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    Il “naso di Pinocchio” nel rilevamento dell’inganno in contesti interetnici

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    Esistono indici di comportamento non verbale affidabilmente correlati all’inganno, cioè una sorta di “naso di Pinocchio” che dica se una persona mente o dice la verità? La risposta a questo quesito è solo in parte affermativa. Come mostra la meta-analisi di De Paulo et al. (2003), alcuni comportamenti non verbali, quali labbra premute e mento all’insù, sono significativamente associati più al racconto di una menzogna che al racconto della verità. Tuttavia, le differenze sono lievi e lo specifico pattern di comportamenti varia in base a persone e contesto (si veda Vrji, 2010). Tutto questo rende difficile rilevare l’inganno, tanto che la percentuale media di identificazioni corrette è solo del 54%. Questa percentuale si riduce ulteriormente se il rilevamento dell’inganno avviene tra membri di gruppi etnico-razziali diversi (Trifiletti et al., 2018; si veda anche Lloyd et al., 2017). L’obiettivo di questo studio è quello di indagare se alla base di questa diversa accuratezza intergruppi vi sia una differenza nei comportamenti non verbali di target bianchi e neri che mentono o dicono la verità. Un totale di 80 interviste (bilanciate per target e menzogna/verità) è stato esaminato da 2 giudici indipendenti che hanno codificato 14 indici di comportamento non verbale. Successivamente, un campione di 160 partecipanti ha giudicato la veridicità di una delle 80 interviste. I risultati mostrano alcune differenze significative nei comportamenti non verbali di bianchi e neri, tuttavia gli indici di comportamento non verbale sono non correlati o debolmente correlati con l’accuratezza e con il giudizio soggettivo dei partecipanti

    Benessere ed emozioni di riuscita: Transizione dalla scuola primaria alla scuola secondaria e relazione col rendimento

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    Introduzione. Le emozioni che si provano in contesti di apprendimento rivestono un ruolo centrale per il benessere e il rendimento degli studenti (Pekrun & Linnenbrink-Garcia, 2014). In linea con la teoria del controllo-valore delle emozioni di riuscita, numerosi studi supportano tali relazioni (Pekrun, 2006), anche con gli studenti più giovani (es., Raccanello, Brondino, Moè, Stupnisky, & Lichtenfeld, 2018). Tuttavia, scarsa attenzione è stata posta alla transizione dalla scuola primaria a quella secondaria. Da un punto di vista metodologico, sono inoltre pochi gli strumenti per valutare costrutti quali emozioni di riuscita e benessere in modo economico. Questo contributo si focalizza sul benessere e sulle emozioni di riuscita nella scuola primaria e secondaria. Si propone di studiare: (1) le proprietà psicometriche di una breve scala per la valutazione del benessere a scuola (Loederer, Vogl, & Pekrun, 2016), adattata al contesto italiano; (2) possibili differenze nel benessere e nelle emozioni di riuscita, ipotizzando un peggioramento con la transizione dalla scuola primaria alla scuola secondaria; (3) il ruolo del benessere e delle emozioni di riuscita rispetto al rendimento. Metodo. Hanno partecipato 431 studenti del quarto anno di scuola primaria (M = 9.54 anni, 8.88-10.93; 44% F) e del secondo anno di scuola secondaria di primo grado (M = 12.50 anni, 11.81-13.74; 50% F). È stato somministrato un questionario con misure di benessere (School-Related Well-Being Scale, Loederer et al., 2018) ed emozioni di riuscita (Raccanello, De Bernardi, & Brondino, 2013) relativi alla scuola. Per un sotto-campione, si sono raccolti i dati sul rendimento. Risultati. Tramite analisi di Rasch, si è costruita una scala che gode delle proprietà della misurazione fondamentale (Campbell, 2013) partendo dai punteggi grezzi della scala sul benessere (un item, risultato inadeguato, è stato eliminato; le scale di risposta di due item sono state ri-tarate). Tramite Linear Mixed Models, è risultato che all’aumentare dell’età i punteggi di benessere, t(429) = 5.73, p < .001, emozioni positive attivanti, t(429) = 9.77, p < .001, e deattivanti, t(429) = 6.82, p < .001, diminuiscono; i punteggi delle emozioni negative deattivanti, t(429) = -2.68, p = .008, aumentano. Per un sotto-campione, il rendimento è predetto positivamente dal benessere, F(1, 162) = 19.27, p < .001, e dalle emozioni positive attivanti, F(1, 159) = 13.15, p < .001, e negativamente dalle emozioni negative deattivanti, F(1, 159) = 16.99, p < .001. Conclusioni. Questo studio amplia le evidenze empiriche sulla relazione tra benessere ed emozioni di riuscita e prestazione scolastica, fornendo strumenti per indagare tali costrutti nel contesto italiano che rispettino le proprietà della misurazione fondamentale. L’attenzione alla transizione tra i diversi livelli scolastici fornisce spunti applicativi per supportare gli studenti in tale passaggio così rilevante per il proprio percorso di apprendimento

    Biculturalismo, benessere psicologico e adattamento sociale.

