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La conservazione delle coperture in calcestruzzo armato nell'antica Pompei
Bressanone 27-30 giugno 200
La conservazione delle coperture in calcestruzzo armato nell'antica Pompei
Bressanone 27-30 giugno 200
La conservazione delle coperture in calcestruzzo armato nell'antica Pompei
Bressanone 27-30 giugno 200
Rigenerazione urbana: un approccio multidisciplinare
Il progetto di ricerca DATA [1] – Developing Abandoned Transurban Areas – dell’Università di Padova, nanziato dalla Regione Veneto ha come principale obiettivo la progettazione di strategie innovative per il recupero, la rigenerazione e la valorizzazione di aree abbandonate collocate ai margini della città consolidata. Le aree abbandonate della perife- ria di Padova, caso studio del progetto, sono un esempio particolarmente signi cativo in considerazione del fatto che il Nord Italia conta il più elevato aumento di consumo di suolo rispetto al territorio nazionale (8,4% nel 2013; ISPRA 2015) e che in particolare la città risulta prima nella regione per percentuale di suolo utilizzato (49% nel 2013; Arpa Veneto 2015). L’obiettivo è quindi quello di costruire scenari di trasformazione per lo sviluppo e il rilancio economico, in riferimento al Sustainable Living, di aree urbane compromesse in attesa di rigenerazione.
La struttura multidisciplinare del progetto si articola in sei ambiti distinti e complementari: Web GIS; BIM and Land In- formation modeling; Pilot scenarios design; Urban planning and feasibility studies; Waste recycle; Data Management and ICT
Brindisi. L’Accademia Marinara di Gaetano Minnucci
L'Accademia Marinara di Brindisi di Gaeteano Minnucci rappresenta una sintesi della cultura architettonica e del sapere tecnico-scientifico di un autore e di un'epoca. In essa sono affrontati tanti temi tipici dell'architettura moderna italiana. Il saggi ne analizza le valenze alla scala urbana e architettonica, approfondendo in particolare gli aspetti legati alla costruzione e al cantiere
Continuità fra tessuti urbani e spazi agricoli in contrada Raccuglia, Partinico
Il saggio illustra il progetto "Inhabiting a scattered monument between infrastructures and agriculturnab fabrics / Abitare un monumento diffuso tra infrastrutture e tessuti agriurbani" elaborato nell'ambito della Ricerca Miur Prin 2009 "Dalla campagna urbanizzata alla città in estensione: le norme compositive dell’architettura dei centri minori", coordinatore nazionale prof. Luigi Ramazzotti, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Unità di Ricerca dell'Università di Palermo "La città in estensione e la dialettica fra centri minori e nuove infrastrutture. Tra Isola delle Femmine e Partinico", responsabile dell’unità di ricerca prof. Andrea Sciascia. / The project works on the ground, holds the ambiguities between figures and background, the urban ruins, the accumulations and bends mountain-buildings to the nature’s power. As rural roads become a support for the urban fabric, the antenna-shaped road merges straight stretches, that tidy up the existing buildings, and winding paths, that rule the agriculturban layout. Along the curves, the hanging orange groves: earth lumps exhibited as a scattered monument through the uncombed landscape. Sheltered by the trays, the houses: a few rooms and an equipped wall, hooked to the uphill drop and projecting towards the downhill countryside. To the South, along a slight rise, the fences turn into city walls, edging the town fabric. The market stalls are lined along the wall and then liquidly spread onto the terrace slab above the parking lot. To the North, along the by-pass road, a new drop: viaducts, stone gardens, ditches, green rooms, cryptoportici and the kindergarten. / Il progetto lavora sul suolo, accoglie ambiguità tra figura e sfondo, rovine urbane, accumulazioni e riassoggetta gli edifici-montagna alla natura potente. Come le strade rurali diventano supporto del tessuto urbano, nella strada antenna si fondono tratti rettilinei che riordinano l’edificato esistente, e percorsi sinuosi che