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Sensibilia 7. Errore
L’errore riguarda tutti, senza eccezioni. Ce lo ricorda la religione, con l’idea giudaico-cristiana di peccato originale, ma anche la speculazione filosofica, e basti pensare alla diagnosi dell’“oblio dell’essere”.
Eppure, l’esperienza cosciente e diretta dell’errore ci sfugge continuamente, a meno di non voler considerare intenzionale un comportamento erroneo; essa viene sempre ricostruita, poiché è l’esito di un ripensamento, esige un punto di osservazione esterno o successivo al momento dell’errore stesso. Se si sbaglia è perché si è inizialmente convinti di fare la cosa giusta e solo in seguito la verità può, in certo modo, essere ricostruita.
L’errore non è mai del tutto trasparente, ma si annida, piuttosto, in quella zona opaca che però costituisce spesso il presupposto non detto del nostro agire, pensare e sentire. L’errore, inteso rettamente, consentirebbe così di osservare i limiti o i condizionamenti che hanno determinato una certa conoscenza, un certo agire, una data impressione.
Ma è possibile esaminarlo senza fare errori? Fino a che punto? Con quali risorse? Proprio perché è impossibile non errare, allora occorre perseverare in un’analisi multifocale e aperta, come si è cercato di fare in questo volume di Sensibilia, proponendo un confronto tra saperi diversi, spesso tra loro lontani, nel tentativo di sviscerare il problema in fondo mai esausto dell'errore
A Danger to a Just Society? A Holistic view on Disgust
In this paper, I consider the relationship that obtains between disgust and the idea of a just society. Contra Martha C. Nussbaum, who argues that disgust poses dangers to a just society, I contend that disgust can either damage or promote the construction of a just society. In fact, I largely agree with Nussbaum’s perspective on disgust, except for this point: disgust, I think, is not necessarily dangerous for a just society, but can also be useful and constitute an important element for its development. In order to justify my claim, first, I will comment on Nussbaum’s criticism of disgust. Second, I will analyse Paul Rozin and April E. Fallon’s seminal study on disgust, which Nussbaum’s own research fully presupposes. Third, I will outline a slightly different, indeed “holistic” view on disgust, and bring forward some arguments for the use of disgust in order to construct a just society
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