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    Uno sguardo sulla necropoli di Chiavari dall’Etruria Meridionale: spunti e osservazioni

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    Attraverso l'esame dei contesti della necropoli di Chiavari e della circolazione di una precisa forma in ceramica depurata il contributo è volto a mettere in luce i contatti con l'Etruria meridionale nella prima metà del VII secolo a.C., le forze in gioco nel Tirreno settentrionale una generazione prima della fondazione di Marsiglia e l'apertura del centro anche a contatti con la cultura di Golasecca.Il lavoro consiste in una disamina in prospettiva contestuale degli indicatori della necropoli di Chiavari che sono stati a suo tempo considerati da N. Lamboglia di area etrusco meridionale, via via ripresi come tali e discussi nella critica. Attraverso l’esame dei contesti il contributo si propone di contribuire a definire portata e modalità dei contatti sottesi (G. Bagnasco Gianni), di cui la “kylix” della tomba 60.D rappresenta uno degli aspetti più interessanti (G. Spadea Noviero). Essa, come emerge nel lavoro, porta inevitabilmente a concentrare l’attenzione sulle forze in gioco nel Tirreno settentrionale almeno una generazione prima della fondazione di Marsiglia

    Mejora en el proceso de seguimiento a clientes en empresa de software de mantenimiento aeronáutico

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    Proyecto Integrador (II)--FCEFN-UNC, 2023Fil: Spadea, Nicolás. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas Físicas y Naturales; Argentina.Trata el desarrollo de una herramienta que permita procesar información de forma eficiente para agilizar la toma de decisiones y mejorar el seguimiento al cliente en una empresa de mantenimiento aeronáuticoFil: Spadea, Nicolás. Universidad Nacional de Córdoba. Facultad de Ciencias Exactas Físicas y Naturales; Argentina

    Provenance of dolostone used in decoration works in Middle Age in Friuli (Ne Italy)

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    Il contributo riferisce di una ricerca sul campo svolta per l’individuazione dell’area di provenienza del materiale lapideo utilizzato per la realizzazione del Portale trecentesco del Dumo di Udine, oggetto di un intervento di restauro a cura di T. Perusini e dello studio litologico a cura di P. Spadea. Prendendo avvio da un approfondimento storico di carattere generale sull’utilizzo della pietra in elementi scultorei coevi, ripetuti sopralluoghi in località della fascia pedemontana del Friuli Occidentale (Ragogna, Pinzano, Travesio, Oltrerugo, Paludea, Castelnuovo), luogo di residenza dei lapicidi lombardi del Rinascimento friulano, hanno permesso il campionamento di elementi architettonici dell’edilizia spontanea, visivamente individuati dalla cromia giallo–pallida, consentendo un riscontro delle caratteristiche petrografiche del materiale con quello cercato e la formulazione di un’ipotesi originale sull’area di approvvigionamento

    Dolostones used in Middle Age in Friuli (Ne Italy)

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    Il contributo riferisce di una ricerca sul campo svolta per l’individuazione dell’area di provenienza del materiale lapideo utilizzato per la realizzazione del Portale trecentesco del Duomo di Udine, oggetto di un intervento di restauro a cura di T. Perusini e dello studio litologico a cura di P. Spadea. Prendendo avvio da un approfondimento storico di carattere generale sull’utilizzo della pietra in elementi scultorei coevi, ripetuti sopralluoghi in località della fascia pedemontana del Friuli Occidentale (Ragogna, Pinzano, Travesio, Oltrerugo, Paludea, Castelnovo), luogo di residenza dei lapicidi lombardi del Rinascimento friulano, a cura di A. Frangipane,hanno permesso il campionamento di elementi architettonici dell’edilizia spontanea, visivamente individuati dalla cromia giallo–pallida, consentendo un riscontro delle caratteristiche petrografiche del materiale con quello cercato e la formulazione di un’ipotesi originale sull’area di approvvigionamento. | The paper reports on a field study carried out for the identification of the origin of the stone material used for the construction of the fourteenth-century portal of the Duomo of Udine, the subject of a restoration edited by T. Perusini and a lithological study by P. Spadea. Taking as its starting from a historical study of a general nature on the use of stone in contemporary sculptural elements, repeated surveys in the area of the foothills of the Western Friuli (Ragogna, Pinzano, Travesio, Oltrerugo, Paludea, Castelnovo), place of residence of the Lombard masons Renaissance Friuli, carried out by A. Frangipane, have allowed the sampling of the architectural elements of the building spontaneous, visually identified by the pale-yellow color scheme, allowing a comparison of the petrographic characteristics of the material with the tried and the formulation of a hypothesis on the site of the original supply

    Efficacia di una terapia senza bendaggio con gel a base di trealosio ialuronato sodico carbomero, nella riparazione del danno corneale epiteliale di tipo meccanico vs terapia a base di pomata antibiotica oftalmica con bendaggio

