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    Francesco Selmi e l'Università di Modena, tra Risorgimento e Unità nazionale

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    This essay aims at providing some details on Francesco Selmi’s edu- cation and career, especially on his role as the first President of the Royal University of Modena. Moreover, it briefly describes the dif- ferent issues the Italian university had to face shortly after the Unity: scarce funds, downgrading, risk of shutdown, creation of a local con- sortium for the financial support

    Sovranità e cultura giuridica al tempo di Pellegrino Prisciani, magister artis notariae

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    Il presente saggio intende illustrare alcuni aspetti del ruolo che Prisciano Prisciani e soprattutto Pellegrino Prisciani rivestirono nell’ambito della corte dei signori d’Este. Il particolare, la funzione di fattore camerale si evidenza come quella idonea non soltanto ad esigere e rendicontare gli utili provenienti dai possedimenti signorili, ma anche ad esercitare poteri di risoluzione delle controversie e di imposizione fiscale e militare. Pellegrino Prisciani si trovò pertanto ad anticipare l’esercizio di poteri che, progressivamente, costituiranno il nucleo della sovranità marchionale prima e ducale dopo. Di particolare utilità, in questa veste, le competenze notarili e una cultura giuridica di alto profilo.This essay aims at illustrating the role that Prisciano Prisciani, and especially Pellegrino Prisciani, played at the court of the Este family. In particular, the office of “fattore camerale” comes up as the most suitable not only to request and report the profits of seigniorial properties, but also to exercise the powers of dispute resolution, taxation and call to arms. Pellegrino Prisciani was one the first to exercise those powers that would be gradually handed over first to the Marquis and later to the Dukes of Este and that constitute the core of the princely family’s sovereignty. Also, the Priscianis could count on assets particularly useful for their position, such as notarial skills and a high-profile legal culture

    La «invenzione» del carcere, tra carità cristiana e illuminismo penale (secc. XVII-XVIII)

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    La costrizione in carcere, da mera custodia temporanea in attesa della conclusione del giudizio, diventa pena autonoma e graduabile per opera della Chiesa in età moderna. Una viva rappresentazione delle condizioni delle carceri dello Stato Pontificio viene restituita da G.B. Scanaroli nella sua opera De visitatione carceratorum, del 1655, a cui si ispirerà poco meno di un secolo dopo L.A. Muratori nei suoi trattati La carità cristiana(1723) e Della pubblica felicità (1749). Il riformismo settecentesco di matrice illuminista se da una parte espresse ostilità alla crudeltà delle pene, carcere compreso (C. Beccaria), per l’altra giunse a concepire il lavoro forzato come una modalità “utilitarista” per mettere a frutto la detenzione dei carcerati (J. Bentham).The imprisonment, from mere temporary custody pending the conclusion of the judgment, becomes an autonomous and gradable penalty through the work of the Church in the modern age. A vivid representation of the conditions of the prisons of the Papal States is given by G.B. Scanaroli in his work De visitatione carceratorum (1655), which inspired L.A. Muratori in his treatises La carità cristiana (1723) and Della pubblica felicità (1749). Finally, the eighteenth-century reformism on the one hand expressed hostility to the cruelty of punishment, including prison (C. Beccaria), for the other conceived forced labor as a “utilitarian” way to exploit the detention of prisoners (J. Bentham)

    Valdrighi, Bartolomeo

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    Profilo biografico di Bartolomeo Valdrighi (Castelnuovo Garfagnana 1739 - Genova 1787), giurista, principale autore del Codice estense del 1771 e della riforma universitaria del 1772

    Epidemie e contagi nella storia e nel diritto. Spunti e riflessioni a partire dal trattato Del governo della peste di Ludovico Antonio Muratori

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    Ludovico Antonio Muratori’s Il governo della peste was published in first edition in 1714, when the modern perspective of management and control of contagions by public authority appeared for the first time. Inspired by the idea of “public happiness”, Muratori’s treatise proposes an articulated series of interventions as well as a wide range of prohibitions to be enforced. Along the same line there were Carlantonio Broggia’s Trattato de’ tributi, delle monete e del governo politico della sanità, published in 1743, Angelo Bossi’s volume on yellow fever (1804) and doctor Gaetano Strambio’s book on the “importation of the plague”, where he lashed out against those who denied the scientific truth of the contagion for economic reason