governano il disegno agri-urbano. Lungo le curve, gli aranceti pensili: zolle di suolo esibite come un monumento diffuso attraverso il paesaggio spettinato. Al riparo dei vassoi, le case: poche stanze e un muro attrezzato, agganciato al salto di quota a monte e proiettato verso la campagna a valle. A sud, lungo un leggero salto di quota, i recinti diventano mura urbane che rimarginano il tessuto a monte. I banchi del mercato allineati lungo il muro si diffondono poi, liquidi, sulla piastra terrazza che copre il parcheggio. A nord, lungo la circonvallazione, ancora un salto di quota: viadotti, giardini di pietra, fossati, stanze verdi, criptoportici e l’asilo
Il dissolvimento dei limiti della città nelle aree transurbane a Padova
Piuttosto che di crisi della città, è opportuno parlare di obsolescenza dei modelli interpretativi e di inadeguatezza degli strumenti in dotazione alle discipline che la studiano. La città, che piaccia o meno, attraverso successi- ve riconfigurazioni formali e identitarie continua a godere di buona salute; le mutevoli dinamiche urbane, economiche, demografiche e sociali in atto evidenziano invece la sempre più limitata validità ed efficacia degli strumenti di lettura e intervento (sia normativi, previsti dai legislatori, che delle arti, distillati dei vari pensieri disciplinari). Attraversando le città del Nordest italiano, specialmente quei transetti urbani ai margini del tessuto consolidato, è facile fare esperienza del nuovo paesaggio metropolitano, difficilmente incasellabile e riconoscibile, caratterizzato dalla presenza di funzioni e forme costruite eterogenee, di infrastrutture ma anche di lacerti agricoli e “vuoti” apparentemente privi di ogni vocazione. Si tratta di aree transurbane complesse, nelle quali si materializzano quelle diadi e contraddizioni ancora difficilmente digerite dall’osservatore: grandi-piccoli oggetti edilizi, città-campagna, artificio-natura. Da qui la volontà del legislatore di mettere ordine nel territorio recuperando quelle disponibilità, qualità (anche formali) ritenute invece rassicuranti, concilianti e opportune come l’equilibrio ecologico e la risorsa di suolo attraverso strumenti normativi di nuova generazione. È infatti dell’ultimo anno la Legge sul contenimento del consumo di suolo che la Regione Veneto ha varato, con la finalità di riordinare l’assetto di questo territorio così densamente antropizzato e ridefinire con maggior chiarezza i margini del costruito rispetto al non edificato. Per quanto l’iniziativa, secondo la maggior parte degli addetti ai lavori, “segni definitivamente il tracollo dell’urbanistica tradizionale fatta di piani attuativi calati dall’alto in favore di un’attività più contrattata” e liquida, che meglio riesca a confrontarsi con le dinamiche transitorie contemporanee, lo strumento trae la propria forza da visioni non nuove (la contrapposizione città-campagna e la conseguente e necessaria formazione di nuovi fringebelt), e contempla operazioni (quali la demolizione cosiddetta “creativa” di volumi considerati impropri, la migrazione altrove del “credito edilizio” – ossia cubatura –, il bilancio a zero del suolo utilizzato) non esenti da costi economici ed ambientali. Nonostante dunque l’evoluzione delle procedure intrinseche al modo di fare urbanistica, permane il rischio, tipico della proliferazione normativa, di sottrarre l’attenzione all’indagine della forma della città contemporanea introducendo un ulteriore problema di ottemperanza e rispetto di meccanismi tecnico-normativi basati su visioni, ancora una volta, obsolete. Più interessante sarebbe ragionare sulla forma della città contemporanea cessando di credere che la polverizzazione dei margini urbani sia un sintomo di cattiva salute della città e non escludendo o sfavorendo l’addizione di nuovi dispositivi (quindi costruzioni) e spine in grado di riattivare aree urbane dismesse o sottoutilizzate, in un’ottica che sia comunque di sustainable living e di sviluppo economico
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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