1,720,962 research outputs found
Progettare il recupero- Principi per la progettazione del recupero energetico degli edifici
Il recupero è la testimonianza della capacità della società di innovare senza distruggere le radici su cui si regge: è un atteggiamento di coerenza e rispetto per un equilibrio sempre più instabile. Si devono ripensare agli edifici rigenerati come banche di energia e di materie prime, come opportunità invece che problemi da risolvere, come strumenti che conservano materia ed energia senza consumarla. Non è una questione di tecnica, ma di una nuova visione della sostenibilità del recupero. Nel progetto del recupero conservazione e modernità sono due termini antitetici. La connotazione positiva che ha registrato negli ultimi anni il termine conservazione, in quanto sinonimo di tutela del patrimonio monumentale prima e della memoria storica poi, è spesso contrapposta al termine modernità, sinonimo invece dell’innovazione scientifica che parte da quello che è già stato fatto per modificare. Semplicità, esattezza e tecnica sono i tre principi su cui orientare la progettazione del recupero energetico degli edifici: semplicità per facilitare la flessibilità del progetto anche per interventi successivi e massimizzare il rapporto costi-benefici, esattezza come capacità di scegliere e circoscrivere gli ambiti d’intervento, tecnica come strumento per sperimentare nuove metodologie e risolvere il rapporto progetto-costruzione che rappresenta l’anello più debole del processo.
Il recupero sostenibile del patrimonio edilizio diventa un’azione che misura la capacità di una società di costruire una propria cultura con il cuore rivolto a ciò che è stato e con il cervello rivolto a quello che sarà
Il progetto EPOurban
Articolo che documenta i risultati del progetto di ricerca europeo EPOurban. Il progetto, sostenuto da fondi europei all'interno del programma Central Europe, cui il Comune di Bolzano partecipa insieme alle città di Leipzig (Germania), Sopot (Polonia), Praga (Repubblica Ceca), Celje (Slovenia), Bratislava (Slovacchia) e la regione di Voitsberg (Austria), ha l'obiettivo di attivare i privati proprietari nel processo di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale esistente. Il progetto, di durata triennale (conclusione novembre 2014), si muove nel contesto più esteso della tematica fortemente attuale della rigenerazione urbana
Per una città possibile
Il modo in cui pensiamo il futuro ha un passato. Tuttavia è ormai consolidata l’idea che il futuro che sta emergendo sarà diverso da tutto ciò che abbiamo conosciuto in passato. Le teorie dei “commons collaborativi” di Jeremy Rifkin, le interpretazioni urbane di Zygmunt Bauman sostenute dalla metafora della “liquidità”, le teorie della “decrescita” di Serge Latouche, ci consegnano l’ipotesi di un mondo che viene profondamente diverso. Una differenza di genere e non di grado, al quale corrisponderà un cambiamento nei modi di vita, di abitare, di costruire. Nel settore delle costruzioni, la storica incapacità del mondo dell’edilizia di reggere il passo con le rapide trasformazioni in atto nella società, non solo non ha permesso di innovare nel progetto e costruzione degli spazi di vita, ma ha originato un patrimonio obsoleto che rende difficoltose e onerose le trasformazioni. E’ uno dei settori più arretrati e come tale in grado di esprimere le maggiori potenzialità di trasformazione.
L’importanza di capire da dove veniamo per decidere dove andare è fondamentale: il patrimonio edilizio è lo specchio della nostra storia, sulla quale fondare le modificazioni necessarie per la città che viene. I cambiamenti non potranno pertanto essere radicali pena il rifiuto, ma ripartire dal passato e dalle necessità per ripensare il futuro possibile. Vittorio Gregotti la chiama “il possibile necessario”, intesa come sostanza strutturale di ogni progetto di architettura.
Nel dibattito in atto sulla città la necessità della rigenerazione edilizia non è più motivo di discussione, ma ancora si stenta a intraprendere questa strada in modo deciso. Il complicato sistema legislativo, giuridico e burocratico che l’Italia ha pericolosamente raggiunto rende difficoltoso operare anche le minime opere d’innovazione, ingessando di fatto ogni nuova iniziativa che intende modificare lo stato delle cose. La crisi economica in atto ne è una conseguenza e non la causa
RETROFIT E RIGENERAZIONE URBANA Il progetto EPOurban
Il libro si articola in una prima parte strettamente metodologica e una seconda parte che illustra il lavoro svolto su venti casi studio dal progetto europeo EPOurban all’interno della Città di Bolzano. La prima parte introduce, in modo compiuto, gli obiettivi, le modalità, le tecniche, i costi e i beneἀci di una rigenerazione energetica del patrimonio edilizio. Come si possono tramutare in opportunità i problemi dell’obsolescenza del patrimonio edilizio, quali sono i principali aspetti giuridici della convivenza negli ediἀci residenziali collettivi, la possibilità di avere strumenti di controllo agili ed efἀcaci. E ancora, i principi di progettazione architettonica della rigenerazione, gli aspetti tecnici riguardanti l’involucro opaco e i componenti trasparenti, l’integrazione ediἀcio-impianto e, non ultimo il miglioramento del benessere degli utenti negli ediἀci rigenerati. In un sistema a economia di mercato tutte queste buone pratiche rimangono sulla carta se non sono supportate da adeguati studi sui costi-beneἀci e dalle possibilità reali di ἀnanziamento dell’investimento. Il testo affronta, in modo sintetico ma chiaro, anche questi ultimi due aspetti delineando una metodologia di progetto che progettisti e attori del processo di rigenerazione potranno replicare pur nella singolarità di ogni caso.Un discorso a parte merita i casi studio – l’esempio pratico dell’applicazione delle teorie metodologiche illustrate – suddivisi in tutelati, vincolati, liberi da vincoli. Ognuno di questi casi è stato oggetto di un approccio di tipo diverso, dovuto alla speciἀcità dell’ediἀcio e delle condizioni al contorno, generando una casistica che può essere presa a riferimento anche per altre città
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
- …
