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Introduzione
La circoscrizione dell’ambito della «letteratura» alle belles-lettres non solo ha tradizionalmente falsato o reso irriconoscibili i profili di traduttori di belles-lettres, ma ha ignorato un dato fondamentale cui occorre invece rendere ragione: nel transfert culturale di un secolo – il Settecento – caratterizzato da una concezione transdisciplinare delle conoscenze sono le «scienze sode» a fare la parte del leone. E le «scienze sode» («solide Wissenschaften») presuppongono criteri traduttivi specifici, su cui non esistono quasi ricerche, a causa dell’appiattimento delle indagini su testi contemporanei
Quaderni di PsicoArt
I "Quaderni di PsicoArt" sono una collana di monografie on line diretta da Stefano Ferrari, ospitata sulla piattaforma AMS Acta Alma DL dell'Università di Bologna. La pubblicazione affianca l'attività di "PsicoArt - Rivista on line di arte e psicologia". Sono usciti finora 6 volumi: 1.Nel cuore della meraviglia. Omaggio a Jurgis Baltrušaitis, a cura di Isabelle Mallez e Raffaele Milani (ISBN – 9788890522406); 2.Arte e Arti terapie. Più di un confronto, più di un dialogo
Atti del Convegno di Bologna 25 e 26 maggio 2012, a cura di Stefano Ferrari, Cristina Principale, Chiara Tartarini (ISBN – 978-88-905224-1-3); 3.ncontri sul contemporaneo. Gli artisti, l’arte e la psicologia, a cura di Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina (ISBN 97888905252420; 4. Chiaroscuri della bellezza. Sguardi sul processo artistico e terapeutico, a cura di Roberto Boccalon, Rosaria Mignone e Cristina Principale, (ISBN – 978-88-905224-3-7); 5. Le arti terapie e le terapie espressive. Tra regole, protocolli e creatività, a cura di Stefano Ferrari e Cristina Principale (ISBN – 978-88-905224-4-4); 6.Inquietudine delle intelligenze. Contributi e riflessioni sull’Arte Irregolare, a cura di Bianca Tosatti e Stefano Ferrari (ISBN – 978-88-905224-5-1)
I quaderni di psicoArt
I "Quaderni di PsicoArt" sono una collana di monografie on line diretta da Stefano Ferrari, ospitata sulla piattaforma AMS Acta Alma DL dell'Università di Bologna. La pubblicazione affianca l'attività di "PsicoArt - Rivista on line di arte e psicologia" diretta dallo stesso Stefano Ferrar
Il perturbante dello specchio e l'autoritratto
Il testo di Stefano Ferrari dal titolo "Il perturbante dello specchio e l'autoritratto" fa parte di "Nel cuore della meraviglia" [Atti del convegno, marzo 2000] a cura di Isabelle Mallez e Raffaele Milani, "Quaderni di PsicoArt", n. 1, 2010
PsicoArt. La psicologia dell'arte a Bologna - sito web: http://www.psicoart.unibo.it/i
Sorto innanzi tutto per dare supporto e visibilità all'attività didattica e scientifica che si sviluppa intorno agli insegnamenti di Psicologia dell'arte, il sito si propone altresì come autonomo luogo di ricerca e riflessione e come punto di riferimento per ulteriori iniziative nell'ambito dei nostri studi.Responsabile della gestione è Stefano Ferrari, titolare dell'insegnamento, che si avvale della collaborazione di Chiara Tartarini e Sara Ugolini
Il corpo che abito. Identità di genere e suoi transiti. Analisi dei linguaggi performativi contemporanei
Il volume raccoglie gli atti dell'omonimo convegno che si è tenuto il 20 febbraio 2015 all'Università di Bologna presso il Dipartimento delle Arti, organizzato da Mona Lisa Tina e Stefano Ferrari e promosso dalla IAAP - International Association for Art and Psychology. Attraverso le testimonianze dei relatori, fra i quali erano presenti numerosi rappresentanti del mondo dell'arte contemporanea, sono state affrontate le articolate tematiche del Corpo e dell'identità di genere, considerate in tutte le loro complesse contingenze, alla luce soprattutto dello sguardo sensibile degli artisti. Ma non mancano interventi i di carattere più teorico – dalla filosofia alla psicologia, attraverso l'antropologia elastoria dell'art
Sezione Arte e Psiche - Festival della Psicologia - Bologna 23-24-25 maggio-
«L'invidia e la lussuria, i due grandi vizi capitali, saranno al centro di percorsi guidati nei Musei di Bologna, in cui storici dell'arte e psicologi approfondiranno il tema del rapporto fra arte e psicologia. Esiste una relazione fra le emozioni suscitate da un'opera d'arte e quelle che caratterizzano le relazioni amorose? Il potere delle immagini, le arti irregolari: su questi temi si discuterà durante il Festival. Il programma, organizzato dal Settore Cultura e rapporti con l'Università del Comune di Bologna con la collaborazione della Pinacoteca di Bologna, è a cura di Stefano Ferrari con la collaborazione dell'International Association for Art and Psychology - sezione di Bologna» (dalla broichure del Festival)
Lo specchio perturbante del nostro Io
Le ambiguità e le ambivalenze che caratterizzano il rapporto contraddittorio con la visione di noi stessi, attraverso le dinamiche psicologiche con lo specchio e le sue funzioni nella costruzione della nostra identità. Particolare enfasi sul concetto di "perturbante" e sul tema del Doppio
Il teatro dell'Io di Marco Circhirillo/The theater of the Ego of Marco Circhirillo
Il testo prende spunto da un'opera fotografica di Marco Circhirillo intitolata "Super Ego" , dove l'autore si autoritrae facendosi più di 300 scatti, riempiendo con varie immagini di sé l'intera sala di un teatro. È lo spunto per riflettere sulle dinamiche psicologiche dell'autoritratto, soprattutto nel suo bisogno di contrastare la morte e la perdita dell'Io attraverso la sua moltiplicazione
Gombrich, Art and Psychoanalysis
Gombrich has always shown particular attention to the psychology of art as psychology of representation (and enjoyment) of art. In addition, through his friendship with Ernst Kris, who had been a respected art historian in the staff of the Kunsthisthoriches Museum in Vienna before becoming an important psychoanalyst, Gombrich devoted some fundamental essays on the contribution of psychoanalysis to the study of art. The main novelty and the most original feature of his contribution to this field (and which cannot easily be differentiated in general theoretical terms from that of Kris) lies in his focus on Freud’s theories on jokes and in his adherence to the concept of ‘controlled regression in the service of the ego’, introduced by so-called ego psychology . This allowed Gombrich not only to highlight a perfect relationship between Freud’s theoretical thinking and his conservative attitude in the field of aesthetics, but also to use psychoanalysis to underline the historical and cultural character of the processes of representation and enjoyment
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