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    Prima della città. Le Paludi Pontine verso il centenario

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    Il saggio sottolinea come le Paludi Pontine non fossero un'area statica prima della bonifica integrale, ma un territorio dinamico già interessato da profondi mutamenti economici e sociali. L'articolo propone di riconsiderare la storia del territorio in un quadro storico più ampio, analizzando le trasformazioni legate all'assetto fondiario, all'avanzamento tecnico-scientifico e allo sviluppo infrastrutturale tra fine Ottocento e inizio Novecento, fenomeni che hanno preparato il terreno alla bonifica integrale attuata dal regime fascista, spesso presentata in modo celebrativo e decontestualizzato

    Di generazione in generazione. Il rapporto con le donne comuniste negli anni Ottanta

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    Il contributo ricostruisce il rapporto di Nilde Iotti con le donne comuniste durante gli anni della presidenza della Camera (1979-1992). Sono indagati in particolare quattro aspetti. In primo luogo, viene affrontato il nodo relativo all'interazione tra dimensione istituzionale e politica delle donne, mettendo in luce come la presidente interpretò il proprio ruolo e si relazionò con il dibattito e le iniziative che vedevano impegnate le compagne di partito. In secondo luogo, vengono esaminati alcuni caratteri dell'ultima generazione di donne del PCI, evidenziando i diversi percorsi di formazione e militanza rispetto alle esperienze, ovviamente non del tutto omogenee, della generazione di Iotti (la fucina resistenziale e l'attività nei Gruppi di difesa della donna, la militanza nell'Unione donne italiane, la gavetta nell'organizzazione del PCI e negli organismi collaterali). Una terza questione oggetto di analisi è la riflessione maturata da Iotti sul rapporto tra passato e presente del movimento delle donne in una fase, gli anni Ottanta, segnata da incombenti trasformazioni culturali e politiche. Infine, dopo avere individuato alcune chiavi di lettura per interpretare il rapporto tra Iotti e le giovani comuniste, vengono proposti degli spunti di approfondimento concernenti la rappresentanza delle donne, il problema del lavoro delle donne e il travagliato iter della legge sulla violenza sessuale

    Politiche agricole e trasformazioni sociali nell’Italia del XX secolo

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    La relazione esamina la politica agraria italiana tra il principio del ‘900 e i primi anni ’60 nel contesto della progressiva globalizzazione dell’economia e dei mercati. La periodizzazione individua nell’età giolittiana e nell’avvio del processo di integrazione europea due momenti di rilevante cesura: la politica giolittiana inaugurò una fase di modernizzazione del paese che non mancò di investire a fondo il settore primario; la firma dei Trattati di Roma e, di lì a poco, l’avvio della PAC mutarono poi in modo definitivo i termini della politica agraria nazionale, collocandola in una cornice sovranazionale continentale. Rinunciando alla pretesa di un approccio totalizzante, l’attenzione si concentra su due punti in particolare: in primo luogo, i caratteri, gli strumenti e le finalità dell’intervento pubblico in agricoltura, con particolare riferimento ai fattori di continuità e discontinuità che attraversarono l’arco temporale considerato; in secondo luogo, il rapporto – e la costante tensione – tra protezionismo e difesa della produzione interna da un lato e dall’altro iniziative e istanze volte a favorire l’integrazione dell’agricoltura italiana nei mercati europei e mondiali. All’interno dell’analisi così impostata, si prendono inoltre in esame due elementi specifici del caso italiano: la peculiare funzione socioeconomica e il peso attribuiti alla bonifica, di cui si ripercorre l’evoluzione legislativa e concettuale fino al varo del primo Piano Verde (1961); l’intreccio profondo esistente tra “questione agraria” e “questione meridionale”, al fine di comprendere quale peso e considerazione avesse l’arretratezza del Mezzogiorno all’interno della politica agraria nazionale

    Dalla bioetica alla Carta delle donne. La Sezione femminile del Pci dal 1981 al 1987

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    Il saggio ricostruisce l'elaborazione politica e culturale della Sezione femminile del Partito comunista italiano negli anni compresi tra il 1981 e il 1987, con particolare riferimento ai rapporti con il femminismo e ai contenuti della VII Conferenza nazionale del 1984 e della Carta delle donne del 1986

    L’europeismo di Nilde Iotti negli anni della presidenza della Camera (1979-92)

