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Un tentativo di pianificazione urbanistica su scala umana: Carlo Doglio e il progetto comunitario di Adriano Olivetti
Il contributo indaga la collaborazione fra l'urbanista Carlo Doglio e l'Olivetti: da Direttore del "Giornale di Fabbrica", a corrispondente per la rivista "Comunità", a segretario del Gruppo Tecnico per il Coordinamento Urbanistico del Canavese (GTCUC). In particolare, il saggio analizza la partecipazione di Doglio al progetto comunitario olivettiano in relazione alla sua formazione urbanistica e alla sua affermazione professionale
La città collaborativa e le sue implicazioni per la pianificazione urbanistica: due casi studio dalla Regione Emilia-Romagna Urban commoning and its implications for urban planning: two case studies from the Emilia-Romagna Region (Italy)
Negli ultimi anni l’urbanistica italiana è stata profondamente colpita da una serie di tagli e riforme che di fatto hanno dato la precedenza, all’interno della programmazione pubblica, a politiche incentrate sul rilancio della crescita economica rispetto alle agende urbane e alle altre politiche di sviluppo locale. Questa penalizzante circostanza ha, paradossalmente, lasciato più spazio all’iniziativa spontanea dei cittadini, i quali hanno in molti casi sostituito il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella cura e rigenerazione dello spazio urbano. A differenza delle pratiche urbanistiche più ‘tradizionali’, all’interno di queste iniziative è solitamente il bisogno di conferire a uno specifico spazio della città (pubblico o privato) una nuova forma urbana o un nuovo uso a fungere da attivatore del processo di trasformazione. Nel corso degli ultimi anni, alcune amministrazioni della Regione Emilia-Romagna hanno sperimentato nuove politiche in cui i temi legati all’urbanistica informale hanno trovato uno spazio rilevante all’interno del sistema normativo vigente. in questa prospettiva il contributo intende analizzare 2 casi di studio nel contesto della regione Emilia-Romagna per poi trarre alcune conclusioni circa gli effetti e il grado di integrazione di queste pratiche rispetto agli strumenti di pianificazione ordinari
The potential of neglected places. IN LOCO: the widespread museum of abandonment
The case-study analysed and discussed in this paper, IN LOCO – The Widespread Museum of Abandonment, offers an example
of urban and cultural regeneration project as driver for economic, environmental and social development. The project has
been designed as a process of permanent urban and cultural regeneration of abandoned places with the aim to raise an
awareness and cultural knowledge on these forgotten places, and to connect them through a series of itineraries that testify
the social, cultural and economic evolutions of a territory and a society in a permanent state of transition. Furthermore, the
paper presents how, with the support of the EU research project gE.CO, the contents and tools of IN LOCO have the ambition
to build a platform capable to trigger effective processes of place-making, participation and finally regeneration for citymakers,
local communities and public administrations
Il progetto urbano ai tempi della rigenerazione: esperienze sul campo nei centri minori della Romagna
Il contributo esplora l’attualità e le potenzialità del progetto urbano come strumento di
prefigurazione, accompagnamento e verifica dei processi di rigenerazione urbana nei centri minori
della Romagna, attraverso la metodologia di lavoro sperimentata all’interno del Laboratorio di
Urbanistica del Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Architettura dell’Università di Bologna.
L’analisi critica dei risultati mette in luce come il progetto urbano abbia assunto una nuova
centralità all’interno della disciplina per la capacità non solo di controllare e interpretare le
trasformazioni del territorio, ma anche per dotarsi di un immaginario chiaro e forte a indirizzo del
progetto urbanistico verso una strategia più organica di sviluppo, da costruire con la collaborazione
delle comunità locali
Rigenerare dal basso la città: strategie, attori, strumenti, prospettive
La crisi economica del 2008 ha indotto un profondo mutamento sociale ed urbano in Italia così come in Europa e nel resto del mondo occidentale, favorendo la diffusione di una serie di iniziative dal basso che hanno messo in discussione il tradizionale processo urbanistico, spostandolo sempre più verso una collaborazione tra il soggetto pubblico e il soggetto privato. Il ruolo di quest’ultimo molto spesso si va a sostituire alla pubblica amministrazione, laddove essa è assente, o lo affianca in modo decisivo, diventando elemento sostanziale e non più trascurabile nelle prassi urbanistiche. In modo ancora più evidente, in una prospettiva di tipo rigenerativo i classici riferimenti dell’urbanistica tradizionale cambiano rispetto al passato, mettendo in campo nuove strategie che investono, oltre agli attori interessati e alle modalità del loro coinvolgimento, alcuni elementi-chiave del processo urbanistico come i luoghi della trasformazione, l’organizzazione dei tempi e degli usi, gli strumenti a supporto della trasformazione urbana. Attraverso la proposizione di esperienze di successo di rigenerazione urbana e seguendo una griglia di lettura organizzata in luoghi, attori, tempi ed usi e strumenti, il contributo esplora situazioni in cui il confronto e la collaborazione tra sfera pubblica e privata o la libera iniziativa di soggetti privati hanno permesso l’attivazione di processi e di interventi di rigenerazione con chiare finalità di pubblica utilità. L’obiettivo è l’identificazione delle condizioni che consentono di raggiungere, un equilibrio tra azione pubblica e iniziativa privata che sia garante di processi di rigenerazione urbana efficaci e sostenibili
Una piccola città con grandi risorse.
introduzione alle riflessioni e idee progettuali riguardanti la progettazione e la valorizzazione dei piccoli cortili delle case che danno forma alla città di fondazione di Cervia
Percorsi di rigenerazione urbana: esperienze didattiche e innovazione urbanistica a Bologna
La rigenerazione, intesa come strumento capace di tenere assieme aspetti strategici e peculiarità locali, coinvolgimento della popolazione e processo urbanistico, tematiche ambientali e pratiche locali, è al centro del dibattito e delle riforme urbanistiche in molte regioni italiane. Dal punto di vista dell’evoluzione della disciplina, il tema della rigenerazione urbana da un lato rafforza la valenza strategica della pianificazione urbanistica, dall’altro riafferma la centralità della scala locale, dimensione alla quale si manifestano in modo tangibile gli effetti delle trasformazioni. La rigenerazione urbana costituisce quindi un nuovo modus operandi in sostituzione alle vecchie procedure di trasformazione, oggi non più attuabili. In questo scenario, la conoscenza del funzionamento dei sistemi urbani complessi e dei meccanismi che regolano le interazioni tra diversi attori risulta cruciale per affrontare sfide sempre più urgenti, quali la circolarità dei flussi, i cambiamenti climatici, la transizione energetica.
Il contributo offre una riflessione sulle potenzialità dell’approccio rigenerativo nel nuovo contesto normativo della Regione Emilia-Romagna, e intende contribuire al dibattito sul valore del progetto come modalità attuativa del piano per dare concretezza e risposta pratica alle esigenze di trasformazione del tessuto urbano esistente, in cui il valore, in questo caso, non è rappresentato tanto dal prodotto finale, ma dal governo dei processi che lo hanno generato. In questo quadro le esperienze di progettazione laboratoriale, inclusi quelli sviluppati all'interno dell'accademia, possono fornire contributi significativi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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