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    Antonio Tasca e Anna Crestani in Tasca

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    Antonio Tasca e Anna Crestani in Tasca trucidati durante un rastrellamento fascista a Valle San Floriano, Marostica (Vicenza).due fotografie in bianco e nero montate su un foglio di 280 x 220 mm

    Un vescovo e il suo territorio: la figura e l'opera di Antonio Raimondo Tore (1781-1840)

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    Saggio incentrato sulla figura di Francesco Raimondo Tore, vescovo di Aes, attraverso la documentaizone inedita conservata nell'Archivio diocesano di Ales

    Prefazione

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    Il volume contiene la guida ai fondi dell'Archivio storico dell'Università di Cagliari, a seguito del riordino condotto da M. Rapetti e E. Todde, sotto la supervisione scientifica di C. tasca (responsabile scientifico)

    Mare Internum e “Mediterraneo Rioplatense”

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    * Autore/i (separati con ; o ,) TASCA C * Titolo Mare Internum e “Mediterraneo Riplatense” Lingue ITALIANO Descrizione CURATELA DEL FOCUS Mare Internum e “Mediterraneo Riplatense” Titolo del volume AMMENTU, Bollettino Storico Archivistico e Consolare del Mediterraneo (ABSAC), n. 1, gennaio-dicembre 2011, pubblicato in www.centrostudisea.it/Ammentu/, pp. 155-226. * Anno 2011 Formato Online No Volume 1 Pagine da 155 a 226 totale 72 ISBN 2240-7596 ISBN non valido. Non verrà visualizzato nella citazione. DOI Url Abstract Focus Mare Internum e “Mediterraneo Rioplatense” 1. L’Ordine militare di Santiago de la Spata e la Sardegna: Fonti documentarie e iconografiche (Cecilia Tasca) 2. I rapporti commerciali della famiglia Aymerich con Barcellona, Valenza e Maiorca tra ‘400 e ‘500 attraverso i documenti d’Archivio (Manuela Garau) 3. La difesa costiera del regno di Sardegna nel XVII secolo: il pattugliamento mobile (Valentina Cipollone) 4. Dal Mare Internum, ponte tra Oriente e Occidente e porto di partenza per l’America, a un altro mare: il “Mediterraneo rioplatense” (Martino Contu) 5. I fondi documentari sull’emigrazione italiana nel “Mediterraneo Rioplatense” custoditi in alcuni Archivi d’Italia, Argentina e Uruguay (Manuela Garau) Il Mediterraneo, con la sua storia millenaria, “antico crocevia, luogo centrale nella storia dell’umanità, ponte tra Oriente e Occidente”, è il filo conduttore dei cinque saggi che compongono il focus. Ciascun saggio propone nuovi interessanti aggiornamenti archivistici e storiografici. La Sardegna, con la sua invidiabile posizione al centro del Mare Nostrum, è oggetto privilegiato dei primi tre contributi, che ci portano indietro nel tempo quando, nel basso Medioevo, essa dovette confrontarsi ancora una volta con nuovi popoli, culture e istituzioni, mentre nobili casate si contendevano il possesso delle sue terre e dei suoi uomini. Espressione di questa fase furono i grandi lignaggi sardo-catalani, come l’antica famiglia Aymerich che, attraverso personaggi di grande spicco, fu partecipe del rinato interesse economico e culturale della Cagliari quattro-cinquecentesca. Qui vissero Pietro, suo figlio Salvatore e il figlio di quest’ultimo Salvatore II. Signori di Laconi, Villamar, Sanluri e Ploaghe, gli Aymerich assunsero un ruolo di primo piano nella vita sociale, economica e politica del Regnum Sardiniae, accentrando, via via, le maggiori cariche politiche, civili, militari e religiose (M. Garau). A riprova di ciò, Salvatore II, suo figlio Melchiorre e ben tre nipoti del ramo Castelvi-Aymerich, ottennero il cavalierato dell’ordine di Santiago de la Spata, ambìto riconoscimento raggiunto solamente da altri 46 blasonati isolani nell’arco di trecento anni (C.Tasca). Nello stesso periodo, gli scontri fra l’Impero turco e l’Impero spagnolo, caratterizzati da guerre navali e azioni piratesche, comportarono lo sviluppo di infrastrutture volte alla difesa ma anche all’attacco dei territori iberici. La Sardegna, con la sua cruciale posizione, fu inserita all’interno dei progetti di costruzione, ampliamento e ammodernamento delle opere di difesa fin dai primi decenni del XVI secolo, ma ebbe una propria squadra di galere solamente nel secolo successivo quando, al pericolo delle incursioni piratesche si aggiunse la minaccia francese che si concretizzò nel 1637 con l’invasione di Oristano da parte della flotta guidata dal conte d’Harcourt (V. Cipollone). Concetti più avanzati, che definiscono il Mediterraneo come “spazio-movimento dai confini non definiti, che può abbracciare realtà geografiche non bagnate dalle sue acque”, ci inducono, oggi, ad allargare i nostri orizzonti di ricerca. Da Mare Internum, antico ponte tra Oriente e Occidente e porto di partenza per le Americhe, esso diventa, perciò, un nuovo mare che si spinge fino alla sponda americana dell’Atlantico, in quella particolare area geografica compresa tra i fiumi Paraná e Uruguay e lungo le due sponde del Rio de la Plata, in territorio argentino e uruguaiano, dove migliaia e migliaia di emigrati italiani e spagnoli hanno dato vita, fra il XIX e il XX secolo, al “Mediterraneo rioplatense” (M. Contu). Perché la storia del Mediterraneo è anche la storia delle migrazioni dei suoi popoli, di milioni di persone che si sono spostate prima all’interno del Mare Nostrum e dopo, con la scoperta di Colombo, nel nuovo continente. Non va dimenticato che, tra Ottocento e Novecento, l’Italia fu il paese che più è stato modificato da tale mobilità, con 25 milioni di partenze tra il 1860 e il 1970, pari alla metà della popolazione italiana registrata nel 1960. Di questi 25 milioni, poco più di 14 emigrarono tra il 1876 e il 1915, e fra questi ben 7.600.000 ripopolarono le Americhe (M. Garau). ITALIANO Parole chiave MEDITERRANEO — ITALIANO MEDITERRANEO RIOPLATENSE — ITALIANO MARE INTERNUM — ITALIANO Altre informazion

    L'ospedale in miniera. Fonti archivistiche e bibliografiche (1868-1908)

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    Historical sources produced by sanitary institutions, even during the XIX century, are little studied. We lack both local and general researches on this specific typology of source. This essay firstly gives account of the first results of a preliminary survey on archival documentation produced by hospitals established in 19th century in several mining villages within the Sardinia region called Sulcis- Iglesiente and nowdays held by IGEA SpA Company. Secondly, this paper focuses on bibliographic sources, such as medical reports and the diaries of the so-called ‘travelers’, who visited Sardinia in the second half of the 19th century and that provide us whit a large amount of details related to the many health care facilities established in the new villages founded for exploiting Sardinian mines

    I documenti della miniera di Montevecchio e il contributo al dibattito scientifico sulla prevenzione delle malattie professionali

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    Il saggio, scritto a quattro mani, presenta i fondi documentari della importante miniera sarda di Montevecchio

    Il Linguistic turn in prospettiva. Su Une histoire inquiète di Sabina Loriga e Jacques Revel

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    Recensione al libro di Sabina Loriga e Jacques Revel, Une histoire inquiète: Les historiens et le tournant linguistique, Seuil, 202
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