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Ipotesi di collaborazione tra l'Università Nazionale Somala e l'Università di Roma: lettera della Prof.ssa Tedeschini Lalli
Lettera a firma della Prof.ssa Tedeschini Lalli in cui si avanza un'ipotesi di collaborazione tra l'Università Nazionale Somala e l'Università di Roma, La Sapienza.Waraaq ay qortay Prof. Tedeschini Lalli halkaasoo ay ku soo jeedisay fikrad ah in la sameeto iskaashi u dhexeeya Jaamacadda Ummadda Soomaaliyeed iyo Università di Roma, La Sapienza.Letter written by Prof. Tedeschini Lalli in which she proposes an hypothesis of collaboration between the Somali National University and the University of Rome, La Sapienza
Chartae Latinae Antiquiores. Facsimile-edition of the Latin Charters, 2nd Series, Ninth Century, edited by G. Cavallo, G. Nicolaj, published by C. Gattagrisi, C. Drago Tedeschini, Part LXXXVII, Italy LIX, Lucca XVI [docc. nn. 23-42 alle pp. 86-155]
«Il XVI volume delle ChLA2 dedicate all’Archivio Arcivescovile di Lucca conclude la serie dei documenti relativi al secolo IX. Si tratta di quarantadue chartae in forma di originale, ascrivibili ad un ristretto arco di tempo compreso tra il 13 agosto 897 e il 22 agosto 900 ... . Otto sono i notai che intervengono nella stesura degli atti (Adalfridi II, Andreas II, Cospertus I, Leo I, Ostripertus II, Petrus VIII, Teuderandus I, Teudimundus I), tutti di comprovata esperienza: la loro attività, spesso protrattasi per lunghi anni, solo nel caso di Adalfridi II (docc. nrr. 6, 7, 14, 29, 30) e Andreas II (docc. nrr. 32-34) non sembra attestata oltre alla data dell’ultima testimonianza qui edita (rispettivamente 9 settembre 899 e 6 giugno 900). La tipologia contrattuale, alquanto ripetitiva, privilegia ancora una volta i livelli (docc. nrr. 1-10, 13, 16-18, 20, 22-25, 27-30, 33, 35, 37, 39, 41, 42), accanto a cinque promissiones (docc. nrr. 11, 12, 19, 31, 36) e sette permute (docc. nrr. 14, 15, 21, 26, 32, 38, 40); si differenzia invece, anche per quanto concerne il contenuto giuridico, il ... doc. 34, con il quale il vescovo di Luni Odelberto, messo regio, allo scopo di solennizzare una sentenza emessa a favore dell’episcopio di San Martino di Lucca, investe formalmente quest’ultimo nel possesso delle chiese cittadine di San Silvestro e San Vincenzo con la consegna del relativo giudicato e della contestuale concessione regia. ... . L’articolazione del dettato segue un formulario pressoché costante ... . Per quanto concerne la datatio cronica, si sottolinea che essa, scandita dall’indicazione dell’anno, mese e giorno (secondo il calendario romano) e dall’indizione calcolata in base allo stile bizantino, nel doc. nr. 34 si dispone prima delle sottoscrizioni testimoniali; inoltre in brevi note introduttive ai docc. nrr. 24 e 25 si rilevano questioni specifiche quali la mancata citazione degli anni d’impero di Lamberto (deceduto da circa due mesi) e l’uso dell’anno dell’incarnazione computato in base allo stile della natività (l’indicazione degli anni del Regno d’Italia sarà nuovamente presente a partire dalla charta nr. 26). ... . Numerose le scritte tergali dei documenti, vergate dagli stessi rogatari o da annotatori attivi tra i secoli IX-XV: oltre a citare i nomi dei contraenti e a fornire indicazioni topografiche, esse sintetizzano i dati concernenti l’azione giuridica, specificando talvolta, nei livelli, anche il numero dei denari fissati come censo. ... . Per l’analisi degli usi grafici... si osserva soltanto che se la corsiva nuova rimane la scrittura tipica dei notai di questi anni, nel complesso è pur vero che al suo interno le influenze cancelleresche risultano ormai piuttosto rare, mentre la presenza di elementi tipici della carolina assumono crescente vigore e si estrinsecano soprattutto nelle sottoscrizioni di numerosi firmatari ecclesiastici»
