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La Tomba XV di Sos Furrighesos, Anela (SS)
L'ipogeo fa parte della nota necropoli di Sos Furrighesos, costituita da diciotto domus de janas quasi tutte scavate in un costone di trachite tufacea che limita il pianoro di Pianu Oschiri. Solo l'ipogeo XV è situato ai bordi di questo pianoro, sull'orlo del costone. La tomba, del tipo a "T", comprende ildromos, l'anticella quadrangolare e la cella rettangolare. Essa fu parzialmente esplorata nel 1974 (scavi Tanda). La cella non restituì alcun materiale; presumibilmente era stata svuotata da tempo. Presenta sul soffitto figurazioni dipinte che saranno oggetto di studio e di pubblicazione in altro luogo
Ipotesi di itinerari turistico-culturali
La progettazione di itinerari turistici nell'area campione del Progetto Iloi, per quanto opportuna e auspicabile, è un'operazione lunga e complessa, che interessa vari ambiti: culturale, tecnico e sociale.
Non basta, infatti, individuare solamente monumenti archeologici e storici di grande interesse, di cui sia nota anche la situazione di appartenenza giuridica, ma bisogna anche concordare le modalità di fruizione con i privati (se i monumenti non sono di proprietà del
Comune); scegliere il tipo di percorrenza (a piedi, a cavallo, in autovettura, in pullmann) nel tragitto più breve per raggiungerli; sistemare i sentieri in relazione al tipo di utenza; scegliere ed ubicare le infrastrutture per una migliore e gradevole fruizione (posti di ristoro, parcheggi, zone di sosta ecc.); predisporre la gestione e la manutenzione. Tutto questo coinvolge diverse discipline, competenze (ricerca, tutela, gestione amministrativa e turistica) e professionalità (archeologi, ingegneri, architetti del paesaggio, operatori del turismo e della manutenzione ecc.). Si tratta quindi di una progettazione integrata in cui la componente archeologico-storico-ambientale del territorio sedilese viene assunta come valore sociale inderogabile e come risorsa strategica per un effettivo progresso
Uso e funzione del monumento
Dal contesto archeologico della tomba di giganti 2 di Iloi sono emersi elementi che portano a conclusioni, sia pure preliminari e parziali, di grande interesse.
Le evidenze archeologiche portano a costruire un'ipotesi polifunzionale per l'esedra, spazio che si configura, allo stesso tempo, come elemento architettonico, forse simbolico ma, soprattutto, come luogo sacro, in cui si conservano i resti degli antenati, si compiono gli atti dellapietasin loro onore e di conservazione del gruppo umano attraverso rituali comunitari svolti nel corso di pubbliche cerimonie a nome del gruppo umano che così onorava i suoi antenati. Pur tenendo presenti le difficoltà di interpretazione funzionale dei resti archeologici dell'esedra, si sottolinea la consuetudine di selezionare le fogge dei contenitori, per cui le forme chiuse costituivano in prevalenza i corredi funerari, le forme aperte e i tegami, in modo particolare, invece, distinguevano l'attrezzatura rituale
Analisi morfologica
L'analisi morfologica dei campioni è stata condotta secondo criteri tradizionali di valutazione relativi all'impasto, agli inclusi (componenti e dimensioni), alle superfici,
al colore ed alla frattura
Introduzione
Fra gli archeologi preistorici sardi delle due Università isolane, negli ultimi quarant'anni, si è osservato un notevole interesse scientifico verso le Isole del Mediterraneo occidentale. Tale interesse è nato dall'esigenza d'individuare, sviluppare ed approfondire
tematiche archeologiche delle Isole -come il primo popolamento, l'evoluzione delle culture al loro interno e nei rapporti interattivi con i gruppi umani viciniori, la comunicazione su rotte marine, la creazione di reti o di circuiti di scambio di materie prime- secondo un approccio funzionale alle problematiche dell'insularità ed avendo
come termine cronologico un ampio arco che va dalla Preistoria all'Età medievale.Fra queste Isole la Sardegna, per la sua posizione centrale nel Mediterraneo, inevitabilmente si pone come "cerniera culturale" tra l'Oriente e l'Occidente. Costituisce, quindi, il punto di partenza, di riferimento e di confronto delle ricerche sia per la straordinaria successione delle culture che cominciano con il Paleolitico Inferiore (sarebbe, quindi, una delle più antiche terre popolate) sia per la specificità
delle sue manifestazioni culturali
Introduzione
La località di Iloi, distante dal paese di Sedilo circa 2,5 km in direzione SW, è ubicata su di una delle punte avanzate dell'altipiano basaltico, a margini frastagliati,
che costituisce la base del sistema di paesaggio "Sedilo".
In questo sito, in un'area di m 400 x 150 circa, sono stati individuati due complessi monumentali:una necropoli adomus de janasdi Ispiluncas, comprendente 33 ipogei;un complesso d'età nuragica caratterizzato da un'area civile con nuraghe e villaggio e da un'area funeraria.
Quest'ultima è ubicata sul margine S del pianoro, in posizione dominante, e guarda verso la vallata, attualmente occupata, quasi per intero, dal Lago Omodeo, in antico solcata, invece, dai fiumi Tirso e Taloro. Comprende i resti murari di due (forse tre) tombe di giganti del tipo con fronte a filari e tecnica isodoma. La tomba n. 2, da tempo esplorata, oggetto del presente studio, ha segnato l'avvio del progetto poliennale ed interdisciplinare "Iloi-Sedilo: l'uso del territorio dal Neolitico all' età medievale"
I Siti del Neolitico antico e l'ambiente: strategie di sussistenza
Come già affermato in altro luogo sono ben trenta i siti che hanno restituito tracce materiali del Neolitico antico.Nel presente lavoro si farà un riesame dei dati materiali (ceramici, litici, paleofaunistici) e dei dati fisiografici dei siti editi e completi delle informazioni geografiche (tra cui l'esatta posizione sulle carte I.G.M. 1:25000 talvolta misurata in loco con il GPS), allo scopo non solo di delineare le strategie di sussistenza seguite dai gruppi umani del VI-V millennio a.C. ma anche di individuare il processo di formazione del Neolitico sardo cioè del fenomeno culturale che portò dall'economia di caccia e raccolta a quella di produzione
A proposito delle figurine «a clessidra» di Tisiennari, Bortidiadas
Le figurine «a clessidra», comunemente interpretate come rappresentazioni antropomorfe, compaiono nella domus de janas di Tisiennari, incise a martellima, sulla parete SW della cella b. Il motivo non è nuovo: è stato, infatti, osservato in altri ipogei, scolpito a bassorilievo o dipinto. Figure «a clessidra», inoltre, (o rinconducibili ad esse) sono state descritte su ceramiche di cultura Ozieri (fine IV-I metà del
III millennio a.C.).Il presente studio presenta un catalogo di tali figurine, fa un'analisi interna dei motivi figurativi, ne esamina la cronologia e il significato e, infine, ne traccia gli aspetti socio-economici
Le Culture preistoriche
Analisi della cultura sarda in epoca preistorica, con particolare riferimento al territorio della provincia di Sassari, nel periodo paleolitico e neolitico, fino all'età del rame e del bronzo
Bibliografia
Si fornisce la bibliografia di riferimento dei primi 7 capitoli del T. 4.1La tomba di giganti 2 di Iloi (Sedilo-OR)facente parte del Progetto Iloi: Sedilo: i materiali archeologici
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