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    Espansione chirurgica del mascellare superiore. Tomodensitometria pre e post-operatoria

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    Gli AA. Riferiscono sulle indicazioni cliniche e sulle metodiche di espansione chirurgica del palato. Si soffermano sulla propria esperienza relativa a 6 casi di espansioni chirurgiche del palato con innesto osseo autoplastico. Rilevano l’importanza della correzione chirurgica contemporanea delle gravi alterazioni occlusali, profilometriche e del deficit respiratorio nasale delle dismorfosi facciali caratterizzate da grave ipoplasia con retrusione e contrazione delle arcate e difetti di sviluppo trasversale del palato. La maxillotomia tipo Le Fort I e 1⁄2 secondo Obwegeser viene indicata come intervento particolarmente appropriato a questi fini, in associazione alla osteotomia intermascellare ed alla interposizione dell’innesto osseo. Gli AA. sottolineano inoltre l’importanza dello studio pre e postoperatorio con la tomodensitometria per la valutazione “in vivo” della anatomia chirurgica della struttura dismorfica e per il controllo dell’assetto e della evoluzione degli innesti e dei calli ossei dopo l’intervento

    Cisti branchiali laterali del collo e grossi vasi del collo. Valore diagnostico dello studio con Ecocolordoppler e Risonanza Magnetica

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    Viene riportato uno studio con Ecocolordoppler (USDcolor) e Risonanza Magnetica (RM) condotto su 15 casi di cisti branchiali laterali del collo (CBLC) ai fini della “ottimizzazione diagnostica” di queste lesioni. Infatti, poiché esse, come noto, possono contrarre rapporti più o meno intimi con i grossi vasi del collo, la necessità di uno studio diagnostico approfondito ai fini dell’intervento chirurgico, soprattutto nei casi di cisti particolarmente voluminose e profonde, spinge sovente all’utilizzo di più metodiche strumentali. Dallo studio emergono i seguenti dati. La US è da ritenere essenziale per un preliminare studio della cisti. Nelle cisti di I tipo, essa è sufficiente alla valutazione diagnostica. Nelle cisti di II tipo, poste sul piano vascolare, in molti casi è sufficiente il solo studio con USDcolor. Nelle cisti di III e IV tipo è necessario associare alla USDcolor la RM. La TC ha, rispetto alla RM, il solo vantaggio del minor costo. Viceversa, è dotata di minor risoluzione e soprattutto richiede in taluni casi il ricorso a “contrast enhancement”

    Analisi Strutturale Maxillo-Facciale: Applicazioni cliniche

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    Gli AA riferiscono uno studio T.C. eseguito con la tecnica di analisi strutturale dello scheletro maxillo-facciale. Viene esaminato un caso di microsomia emifacciale, dismorfosi complessa che richiede un intervento di chirurgia tridimensionale. L’analisi strutturale mette in evidenza, grazie alla seriazione continua, l’anatomia chirurgica della malformazione in tutte le sue espressioni. I particolari di saliente interesse chirurgico vengono rilevati con le tecniche della tomodensitometria. Strutture condilari preoperatorie e modificazioni di orientamento e di densità ossea postoperatoria dei condili, assetto muscolo-scheletrico pterigo-mascellare e sue modificazioni postoperatorie, piano palatale, giunzione pterigo-mascellare, pilastri di resistenza, corticali mandibolari, pure presentate in fase pre o postoperatoria, mostrano le alte possibilità diagnostiche della metodica in chirurgia ortopedica dei mascellari

    Ruolo della Risonanza Magnetica nella diagnostica radiologica della patologia parotidea