Punti di vista e punti di udito
Time-scales involved in the perception and categorization of sound in space, and a model for the interaction of such scales, based on empirical entropy. If a viewpoint is, mathematically speaking, a spatial scale at which visual attention is put, a "hearpoint" can be modelled as a time-scale at which auditive attention is put. Very small timescales characterise the entire perception of spatial organization of sound. The largest such scale is the interaural correlation, but much smaller scales are relevant, as sound gets scattered around the head of the perceiver, or as the external pinna processes the sound differently with the slight tilting of the head. A mathematical model is proposed, for the cognitive integration of different timescales in real time, as the information flows. This model is, to our knowledge, the first to propose a measuring experiment to assess the time scale of human attentio span when listening to sound. The model is more general for time complex phenomena
Chartae Latinae Antiquiores. Facsimile-edition of the Latin Charters, 2nd Series, Ninth Century, edited by G. Cavallo, G. Nicolaj, Part CXVII, Addenda 1, Italy, published by S. Allegria, C. Drago Tedeschini, M. Galante, C. Gattagrisi, C. Mantegna, P. Massa, A. Mastruzzo, F. Santoni, G. E. Unfer Verre [Allegria: Arezzo 1, 2; Mantegna: Bobbio 3 - Piacenza 20-24, 25; Galante: Cava 4-6; Drago Tedeschini: Lucca 7, 11, 12, 15, 19 alle pp. 56-59, 66-73, 80-81, 114-115; Gattagrisi: Lucca 8-10, 13, 14; Mastruzzo: Lucca 16, 18 - Pisa 26; Unfer Verre: Lucca 17; Massa: Roma 27, 28, 29 - Siena, 30; Santoni: Verona 31]
Nel volume miscellaneo di addenda che conclude la seconda serie delle Chartae Latinae Antiquiores si editano cinque dei dieci documenti pergamenacei dei secoli VIII e IX conservati nell'Archivio storico diocesano di Lucca, in particolare un diploma di Carlomanno, due ordinationes, un elenco di immobili e un elenco di monasteri
Chartae Latinae Antiquiores. Facsimile-edition of the Latin Charters, 2nd Series, Ninth Century, edited by G. Cavallo, G. Nicolaj, Part LXXXVI, Italy LVIII, Lucca XV, published by C. Gattagrisi, C. Drago Tedeschini [docc. nn. 6, 31-50 alle pp. 29-31, 106-155]
Il volume LXXXVI delle ChLA2 costituisce il penultimo della serie dei documenti del IX secolo conservati nel Fondo arcivescovile dell’Archivio Storico Diocesano di Lucca: nel numero complessivo di cinquanta chartae in esso comprese (anni 887-897), tutte pervenute in originale, si annovera anche un preceptum del re d’Italia Guido, datato 27 maggio 889. Risultano attestati per la prima volta in qualità di rogatari Adalfridi II, Leo II, Lupo I, Ostripertus II, Vualprand I, mentre tra le carte arcivescovili non sembra più provata l’attività di Adalpertus I, Lopo I, Petrus VII, Rachifonsus III e degli stessi Leo II, Lupo I, e Vualprand I, operanti non a Lucca, scrittori di un solo documento. L’articolazione del dettato non differisce dalle forme ormai consolidate della documentazione di questo periodo. La data cronica, comunemente riferita con gli anni d’impero del sovrano in carica e con il giorno del mese secondo il calendario romano (assente solo nei docc. nrr. 25 e 29), è calcolata mediante lo stile dell’incarnazione nei docc. nrr. 6-16, 35. Per quanto riguarda la data topica, poi, se la città di Lucca risulta il luogo prevalente per la stipula dei contratti, nell’escatocollo di alcuni documenti si leggono i riferimenti anche ad altre località, precedute come di consueto dal termine Actum: «...Taurinensis comitatu» (doc. 6), «...aput heclesiam Sancti Cassiani, finibus Florentina» (doc. nr. 29), «... in loco Aniani ad ecclesia Sancti Ipoliti» (doc. nr. 42), «... ad loco Cornio» (doc. nr. 44). Numerose risultano infine le sottoscrizioni in calce ai documenti, autografe o affidate, insieme ai signa crucis, all’abilità dello stesso rogatario. Ancora scarse e, soprattutto, poco curate risultano le prove in scrittura carolina realizzate con allineamento, modulo e forma delle lettere incerti da testimoni per lo più ecclesiastici
