161,851 research outputs found
Pixel vs. Font. Facebook and Young People's Self-Presentation
I video offrono un metodo efficace per esprimere la propria opinione. Facendo clic su Video online è possibile incollare il codice di incorporamento per il video da aggiungere. È inoltre possibile digitare una parola chiave per la ricerca online del video che meglio si adatta al documento.
Per rendere il documento di qualità professionale, Word fornisce schemi per intestazione, piè di pagina, pagina di copertina e casella di testo che si complementano l'un l'altro.Ad esempio, è possibile aggiungere un frontespizio, un'intestazione e una barra laterale corrispondenti. Fare clic su Inserisci, quindi scegliere gli elementi dalle diverse raccolte.
Anche i temi e gli stili aiutano a mantenere coordinato il documento. Facendo clic su Progettazione e scegliendo un nuovo tema, le immagini, i grafici e la grafica SmartArt vengono modificati per corrispondere al nuovo tema. Quando si applicano gli stili, le intestazioni vengono modificate in modo che corrispondano al nuovo tema.
Consente di risparmiare tempo in Word con nuovi pulsanti che vengono visualizzati dove sono necessari. Per cambiare il modo in cui un'immagine viene inserita nel documento, fare clic sull'immagine. Accanto a essa verrà visualizzato un pulsante per le opzioni di layout. Quando si lavora su una tabella, fare clic sul punto in cui si desidera aggiungere una riga o una colonna, quindi fare clic sul segno più.
La lettura è più semplice nella nuova visualizzazione lettura. È possibile comprimere le parti del documento e impostare lo stato attivo sul testo desiderato.Se è necessario interrompere la lettura prima di aver raggiunto la fine, in Word viene memorizzato il punto in cui è stata interrotta, anche in un altro dispositivo.
I video offrono un metodo efficace per esprimere la propria opinione. Facendo clic su Video online è possibile incollare il codice di incorporamento per il video da aggiungere. È inoltre possibile digitare una parola chiave per la ricerca online del video che meglio si adatta al documento.
Per rendere il documento di qualità professionale, Word fornisce schemi per intestazione, piè di pagina, pagina di copertina e casella di testo che si complementano l'un l'altro.Ad esempio, è possibile aggiungere un frontespizio, un'intestazione e una barra laterale corrispondenti. Fare clic su Inserisci, quindi scegliere gli elementi dalle diverse raccolte.
Anche i temi e gli stili aiutano a mantenere coordinato il documento. Facendo clic su Progettazione e scegliendo un nuovo tema, le immagini, i grafici e la grafica SmartArt vengono modificati per corrispondere al nuovo tema. Quando si applicano gli stili, le intestazioni vengono modificate in modo che corrispondano al nuovo tema.
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Anche i temi e gli stili aiutano a mantenere coordinato il documento. Facendo clic su Progettazione e scegliendo un nuovo tema, le immagini, i grafici e la grafica SmartArt vengono modificati per corrispondere al nuovo tema. Quando si applicano gli stili, le intestazioni vengono modificate in modo che corrispondano al nuovo tema.
