117,412 research outputs found

    Contributo teorico-metodologico per l'analisi ex-post degli impatti economici di politiche di interesse per il settore forestale

    No full text
    The contribution is a preliminary research for the evaluation of the economical impacts of a measure financing project investments in the forest enterprises (measure 122-art. 27 Reg. (CE) 1968/05). In synthesis, the study went in deep on methodologies, rarely applied within the forestry sector for policies impacts assessment, then, in a pilot-region, it implemented some methodologies to select the groups of enterprises of interest to collect the variable needed by the analysis and at last, a more accurate system of measurement of those variable has been tested. Initially the research propose a bibliographic activity in the frame of a meta-analysis about the approach to policy impact evaluation, generally named counterfactual. With this name, literature refers to a family of methods primarily devoted to infer on causality within a potential results framework as introduced by the seminal works Rubin (1974) and Splawa-Neyman, (1923). Within observational studies, these techniques can refine the results of evaluations based on simple pre-post or with-without comparisons. Then, the meta-analysis highlights, the differences between the way to conduce impacts analysis in two Rural Development Measures financing, in the period 2000-06, investments respectively on agriculture and forestry enterprises. In particular, in the agricultural measure economical impacts are systematically assessed by counterfactual methods, in particular the Differences-in-Differences. By the contrary, simple descriptive reports and beneficiary survey are performed to evaluate the forestry measure. Further results show how much the differences on disposability of secondary economical data between the two sector influenced the possibility to adopt quantitative approach for impact evaluation instead of a qualitative-descriptive one. The second part of the research activities has the objective to create a census list of forestry and logging enterprises starting from administrative sources. Actually this list is the first attempt to define a statistical population for the forestry sector; the list has been created in for a pilot-region: the Veneto region. The possibility to identify this units is particularly limited for the group of forest enterprises (forest owner), because of the lack of a juridical definition of such entity. In the study the author define these units on the base of a criteria of average quantity of cuts (in 10 years) in a forest area of property (or under management). The administrative source employed to observe the criteria is composed by the regional register of forest felling authorization requests. The census list include less than 3% of subjects that has done a felling authorization, but they count for the 55% of the total mass felled. The more in deep analysis have concerned the distribution of the subjects in respect of class of cuts dimension and in respect of the kind of forest where the cuts have been located, how much the different kind of enterprises contribute to the regional cut, the frequency of felling execution and the geographical distribution of units. At last, the contribution deals with the following accounting problem affecting the accuracy of observations of economic variable in the forest enterprises: meaningful performance measure for this subjects cannot be based solely on annul returns, but must take account of value added in forest stands. The analysis focuses on the effect on profit and loss account due to the adoption of accounting procedure of double-entry bookkeeping to include the value growing stock capital and its annual change. The procedure has been tested in a forest enterprises.Il presente contributo è uno studio preliminare utile alla valutazione degli impatti economici di una misura di finanziamento agli investimenti strutturali nelle imprese forestali (misura 122 – art. 27 Reg. (CE)1698/05). In sintesi, il contributo ha approfondito alcune metodologie, poco applicate in ambito forestale, per quantificare gli impatti delle politiche, successivamente ha applicato, in una regione pilota, alcune metodologie atte a individuare le imprese presso cui rilevare le variabili utili all’analisi e, infine, ha studiato una procedura, più accurata rispetto a quella normalmente impiegata, per misurare tali variabili. Nello specifico la tesi di dottorato propone inizialmente una rassegna bibliografica ed una meta-analisi circa l’approccio all’analisi di impatto che va sotto il nome di controfattuale. A quest’ultimo, la letteratura associa una famiglia