Intervento al Colloquio Internazionale di Trieste "La cooperazione universitaria. Bilancio e prospettive delle esperienze. Europa-Paesi in via di sviluppo"
Intervento della Prof.ssa Tedeschini Lalli al Colloquio Internazionale dal titolo "La cooperazione universitaria. Bilancio e prospettive delle esperienze. Europa-Paesi in via di sviluppo", tenutosi a Trieste nel 1985.Prof. Tedeschini Lalli kaalinta ay ka qaadatay shirka Caalamiga ee halkudheggiisi ahaa " iskaashiga jaamacadeed. Qiimaynta iyo rajada waaya-aragnimo. Horumarka dalalka Yurub", oo lagu qabtay Trieste sannadka 1985.Prof. Tedeschini Lalli contribution at the International Meeting "University cooperation. Evaluation and prospects of the experience. Europe-Developing countries", held in Trieste in 1985
Verifica dell'estetica: Neuroscienze e filosofia
La recente pubblicazione del Routledge International Handbook
of Neuroaesthetics ha molto da insegnare sul rapporto tra l’estetica e le
neuroscienze e, più in generale, costituisce un buon banco di prova per
pensare il rapporto tra filosofia e scienza, ma anche un esempio di come non
si dovrebbe più pensare un tale rapporto. Su questi temi si appunteranno
le considerazioni che seguono, muovendo dalla neuroestetica quale
esempio storico rilevante e al tempo stesso recente di come un certo
ambito problematico, prima appannaggio di una disciplina filosofica
(l’estetica), si sia affrancato dalla filosofia e sia divenuto prerogativa di
una scienza naturale (la neuroestetica), riproducendo una storia da cui
però la filosofia non sembra in grado di affrancarsi (§ 1), perché stenta a
riconoscere il definitivo venir meno di alcune sue prerogative e la necessaria
“precisazione” di altre (§ 3), a partire da un fondo comune e inaggirabile tra
filosofia e scienza: l’intenzione di conoscere (§ 2). Riconoscere che cosa è
(ancora) la filosofia e che cosa non è (più) è il primo passo per affrancarsi da quella storia e riattivare un dialogo proficuo e fecondo tra filosofia e scienze (§ 4
Il commercio elettronico
La relazione proposta al Convegno “Commercio e turismo tra federalismo e mercato”, organizzato, lo scorso mese di luglio, dall’INDIS e dal Centro italiano di studi amministrativi “Ignazio Scotto”, prende lo spunto dalla proposta di direttiva europea in materia di diritti dei consumatori per fare il punto sul commercio elettronico nell’ambito di un ampio riesame e miglioramento dell’attuale impalcatura UE dei diritti dei consumatori sia on-line che nei negozi tradizionali. La nuova proposta garantirà ai consumatori, indipendentemente dal paese dell’Unione in cui fanno i loro acquisti, informazioni chiare in materia di prezzi, oneri addizionali e costi, prima che fi rmino un contratto. Ciò rafforzerà la tutela dei consumatori contro le consegne tardive e le mancate consegne, oltre a fi ssare in modo rigoroso su scala europea diritti a vantaggio dei consumatori su tematiche quali i termini per l’esercizio del diritto di recesso, le restituzioni, i rimborsi, la riparazione e le garanzie, nonché le clausole contrattuali vessatorie. La nuova proposta tiene conto inoltre dello sviluppo delle nuove tecnologie e nuovi metodi di vendita, ad esempio il commercio attraverso dispositivi mobili (m-commerce), ovvero le aste on line. SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Linee portanti. – 2.1. Il problema della privacy. – 2.2. Il problema della sicurezza delle transazioni. – 2.3. “Locus regit actum”, ovvero la legge applicabile ai contratti on-line. – 4. De jure condendo: la nuova direttiva comunitaria sui diritti dei consumatori