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Prevenzione della corrosione dei trefoli delle strutture in calcestruzzo armato post-teso mediante uso di inibitori di corrosione nella malta di riempimento delle guaine
Uno dei motivi di possibile corrosione a carico dei trefoli che costituiscono il rinforzo di strutture in cls armato post-teso è la formazione di vuoti all’interno delle guaine, dovuta a pompaggio inefficiente della boiacca cementizia o a bleeding. All’interno dei vuoti si crea un’atmosfera umida in grado di attaccare l’acciaio diminuendo la sezione dei fili e quindi in ultima analisi mettendo i ferri in condizioni di raggiungere il carico di rottura. Per prevenire o contrastare questo tipo di danneggiamento è possibile ottimizzare la qualità delle malte utilizzate per il riempimento delle guaine, utilizzando inibitori di corrosione volatili
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
“Mind the drift” of HR for accurate exercise intensity implementation in prolonged aerobic exercise
L’esercizio fisico è considerato una medicina in grado di mantenere e promuovere la salute cardiorespiratoria nell’arco della vita di un individuo. La somministrazione dell’esercizio fisico si basa su questi quattro ingredienti: frequenza, intensità, tempo e tipo di esercizio. Tra questi, l’intensità rimane il termine più elusivo di ogni prescrizione di esercizio fisico. In una prescrizione di esercizio aerobico essa viene stabilita tipicamente mediante l’individuazione di un carico esterno (ad esempio: velocità, passo al chilometro o potenza) che possa suscitare l’intensità metabolica desiderata (ossia, una frazione di consumo di ossigeno massimale o di riserva). Qual’ora l’utilizzo di un carico esterno sia impossibile o infattibile, l’indice usato più comune rimane quello della frequenza cardiaca (FC) usata sia per monitorare che per prescrivere l’intensità sia in contesti sportivi che clinici. La prescrizione dell’esercizio mediante l’utilizzo della FC si basa sull’esistenza e consistenza nel tempo di una relazione lineare con l’intensità metabolica. Tuttavia, se tale relazione esiste per esercizi di breve durata, durante esercizi prolungati di durata superiore ai 10 minuti, la frequenza cardiaca ed il consumo di ossigeno divergono nel tempo come risultato di un aumento lento della FC indipendente dal metabolismo. Questo fenomeno è stato studiato per anni ed è chiamato a seconda di durata e meccanismi fisiologici sottostanti cardiovascular drift o HR slow component. Zuccarelli L. et al. (2018) hanno evidenziato per primi le implicazioni pratiche di questo fenomeno nell’ambito della prescrizione dell’esercizio aerobico. Nello specifico hanno mostrato come l’uso di Target fissi di FC, per prescrivere un’intensità di esercizio, porti ad una diminuzione nel tempo sia del carico esterno che del carico metabolico durante una sessione di esercizio aerobico finalizzata ad un allenamento d’intensità costante. Questo fenomeno è stato consistentemente mostrato in soggetti uomini, sia sani che obesi tuttavia la sua quantificazione, la relazione con il consumo di ossigeno in diverse intensità di esercizio ed in diverse popolazioni mancano assieme ai meccanismi fisiologici sottostanti. L’obiettivo di questa tesi è quindi quello di analizzare le origini della componente lenta, e proporre una soluzione per consentire un’accurata prescrizione dell’intensità dell’esercizio aerobico usando target di FC. Nel capitolo uno viene fornita una breve spiegazione della risposta della FC durante l’esercizio e delle attuali teorie esplicative per la componente lenta della frequenza cardiaca congiuntamente alle implicazioni pratiche nella prescrizione dell’esercizio fisico. Nel capitolo due, sono spiegati gli scopi di ricerca di questa tesi. Il capitolo tre, quattro, cinque e sei illustrano i risultati di quattro diversi studi sperimentali. Infine, il capitolo sette riassume i risultati della tesi.An appropriate and individualized dose of regular aerobic exercise is recommended to promote and preserve cardiorespiratory health throughout life. The exercise dose is defined by four ingredients: frequency, intensity, time, and type of exercise. Among these, intensity is the most elusive term of the exercise prescription dose. Exercise intensity is typically determined from an external load such as speed, watt, or pace that elicits a desired metabolic intensity (e.g., a fraction of maximal or reserve oxygen consumption). Whenever this approach is not feasible, heart rate (HR) remains the most commonly used intensity index in both clinical practice and sports. The prescription of exercise using HR targets relies on the existence and constancy of a linear relationship with metabolic intensity over time. However, during constant-load exercise lasting more than 10 min, a mismatch between HR and oxygen consumption emerges over time due to a slow rise in HR independent of metabolism. This phenomenon has been known for years as cardiovascular drift and, more recently, HR slow component. In 2018, Zuccarelli L. et al. suggested a practical implication of this phenomenon. They showed that prescribing exercise intensity using fixed HR targets could lead to an unanticipated and undesired reduction in work rate and metabolic activation during a prolonged session rather than the desired constant training intensity. This phenomenon has been consistently observed in healthy males and those with obesity. However, its physiological quantification and relationship with oxygen consumption across exercise intensities and in different populations are missing, along with its physiological underpinnings. This thesis aims to deal with this gap, study the origins of the HR slow component, and propose a solution to accurately prescribe exercise intensity using HR targets. In chapter one, a brief explanation of the HR response during exercise and the current explanatory theories for the HR slow component are provided. In chapter two, the experimental aims of the thesis are explained. Then, the results of four different studies are presented in chapters three, four, five, and six. Finally, chapter seven summarizes the main findings of this research work
Spatial distribution of African animal trypanosomiasis in Suba and Teso districts in Western Kenya
Background: Studies on the epidemiology of African Animal Trypanosomiasis (AAT) rarely consider the spatial dimension of disease prevalence. This problem is confounded by use of parasitological diagnostic methods of low sensitivity in field surveys. Here we report a study combining highly sensitive and species specific molecular diagnostic methods, and Geographical information system (GIS) for spatial analysis of trypanosome infection patterns, to better understand its epidemiology. Blood samples from 44 and 59 animals randomly selected from Teso and Suba districts respectively were screened for trypanosomes using PCR diagnostic assays. Spatial distribution of the positive cases was mapped and average nearest neighbor analysis used to determine the spatial pattern of trypanosome cases detected.
