1,721,136 research outputs found
Il Web è realtà (aumentata)
Nel capitolo sono presentate alcune caratteristiche del Web sociale, interrogano dal punto di vista della didattica, della prevenzione e del contrastio delle diverse forme di odio
L’incitamento all’odio tra online e offline
Nel capitolo si riflette sull'evoluzione del razzismo in una dimensione onlife, fornendo il quadro teorico necessario a introdurre la didattica di prevenzione e contrasto dell'odio onlin
La parola al MIUR e al Consiglio d’Europa
In questo capitolo sono indicati alcuni documenti su questi temi redatti di recente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e due manuali proposti dal Consiglio d’Europa
Superare la “povertà educativa digitale". Ipotesi di un nuovo costrutto per la cittadinanza digitale
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Contrastare la "povertà educativa digitale". Un nuovo costrutto in una prospettiva mediaeducativa
Dal 2021 il Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica, insieme a Save the Children, ha introdotto il nuovo costrutto di “povertà educativa digitale” (Marangi, Pasta, Rivoltella, 2022), che è al centro dell'articolo. Inoltre, per rilevare la povertà educativa digitale e a partire dalle due prospettive richiamate, i ricercatori del Cremit Stefano Pasta e Michele Marangi, con la direzione scientifica del fondatore del Centro Pier Cesare Rivoltella, hanno costruito lo strumento quali-quantitativo Digital Educational Poverty in Educative Networking and Development - Depend, utilizzato da Save the Children e dalla cooperativa sociale Edi Onlus nell’ambito del progetto Connessioni Digitali (2021-2024), realizzato in 99 scuole secondarie inferiori di differenti regioni d’Italia aderenti (Pasta, Marangi, 2023)
Digital educational poverty: construct, tools to detect it, results
In 2021 the Research Center on Education for Media, Innovation and Technology (Cremit) of the
Catholic University and Save the Children proposed using the new construct of “digital educational
poverty”, which broadens the concept of “digital divide”. Digital educational poverty is not intended
solely as a lack of devices and access to the Internet, nor as denying participation in distance learning; it refers to the lack of acquisition of digital skills, meaning the new alphabets which are fundamental in the post-media society in order to analyze the production and use of different digital contents. The contribution presents the construct, the debate around its measurability and the ways in which a tool has been built to detect it. It also shows the first results of a survey carried out as part of “Digital Connections”, a two-year project carried out by Save the Children with Cremit; the data concern 1976 students of 112 classes in 39 lower secondary schools throughout Italy. The discussion of the tool and the results is aimed at a broader reflection in the direction of identifying a hypothetical Digital Educational Poverty Index (DEPI) on the model of the Educational Poverty Index (EPI)
Problematizzare la "cancel culture": una sfida per le Interculture Postdigitale
“Cancel culture” indica la tendenza a rimuovere dalla memoria e dallo spazio pubblico persone, istituzioni e gruppi accusati di discriminazione verso alcune categorie, di solito minoranze. È divenuta un’espressione ambigua, o un’ingiunzione accusatoria, sempre più diffusa nelle sfere pubbliche e mediatiche globali, intrecciando le “guerre culturali” e lambendo anche le politiche educative. “Problematizzare la “cancel culture”. Una sfida per le Interculture postdigitali”, curato da Stefano Pasta e Davide Zoletto, raccoglie contributi dal campo pedagogico dai “terreni” sui quali tali contese si sviluppano: web sociale, patrimonio culturale, contesti universitari, produzioni mediali per l’infanzia. L’analisi è una messa alla prima del campo di ricerca pedagogica delle Interculture postdigitali. Il dibattito che ne emerge è sul progetto per il futuro, che non è l’eterna prosecuzione del passato. Un progetto che, di fronte alle differenze, non può rinunciare a cercare una sintesi tra il radicamento nel particolare e l’apertura all’universale.“Cancel culture” refers to the tendency to remove from public memory and public space individuals, institutions, or groups accused of discrimination against certain categories, usually minorities. It has become an ambiguous expression—or an accusatory injunction—increasingly widespread in global public and media spheres, intersecting with contemporary “culture wars” and even influencing educational policies.
“Problematizing ‘cancel culture’: A challenge for postdigital Intercultures”, edited by Stefano Pasta and Davide Zoletto, brings together contributions from the field of pedagogy grounded in the concrete “terrains” where these conflicts unfold: social media, cultural heritage, university contexts, and media productions for children. The volume offers an initial mapping of the emerging pedagogical research field of postdigital Intercultures. The resulting debate concerns a project for the future, one that is not conceived as the endless continuation of the past. This project, when confronted with difference, cannot relinquish the search for a synthesis between rootedness in the particular and openness to the universal
When digital educational poverty and educational poverty do not coincide: socio-demographic and cultural description, digital skills, educational questions. Quando povertà educativa digitale e povertà educativa non coincidono: descrizione socio-demografica e culturale, competenze digitali, interrogativi educativi
The survey carried out as part of "Digital Connections", a two-year project by Save the Children with the Research Center on Education for Media, Innovation and Technology (CREMIT) of the Catholic University, detects a significant number of minors of lower secondary schools in which the condition of educational poverty does not coincide with that of digital educational poverty; out of 1976 students from 112 classes in 39 schools, this discrepancy is very high for 4.3% of respondents and high for a further 10.1%. The opposite case, in which digital educational poverty does not coincide with educational poverty, is respectively 6.2% and 12.6%. The first part of the contribution, which is therefore a specific leap compared to a previous publication (Marangi, Pasta, Rivoltella, 2022), describes the socio-demographic and cultural variants of minors in which the two conditions do not coincide, the domestic availability of devices technologies, their scholastic and extracurricular uses.
The second part will analyze the minors in which the two conditions of deprivation do not coincide with respect to "digital skills" and the four areas of digital educational poverty, with reference to technical knowledge, procedural skills and awareness of the actions that they are activated in the digital world, both in the identification of the processes of meaning and in the strategies for using products and digital environments. Finally, this discrepancy will be re-read as an educational question for education professionals
Crescere Onlife. L’Educazione civica digitale progettata da 74 insegnanti-autori
Cittadinanza onlife: è il ripensamento del digitale a scuola attorno all’educazione allo spirito critico e alla responsabilità. La proposta nasce da due testi quadro (la legge 92 sull’Educazione civica e il Curriculum di Educazione Civica Digitale), due progetti di formazione di istituti scolastici (l’IIS L. Einaudi di Chiari e
l’ICS E. Curiel di Paullo-Tribiano) e soprattutto 74 autori tra insegnanti ― dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di ii grado ―, dirigenti scolastiche e formatori del Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia (CREMIT) dell’Università Cattolica.
Ponti tra realtà fisica e digitale, coding, gamification, potenza del linguaggio, selezione delle fonti e fake news, digital library, consumi mediali, democrazia ed ecologia: questi alcuni dei temi al centro del libro. I capitoli sono l’esito della scrittura collaborativa tra insegnanti e formatori universitari, che ha voluto superare la contrapposizione tra teorici e pratici e proporre il coaching come dispositivo
per lo sviluppo professionale. Attraverso la riflessione sulla cittadinanza al tempo del digitale, l’idea di questo percorso è che in questi contesti di forte innovazione, l’insegnante conta. Ma per contare ha bisogno di essere credibile e questa credibilità trova nella consapevolezza e nello sviluppo professionale due dispositivi di fondamentale importanza. Nasce così un’idea di cittadinanza onlife, ma anche una nuova proposta di “fare scuola” e di “fare università”
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