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Postfazione. Un'idea di Tacito
Sintesi critico-letteraria sulla vita e le opere di Tacito
Tacito e il canone storiografico dell'Actius di Giovanni Pontano
A partire dalle citazioni tacitiane presenti nell'Actius si evince il grado di auctoritas attribuito a Tacito da Giovanni Pontano, che sostanzialmente, seppur con qualche leggera ma significativa differenza, è in linea con il giudizio maturato negli ambienti culturali italiani a cavallo tra il XV e il XVI secolo
Etica e virtù guerriere dei Germani in Tacito
Attraverso l'analisi del lessico, e in particolare dei lemmi 'virtus'e 'mos', riferiti allusivamente da Tacito ai Germani, per esaltarne etica e valore in contrapposizione ai Romani, si risale allo schema dianoetico dell'autore e, pertanto, si individua quale fosse il suo reale pensiero politic
Considerazioni conclusive
Considerazioni conclusive sul corso d'aggiornamento "Tacito storico e scrittore"
Sei studi su Tacito
Il volume raccoglie alcuni saggi su Tacito accomunati dal tema unificante della Rezeption, nelle due possibili direzioni: Tacito e le sue fonti, fra intertestualità e continuità ideologica e culturale, Tacito e i suoi lettori, soprattutto in età umanistica, fra la riscoperta del testo, la sua nuova valorizzazione letteraria e politica, il suo uso a sostegno delle nuove correnti di pensiero
«...celebrant barbari ritus horrenda primordia» – Tacito come fonte della religione dei Germani?
A distanza di 150 anni dalle informazioni di Giulio Cesare sui Germani e sul loro presunto sistema cultuale, Cornelio Tacito individua una serie di peculiarità delle varie ‘nazioni’ germaniche che, nel tempo, sono rimaste spesso come un dogma indiscutibile. Se è vero che la sua _Germania_ resta un capolavoro storico-etnografico ineguagliato, nonostante le imprecisioni, le omissioni e le bizzarre invenzioni, le testimonianze archeologiche e quelle letterarie alto medievali permettono oggi di fornire un quadro più appropriato della materia. Ciò è reso possibile dall’individuazione di tracce di religiosità precristiana testimoniate a partire dalle centinaia di iscrizioni epigrafiche a carattere votivo (secc. 1°-4°), fino alla documentazione, spesso ambigua e faziosa, di chierici e funzionari presso monasteri e cancellerie delle corti romano-germaniche e alle attestazioni di un genere letterario noto nell’etnografia classica con l’appellativo di ‘Origo (gentium)’
Tra Napoleone, Goethe e oltre: contesti e significati di un episodio della Fortuna di Tacito in età moderna
Il contributo prende in esame la 'presenza' di Tacito durante il celebre incontro tra Napoleone e Goethe avvenuto in occasione del Congresso di Erfurt del 1808. Il giudizio sullo storico antico espresso dai protagonisti di quella circostanza costituisce un prezioso - e finora piuttosto trascurato - documento dell'interpretazione di Tacito, non solo in termini politici, in un momento cruciale della storia europea
Ettore Paratore, Tacito
Beguin P. Ettore Paratore, Tacito. In: L'antiquité classique, Tome 22, fasc. 1, 1953. pp. 192-194
Ettore Paratore, Tacito, 1951
Wuilleumier Pierre. Ettore Paratore, Tacito, 1951. In: Revue des Études Anciennes. Tome 59, 1957, n°1-2. pp. 186-188
Tacito, Dialogo sull'oratoria
Il libro offre un'edizione con traduzione italiana del Dialogus de oratoribus di Tacito, preceduto da un'ampia introduzione e corredato da un ricco apparato di note di commento. Composto probabilmente tra il 98 e il 100 d.C., il Dialogus, discussione in forma di dialogo del problema del declino dell’eloquenza, è un’opera assai originale nel complesso della produzione di Tacito, sia per il contenuto non storiografico sia per lo stile, che preferisce una ciceroniana eleganza alla concisione tesa e asimmetrica che è la cifra caratteristica della scrittura tacitiana. Per questo, in passato, sono stati avanzati dubbi sulla sua paternità, oggi in gran parte fugati dalla filologia. Non bisogna infatti dimenticare che Tacito fu l’oratore più celebre nella Roma della fine del I secolo, e quindi più che titolato per discutere di eloquenza, e che certo nel trattare un simile argomento il modello ciceroniano non poteva essere eluso, oltre al fatto che lo stile delle diverse parti del dialogo vuole probabilmente riflettere quello dei singoli interlocutori. Con questo dialogo Tacito raccoglie le fila di un dibattito lungo un secolo, quello sul declino dell’eloquenza pubblica, strettamente legato a quello della libertà politica, portando una nota di riflessione profondamente personale; e proprio in questa istanza autobiografica sembra risiedere il significato ultimo dell’opera
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