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    Le ultime frontiere del recupero e della valorizzazione del patrimonio urbano: gli usi temporanei

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    Nowadays, the city is a laboratory of architectural, social, economic and urban transformation processes, based on a dynamic society, whose effectiveness de- pends on the definition of an adequate legal framework. Such legal framework is aimed at directing the urban planning function towards the environmental and territorial sustainability. Among the processes that make the city more liveable, the paper analyses the most recent regulation for the recycling and valorisation of the unused urban heritage, in order to identify a change of use. Particularly, the research is focus on a specific rule that has been adopted by some regional laws and, more recently, by the National Parliament: the temporary use of unused buildings. In addition to some considerations on the applicative potential and executive limits of the temporary use, the Author explains the reasons why it is necessary to legislatively define how much time the temporary use should last, considering also that the current legislation does not always regulate this aspect

    La rigenerazione urbana nelle recenti leggi urbanistiche e del governo del territorio

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    Di recente, le leggi regionali hanno dedicato una spiccata attenzione al tema della rigenerazione urbana. Le esigenze di contrasto al degrado delle città, inteso sotto il profilo sia sociale sia economico, non sono certamente nuove, in quanto il nostro ordinamento ha predisposto negli anni diversi strumenti giuridici per assicurare il recupero delle zone depresse. Nondimeno, le leggi di ultima generazione adottano il differente punto di vista per cui le operazioni di rigenerazione devono essere concepite a livello pianificatorio, dunque secondo una visione organica, e non nella prospettiva di interventi estemporanei. Nello specifico, lo studio intende esaminare le norme regionali più significative che si occupano di tali tematiche, confrontando analogie e differenze, al fine di valutare come gli obiettivi della rigenerazione urbana influenzino le attività di pianificazione definite negli strumenti urbanistici comunali

    La circolazione e il riuso delle riproduzioni digitali del patrimonio culturale pubblico

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    Fin dagli anni ’90, la letteratura giuridica ha messo a fuoco il ruolo che la digitalizzazione può svolgere ai fini della tutela e della valorizzazione, anche intesa come sviluppo economico, del patrimonio culturale, motivo per cui si è avvertita l’esigenza della predisposizione di un quadro normativo in tema di diritto di riutilizzo delle informazioni nel settore in oggetto. L’evoluzione del dibattito sulla digitalizzazione, progredendo, ha inevitabilmente migrato verso altri profili connessi, su tutti la riproduzione e la circolazione delle immagini riguardanti beni culturali: tema che risulta di fondamentale importanza perché strettamente connesso al riuso di beni, sì di pubblico dominio, ma comunque di appartenenza a determinati soggetti pubblici, di frequente statali. Grazie alla digitalizzazione e alla più veloce circolazione di immagini relative ai beni culturali, sono molteplici gli interessi che vengono in gioco, ove si pensi che l’accesso da remoto a sua volta presuppone un’attività di manutenzione e aggiornamento dai costi non lievi; viene perciò in rilievo il “diritto alla cultura”, ma emergono anche esigenze di carattere economico/aziendale non molto dissimili da quelle che giustificano un corrispettivo per l’accesso fisico al luogo di cultura e ai beni in consegna. Il quadro così brevemente delineato si è recentemente arricchito di un nuovo strumento normativo, che merita attenzione sui concreti profili applicativi: il d.m. n. 161/2023 adottato dal MIC, che definisce le linee guida per determinare gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi di concessione richiesti ai singoli richiedenti per la riproduzione dei beni culturali. Data la recente adozione, il decreto merita attenzione per valutarne l’impatto (positivo o negativo) sulla circolazione, riproduzione e valorizzazione delle immagini culturali digitalizzate

    Il paesaggio costiero quale “bene comune”? Criticità e opportunità = The coastal landscape as a common good? Criticalities and opportunities

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    Lo studio, muovendo da una pronuncia del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana che indica il paesaggio costiero quale bene comune, si interroga sull'effettiva utilità del richiamo a tale categoria per motivare una maggiore protezione e/o valorizzazione delle coste e del litorale. Sebbene i ragionamenti della pronuncia non siano del tutto convincenti, la categoria dei beni comuni può essere utilmente riferita al paesaggio costiero se funzionale a sostenere e motivare la legittimazione a ricorrere di gruppi associativi contro atti e provvedimenti lesivi della visuale del litorale

