1,720,954 research outputs found

    Diritto all’acqua e statuto della risorsa idrica con particolare riguardo a proprietà e tariffa.

    No full text
    La tesi affronta nelle sue molteplici sfaccettature un tema attuale e complesso: quello dello statuto della risorsa idrica nei suoi rapporti con il principio di sostenibilità e con il riconoscimento, quale diritto fondamentale, dell’accesso di tutti all’acqua.\ud Il lavoro è articolato in quattro parti; una prima dedicata al “diritto all’acqua nella pluralità degli ordinamenti giuridici”; una seconda al “diritto all’acqua e proprietà e gestione della risorsa una terza alla prospettiva comparata; una quarta alle considerazioni conclusive e alle proposte ricostruttive. In questo quadro il tema è innanzitutto scomposto nei suoi diversi elementi, secondo un metodo analitico, per poi ricomporsi nella parte finale della tesi in un’ottica propositiva e di sintesi. \ud La prima parte è innanzitutto dedicata allo scenario internazionale: a livello globale l’accento è posto sulla risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010 che afferma l’esistenza del “diritto all'acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici come un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”. \ud E’ questa un’affermazione che sembra porre fine ad un dibattito oscillante tra la considerazione dell’acqua come diritto fondamentale e come “merce”, cioè come bene economico di mercato.\ud Ma di tale affermazione la tesi indaga l’effettiva portata e l’effettiva cogenza sul piano giuridico evidenziandone l’importanza a livello di principio dell’affermazione ma la sua non chiara precettività.\ud Interessante è il quadro che emerge dall’accostamento della problematica dell’effettività con le vicende di paesi (quali ad es. il Sudafrica), non certo caratterizzati da democrazie mature né dal radicamento della cultura dei diritti fondamentali, che tuttavia quantomeno formalmente riconoscono già a livello costituzionale l’acqua come oggetto di diritti fondamentali.\ud Il discorso muta passando dal livello globale a quello comunitario: qui sussiste un effettivo grado di precettività (nonostante i ritardi nell’attuazione della normativa europea) ancorché l’ordinamento comunitario non contenga esplicite prese di posizione in favore dell’acqua come oggetto di un diritto fondamentale e si colga nella complessa disciplina della risorsa una non risolta ambiguità tra la considerazione dell’acqua come bene ambientale, come diritto dei cittadini e come bene economico: emerge qui, nell’ambito di un approccio integrato e di un ordinamento ormai fuori da una esclusiva dimensione economica ma aperto anche al riconoscimento e alla tutela dei diritti umani, il problema dei costi e l’importanza di una gestione economica del bene legata (pur se in modo che non appare del tutto lineare) ad una prospettiva di sostenibilità e di conservazione della risorsa nonché di finalizzazione ai bisogni generali dei cittadini.\ud Venendo infine al livello nazionale, si evidenzia anche qui l’assenza di un formale riconoscimento del diritto all’acqua cui tuttavia fa riscontro un approccio giuridico-culturale fondato sul pieno riconoscimento del valore della persona umana e una diffusa consapevolezza dell’essenziale rilevanza del bene acqua. \ud In questa luce sono esaminati, nei loro aspetti fondamentali, i diversi tasselli dello statuto della risorsa idrica: la proprietà pubblica, quale garanzia fondamentale del diritto, la gestione (sino ad oggi) tendenzialmente pubblica, la tariffa, i profili regolatori e di considerazione unitaria della risorsa in una prospettiva di governance ambientale integrata.\ud Il tema, preliminarmente affrontato nei suoi termini essenziali e al fine di offrire un inquadramento introduttivo, è poi esaminato analiticamente nelle successive parti del lavoro, con specifico riguardo ai profili proprietari, tariffari e, sullo sfondo, gestionali e regolatori.\ud Ad un’ampia analisi del profilo proprietario e della demanialità delle acque nel diritto italiano è innanzitutto dedicata la prima sezione della seconda parte. E’ qui ripercorsa innanzitutto sul piano storico la parabola della pubblicità delle acque e, con essa, l’analisi delle ragioni e dei profili funzionali di tale regime. L’indagine è condotta con approccio critico, per concludersi con l’evidenziazione dei limiti di una prospettiva fondata sulla proprietà pubblica, sganciata da oggettive garanzie del diritto all’acqua.\ud La seconda sezione della seconda parte del lavoro è dedicata alla gestione della risorsa.\ud Vengono qui esaminate le diverse forme di gestione dei servizi idrici e il rapporto tra esse e la garanzia del diritto all’acqua.\ud L’indagine muove dalla evoluzione storica delle forme di gestione del servizio idrico e, in particolare dalla legge Giolitti, per giungere alle più recenti vicende normative e al referendum abrogativo che ha condotto, di fronte a scenari di necessaria privatizzazione del servizio, a riaprire per esso un ventaglio più ampio di possibili opzioni alternative, oscillanti tra il pubblico e il privato. \ud In questo quadro la considerazione del “valore” della risorsa acqua nel servizio idrico, conduce ad affermare, sulla scorta della dottrina italiana e delle principali esperienze estere, la naturale idoneità funzionale del pubblico alla gestione di beni primari e dunque del pubblico come gestore e, assieme, come garante del diritto all’acqua.