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    STORIA DI VENEZIA. L'OTTOCENTO 1797-1918

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    parte di ISNENGHI MARIO e WOOLF STUART (a cura di), STORIA DI VENEZIA. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO, 3 VOLL

    Caratteri tipologici e costruttivi.Note sul cantonale di Palazzo Gallenga Stuart

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    1. Nel testo si affronto lo studio dei caratteri tipologici e costruttivi di palazzo Gallenga Stuart a Perugia, una delle grandi realizzazioni perugine sorte tra il XVII secolo e XVIII secolo. Il palazzo, commissionato dal marchese Giuseppe Antinori, fu progettato da Antonio Bianchi tra il 1740 ed il 1758. Lo studio, condotto sulla base di documentazione originale e tramite il rilievo puntuale della principale sezione costruttiva in asse con il portale d’ingresso, ha riguardato sia l’impianto tipologico e sia l’involucro edilizio. Inoltre sono state ricostruite la varie fasi costruttive a partire dall’analisi dei paramenti murari e dell’ossatura portante dell’edificio. Particolare attenzione è stata rivolta allo studio dei dettagli e dell’elegante soluzione d’angolo che, trovandosi proprio di fronte l’Arco Etrusco, assurge a cerniera urbana: da una parte la piazza e lo spazio della città, dall’altra l’apertura verso la valle e la strada che risale tangente alle mura etrusco-romane

    The relationship between Elizabeth I and Mary Stuart in the context of the English Catholic problem.

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    openLa tesi si propone di analizzare il rapporto tra Maria Stuart ed Elisabetta I e come esso venne trattato dalla storiografia, ponendo particolare attenzione a come essa abbia rivalutato l'immagine di Maria Stuart. I primi due capitoli si focalizzeranno sulle due regine, riportando un'analisi di determinati aspetti delle loro vite, come la formazione e le politiche matrimoniali, contestualizzati nelle dinamiche religiose dei due regni. Il terzo ed ultimo capitolo affronta, invece, il problema cattolico inglese nell'Inghilterra elisabettiana con l'analisi delle ultime lettere decifrate di Maria Stuart, scritte durante la sua prigionia in Inghilterra

    Industrial policy in America: Breaking the Taboo

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    In contrast to what observers have frequently argued, this timely and thought provoking book suggests that the concept of industrial policy is not alien to the American past and present. The debate on this topic in the US has always been full of contradictory rhetoric and policy practices, and the expert authors therefore acknowledge a need to rethink the traditional antagonist positions. They illustrate that contemporary markets continue to demand to be fixed by government policies, and governments continue to show how fixing-the-market policies might fail. The conclusion is that the future of industrial policy is about how to make both markets and governments better in their functioning, but that the real goal for industrial policy is to make better-market and better-government policies consistent with the goal of building a better society. © Marco R. Di Tommaso and Stuart O. Schweitzer 2013. All rights reserved

    Nuovi percorsi di sviluppo per l’industria italiana. Può "the Health Industry" contribuire al cambiamento?

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    Per secoli i paesi industrializzati hanno fatto ricorso all’intervento del governo per rafforzare e guidare le proprie economie. Uno dei più convinti sostenitori del potere dell’intervento statale negli affari economici era il Ministro delle Finanze francese durante Re Luigi XIV, Jean Baptiste Col-bert (1619-1683). Colbert promosse in particolare la dottrina mercantilista volta ad incoraggiare un’economia orientata alle esportazioni. Utilizzando incentivi finanziari e investimenti in infrastrutture, è riuscito a sviluppare un’industria nazionale competitiva incoraggiando percorsi commerciali che hanno favorito gli interessi francesi. Il mondo d’oggi è molto diverso da quello di Colbert, ma la crisi economica del 2009 dimostra che i governi hanno ancora molto da imparare riguardo a come adattarsi a condizioni in rapido mutamento definendo le proprie strategie di politica industriale. Cosa può fare il governo per fornire risposte appropriate alla crisi attuale? Più in generale, quali azioni possono intraprendere i paesi per favorire il proprio sviluppo industriale? Cosa possono fare le nazioni avanzate a fronte della crescente capacità dei paesi in via di sviluppo di acquisire capacità produttiva ed occupazione? Esistono modi per proteggere i paesi ad industrializzazione consolidata dalle minacce di perdite occupazionali e declino industriale? Queste azioni sono in li-nea con i limiti regolatori imposti dalle organizzazioni multinazionali e dalle istituzioni internazionali come l’Unione Europea e il WTO (World Trade Organization)? Questo capitolo si concentra sul caso italiano e suggerisce che, data la struttura dell’industria nazionale, il governo potrebbe giovare un ruolo importante nella promozione di settori manifatturieri ad alta intensità di conoscienza e nello sviluppo del settore terziario. Sia il settore dei servizi che quello manifatturiero ad alta intensità tecnologica sembrano intersecarsi in un punto specifico, ossia l’industria della salute (Schweitzer e Di Tommaso, 2005). Per questa ragione, dopo un’analisi dei cambiamenti nelle specializzazioni industriali dell’Italia e dei suoi principali concorrenti, questo capitolo si concentra sui potenziali benefici che potrebbero derivare all’economia nazionale da un’espansione dell’industria della salute italiana. La domanda che ci poniamo è la seguente: dato il bisogno di incoraggiare un progressivo cambiamento strutturale, l’industria della salute italiana potrebbe guidare tale cambiamento

    Percorsi di sviluppo per l’industria italiana. Può "the Health Industry" contribuire al cambiamento?