    I margini di modificabilità dell'offerta in sede di verifica dell'anomalia e di soccroso istruttorio

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    The paper aims to analyze the connection between non discrimination principle and maximum participation principle in public procurement tenders. Italian administrative judges do exclude that tenderers could change their offer after the deadline established in the public call: admitting this chance in favour of one competitor would cause a clear violation of equal treatment principle towards other undertakings who participate in the competition. Although this is the most common opinion in jurisprudence, a deep analysis of legislation encourages to give a different answer. The Italian Parliament has introduced in the previous public procurement code (legislative decree no. 163 of 2006) a new rule, which obliges the contracting authorities to help bidders who have submitted an incomplete or erroneous offer. In particular, tenderers must be allowed to submit, supplement, clarify or complete the relevant information or documentation within an appropriate time limit. This rule is substantially confirmed in new public procurement code (legislative decree no. 50 of 2016). Therefore, under the influence of European directives, and despite of the violation of equal treatment, it seems that Italian regulation does not host to the offer modification after the deadline established in the public call. The promotion of principle of maximum participation leads to this consequence

    Le fondazioni partecipate da pubbliche amministrazioni e l’affidamento dei servizi culturali

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    Moving from the analysis of the case-law Tar Emilia-Romagna, Bologna, no. 375/2022, concerning the direct grant of cultural services to a foundation held by public bodies, the paper analyses the main issues of the sentence, considering both the nature of cultural services and the possible management methods, even in derogation of the public evidence proceeding. The idea is that such services can be directly granted not because of their object - as the sentence has declared - but thanks to the substantially publicist status of foundations held by public bodies, according to a reasoning which can only be partially shared with the administrative judge statements

    Le deroghe alla concorrenza per attività di rilevanza sociale: l'affidamento degli immobili pubblici ai comitati

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    The Legislative Decree no. 117/2017, i.e. “Code of Third Sector”, has modified the relation between the principles of competition and solidarity in the proceedings for social services. The change is due to the decisions taken by the European Court of Justice and the European Commission, which have qualified social services as “services of economic interest” to provide through competitive procedures. Therefore, it is also not clear if public administration can directly grant real property to the Third sector organizations for free social services: as a matter of fact, the art. 71, par. 2, Legislative Decree no. 117/2017 does not expressively demand the development of the competitive procedure. The goal of this paper is to verify the conditions which permit public admin- istration to directly grant its own real property and not to be condemned neither by the Administrative Judge nor the Court of Auditors. Moreover, the paper analyses if the committees, which are not considered as Third sector organizations by the art. 4 Legislative decree no. 117/2017, can directly and freely (or almost freely) get the public real property to execute social services

    Interesse a ricorre dei comitati ambientalisti e criterio della vicinitas

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    Il lavoro offre alcune considerazioni in merito ad una pronuncia del giudice amministrativo (Cons. Stato, sez. IV, 7 agosto 2024, n. 7033) relativa alla legittimazione ed all'interesse a ricorrere dei comitati ambientalist

    Il sistema dei parchi della Val di Cornia: una significativa esperienza di valorizzazione ambientale e culturale da recuperare

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    The Val di Cornia Parks system is an important experience of environmental and cultural valorisation promoted by five Municipalities of Tuscany and built on shared urban planning policies. In 1993 the Municipalities constituted an own public company to make the whole project economically sustainable: the goal was to ensure more profits avoiding the costs were covered through a higher taxation towards the local communities. In 2002, the five Municipalities signed an agreement establishing the full sharing of profits and costs due to the valorisation project. After a first period of success, in the last years this experience has been living a huge crisis because of the decision taken by the most populous Municipality not to share the revenues collected by itself anymore. Such a decision is a violation of the agreement of 2002 and - especially - has been causing an important economic loss to the other public bodies. As a consequence, it also attempts to the sustainability of the whole project. The paper aims at considering eventual legal solutions to the recovery of this unique experience of environmental and cultural valorisation
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