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    Educazione linguistica e interculturale di alunni e alunne della scuola dell’infanzia e dei loro genitori in un percorso di potenziamento della L2 a Venezia

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    In our paper we will present an experimental proposal of teaching Italian as a second language and promoting plurilingualism and the preservation of the mother tongue in a course organized for children of pre-school services and for their parents. The proposal was financed by a FAMI project, called VOCI, a leaded by the municipality of Venice in partnership with the University Ca’ Foscari. All the project was carried out between 2019 and 2021. The project aimed at experimenting actions to facilitate the learning of Italian as a second language (L2) together with contents of civic education for vulnerable learners. Thanks to recent studies it has emerged the need to promote courses of a second language and at the same time to promote all children’s language repertoires. During the experimental proposal that we will present, we organized such type of courses for minors of pre-school services and for their parents. We focused on vocabulary and syntactical aspects useful to tell stories. We will present the syllabus of the course, the activities and the results of two focus group.Nel nostro contributo si presenterà una proposta sperimentale di potenziamento della lingua italiana come seconda lingua (L2) e valorizzazione dei patrimoni plurilingui che si è tenuta all’interno di un corso per bambine e bambini della scuola dell’infanzia e parallelamente per le loro mamme. Il percorso è stato finanziato dal fondo FAMI VOCI con Capofila il Comune di Venezia e come partner l’Università Ca’ Foscari ed è stato realizzato tra il 2019 ed il 2021. Il progetto aveva come obiettivi la sperimentazione di azioni rivolte all’educazione civica, linguistica ed interculturale per studenti con vulnerabilità. Da studi recenti è emersa la necessità di ripensare a percorsi plurilingui e interculturali che potenzino allo stesso tempo la lingua seconda degli studenti con background migratorio e valorizzino i diversi repertori e patrimoni plurilingui. All’interno della proposta sperimentale di L2 sono state potenziate le conoscenze specifiche rivolte al lessico e alla struttura narrativa delle storie. Nel contributo si presenterà la programmazione delle attività, la proposta di valorizzazione delle lingue madri parallelamente al potenziamento della L2 e i dati raccolti tramite due focus group

    La mediazione interlinguistica ed interculturale Competenze comunicative interculturali, tecniche e strategie dei mediatori

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    In the study, we propose a cross-disciplinary approach to the multi-faceted nature of intercultural and interlinguistic mediation in Italy. Subsequently, we present a series of competences that mediators should have in order to carry out mediation. Competences are exposed starting from Sciences that constitute mediation according to our specific field of research, language education. They include: a linguistic competence, an extralinguistic competence and an interpersonal competence. Starting from the concept of communicative competence, we try to define techniques and strategies of mediation according to the proposal of the Venetian school. As a conclusion, we present a detailed list of techniques and strategies used by mediators in a mediation’s session

    Una figura da ri-definire. Il mediatore linguistico e culturale

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    In this article, we would like to present a general state of the art of the research that has been conducted in the last few years in the field of interlinguistic and intercultural mediation. We will then specify the contribution that language education could bring to the concept of cultural and linguistic mediation and the training of intercultural mediators. Mediation has been employed in different areas (administrative and juridical, health care and social assistance, schools and educations etc.) and it is defined by Luatti (2011) as «a particular type of intervention that takes place in social and local contexts, characterized by the presence of migrant populations where people who do not share the same language and culture come into contact and communicate». Due to the big heterogeneity of this topic, widely studied in different scientific research fields (such as sociology, anthropology, linguistics and pedagogy), and due to the language education nature of this article, we will select researches and investigations about mediation that, according to us, could be useful to complement our studies in language education and intercultural communication

    La mediazione interlinguistica ed interculturale in Italia: stato dell’arte, formazione professionale e implicazioni glottodidattiche