Il libro segreto dell’Archivio della curia romana (1506-1524)
Currently, one-hundred seventeen survived registers witness the scriptorìa activity which took place in Archivium romanae curiae, founded at the end of 1507 by pope Iulius II. Among them, Liber 1 instrumentorum – called Secretus – was used to collect acts that had to remain confidential. In this paper Secretus, also described from a material point of view, is investigated in its features and functions in the light of pontifical legislation. Finally, the article provides regesta of acts dated from 1506 to 1524, increasing in this way the knowledge about this office section functioning and, more generally, negotiation activity of ecclesiastical and lay people who gravitated around the papal court in the late Renaissance.Dei centodiciassette registri superstiti dell’attività di scriptorìa svolta nell’Archivio della curia romana, fondato alla fine del 1507 da Giulio II, il Liber 1 degli strumenti era destinato a raccogliere atti per i quali si richiedeva fosse mantenuta la segretezza. Del Secretus si descrive la struttura, si esaminano caratteristiche e funzioni in rapporto alla normativa pontificia, si presentano i regesti degli atti, datati tra il 1506 e il 1524, che arricchiscono le conoscenze sul funzionamento di questa sezione dell’ufficio e, in generale, sull’attività negoziale del mondo ecclesiastico e laico che gravitava intorno alla corte papale nel tardo Rinascimento
Come si usa la musica? Una teoria mimetica tra filosofia, neuroscienze e musicologia
L’idea che vorrei presentare qui è che la musica
non sia una cosa. O meglio, che non sia “solo”
una cosa come, per esempio, lo è il suono.
La musica è un certo uso del suono: lo imita.
La ragione di questa imitazione va trovata
nel fatto che l’imitazione dei suoni è al tempo
stesso un esercizio delle forze vitali che abitano
in noi. Ed è per questo che imitiamo i suoni,
per sentire e dispiegare tali forze. Per mettere
a fuoco questa idea sarà necessario un confronto
serrato tra diverse discipline: da un lato
la filosofia e, dall’altro, anzitutto
le neuroscienze e la musicologia. Alla filosofia
spetterà il non facile compito di porre le domande
giuste a queste e ad altre discipline,
i cui risultati e le cui acquisizioni
ci permetteranno di individuare le condizioni
necessarie per la comparsa della musica nella
nostra vita e, così, nel mondo. Queste condizioni,
tuttavia, non sono ancora sufficienti perché ciò
accada. Un’analisi introspettiva di quanto accade
durante l’ascolto musicale ci permetterà
di identificare la condizione sufficiente
per la comparsa della musica nella nostra vita e,
così, nel mondo.In this paper I claim that music is not a “thing”. Or rather, that it is not “just” a thing, as,
for example, sound is. Music is a certain “use” of sound: it “imitates” it. The reason for
this imitation lies in the fact that imitating sounds is, at the same time, an exercise of the
vital forces that dwell within us. And it is for this reason that we imitate sounds – in order
to feel and express these forces. To clarify this idea, it will be necessary to establish a close
dialogue between different disciplines: on the one hand, philosophy, and on the other, above
all, neuroscience and musicology. Philosophy will have the difficult task of asking the right
questions to these and other disciplines, whose results and findings will allow us to identify
the necessary conditions for the appearance of music in our lives and, thus, in the world.
However, these conditions are not yet sufficient for this to happen. An introspective analysis
of what takes place during musical listening will enable us to identify the sufficient condi-
tion for the emergence of music in our lives and, consequently, in the world
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