    Professeurs et avocats abolitionnistes. La bataille du libéralisme pénal en Italie (XIXe siècle)

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    Dans les années qui ont suivi l'unification nationale, la culture juridique italienne, essentiellement représentée par des professeurs d'université et des juristes, assez souvent parlamentaires aussi, s'est engagée dans un effort sans précédent pour sensibiliser l'opinion publique italienne et, surtout, les milieux plus conservateurs de la magistrature et du Sénat sur la nécessité pour le nouveau Royaume issu du Risorgimento de s'affranchir de la barbarie constituée par la peine de mort. Des juristes tels que Francesco Carrara, Enrico Pessina, Pasquale Stanislao Mancini, Augusto Pierantoni, Giuseppe Zanardelli et bien d'autres moins connus ont pu clairement définir dans la presse, dans les classes universitaires ou parlementaires l'incompatibilité de la peine de mort avec les fondements du droit pénal libéral : un droit de punir limité par le domaine des droits individuels, une peine définitivement soustraite à la vengeance, un humanitarisme et un utilitarisme qui, ensemble, excluaient toute forme de cruauté inutile

    Il codificatore riluttante: i duchi estensi di fronte al modello luigino

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    Il Saggio si propone di illustrare il contesto e l'iter che portò alla codificazione estense del 1851-55 sulla scorta della precoce produzione codicistica promossa dal Maria Luigia nel vicino ducato di Parma

    Patire nel processo: tortura e confessione nella procedura penale d’antico regime

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    Il saggio intende illustrare sinteticamente una linea di tendenza di ampio spettro cronologico che vede l’emersione progressiva della “parola”. Un punto di svolta si registra alla fine del XII secolo con la repressione dell’eresia: la Chiesa predispone un nuovo tipo di processo fondato sul rapporto asimmetrico tra giudice e imputato nonché sulla deposizione trascritta e sottoscritta di quest’ultimo. Ben presto, la centralità della confessione eleverà la tortura quale ordinario meccanismo di pressione fisica e psicologica durante l’interrogatorio. Quello inquisitorio in breve tempo diventerà il processo adottato anche dalle autorità laiche per la repressione dei crimini: l’importanza dell’interrogatorio sotto tortura è documentato, tra l’altro, da diverse opere di giuristi e cancellieri, che intendevano fornire una guida e un ausilio nella verbalizzazione delle domande e delle risposte. Nel caso celebre del processo agli untori di peste del 1630, i verbali superstiti verranno riletti con sfumature e intenti diversi da Alessandro Verri e da Alessandro Manzoni tra fine Settecento e metà Ottocento: in entrambi gli autori, comunque, risaltano con forza la “parola” dolente dei torturati e la stortura impressa dalla violenza sul risultato finale delle sentenze e delle condanne.The essay intends to briefly illustrate a broad chronological trend line that sees the progressive disclosure of the “word”. We can see a turning point at the end of the twelfth century with the repression of heresy: the Church prepares a new type of trial based on the asymmetrical relationship between the judge and the defendant as well as on the transcribed and signed deposition of the latter. Soon, the centrality of confession will elevate torture as an ordinary mechanism of physical and psychological pressure during interrogation. Soon the inquisitorial process will also become adopted by the secular authorities for the repression of crimes: the importance of interrogation under torture is documented, among other things, by various works by jurists and chancellors, who intended to provide guidance and help in verbalizing questions and answers. In the famous case of the trial of the plague spreaders of 1630, Alessandro Verri and Alessandro Manzoni will re-read the surviving minutes with different intentions between the end of the eighteenth century and the mid-nineteenth century: in both authors, however, the painful “word” of the tortured and the distortion imprinted by violence on the final result of rulings and convictions stand out strongly.KeywordsCriminal trial; Confession; Torture; Interrogatio

    Le prassi giurisdizionali alla prova della documentazione d’archivio degli “stati minori”. Al modo di un’introduzione

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    Saggio di introduzione al volume, che raccoglie sette saggi su problematiche giurisdizionaliste relative a realtà geo-politiche identificabili come "stati-minori": Monferrato gonzagheso, Ducato di Parma e Piacenza, Ducato estense, Repubblica di Genova, Stato di Massa, Repubblica di Lucca, Principato di Piombino. In tale saggio si chiariscono gli indirizzi metodologici che accomunano i saggi suddetti e si cerca di chiarire alcune implicazioni complessive di un tal tipo di ricerca
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