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    L’oggetto della nostra indagine è la comunicazione e la mediazione interlinguistica ed interculturale tra parlanti di diverse lingue. Nello specifico, ci siamo domandati come agissero i mediatori per facilitare la comunicazione e se il modello di comunicazione interculturale della scuola veneziana (Balboni, Caon, 2015) potesse apportare un significativo contributo nella formazione dei mediatori in quanto, dallo studio della letteratura esistente, è emerso che un’analisi qualitativa concernente le abilità comunicativo-relazionali nella loro formazione non è stata ancora sistematizzata. All’interno del nostro lavoro, abbiamo realizzato uno studio qualitativo sulla figura del mediatore interlinguistico ed interculturale in Italia. In particolare abbiamo svolto una prima indagine relativa ad ambiti di intervento, ruoli e formazione dei mediatori in alcune regioni italiane. Secondariamente, abbiamo somministrato un questionario a 80 mediatori per indagare la formazione specifica sui temi delle comunicazione interculturale, tecniche e strategie impiegate per facilitare la comunicazione in diversi ambiti di intervento. Infine, sono state osservate e audio-registrate alcune sessioni di mediazione interlinguistica ed interculturale in ospedali e centri AUSL di due diverse regioni italiane. È stato quindi condotto un piccolo studio di caso con l’obiettivo di verificare quali strategie e tecniche di mediazione impieghino effettivamente i mediatori nella facilitazione della comunicazione tra interlocutori ed utenti che accedono ai servizi socio-sanitari. Dopo una prima osservazione sul campo e registrazione delle mediazioni, abbiamo trascritto le conversazioni e abbiamo caricato i dati nel software di analisi qualitativo Atlas.ti. Una volta caricati nel programma i summenzionati dati, abbiamo analizzato le mediazioni attraverso una metodologia qualitativa basata sullo studio di caso ed elaborata dal gruppo di ricerca MIRAS dell’Università Autònoma di Barcellona. Oltre allo studio di caso relativo alle sessioni di mediazione in ambito socio-sanitario, abbiamo intervistato e realizzato focus groups ai mediatori coinvolti nelle stesse sessioni. La scelta di intervistare i mediatori sulla propria percezione delle tecniche e strategie impiegate per facilitare la comunicazione è dipesa dalla necessità di triangolare i dati raccolti nello studio di caso. Anche in occasione delle interviste e dei focus groups abbiamo utilizzato il software Atlas.ti per analizzare i dati. A conclusione del lavoro sul campo, infine, abbiamo elaborato una prova di certificazione delle competenze in comunicazione interculturale (Comlint) che è stata sottoposta con una prova pilota ad un campione di 80 mediatori provenienti da diverse regioni italiane

    Certificare le competenze in mediazione interlinguistica e interculturale: la prova comlint

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    The objective of this contribution is to present a certification of competences in interlinguistic and intercultural mediation and interlingual and intercultural communication (Comlint). It follows a survey conducted by the Ca' Foscari University of Venice on the roles, areas of intervention and training programmes that characterise intercultural and interlinguistic mediation in most Italian regions. The article introduces Comlint certification based on a model of intercultural communication and interpersonal skills. It then presents in detail the testing and classification of techniques and strategies used by intercultural mediators including, for example, knowing how to reformulate, knowing how to adapt the linguistic register, knowing how to summarise, and knowing how to manage the flow of communication

    La sfida delle classi ad abilità linguistiche differenziate (CAD) in Italia e in Europa

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    In this article we will investigate the issue related to language education in Mixed Abilities Classes and we will introduce the state of the art in the research. Due to the nature of the volume we will briefly focus our attention on the international dimension. First of all, we will list some definitions and we will present the most important theories. Moreover, where possible, we will make some comparisons between the methodologies and the language education studies that have been conducted in different countries. Secondly, we will present some techniques and materials that have been used in different countries in second or foreign language classes in order to promote students’ different learning and emotional differences. Finally, we will compare what has been researched internationally in terms of Differentiated Abilities Classes (in Italian CAD), concept developed by the Venice language education school. The aim is that of reflecting on how to facilitate linguistic learning, in relation to the topic of managing differences in language education
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