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    Per secoli i paesi industrializzati hanno fatto ricorso all’intervento del governo per rafforzare e guidare le proprie economie. Uno dei più convinti sostenitori del potere dell’intervento statale negli affari economici era il Ministro delle Finanze francese durante Re Luigi XIV, Jean Baptiste Col-bert (1619-1683). Colbert promosse in particolare la dottrina mercantilista volta ad incoraggiare un’economia orientata alle esportazioni. Utilizzando incentivi finanziari e investimenti in infrastrutture, è riuscito a sviluppare un’industria nazionale competitiva incoraggiando percorsi commerciali che hanno favorito gli interessi francesi. Il mondo d’oggi è molto diverso da quello di Colbert, ma la crisi economica del 2009 dimostra che i governi hanno ancora molto da imparare riguardo a come adattarsi a condizioni in rapido mutamento definendo le proprie strategie di politica industriale. Cosa può fare il governo per fornire risposte appropriate alla crisi attuale? Più in generale, quali azioni possono intraprendere i paesi per favorire il proprio sviluppo industriale? Cosa possono fare le nazioni avanzate a fronte della crescente capacità dei paesi in via di sviluppo di acquisire capacità produttiva ed occupazione? Esistono modi per proteggere i paesi ad industrializzazione consolidata dalle minacce di perdite occupazionali e declino industriale? Queste azioni sono in li-nea con i limiti regolatori imposti dalle organizzazioni multinazionali e dalle istituzioni internazionali come l’Unione Europea e il WTO (World Trade Organization)? Questo capitolo si concentra sul caso italiano e suggerisce che, data la struttura dell’industria nazionale, il governo potrebbe giovare un ruolo importante nella promozione di settori manifatturieri ad alta intensità di conoscienza e nello sviluppo del settore terziario. Sia il settore dei servizi che quello manifatturiero ad alta intensità tecnologica sembrano intersecarsi in un punto specifico, ossia l’industria della salute (Schweitzer e Di Tommaso, 2005). Per questa ragione, dopo un’analisi dei cambiamenti nelle specializzazioni industriali dell’Italia e dei suoi principali concorrenti, questo capitolo si concentra sui potenziali benefici che potrebbero derivare all’economia nazionale da un’espansione dell’industria della salute italiana. La domanda che ci poniamo è la seguente: dato il bisogno di incoraggiare un progressivo cambiamento strutturale, l’industria della salute italiana potrebbe guidare tale cambiamento

    Vernacular architecture in Fujian

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    LAUREA MAGISTRALEIl tesi si basa sulla situazione attuale degli edifici di istruzione primaria rurale. Quindi, l'autore ha realizzato un lavoro di disegno sugli edifici caratteristici locali e ha compreso la relazione spaziale, la struttura dell'edificio e gli elementi decorativi. L'autore ha brevemente descritto lo sfondo e lo sviluppo della nuova teoria locale. Infine, sulla base di queste teorie, l'autore ha progettato una scuola elementare rurale con una combinazione di linguaggio architettonico locale.This paper is based on the current situation of rural primary education buildings.Then, the author made drawing work on the local characteristic buildings, and understood its spatial relationship, building structure and decorative elements. The author briefly described the background and development of the new local theory. Finally, based on these theories, the author designed a rural primary school with a combination of local architectural language

    Continuous gas mixtures separation using porous liquids

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    LAUREA MAGISTRALEI Liquidi Porosi (PL) sono stati sviluppati alla Queen’s University di Belfast e hanno dimostrato di possedere elevate capacità di assorbimento di gas. La loro maggiore proprietà è quella di possedere la fluidità dei liquidi e allo stesso tempo avere elevati gas-uptake, tipici dei solidi porosi. I liquidi porosi di tipo 3 (Type-3 PLs) sono composti da particelle di materiali solidi microporosi dispersi in solventi liquidi. Questo tipo di liquido poroso è implementato in un regime a flusso continuo con l’obiettivo di separare biogas e miscele di etano/etilene. In particolare, la tecnologia si basa su uno scrubbing con liquidi porosi appositamente realizzati che replica il processo di uno scrubbing fisico con solventi organici. Un impianto pilota precedentemente progettato è stato messo in funzione per capirne gli aspetti principali e per una futura applicazione nella separazione etano/etilene. In seguito, come parte del progetto, un nuovo impianto pilota di minore scala è stato sviluppato e costruito con l’obiettivo di separare biogas. L’applicazione di mezzi di separazione altamente assorbenti, cioè i liquidi porosi, in impianti di scrubbing potrebbe rivelarsi una promettente alternativa alle comuni tecnologie di separazione di gas, caratterizzate da elevati consumi di energia.Porous Liquids (PLs) have been developed at Queen’s University Belfast and have shown to possess important gas uptake abilities. Their main property is to possess the fluidity of liquids while having the high gas adsorption capacity of porous solids. Type-3 porous liquids (Type-3 PLs) are composed of particles of solid microporous framework materials dispersed into liquid solvents. Type-3 PLs are being implemented into continuous flow regimes with the aim of separating biogas and ethane/ethylene mixtures. In particular, the technology is based on scrubbing using specifically designed PLs replicating the process of organic physical scrubbing. A previously designed pilot plant has been run to understand the main aspects of the technology and for its future application in ethane/ethylene separation. Then, a new smaller-scale pilot plant has been developed and constructed as part of the project with the aim of separating biogas. These innovative gas separation plants using highly absorptive media, i.e. Type-3 Porous Liquids, may reveal to be a promising alternative to common and high energy-consuming gas separation technologies
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