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    Diciassette anni di responsabilità degli enti: una retrospettiva

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    Sono trascorsi ormai diciassette anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 231/01, un tempo sufficientemente ampio da consentire di gettare uno sguardo retrospettivo alle questioni di maggiore interesse che si sono sviluppate attorno alla disciplina della responsabilità amministrativa da reato degli enti collettivi. Seguendo una distinzione ormai classica tra parte generale e parte speciale del decreto, il contributo si sofferma su alcuni nervi scoperti della disciplina 231, quali le ricadute sostanziali e processuali della qualificazione della responsabilità dell’ente quale tertium genus, gli incerti confini della colpa di organizzazione e la difficoltà – forse una vera e propria utopia – di redigere un modello organizzativo “efficace”, nonché il diverso atteggiarsi del criterio dell’interesse e del vantaggio tra reati dolosi e colposi. Con riguardo alla parte speciale, invece, si prendono in considerazione due aspetti per certi versi tra loro speculari, entrambi incidenti sul principio di specialità delle incriminazioni presupposto. Già a partire dal 2009, quando nella trama del decreto è stato inserito l’art. 24 ter, che estende la responsabilità degli enti ai reati di criminalità organizzata, infatti, si è discusso se l’ente potesse rispondere anche dei reati-scopo di un sodalizio criminoso, quesito al quale la Cassazione ha dato risposta negativa. Oggi il problema si ripropone, in termini diversi e più insidiosi, con riferimento alla responsabilità dei soggetti metaindividuali per il delitto di autoriciclaggio, che può avere quale reato presupposto qualsiasi delitto non colposo

    Diritto penale e criminalità organizzata

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    Il volume Diritto penale e criminalità organizzata costituisce una revisione e un indispensabile aggiornamento dello scritto omonimo pubblicato nel 1996 da Gaetano Insolera. Del testo originario sono stati profondamente riveduti i primi tre capitoli, ove, rispettivamente, vengono affrontati il rapporto tra Diritto penale e criminalità organizzata, i delitti associativi e le circostanze per essi previste. È stato poi integralmente riscritto il capitolo quarto, che tratta del rapporto tra criminalità organizzata e criminalità economica e si è ritenuto opportuno, alla luce del peso via via crescente assunto da questa categoria nell’ambito del sistema punitivo, dedicare l’intero quinto capitolo alle misure di prevenzione. Accanto all’esposizione delle questioni più attuali – dal ruolo della CEDU all’evoluzione della giurisprudenza in materia di concorso esterno in associazione mafiosa, passando per la questione delle mafie “delocalizzate” e delle “nuove mafie”, con un’ampia parte dedicata al caso “Mafia Capitale”, gli Autori hanno deciso di mantenere inalterata una impostazione critica, legata all’evidente compromissione che in questo settore subisce la fisionomia garantista di un diritto penale del fatto. Il tempo trascorso dalla prima edizione consente di aggiornare le questioni definitorie; tuttavia perplessità e critiche permangono. Resta così inalterato l’intento del volume: continuare ad affermare quanto sia importante la difesa dei diritti civili fondamentali compromessi dal processo e dalla pena. Questo anche quando compaia la proteiforme etichetta di criminalità organizzata

    PROFILI ATTUALI DEL NEMO TENETUR SE DETEGERE IN SENSO SOSTANZIALE

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    IL CONTRIBUTO SI OCCUPA DEI TENTATIVI DI DARE AL PRINCIPIO DEL "NEMO TENETUR SE DETEGERE" UNA DIMENSIONE SOSTANZIALE, ANZICHE' SOLO PROCESSUALE

    Esterovestizione e stabile organizzazione occulta: i profili problematici della fiscalità internazionale, nel prisma del delitto di omessa dichiarazione

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    Esterovestizione e stabile organizzazione occulta: un'analisi dei profili problematici della fiscalità internazionale nel prisma del delitto di omessa dichiarazion

    Il reato di stalking

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    Scheda introduttiva dell'incontro del ciclo di seminari "Lavori in Corso" dal titolo: Il reato di stalking, cui hanno partecipato Alessandra Serra, Giusi Sapienza e Tommaso Guerini

    L'incostituzionalità della Garde a vue di diritto comune tra fatto e diritto.

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    Scheda introduttiva dell'incontro del ciclo di seminari "Lavori in Corso", dal titolo: "L'incostituzionalità della Garde a vue di diritto comune tra fatto e diritto" cui hanno partecipato Massimo Pavarini, Tommaso F. Giupponi e Tommaso Guerini

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    La responsabilità degli enti tra prevenzione e repressione. Discutendo del Volume di Tommaso Guerini “Diritto penale ed enti collettivi. L'estensione della soggettività penale tra repressione, prevenzione e governo dell'economia”, Giappichelli Editor
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