di disegni e metodi di valutazione empirica espressamente prodotti dalla ricerca sociale per inferire sulla causalità secondo una logica a risultati potenziali, facendo soprattutto riferimento ai lavori di Rubin (1974) e Splawa-Neyman, (1923). Tali metodologie consentono, in studi osservazionali, di affinare stime che si basano su semplici confronti pre-post o con-senza politica. Nel quadro del precedente periodo di programmazione delle politiche di sviluppo rurale (2000-2006), la meta-analisi ha poi evidenziato come a scala europea vi siano state forti differenze tra i metodi impiegati per valutare gli impatti delle precedenti misure strutturali di interesse agricolo e forestale: nelle misure strutturali agricole si sono riscontrate soprattutto valutazioni che ricorrono sistematicamente a metodi controfattuali non sperimentali, in particolare la differences-in-differences. nel caso della misura forestale le valutazioni ricorrono invece, nella maggior parte dei casi, a semplici resoconti descrittivi e beneficiary surveys. Ulteriori analisi sottolineano come la diversa disponibilità di fonti statistico-economiche secondarie sulle imprese dei due settori abbia pesato in modo rilevante sulla possibilità di ricorrere ad un approccio quantitativo invece che qualitativo-descrittivo. La seconda parte delle attività di ricerca è stata finalizzata alla creazione di una lista censuaria di imprese di produzione ed utilizzazione forestale a partire da liste amministrative a disposizione. Si tratta in effetti del primo tentativo di definire una popolazione statistica del settore forestale e il “caso studio” è stato implementato in una regione-pilota: il Veneto. La difficoltà maggiore ha riguardato la necessità di ovviare alla mancanza di una definizione e di un censimento delle imprese che operano nella produzione forestale (proprietari e gestori di proprietà a bosco). In questo studio tale entità è stata individuata con il criterio della quantità media di prelievo legnoso (calcolato sull’ultimo decennio) dalla superficie a bosco di proprietà (o dalla superficie in gestione). Tale criterio è osservabile a partire dalle richieste di autorizzazione di taglio in bosco (es. domande, progetti di taglio). La lista include meno del 3% dei soggetti che fanno richieste di prelievo, ma che contano per il 55% dei prelievi totali. Il restante 45% è prelevato da soggetti che prelevano limitate quantità, soprattutto in boschi ceduo. Ulteriori analisi hanno principalmente riguardato la ripartizione dei soggetti per classi di prelievo e per forma di governo su cui sono eseguiti i prelievi, quanto contribuiscono le varie tipologie di soggetti al prelievo regionale in ceduo e fustaia, la frequenza con cui eseguono tali prelievi e la distribuzione dei soggetti per provincia. Ci si è occupati, infine, di un problema contabile che influenza l’accuratezza nell’osservazione di variabili economico-reddituali presso l’impresa di produzione forestale, nello specifico: i risultati di bilancio potrebbero fornire indicazioni errate e fuorvianti qualora non venga inclusa la variazione di valore annuale del bene patrimoniale bosco. Il contributo analizza le implicazioni a livello di bilancio, derivanti dall’adozione di una procedura contabile in partita doppia, che contabilizza il contributo del bosco alla formazione del risultato d’esercizio secondo una logica che considera il bosco alla stregua di un “fondo di accantonamento”: ogni prelievo è classificato come una liquidazione di una parte del fondo, l’accrescimento legnoso non utilizzato nell’anno corrisponde invece ad un accantonamento di capitale. Gli effetti sono stati osservati rispetto ad altri due bilanci stilati per lo stesso caso-studio, ma applicando, rispettivamente, la procedura contabile “tradizionale”, che non include il contributo annuale del bosco (la superficie a bosco è valutata al suo prezzo sul mercato immobiliare) e la procedura, ben conosciuta in contabilità forestale, che lo determina in base ad una differenza di inventari. Il soprassuolo legnoso è stato valutato al suo valore di realizzazione, quale valore più probabile di macchiatico nell’ipotetico scenario che fosse liquidato interamente. L’analisi su di un soggetto pubblico che conduce un’azienda di produzione forestale, suggerisce come il meccanismo proposto consenta la redazione di un prospetto di bilancio in grado di fornire all’analista maggiori informazioni sui fenomeni di impresa: da una parte vi è l’informazione circa la variazione di valore del soprassuolo legnoso, dall’altra restituisce le eventuali plus-minus valenze da attribuire a fenomeni non ordinari, slegati dalla produzione legnosa, che avvengono in sede di vendita di un lotto boschivo

