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    Self-perceived employability in Higher Education: uno studio esplorativo

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    The complexity and the dynamism of socio-economic contexts, the consequent transformations that have affected the world of work and professions have generated the attention of scholars and organizations not so much on people’s employment but on their employability. The debate on the issue of employability is still open and the perspectives developed are different. However, what seems to relate the different perspectives that can be found in the literature is the idea according to which employability concerns the ability of people to find work and above all to keep it. It is a complex concept, where the individual dimension is intertwined with the contextual one, generating a mutual influence. The purpose of this exploratory study is to focus on the subjective dimension of employability. It presents a brief survey, conducted at the University of Padova, on the self-perceived employability (SPE) of 38 students. Data were collected using the Rotwhell et al. Scale. (2008). Findings show that participants’ SPE seems to be strongly determined by individual factors (self-beliefs, ambition). Even if external factors are perceived with less influence, the university’s reputation plays a significant role. These findings are in line with the idea that the higher the level of self-efficacy, the lower the perceived threat of external uncertainty. The implications for Higher Education systems refer to the need to support the development of positive self-beliefs of learners and to guarantee a good reputation of the university system, because it significantly affects both students’ SPE and the willingness of organizations to meet the needs and the expectations of young job seekers.La complessità e la dinamicità dei contesti socioeconomici, le conseguenti trasformazioni che hanno interessato il mondo del lavoro e le professioni hanno generato l’attenzione di studiosi e organizzazioni non tanto sull’employment quanto sull’employability. Il dibattito sul tema dell’employability risulta ancora aperto e le prospettive sviluppate sono diverse. Tuttavia, ciò che sembra mettere in relazione le diverse prospettive rintracciabili in letteratura è l’idea secondo la quale l’employability riguarda la capacità delle persone di trovare lavoro e soprattutto mantenerlo. Si tratta di un concetto complesso, dove la dimensione individuale si intreccia con quella conte-stuale, determinandone una reciproca influenza. Lo scopo di questo studio esplorativo è di soffermarsi sulla dimensione soggettiva dell’employability, presentando una breve indagine, condotta all’Università di Padova, sulla self-perceived employability (SPE) di 38 studenti. I dati sono stati raccolti con l’utilizzo della scala di Rotwhell et al. (2008). I risultati ottenuti mostrano che la SPE dei partecipanti sembra essere fortemente determinata da fattori individuali (self-beliefs, ambizione). Anche se i fattori esterni sono percepiti con minore influenza, la reputazione dell’università ha un ruolo significativo. Questi risultati trovano rispondenza con l’idea che maggiore è il livello di self-efficacy minore è la minaccia percepita dell’incertezza esterna. Le implicazioni che ne derivano per i sistemi di Higher Education si riferiscono alla necessità di sostenere lo sviluppo di positivi self-beliefs di chi apprende e di garantire una buona reputazione del sistema universitario, perché influenza significativamente sia la SPE di studenti e studentesse sia la disponibilità delle organizzazioni a soddisfare bisogni e aspettative dei giovani in cerca di lavoro

    Le attività dei boundary spanners organizzativi durante la pandemia da Covid19: il caso di un’organizzazione profit

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    Nel primo periodo della diffusione dell’emergenza sanitaria da Covid19, solo le organizzazioni lavorative con attività produttive essenziali hanno potuto continuare a svolgere il loro lavoro. Questo ha richiesto loro la messa in atto di strategie organizzative utili a contrastare il rischio della diffusione della pandemia e a salvaguardare la performance produttiva. Lo studio qualitativo condotto, in un’organizzazione profit lombarda, tramite interviste semistrutturate, rivolte a figure con diversi livelli di responsabilità ha voluto investigare: (i) quali attività di boundary spanning sono state utilizzate per gestire l’emergenza? (ii) quali fattori hanno consentito l’efficacia di risultato in termini di contrasto alla pandemia e di garanzia produttività (iii), quali sono state le ricadute percepite sull’organizzazione? I risultati ottenuti evidenziano l’importanza delle attività dei boundary spanners organizzativi nella gestione dell’emergenza e di quei fattori che sostenendo la dimensione socio-emozionale ne hanno determinano il vantaggio produttivo dell’organizzazione

    Un modello di didattica universitaria sincrona: percezioni di studenti/esse

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    l contributo presenta un modello di didattica a distanza sincrona realizzata in contesto universitario durante il periodo di pandemia di Covid-19. Sulla base della prospettiva teorica del Total PACKage (TPCAK) (Thompson & Mishra, 2007) è stato elaborato il modello didattico costruito sull’integrazione dei contenuti del corso, dei principi pedagogici dello student-centered teaching e delle tecnologie che potessero meglio rispondere agli obiettivi di apprendimento e assicurare la centralità di chi apprende. Lo studio ha messo in luce comela teoria delTPCAK ha informato il modello realizzato, sia le percezioni di un gruppo di studenti/esse sul modello di didattica sincrona sperimentato ai/alle quali è stata rivolta un’intervista semistrutturata. I risultati descrivono sia i legami tra TPCAKe azionedidatticarealizzata, sia comel’integrazione accurata tra principi pedagogici, contenuti e uso costruttivo delle tecnologie possa essere percepito un modelloda chi apprende come un modello efficace per la promozione dell’apprendimento

    L'alternanza scuola-lavoro: la voce di tutor e coordinatori nelle organizzazioni.