\ud In questo contesto che sembra condurre al binomio proprietà pubblica-gestione pubblica, vengono esaminate la teoria dei beni comuni e le note tesi della loro “tragedia”.\ud Ciò conduce a riaffrontare in chiave critica l’idea di una soluzione che punti esclusivamente sulla pubblicità della gestione e della proprietà delle acque.\ud E a porre il problema dei necessari limiti oggettivi che devono riguardare sia la gestione (pubblica o privata) dell’acqua sia la proprietà, in funzione di garantire il diritto fondamentale all’acqua.\ud Com’è noto, per quanto riguarda la gestione tali limiti oggettivi sono stati da tempo evidenziati in dottrina.\ud La tesi si sofferma quindi sul profilo meno esplorato: quello dei limiti necessari alla proprietà pubblica dell’acqua.\ud Il presupposto da cui muove tale ulteriore approfondimento sono, sul piano teorico, la questione della cd. tragedia dei beni comuni, e sul piano pratico, i concreti problemi che la secolare gestione e la proprietà pubblica in Italia hanno generato: scarsità della risorsa dovuta a sprechi e a inefficienze di gestione e di manutenzione delle reti.\ud Lo spunto all’approfondimento di tale aspetto deriva anche da una prospettiva comparata e in particolare da un’approfondita comparazione con il sistema olandese che, con risultati positivi è riuscito a coinvolgere i privati in taluni segmenti della gestione idrica, potenziandone l’efficienza ma al contempo salvaguardando il diritto all’acqua (anche se con livelli tariffari non tra i più bassi d’Europa). \ud In questo contesto di limiti oggettivi allo statuto della risorsa idrica si inserisce l’analisi del profilo tariffario, quale limite alla proprietà pubblica e ad un accesso generalizzato e non sostenibile alla risorsa.\ud Il tema è esaminato muovendo dalla considerazione della tariffa come elemento di raccordo e di equilibrio tra diritto all’acqua e sostenibilità dell’uso della stessa (la tariffa si rivela, in questi termini, come limite ad un accesso “irresponsabile” alla risorsa). Si evidenzia in questa prospettiva come la tariffa potrebbe assumere la valenza di strumento centrale delle politiche idriche e in senso critico si mostrano le carenze della disciplina italiana della tariffa e, in particolare, del metodo normalizzato che, per come concepito dal nostro legislatore, non è in grado di svolgere la sua funzione di mediazione tra diritti di accesso all’acqua e uso sostenibile della stessa.\ud Un ulteriore limite “oggettivo” è individuato nell’istituzione di un’Autorità di regolazione preposta al governo e al controllo della risorsa e alla garanzia degli utenti.\ud In un quadro di sintesi conclusiva, il lavoro si sofferma su una proposta alternativa alla tesi, oggi in voga, del bene comune coniugato ad una gestione civica e a quella del riconoscimento di diritti individuali sull’acqua. \ud La proposta riguarda la proprietà dell’acqua che viene ricondotta alla proprietà ambientale quale nozione in grado di evidenziare, su un piano oggettivo, i limiti e le caratteristiche del bene acqua e di svolgere il ruolo di fattore di riequilibrio tra istanze sociali, relative all’accesso all’acqua e istanze economiche, e di sostenibilità negli usi della stessa. Finalità della proprietà ambientale sarebbe infatti quella della conservazione della risorsa e di mediazione tra tale istanza e il diritto fondamentale di accesso all’acqua

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Full text link
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    Full text link
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

    Full text link
    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

    No full text
    Nao informado

    Green Energy Certificates and Compliance Market

    No full text
    In the economies striving for low-carbon footprint hydropower plays an important role, as one of few sources of renewable energy for which the technology is available, affordable, and reliable. Hydropower is an important source in the mix of renewable energy sources (RES) on the pathway to meet the ambitious targets set in the EU Directive 2009/28/EC and the Europe 2020 strategy. However, hydropower development may impair the integrity of water courses and river health, in contrast to the objectives of the Water Framework Directive (2000/60/EC). In this chapter we review a mix of economic policy instruments, designed separately and at least partly for different purposes, but all acting together in a way hydropower potential was exploited in Italy. Feed - in tariffs (FIT) and especially tradable green energy certificates (GEC) had been introduced to build supply-side competition among the RES and to curtail the costs of renewables. The actionable concession award or operating large hydropower plants are an opportunity to coerce environmental improvement. Yet these opportunities have not been used so fa

    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

    No full text
    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
    corecore