Findings: Trypanosome prevalence of 41% and 29% in Suba and Teso districts respectively was observed.T. vivax infections were most prevalent in both areas. Higher proportions of T. brucei infections (12%) were observed in Suba, a known sleeping sickness foci compared with 2% in Teso. Average nearest neighbor analysis showed the pattern of trypanosome infections as random. An overlay with tsetse maps showed cases lying outside the tsetse infested areas, mostly being cases of T. vivax which is known to be transmitted both biologically by tsetse and
mechanically by biting flies.
Conclusion: These findings suggest a need to design control strategies that target not just the biological vector tsetse, but also the parasite in cattle in order to clear the possibly mechanically transmitted T. vivax infections. There is need to also review the accuracy of available tsetse maps
“Mind the drift” of HR for accurate exercise intensity implementation in prolonged aerobic exercise
L’esercizio fisico è considerato una medicina in grado di mantenere e promuovere la salute cardiorespiratoria nell’arco della vita di un individuo. La somministrazione dell’esercizio fisico si basa su questi quattro ingredienti: frequenza, intensità, tempo e tipo di esercizio. Tra questi, l’intensità rimane il termine più elusivo di ogni prescrizione di esercizio fisico. In una prescrizione di esercizio aerobico essa viene stabilita tipicamente mediante l’individuazione di un carico esterno (ad esempio: velocità, passo al chilometro o potenza) che possa suscitare l’intensità metabolica desiderata (ossia, una frazione di consumo di ossigeno massimale o di riserva). Qual ora l’utilizzo di un carico esterno sia impossibile o infattibile, l’indice usato più comune rimane quello della frequenza cardiaca (FC) usata sia per monitorare che per prescrivere l’intensità sia in contesti sportivi che clinici. La prescrizione dell’esercizio mediante l’utilizzo della FC si basa sull’esistenza e consistenza nel tempo di una relazione lineare con l’intensità metabolica. Tuttavia, se tale relazione esiste per esercizi di breve durata, durante esercizi prolungati di durata superiore ai 10 minuti, la frequenza cardiaca ed il consumo di ossigeno divergono nel tempo come risultato di un aumento lento della FC indipendente dal metabolismo. Questo fenomeno è stato studiato per anni ed è chiamato a seconda di durata e meccanismi fisiologici sottostanti cardiovascular drift o HR slow component. Zuccarelli L. et al. (2018) hanno evidenziato per primi le implicazioni pratiche di questo fenomeno nell’ambito della prescrizione dell’esercizio aerobico. Nello specifico hanno mostrato come l’uso di Target fissi di FC, per prescrivere un’intensità di esercizio, porti ad una diminuzione nel tempo sia del carico esterno che del carico metabolico durante una sessione di esercizio aerobico finalizzata ad un allenamento d’intensità costante. Questo fenomeno è stato consistentemente mostrato in soggetti uomini, sia sani che obesi tuttavia la sua quantificazione, la relazione con il consumo di ossigeno in diverse intensità di esercizio ed in diverse popolazioni mancano assieme ai meccanismi fisiologici sottostanti.