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    L'Alternanza Scuola-Lavoro (ASL) è un paradigma complesso che mette in discussione l'autoreferenzialità della scuola, la cultura delle organizzazioni, la capacità dei sistemi di attraversare i loro confini per creare partnership efficaci per l'apprendimento. Questo studio, a carattere qualitativo, è stato condotto tramite interviste semi-strutturate rivolte ai tutor o coordinatori che nelle organizzazioni si occupano dell'accompagnamento degli studenti in ASL. Lo scopo è di far conoscere alcuni elementi costitutivi della pratica di ASL nei contesti lavorativi e il ruolo dei tutor e coordinatori aziendali nel contribuire alla costruzione della partnership scuola-lavoro. I risultati ottenuti evidenziano elementi di forza della pratica dell'ASL. Tuttavia la sistematizzazione del sistema e la sua stessa natura richiedono agli attori e promotori della partnership scuola-lavoro, ulteriore impegno e maggiore consapevolezza, relativamente alla complessità del fenomeno, ai ruoli e alle funzioni da svolgere, al fine di giungere ad una necessaria e condivisa definizione della sua identità

    Una ricerca qualitativa sull'alternanza scuola Lavoro. Riflessioni e implicazioni per la didattica.

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    Con la legge 107/2015 l’alternanza scuola-lavoro assume il carattere dell’obbligatorietà per tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, generando attenzione, dibattiti e questioni sulla sua natura e sul suo potenziale formativo. Nell’intento di contribuire a favorire la comprensione del paradigma dell’alternanza, la sua lettura, all’interno di questo contributo, viene presentata prima in una cornice normativa nazionale ed europea, poi inserita all’interno delle prospettive formativo-situate-esperienziali del Work-Integrated, Work-Related, and Work-Based Learning a carattere internazionale. Alla luce di tali letture, sono infine presentati i dati di una ricerca qualitativa che ha coinvolto alcuni testimoni privilegiati sull’esplorazione della vera identità dell’alternanza come buona pratica, oltre che importanti implicazioni per la didattica

    Training Perspective Questionnaire (TPQ): processo di costruzione di uno strumento per l’autovalutazione delle prospettive di formatori/formatrici e consulenti

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    Il contributo qui presentato si situa all’interno di un ampio progetto di ricerca mixed-methods finalizzato alla messa a punto di un questionario utile ad indagare le training perspectives di formatori/formatrici e consulenti della formazione nelle organizzazioni. Dopo una breve descrizione della prima fase qualitativa, il contributo si concentra sulla successiva fase quantitativa e illustra il processo di costruzione e di prima somministrazione di un Training Perspective Questionnaire (TPQ) costituito da 75 item elaborati sulla base delle teorie di riferimento e dei risultati delle interviste semi-strutturate condotte durante la prima parte della ricerca. Il questionario è stato diffuso con la collaborazione di agenzie formative e associazioni professionali italiane e ha raggiunto 83 rispondenti. Viene qui presentato il processo di costruzione insieme ai primi risultati rispetto alle prospettive emerse e ad una prima valutazione in merito al prosieguo della somministrazione

    Alternanza scuola-lavoro. Il Terzo Spazio per un’Alleanza Trasformativa

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    Oggi i contesti dell’educazione sono chiamati a interrogarsi sul loro compito, a riprogettare le loro pratiche e le loro azioni, rivitalizzando l’apprendimento attraverso l’esperienza. Proprio sulla base di questi presupposti, il volume è stato scritto, focalizzando l’attenzione sulla metodologia dell’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL), come modello capace di riattivare il sapere pedagogico dell’insegnamento che insieme ai paradigmi di Work-Based Learning, Work-Related Learning, Work-Integrated Learning supporta e valorizza il sapere dall’esperienza. La seconda parte del volume presenta una ricerca empirica sulle pratiche di ASL realizzate in alcune regioni del nord-Italia, con l’obiettivo di esplorare le sue due dimensioni-chiave: partnership ed esperienza pratica. Il valore del volume risiede nel mirror material in cui le istituzioni educative si possono riflettere e da cui possono apprendere

    Carte tematiche per la costruzione della rubrica valutativa da parte di docenti in formazione

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    Assumendo che la valutazione delle competenze costituisca una fase importante della progettazione educativo-didattica, l’articolo si propone di presentare e discutere l’ideazione e l’uso di un set di card a supporto della costruzione di una rubrica valutativa da parte di un gruppo di docenti di scuola dell’infanzia e primaria in formazione. Facendo proprio il pensiero di Nicol (2012), che rileva la necessità di supportare i docenti nella progettazione didattica, mettendo a disposizione strumenti, attività e materiali-guida, le autrici hanno ideato e sperimentato il set di card con lo scopo di offrire agli insegnanti non modelli precostituiti di rubriche valutative, predefiniti e pensati da altri, ma artefatti attraverso cui riflettere e costruire consapevolmente strumenti per una valutazione autentica, oltre che per appropriarsi di un linguaggio specifico condiviso all’interno della comunità scolastica di appartenenza. I risultati di un questionario, compilato alla fi ne del percorso formativo con le card da parte dei partecipanti, hanno permesso di elaborare alcune considerazioni volte a valutare l’efficacia delle card come strumento di formazione alle pratiche di valutazione delle competenze nella scuola
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