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    Il saggio esamina il contributo di Nilde Iotti al processo di integrazione eu-ropea durante la presidenza della Camera dei deputati (1979-92), ponendo in particolare l’attenzione su due ambiti di attività politico-istituzionale: il discorso pubblico e il lavoro interparlamentare. L’analisi dei temi e delle ricorrenze presenti nel discorso pubblico permette di estrapolare i contenuti, i nessi e, in ultima istanza, il significato (anche civile e pedagogico) dell’euro-peismo veicolato a livello istituzionale dalla terza carica dello Stato. Il focus sul lavoro interparlamentare ricostruisce l’impegno per la creazione di uno stabile network tra i parlamenti nazionali degli stati membri della Comunità e tra questi e il Parlamento europeo, ambito in cui Iotti si attiva mossa dalla convinzione che lo scambio di esperienze e, soprattutto, la difficile ma neces-saria ricerca di iniziative e priorità comuni costituiscano fattori decisivi per il rafforzamento in senso democratico del processo di costruzione europea.The essay examines Nilde Iotti’s contribution to the process of European integration during her presidency of the Italian Chamber of Deputies (1979-92), focusing on two areas of political-institutional activity: public discourse and interparliamentary work. The analysis of the themes present in her public discourse makes it possible to extrapolate the contents, the connections and, ultimately, the meaning (also civil and pedagogical) of the Europeanism conveyed by the third Office of the Italian State. The focus on interparliamentary work highlights the commitment to the creation of a stable network among the national parliaments of the EEC member states and between them and the European Parliament: an area in which Iotti was active, moved by the conviction that the exchange of experiences and, above all, the difficult but necessary search for common initiatives and priorities were decisive factors for the democratic strengthening of the process of European construction

    “Pericoloso per l'ordinamento democratico dello Stato”: ordine pubblico e vigilanza politica a Latina (1948-1956)

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    Attraverso un caso di studio territoriale – la provincia di Latina, a sud di Roma – il saggio esamina le strategie e i mezzi impiegati in Italia fra il 1948 e il 1956 come risposta alla percezione di un pericolo, rappresentato dal Partito comunista italiano. Dall’analisi emerge un nesso funzionale molto stretto negli anni del centrismo tra continuità e discontinuità rispetto al fascismo e all’età liberale: in un contesto politico e istituzionale che presentava infatti forti elementi di rottura con il passato la continuità di apparati e funzionari preposti al controllo dell’ordine pubblico fu giudicata necessaria dalle forze di governo per difendere e consolidare le istituzioni democratiche. Strumenti ben collaudati come il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) del 1931 e il Casellario politico centrale (Cpc) vissero così una sorta di seconda giovinezza, contribuendo a caratterizzare in senso autoritario la cosiddetta “democrazia protetta”: il primo operò in superficie per limitare e circoscrivere gli spazi pubblici a disposizione del Pci; il secondò funzionò nell'ombra come strumento di vigilanza sui singoli, dirigenti e attivisti, appartenenti al partito e al sindacato di classe

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Come nasceva un “capo” democristiano. Vittorio Cervone a Latina (1946-1956)

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    Through the analysis of a territorial case study, the article examines the role played by political mediation in the rise and strengthening of the Christian Democracy. The essay focuses on the party organization and its control of public bodies. These two factors, in fact, turned out to be decisive to the political success of Vittorio Cervone between 1946 and 1956. First as provincial administration secretary and commissioner responsible for an important land reclamation consortium, then as a deputy, Cervone gradually managed to emerge as a representative of local interests towards the Government authorities and a powerful mediator. The article investigates in particular the intervention of the Cassa per il Mezzogiorno in the province of Latina in the early 1950s. Its so-called intervento straordinario, in fact, represented the benchmark of the Christian Democracy’s capacity to make the periphery interact with the center and to combine the social effects of modernization brought about by the Cassa with the local mobilization of political consensus

    L’occhio discreto. L’industrializzazione pontina nelle carte di Banca d’Italia (1950-1965)

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    Mostly based on the archival sources from the Bank of Italy, this paper aims at analysing the industrialization that took place in the area of Latina in the 1950s and 1960s. At that time Latina was considered a case study because it seemed to represent a positive example of how state intervention – through the Cassa per il Mezzogiorno and Isveimer – could generate successful development in Southern regions of Italy. The research firstly investigates the take over of local industries at the early stages of the 1950s and the emerging problems of a brand new economy addressed by public investment. It then analyzes the turning point given by the 1957 industrial law for the South, which led to a new phase characterized by the establishment in Latina of national and international companies. A specific focus is also paid to the financial crackdown on the local bank “Cassa di risparmio di Latina”, which became a political scandal and involved prominent representatives of the Christian democrat party that played a key role in implementing state intervention in Latina
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