante la guida di macchine industriali/agricole o veicoli di trasporto è associata ad una aumentata occorrenza di disturbi e patologie a carico del rachide, in particolare del tratto lombare. Allo scopo di prevenire, o almeno limitare, i danni alla salute nei lavoratori esposti, le legislazioni europea e nazionale hanno fissato valori di azione e valori limite di esposizione per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero. Qualora il valore di azione venisse superato, il datore di lavoro ha l’obbligo di implementare azioni amministrative, tecniche e sanitare volte a salvaguardare lo stato di salute dei lavoratori. Il valore limite di esposizione non deve essere mai superato in quanto associato ad un’elevata probabilità di danni alla salute nei lavoratori esposti. Sono attualmente disponibili tecnologie e dispositivi di protezione individuale idonei a prevenire gli effetti nocivi delle vibrazioni meccaniche

    Strumenti e tecniche dell’epidemiologia

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    Tra le discipline della sanità pubblica, l’epidemiologia ha il ruolo di misurare con metodo osservazionale quantitativo l’insorgenza delle malattie e il verificarsi degli infortuni fornendo contemporaneamente la chiave di interpretazione rispetto a possibili relazioni causa-effetto. I primi strumenti di lavoro dell’epidemiologo sono le misure di frequenza, di associazione e di impatto. Queste possono derivare da disegni di studio anche molto diversi a seconda delle caratteristiche della storia naturale degli eventi sanitari e della capacità di valutare l’esposizione, le modificazioni dello stato di salute e gli esiti nei momenti in cui questi si verificano oppure retrospettivamente. Strumenti e tecniche diverse sono utilizzate nel caso le informazioni relative a esposizione e condizione di salute siano acquisite a livello di individuo piuttosto che di gruppo determinando la scelta del metodo tra l’epidemiologia analitica e quella di valenza ecologica. In particolare nell’epidemiologia occupazionale, sostanziali differenze di approccio sono necessarie in funzione della lunghezza del periodo che intercorre tra inizio dell’esposizione, insorgenza biologica della malattia o infortunio, diagnosi e esito

    Principi dell’epidemiologia occupazionale

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    L’epidemiologia occupazionale appartiene alle scienze mediche osservazionali e indaga sulla storia naturale delle malattie e infortuni di origine lavorativa. Si occupa specificatamente del nesso causale tra agenti e attività propri degli ambienti di lavoro e rischio di malattia e infortunio. Il metodo di indagine confronta gruppi di lavoratori esposti con i non esposti, in genere la popolazione generale o altri lavoratori non esposti. La moderna epidemiologia occupazionale per competere con la validità delle scienze sperimentali affronta e può risolvere rilevanti argomenti metodologici quali: la completezza e capacità di collegamento delle fonti di dati, l’adeguatezza della valutazione dell’esposizione, l’identificabilità di eventi sanitari rilevanti oltre e prima dei tradizionali dati di mortalità, il controllo del confondimento da fattori extra-lavorativi, l’analisi dell’interazione e la latenza. Per produrre valide misure epidemiologiche di frequenza, associazione e impatto, la sanità pubblica deve essere consapevole che questi metodi dovranno adattarsi ad un mondo del lavoro e a dei lavoratori che cambiano
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