    Figure 3. Cochlespira elegans syntype USNM 87397 in Two new species of deep water south Brazilian turriforms (Neogastropoda, Conoidea, Turridae and Cochlespiridae)

    No full text
    Figure 3. Cochlespira elegans syntype USNM 87397 (L 23 mm); (A) frontal view; (B) left view; (C) dorsal view.Published as part of Simone, Luiz Ricardo L. & Tarasconi, José Carlos, 2022, Two new species of deep water south Brazilian turriforms (Neogastropoda, Conoidea, Turridae and Cochlespiridae), pp. 1-7 in Papéis Avulsos de Zoologia 62 on page 5, DOI: 10.11606/1807-0205/2022.62.049, http://zenodo.org/record/717771

    Figure 1. Polystira tupan Holotype MZSP 156575 in Two new species of deep water south Brazilian turriforms (Neogastropoda, Conoidea, Turridae and Cochlespiridae)

    No full text
    Figure 1. Polystira tupan Holotype MZSP 156575 (L 76.1 mm): (A) apertural view; (B) right view; (C) dorsal view; (D) digital reconstitution of peristome based on growth lines, right view; (E) detail of sculpture of antepenultimate and penultimate whorls, scale = 5 mm.Published as part of Simone, Luiz Ricardo L. & Tarasconi, José Carlos, 2022, Two new species of deep water south Brazilian turriforms (Neogastropoda, Conoidea, Turridae and Cochlespiridae), pp. 1-7 in Papéis Avulsos de Zoologia 62 on page 3, DOI: 10.11606/1807-0205/2022.62.049, http://zenodo.org/record/717771

    Extreme Classification of European Union Law Documents driven by Entity Embeddings

    No full text
    Extreme Multi-label Classification (XMC) is the task of labeling documents with one or more labels from a large set of classes. In the context of Legal Artificial Intelligence, XMC is relevant to the automatic categorization of documents as they commonly address several orthogonal categorization schemes. Since retrieving a sufficient number of training document examples per class is challenging, XMC models are expected to be particularly effective in zero-shot learning scenarios. Existing approaches rely on transformer-based classification models, which leverage the attention mechanism to attend to specific textual units. However, classical attention scores are not able to differentiate between domain-specific and generic textual units. In this paper, we propose to use a legal entity-aware approach to zero-shot XMC of European Union law documents. By integrating information about domain-specific legal entities we ease the detection of label-sensitive information and prevent XMC models from attending to irrelevant or wrong text spans. The results achieved on the law documents available in the EURLex benchmark show that our approach is superior to both previous transformer-based approaches and opensource Large Language Models

    Struttura degli orizzonti diagnostici e classificazione delle forme di humus

    No full text
    Le forme di humus sono definite dalla successione degli orizzonti superficiali del suolo. È noto che tra questi, i più importanti ai fini della classificazione sono gli orizzonti A ed OH. Nella chiave europea di classificazione delle forme di humus terrestri (EUROSOIL, Freiburg settembre 2004), è soprattutto la struttura del primo che porta l’utilizzatore della chiave verso le tre forme base: la forma MULL se l’orizzonte A è biomacrostrutturato, la forma MODER se l’orizzonte A è di giustapposizione e la forma MOR in caso di assenza di orizzonte A o in presenza di un A di origine non biologica. Una quarta forma base, l’AMPHI, fa intervenire nello stesso profilo la combinazione degli orizzonti A biomacrostrutturato ed OH, quest’ultimo assente nella forma MULL. La distinzione delle forme di humus su base strutturale necessita della stima delle dimensioni dei grumi presenti negli orizzonti diagnostici. Tale stima, oggetto del presente lavoro, si può fare in campo o in laboratorio. Nel primo caso si lavora ad occhio nudo, sul campione prelevato e fratturato fresco; in laboratorio, si preferiscono campioni essiccati all’aria o in stufa, impiegando un "fratturatore" o una palla di plastica e setacciando successivamente i campioni per ottenere le frazioni percentuali di grumi ricercate. Una lente o un binoculare (x10, x50) sono spesso indispensabili nel riconoscimento della composizione dei grumi. Una cinquantina di profili di suolo sono stati studiati per tentare di determinare quei caratteri strutturali (grumi in 2-3 classi diametriche) degli orizzonti diagnostici che permettano di ottenere delle ricadute importanti in termini di classificazione. L’articolo presenta alcuni miglioramenti proposti per la chiave di determinazione delle forme di humus. Essi sono basati sulla combinazione dei caratteri relativi alle dimensioni della struttura e alla composizione organo-minerale dei campioni. Sono state individuate tre categorie di orizzonti A e tre categorie di orizzonti OH. Si tratta di categorie funzionali, perché collegate ai gruppi di animali che le hanno prodotte. Le ricadute sulla conoscenza della "qualità" dell’ambiente sono interessanti non solo in termini di biodiversità ma anche in ambito di previsione della risposta del suolo alla perturbazione. - - - - - (The definition of the structure of the A and OH horizons – respectively organo-mineral and organic diagnostic horizons of the humus forms – is a crucial character for the classification of forest humus forms occurring in Europe in temperate climate conditions. About fifty samples of A and OH horizons, collected in Alpine beech and spruce forests, have been observed under x10 and X50 magnifying lens. New tools, as a “breaker” and a plastic empty ball filled with soil samples, were used for better estimate the strength of the soil aggregates. Dimensions, forms and compositions of peds composing the samples were classed and analysed (multifactorial analysis). The authors propose a better identification of field categories of peds and diagnostic horizons to easily describe and classify European topsoils
    corecore