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    Le ricerche archeobotaniche: le cucine dell'abbazia e lo scarico al Ponte della Zingara

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    Vengono presentate le analisi archeobotaniche del complesso monastico di San Vincenzo al Volturno, in particolare i materiali recuperati all'interno delle cucine ed i resti provenienti dai nuovi saggi a pertinenti agli scarichi delle stesse cucine nell'alveo del fiume

    Techinque and Inspiration in the work of Giacomo Serpotta Master of Ornament

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    Il saggio, elaborazione dell'intervento tenuto nel 2014 su invito al Collège de France di Parigi, ripercorre la carriera di Giacomo Serpotta, uno dei più importanti modellatori di stucco a livello europeo nel '700, a partire dalla sua formazione familiare e frutto della cultura locale, passando per il ruolo avuto dalle associazioni laicali a Palermo presso le quali intraprese l'attività, fino alla committenza dei religiosi locali. L'intervento ruota principalmente intorno alle possibili fonti di ispirazione del Serpotta, che si ritengono preminentemente romane, mettendo in evidenza alcune relazioni figurativamente sorprendenti con la cerchia degli scultori berniniani a Roma, tra cui l'Antonio Raggi della chiesa di S. Andrea al Quirinale, ma non solo, presenti fin dagli esordi nell'oratorio di S. Mercurio (1678). Ciò porta ancora indietro la cronologia finora generalmente diffusa che voleva riconoscere solo nella tarda maniera di Serpotta evidenti influenze delle forme e dei modi romani, rafforzando invece le teorie dell'autore del testo relativamente ad una compresenza di motivi locali e motivi marcatamente romani già nell'oratorio del SS. Rosario in S. Cita (dal 1686 circa) in rapporto a sculture funebri di S. Maria sopra Minerva, della Cappella Cornaro di S. Maria della Vittoria o ad altre praticamente coeve di S. Andrea della Valle. La questione del soggiorno romano di Serpotta viene dunque ripresa a partire dall'ipotesi di Corrado Ricci nel 1911 su un apprendistato proprio presso il Raggi, e riportando le diverse opinioni proposte dalla letteratura artistica e i periodi in cui, secondo le aggiornate e recentissime ricerche documentarie, non risulta menzionato in atti di notai palermitani. Per la prima volta si rimanda l'apparato della controfacciata del Rosario in S. Cita ad uno specifico apparato funebre palermitano per la morte di Filippo IV di Spagna. Proseguendo cronologicamente il percorso del maestro verso il classicismo barocco di stampo romano della fine del '600 e illustrando le acquisizioni relative alla tecnica da lui utilizzata, passando per l'oratorio di S. Lorenzo, nel quale si propone per le statue degli ignudi anche il riferimento al Carracci di Palazzo Farnese, si conclude con l'oratorio del Rosario in S. Domenico di cui si propone la connessione compositiva con la navata centrale della borrominesca S. Giovanni in Laterano e, infine, con la chiesa di S. Agostino il cui processo di rinnovamento delle antiche strutture, qui però ormai cancellato, corre parallelo in qualche modo a quello attuato dal Bernini a S. Maria del Popolo, ben presente, forse però tramite il Caffà della chiesa di Magnanapoli nell'Estasi di S. Monica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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