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    Introduzione: la superficie oculare è una complessa unità funzionale, il cui normale funzionamento è regolato dal sistema nervoso, particolarmente espresso a livello corneale. Diverse patologie possono portare ad una alterazione della superficie oculare e tra queste le patologie traumatiche della superficie oculare. In caso di trauma lo scopo principale della terapia della superficie oculare è di riparare il danno epiteliale. L’effetto protettivo e riparativo di una formulazione in gel a base di trealosio/ialuronato sodico/carbomero può trovare una valida applicazione nei processi di riparazione di danno epiteliale. Scopo: valutare l’efficacia riparativa nei confronti del danno epiteliale di tipo meccanico, di una formulazione in gel a base di trealosio/ialuronato sodico/carbomero, senza bendaggio oculare in confronto ad una terapia topica antibiotica con bendaggio oculare. Materiali e metodi: studio osservazionale condotto su 262 pazienti afferiti presso la clinica Oculistica di Roma nel periodo maggio 2014 – giugno 2017 per una lesione corneale e/o corneo-congiuntivale di natura da corpo estraneo o per abrasione corneale traumatica. È stata ottenuta l’approvazione del Comitato Etico ed il consenso informato dei pazienti. Il primo gruppo era costituito da 158 pazienti sottoposti a rimozione di corpo estraneo corneale e trattati per 7 giorni con le seguenti modalità: 83 pazienti con una formulazione in gel a base di trealosio/ialuronato sodico/carbomero quattro volte al giorno senza bendaggio oculare; 75 pazienti con una terapia topica antibiotica quattro volte al giorno con bendaggio oculare. Il secondo gruppo costituito da 104 pazienti con abrasione corneale e trattati con le stesse modalità descritte nel primo gruppo di pazienti (50 vs 54 rispettivamente). Risultati: dopo 4 giorni di trattamento la percentuale di guarigione dei pazienti trattati con la formulazione in gel a base di trealosio/ialuronato sodico/carbomero rispetto ai pazienti trattati con terapia topica antibiotica era significativamente superiore in entrambi i gruppi (73% vs 32%; p<0,01 Gruppo 1) (78% vs 29%; p<0,01 Gruppo 2). La differenza si è mantenuta anche dopo 7 giorni di trattamento (98% vs 91%; p<0,01 Gruppo 1) (100% vs 87% Gruppo 2; p<0,01). Una differenza statisticamente significativa dopo 4 giorni di trattamento è stata riscontrata per i parametri soggettivi come dolore (0,22 vs 0,47; p<0,01 Gruppo 1) (0.1 vs 0.5; p<0,01 Gruppo 2), bruciore (0,23 vs 0,79; p<0,01 Gruppo 1) (0.1 vs 0.8; p<0,01 Gruppo 2) e sensazione di corpo estraneo (0,51 vs 1,37; p<0,01 Gruppo 1) (0.4 vs 1.8; p<0,01 gruppo 2). Conclusioni: la terapia con una formulazione in gel a base di trealosio/ialuronato sodico/carbomero senza bendaggio sembra una valida alternativa all’applicazione di pomata oftalmica antibiotica con bendaggio.Introduction: The ocular surface is a complex functional unit whose normal functions are regulated by the nervous system, particularly expressed at the corneal level. Various diseases, and also traumatic injuries, can lead to the alteration of the ocular surface. In case of trauma, the main purpose of ocular surface therapy is to repair the epithelial damage. A gel formulation based on trehalose/sodium hyaluronate/carbomer may represent a valid strategy to help the epithelial repair processes, thanks to its protective and repairing action. Aim: To evaluate the effect of a gel formulation based on trehalose/sodium hyaluronate/carbomer without eye patching compared to topical antibiotic therapy with eye patching, in recovering epithelial damage caused by mechanical injury. Materials and methods: An observational study involving 262 patients referred to the Ophthalmology Clinic in Rome between May 2014 and June 2017 for corneal and/or cornealconjunctival lesion caused by a foreign body or by traumatic corneal abrasion. Ethical approval was obtained , and only consenting subjects were involved. The first group involved 158 patients who underwent corneal foreign body removal and were treated for 7 days as follows: 83 patients received a gel formulation based on trehalose/sodium hyaluronate/carbomer four times a day, without occlusive eye patch; 75 patients were treated with topical antibiotic therapy four times a day and occlusive eye patch. The second group included 104 patients with corneal abrasion who underwent the same treatments described for the first group of patients (50 vs 54 patients, respectively). Results: After 4 days of treatment, the recovery rate was significantly higher in both groups of patients treated with the gel formulation based on trehalose/sodium hyaluronate/carbomer, compared to patients treated with topical antibiotic therapy (73% vs 32%, p<0.01; Group 1) (78% vs 29%, p<0.01; Group 2). The difference was maintained even after 7 days of treatment (98% vs 91%, p<0.01; Group 1) (100% vs 87%, p<0.01; Group 2). A statistically significant difference was found after 4 days of treatment in subjective parameters such as pain (0.22 vs 0.47, p<0.01; Group 1) (0.1 vs 0.5, p<0.01; Group 2), burning sensation (0.23 vs 0.79, p<0.01; Group 1) (0.1 vs 0.8, p<0.01; Group 2) and foreign body sensation (0.51 vs 1.37, p<0.01; Group 1) (0.4 vs 1.8, p<0.01; Group 2). Conclusions: Treatment with a gel formulation based on trehalose/sodium hyaluronate/carbomer without occlusive patch seems a valid alternative to the application of an antibiotic ophthalmic ointment and occlusive eye patching