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    Le informazioni fornite dalla RM su 13 pazienti che presentavano una tumefazione sintomatica monolaterale della parotide sono state confrontate con quelle ottenute con ecografia, scialografia e tomografia computerizzata. La RM non è risultata diagnostica in 2 casi di scialoadenite cronica diffusa mentre è risultata superiore all’ecografia in 1 caso nel definire la sede della lesione ed in 2 nel definirne l’estensione extraghiandolare profonda. La RM si è inoltre mostrata più valida della tomografia computerizzata per la maggiore risoluzione di contrasto e l’imaging multiplanare. E’ stato possibile riconoscere lesioni neoplastiche di 4 mm di diametro, per l’elevato contrasto ottenuto con RM fra parenchima normale ed aree patologiche. La massa neoplastica ha bassa intensità di segnale nelle immagini T1 dipendenti ed alta in quelle T2 dipendenti. Le lesioni focali non possono essere caratterizzate con RM sulla base dell’intensità di segnale, e solo l’aspetto morfologico può consentire di distinguere lesioni di tipo benigno da quelle di tipo maligno. La RM si offre come esame di secondo livello, dopo l’ecografia, in caso di lesione focale ove sia necessario dimostrare l’eventuale presenza di localizzazioni multiple e la diffusione della neoplasia nello spazio parafaringeo

    Valutazione comparativa TC-RM nello studio della fossa pterigo-mascellare in relazione alle problematiche cliniche e chirurgiche della regione

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    La fossa pterigo-mascellare riveste notevole interesse anatomo-chirurgico per il frequente coinvolgimento delle strutture in essa contenute in vari quadri di patologia (neoplastica, flogistica, traumatica e, non ultima, nelle dismorfosi maxillo-facciali). La collocazione topografica e la complessità strutturale rendono difficile ai mezzi di indagine tradizionali, ivi compresa la esplorazione radiologica classica, uno studio esauriente della regione, ed inoltre problematico l’approccio chirurgico. Di qui la necessità di un approfondimento degli studi di base ricorrendo alle più avanzate tecniche di diagnostica per immagini. A tale riguardo gli AA. Hanno effettuato uno studio con TC ed RM su 20 pazienti, nei quali la patologia di base non alterava le strutture della fossa pterigo-mascellare (selezionati su una vasta casistica già studiata con la Tomografia Computerizzata e con la Risonanza Magnetica), al fine di valutare comparativamente la capacità di risoluzione di immagine delle due tecniche, e quindi l’efficacia, nella definizione delle varie strutture della fossa pterigo-mascellare. Da tale indagine è emersa la notevole incisività della TC nello studio delle strutture scheletriche (apofisi pterigoidee, giunzione pterigo-mascellare, parete latero-posteriore del seno mascellare, ramo mandibolare), derivante sia dalla maggiore risoluzione spaziale di tale tecnica che dalla possibilità di effettuare indagini tomodensitometriche molto fini. La TC inoltre offre una buona evidenza dell’apparato muscolare della regione, permettendo una valutazione complessiva dell’assetto muscolo-scheletrico della fossa. La RM, in virtù della migliore risoluzione di contrasto, si mostra particolarmente idonea per un più accurato studio dei tessuti molli ed in particolare dei muscoli pterigoidei esterni ed interni, delle fasce muscolo-aponevrotiche, della componente adiposa e delle formazioni vascolari (arteria mascellare interna, carotide esterna), mentre le strutture scheletriche, prive di segnale, appaiono evidenti per contrasto con i tessuti molli circostanti. Da questa analisi di base emerge, in definitiva, che lo studio integrato con queste tecniche d’imaging prospetta un significativo arricchimento ed affinamento dei dati nella diagnostica dei vari quadri di patologia della regione

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    TC e fratture blow out pure del pavimento orbitario. Implicazioni terapeutiche

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    Viene saggiato l’uso della t.c. e delle metodiche di tomodensitometria nelle fratture blow out pure del pavimento orbitarlo, dati i problemi diagnostici particolarmente complessi legati alle lesioni delle strutture che insistono sul pavimento orbitarlo. Le proiezioni assiali, coronali, ed ancor meglio le ricostruzioni sagittali, permettono una visione tridimensionale precisa del materiale erniato e delle sue componenti, ed in particolare, delle lamelle ossee che debbono essere riposizionate. Viene dimostrata la possibilità di distinguere le strutture erniate, m. retto inferiore, m. piccolo obliquo, fasce, tessuto adiposo, grazie alle metodiche densitometriche e di sottrazione d’immagine. Gli AA ritengono questo mezzo attualmente il più adatto a fornie il contenuto di informazione necessario ad un trattamento chirurgico mirato al corretto riposizionamento delle strutture erniate e del pavimento orbitario senza ricorrere ad impianti auto od alloplastici

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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