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    Negli ultimi decenni si è assistito ad un incremento notevole del numero di persone biculturali, cioè di individui che sono esposti a più di una cultura nel corso della loro vita, per diverse ragioni. Le persone biculturali si trovano a dover conciliare identità culturali e ambienti sociali diversi, che presentano talvolta richieste e aspettative contrastanti, con ripercussioni per il loro benessere psicologico. Inoltre, nelle loro relazioni con i membri della società ospitante, le persone biculturali possono sentirsi valutate meno positivamente e trattate in modo diverso; tali percezioni possono svolgere un ruolo determinante sull’adattamento psicologico e sociale delle persone biculturali. La presente proposta di simposio raccoglie quattro recenti contributi volti a mettere in luce la complessa relazione tra biculturalismo e adattamento psicologico e sociale

    Scuola e coesione sociale: Processi psicologici coinvolti

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    Il capitolo indaga la coesione sociale in un campione di alunni di scuola primaria e secondaria di primo grado. In particolare, si verifica se e come la coesione sociale si differenzi a seconda della fascia di età e del genere degli alunni e quali siano i processi psicologici individuali e i fattori contestuali – con particolare riferimento alle strategie e iniziative promosse dalla scuola – che sono associati in modo significativo alla coesione sociale

    Personalità, emozioni di riuscita e benessere a scuola

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    Introduzione Il benessere a scuola si riferisce all’equilibrio globale tra cognizioni/emozioni positive e negative per gli attori del contesto scolastico (Hascher, 2007). In letteratura è noto il legame tra il benessere a scuola e le emozioni di riuscita; tuttavia, sono scarse le evidenze empiriche sulla natura di tale legame e sugli antecedenti del benessere stesso. Considerando la teoria del controllo-valore delle emozioni di riuscita di Pekrun (2018) e il modello del benessere a scuola di Hascher (2007) come prospettive teoriche, abbiamo indagato la relazione tra personalità, emozioni di riuscita e benessere a scuola. Metodi Abbiamo coinvolto 384 madri di studenti del quarto anno di scuola primaria e del secondo anno di scuola secondaria di primo grado. Le madri hanno completato misure sulla personalità (30 item; Hierarchical Personality Inventory for Children; Vollrath et al., 2016), sulle emozioni di riuscita (20 item; Achievement Emotions Adjective List–Brief version; Raccanello et al., 2013) e sul benessere a scuola (6 item; School-Related Well-being scale; Loderer et al., 2016) dei figli. Risultati Tramite R abbiamo condotto una path-analysis, caratterizzata da buoni indici di fit, Χ2(9, N = 384) = 19.299, p = .023; CFI = .954; TLI = .908, RMSEA = .065; SRMR = .042. Le emozioni positive (R2 = 23%) sono predette positivamente da estroversione (β = .15, p = .006), coscienziosità (β = .19, p < .001) e immaginazione (β = .21, p < .001), e negativamente da instabilità emotiva (β = -.17, p = .001). Le emozioni negative (R2 = 20%) sono predette positivamente da instabilità emotiva (β = .33, p < .001) e negativamente da immaginazione (β = -.18, p < .001) e benevolenza (β = -.15, p = .004). A sua volta, il benessere (R2 = 28%) è predetto positivamente dalle emozioni positive (β = .43, p < .001) e negativamente da quelle negative (β = -.25, p < .001). Tale modello è risultato migliore rispetto a un modello in cui era il benessere a predire le emozioni di riuscita. Discussione La personalità è un predittore delle emozioni di riuscita, a loro volta legate significativamente al benessere a scuola. Nonostante limiti legati, per esempio, alla natura delle misure other-report, questo studio permette di estendere le conoscenze sui processi sottostanti il benessere degli studenti e può costituire la base per la pianificazione di interventi per promuoverne lo sviluppo

    Miglioramento delle relazioni intergruppi nella e oltre la situazione di contatto: il ruolo delle emozioni e dell’identità comune

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    In due lavori, abbiamo verificato un modello derivato: dall’ipotesi del contatto, dalla teoria dell’identità dell’ingroup comune, dagli studi relativi agli effetti delle emozioni intergruppi. Nel nostro modello, il contatto cooperativo aumenta l’empatia e riduce l’ansia, perché promuove la rappresentazione di un’identità comune. Si ipotizza, inoltre, che gli effetti positivi si estendano dai membri prossimali dell’outgroup all’outgroup distale. In uno studio, i partecipanti erano infermieri italiani che lavoravano in una casa di cura; collaboravano con colleghi immigrati. Nell’altro, erano operai italiani che lavoravano in aziende; collaboravano con operai immigrati. Si è applicato un questionario. Si sono verificati modelli di path analysis con variabili osservate (Lisrel 8). Il modello proposto risulta confermato. In entrambi i contesti di lavoro, il contatto cooperativo promuoveva la rappresentazione di costituire un gruppo unico (l’istituto di cura, la fabbrica); la percezione della comune appartenenza aumentava l’empatia e riduceva l’ansia. Tali effetti positivi si estendevano dagli esemplari prossimali all’outgroup distale, cioè alla categoria generale degli immigrati. Saranno discusse le implicazioni teoriche e applicative dei risultati dei due studi

    I costi di recupero dei centri storici: una proposta metodologica

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    applicazione dell'Analisi del Valore e delle Economie di scala nel recupero del centro storico di Napol
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