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    Immagini della guerra nell'antica Grecia: <stásis>, <pólemos>, e <díkaios pólemos>

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    Quest’articolo affronta le concezioni e il lessico della guerra nell’antica Grecia, e in particolare nel pensiero storico e filosofico del V e IV secolo a.C. (Erodoto, Tucidide, Platone, Aristotele etc.). L’autore studia soprattutto il significato (che nelle fonti non è sempre il medesimo) dei termini stásis e pólemos, le relazioni fra essi e i problemi politici e giuridici relativi alle nozioni di díkaios pólemos e di díkaia aitía (o arché) della guerra.This article examines the ideas and the lexicon of the war in the ancient Greece, especially in the historical and philosophical thought of the V and IV century b.C. (Herodotus, Thucydides, Plato, Aristotle etc.). The author studies mainly the meaning (which isn’t always the same in the sources) of the words stásis and pólemos, the relations between them and the political and juridical problems concerning the notions of díkaios pólemos and díkaia aitía (or arché) of war

    Dualità nomiche

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    Quest’articolo esamina alcuni aspetti giuridici e politici dell’Antigone di Sofocle, e in particolare l’opposizione tra gli ágrapta nómima chiamati in causa da Antigone e il kérygma disposto da Creonte. L’autore analizza il reale significato di questo contrasto nell’età di Sofocle e nella struttura della sua tragedia, dal momento che molte interpretazioni degli studiosi (ius versus lex; nómos versus ordine di un tiranno; diritto naturale versus diritto positivo etc.) appaiono anacronistiche o poco plausibili. Possiamo trovare una spiegazione non solo nel ricco campo semantico del termine nómos (ancora) nel V secolo a.C., ma anche nelle varie dualità che sono caratteristiche dell’Antigone.This article examines some juridical and political aspects of Sofokles’ Antigone, and especially the opposition between the ágrapta nómima called into play by Antigone and the kérygma issued by Creontes. The author analyzes the real meaning of this contrast in the Sofokles’ age and in the structure of his tragedy, because many interpretations by the different scholars (ius versus lex; nómos versus tyrannical order; natural law versus positive law etc.) seem anachronistic or not very plausible. We can find an explanation not only in the rich semantic field of the word nómos (still) in the V century B.C., but also in the various dualities typical of the Antigone

    La giustizia in scena. Diritto e potere in Eschilo e Sofocle

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    Perché le opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide vengono tutt’oggi rappresentate e continuano ad appassionarci? Perché la loro messa in scena suscita sempre emozioni viscerali, che ci fanno inabissare nel profondo di noi stessi? In questo libro la tragedia greca viene letta come un inquieto laboratorio della coscienza civile – quindi anche giuridica e politica – dell’Occidente, ove l’intreccio fra mito e attualità del V secolo a.C. solleva questioni con cui ancora dobbiamo misurarci, come uomini e cittadini: dalla natura ambivalente del potere, sempre sul punto di degenerare in tirannide o di dar corpo all’incubo della guerra civile, alle irrisolte criticità della democrazia e dell’uso della parola – in grado di persuadere e conciliare, ma anche soverchiare e irretire – ; dal fondo cupo di violenza e terrore in cui talvolta si specchiano gli assetti istituzionali, alla ricerca di criteri che definiscano la responsabilità dell’individuo
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