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Il riflesso di trasalimento (startle) come marcatore clinico-diagnostico per l’indagine neurologica e psicologica nel corso dello sviluppo
Scopo di questa rassegna è presentare i principali utilizzi clinico-diagnostici del riflesso di trasalimento (startle) dal periodo fetale sino all’età adolescenziale. Nelle primissime fasi dello svi- luppo lo startle è utilizzato prevalentemente come marcatore neurologico di possibili disfunzioni a livello del sistema nervoso centrale. Mediante l’analisi di alcuni indici clinici (come frequenza di comparsa, rapidità d’insorgenza, simmetricità, ecc.) lo startle può essere utilizzato come rapido test antepartum del benessere del feto ed in seguito, nel periodo neonatale, come strumento clinico nella diagnosi di specifiche patologie o sindromi neurologiche. Nelle fasi successive dello sviluppo, nel periodo compreso tra l’età prescolare e l’adolescenza, l’utilizzo clinico dello startle è legato prevalentemente all’indagine eziogenetica dei disturbi affettivi. Lo startle, infatti, si è rive- lato un affidabile marcatore (vulnerability marker; Merikangas, Avenevoli, Dierker e Grillon, 1999) in grado di segnalare la vulnerabilità di alcuni bambini nei confronti dell’insorgenza di alcuni disturbi di natura affettiva, in particolare i disturbi d’ansia
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Studio della lateralizzazione del riflesso di trasalimento (startle) in bambini di 5 mesi di vita
Introduzione
L’indagine della lateralizzazione della risposta di startle, nota nella letteratura italiana anche come riflesso di trasalimento (Agnoli, Dondi, Mendini, & Franchin, 2007; Costa & Ricci Bitti, 1998), permette di ampliare le conoscenze neuroscientifiche relative allo sviluppo fisiologico del circuito neurale di questa attività riflessa (Bradley, Cuthbert, & Lang, 1991; Kettle, Andrewes, & Allen, 2006; Yeomans & Frankland, 1996). Fino ad oggi questo settore di ricerca presenta importanti lacune relativamente alle prime fasi dello sviluppo. In letteratura infatti è presente solo uno studio condotto da Hillman, Hsiao-Wecksler, e Rosengren (2005) che ha messo in luce un’assenza di asimmetrie tra il lato destro e sinistro del corpo nella risposta motoria di startle degli adulti.
Poichè i bambini sin dalla nascita mostrano un numero significativo di asimmetrie posturali e motorie (si veda ad esempio, Gardner, Lewkowicz, & Turkewitz, 1977; Michel, 1981; Previc, 1991; Rönnqvist & Hopkins, 1998; Trevarthen, 1996; Turkewitz, 1977), messe in evidenza anche in attività riflesse come il riflesso di Moro (Rönnqvist, 1995), la presente ricerca si pone come obiettivo lo studio della lateralizzazione della risposta di startle in bambini di 5 mesi di vita. Nello specifico sono state analizzate la componente posturale e quella facciale di questo comportamento, allo scopo di verificare l’esistenza di asimmetrie a favore di uno dei due lati del corpo.
Infine, un ulteriore approfondimento è stato effettuato relativamente alla relazione esistente tra la componente posturale e quella facciale dello startle. Lo studio di questa relazione, infatti, può portare ad interessanti evidenze inerenti all’organizzazione delle vie neurali alla base dell’attivazione di tali componenti.
Metodo
Un campione di 13 infanti di 5 mesi di vita è stato sottoposto ad un nuovo protocollo sperimentale per l’indagine non invasiva della componente posturale e facciale dello startle. Mentre i bambini sedevano su un seggiolino opportunamente attrezzato per la registrazione dello startle (AIMMSS, Automated Infant Motor Movement Startle Seat; Scatturin & Dondi, in prep.), ed interagivano liberamente con un genitore, venivano somministrati sei stimoli acustici in grado di elicitare la risposta.
L’AIMMSS, grazie alla registrazione effettuata da alcuni sensori estensimetrici posti alla base del seggiolino, ha permesso di rilevare l’intensità e la velocità della risposta motoria globale di startle analizzandola separatamente sul lato destro e sinistro del corpo del bambino. I sistemi di codifica Eye-Blink Strength Scale (EBS Scale; Essex, Goldsmith, Smider, Dolski, Sutton, & Davidson, 2003) e Baby FACS (Oster, in press) hanno invece permesso di rilevare l’intensità e la velocità della componente facciale dello startle su entrambi i lati del volto separatamente.
Sulla base di queste rilevazioni sono state indagate le differenze tra le misurazioni effettuate sui due lati del corpo e la relazione esistente tra la componente facciale e posturale separatamente sul lato destro e sinistro del corpo.
Risultati
Il principale risultato emerso dai confronti eseguiti tra le misurazioni effettuate sul lato destro e sul lato sinistro del corpo riguarda il parametro della latenza, cioè la velocità di attivazione della risposta di startle. La risposta risulta essere lateralizzata a favore del lato destro del corpo, presentando una attivazione più veloce nella componente posturale destra rispetto alla sinistra. L’analisi della componente facciale invece non ha messo in luce alcuna asimmetria nella velocità di attivazione delle azioni facciali analizzate. Questo primo risultato trova un’interessante spiegazione nell’influenza di specifiche asimmetrie presenti a livello spinale, chiamate in causa anche nella lateralizzazione registrata nella latenza del riflesso di Moro nei neonati (Rönnqvist, 1995). Rispetto all’intensità di risposta non è emersa alcuna differenza significativa tra le misurazioni effettuate sul lato destro e sul lato sinistro del corpo in entrambe le componenti studiate, in linea con lo studio di Hillman et al. (2005).
Infine, un’analisi di tipo correlazionale ha permesso di mettere in luce un’associazione positiva, in entrambi i lati del corpo, tra la componente posturale e quella facciale della risposta, in particolare rispetto al parametro dell’intensità. Tale pattern di risultati permette di inferire che i motoneuroni spinali e quelli facciali esibiscono un’azione integrata e bilaterale, determinata dall’attività del Nucleus reticularis pontis caudalis, il centro neurale responsabile dell’attivazione della risposta di startle
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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