L’obiettivo di questa tesi è quindi quello di analizzare le origini della componente lenta, e proporre una soluzione per consentire un’accurata prescrizione dell’intensità dell’esercizio aerobico usando target di FC. Nel capitolo uno viene fornita una breve spiegazione della risposta della FC durante l’esercizio e delle attuali teorie esplicative per la componente lenta della frequenza cardiaca congiuntamente alle implicazioni pratiche nella prescrizione dell’esercizio fisico. Nel capitolo due, sono spiegati gli scopi di ricerca di questa tesi. Il capitolo tre, quattro, cinque e sei illustrano i risultati di quattro diversi studi sperimentali. Infine, il capitolo sette riassume i risultati della tesi.An appropriate and individualized dose of regular aerobic exercise is recommended to promote and preserve cardiorespiratory health throughout life. The exercise dose is defined by four ingredients: frequency, intensity, time, and type of exercise. Among these, intensity is the most elusive term of the exercise prescription dose. Exercise intensity is typically determined from an external load such as speed, watt, or pace that elicits a desired metabolic intensity (e.g., a fraction of maximal or reserve oxygen consumption). Whenever this approach is not feasible, heart rate (HR) remains the most commonly used intensity index in both clinical practice and sports. The prescription of exercise using HR targets relies on the existence and constancy of a linear relationship with metabolic intensity over time. However, during constant-load exercise lasting more than 10 min, a mismatch between HR and oxygen consumption emerges over time due to a slow rise in HR independent of metabolism. This phenomenon has been known for years as cardiovascular drift and, more recently, HR slow component. In 2018, Zuccarelli L. et al. suggested a practical implication of this phenomenon. They showed that prescribing exercise intensity using fixed HR targets could lead to an unanticipated and undesired reduction in work rate and metabolic activation during a prolonged session rather than the desired constant training intensity. This phenomenon has been consistently observed in healthy males and those with obesity. However, its physiological quantification and relationship with oxygen consumption across exercise intensities and in different populations are missing, along with its physiological underpinnings.
This thesis aims to deal with this gap, study the origins of the HR slow component, and propose a solution to accurately prescribe exercise intensity using HR targets. In chapter one, a brief explanation of the HR response during exercise and the current explanatory theories for the HR slow component are provided. In chapter two, the experimental aims of the thesis are explained. Then, the results of four different studies are presented in chapters three, four, five, and six. Finally, chapter seven summarizes the main findings of this research work
Larry O. Spencer, Conference Author Presentation
Gen. Larry O. Spencer, USAF (Ret.), author of Dark Horse: A Journey from the Horseshoe to the Pentago
Spatial distribution of African Animal Trypanosomiasis in Suba and Teso districts in Western Kenya
Abstract Background Studies on the epidemiology of African Animal Trypanosomiasis (AAT) rarely consider the spatial dimension of disease prevalence. This problem is confounded by use of parasitological diagnostic methods of low sensitivity in field surveys. Here we report a study combining highly sensitive and species specific molecular diagnostic methods, and Geographical information system (GIS) for spatial analysis of trypanosome infection patterns, to better understand its epidemiology. Blood samples from 44 and 59 animals randomly selected from Teso and Suba districts respectively were screened for trypanosomes using PCR diagnostic assays. Spatial distribution of the positive cases was mapped and average nearest neighbour analysis used to determine the spatial pattern of trypanosome cases detected. Findings Trypanosome prevalence of 41% and 29% in Suba and Teso districts respectively was observed. T. vivax infections were most prevalent in both areas. Higher proportions of T. brucei infections (12%) were observed in Suba, a known sleeping sickness foci compared with 2% in Teso. Average nearest neighbour analysis showed the pattern of trypanosome infections as random. An overlay with tsetse maps showed cases lying outside the tsetse infested areas, mostly being cases of T. vivax which is known to be transmitted both biologically by tsetse and mechanically by biting flies. Conclusion These findings suggest a need to design control strategies that target not just the biological vector tsetse, but also the parasite in cattle in order to clear the possibly mechanically transmitted T. vivax infections. There is need to also review the accuracy of available tsetse maps.</p
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