    Shear strength of FRP reinforced concrete members with stirrups

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    The mechanisms of shear transfer in fiber-reinforced polymer (FRP) reinforced concrete members with shear reinforcement are discussed, and it is explained how these were used to derive the shear design provisions of the Canadian standard for design and construction of building structures with FRPs. Subsequently, the accuracy of these provisions and the validity of their underlying assumptions are assessed by comparing the predicted shear strengths of over three hundred FRP-reinforced beams with their corresponding experimental values. Although the focus of the paper is mainly on beams with FRP shear reinforcement, for completeness beams with and without shear reinforcement are analyzed. It is determined that the mean and standard deviation of the ratio of the test to predicted shear strength of the beams without shear reinforcement are 1.16 and 0.24, respectively, whereas those of beams with shear reinforcement are 1.15 and 0.23. The strengths of these beams are also computed using the recommendations and it is shown that overall recently proposed Canadian method yields more accurate and consistent results.</p

    Corneal collagen cross-linking with riboflavin and UVA irradiation in pellucid marginal degeneration

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    PURPOSE: To report the results of corneal collagen cross-linking (CXL) with riboflavin and ultraviolet A irradiation in a patient affected by pellucid marginal degeneration (PMD). METHODS: A 43-year-old man with bilateral PMD underwent CXL in the left eye. The treatment was performed in standard fashion with the exception of slightly inferior decentration of the 9 mm-diameter irradiated area preserving an untreated surface area 1 mm from the limbus. RESULTS: Epithelial regrowth was complete after 4 days' use of a bandage soft contact lens. No side effects or damage to the limbal region were observed during re-epithelialization or during follow-up. Corrected distance visual acuity improved from 20/200 to 20/63 at 3 months and was stable through the 12-month interval. Keratometric astigmatism showed a 1.40-diopter (D) reduction and the power of ectasia apex decreased from 82.00 D to 78.00 D. CONCLUSIONS: Corneal collagen CXL was a safe tool in the management of PMD, improving some parameters in advanced stages of the disease

    Collagen crosslinking for ectasia following PRK performed in excimer laser-assisted keratoplasty for keratoconus

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    PURPOSE. To report the results of corneal collagen crosslinking (CXL) in a patient with corneal ectasia developed after excimer laser-assisted lamellar keratoplasty for keratoconus and a secondary photorefractive keratectomy (PRK) for residual refractive error. METHODS. A 33-year-old woman, who had originally been treated for keratoconus in the right eye by excimer laser-assisted lamellar keratoplasty, subsequently had her residual ametropia treated by topographically guided, transepithelial excimer laser PRK. Five years after PRK, the patient developed corneal ectasia showing concomitant visual changes of best spectacle-corrected visual acuity (BSCVA) reduced to 20/33 with a refraction of -6.00 +6.00 x 30. The minimum corneal thickness at the ectasia apex was 406 pm. A treatment of riboflavin-UVA-induced corneal CXL was performed on the right eye. RESULTS. Two years after the CXL treatment, the right eye improved to 20/20 BSCVA with a refraction of plano +1.00 x 50 while exhibiting a clear lamellar graft. CONCLUSIONS. Corneal CXL provided safe and effective management of ectasia developed after excimer laser-assisted lamellar keratoplasty and PRK

    Lateral buckling of pultruded FRP beams

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    A mechanical model capable of taking into account the contribution of shear deformation on the lateral buckling behavior of open cross-sections pultruded FRP beams is presented. The total torsional rotation is divided into two parts: the first one, associated with axial warping and negligible shearing strains, the second one, associated entirely with shear strains. Through this approach it is therefore possible to consider with good approximation the shear strains, which are neglected by the classical Vlasov theory. The procedure is validated by comparing the results obtained via FEM with some numerical results available in literature. The effect of the normal to shear modulus ratio on the lateral buckling load is also investigated
    corecore