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    L'adattamento di coppia durante la transizione alla co-genitorialità.

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    La transizione alla co-genitorialità rappresenta una fase particolare del ciclo di vita della famiglia che comporta importanti rinegoziazioni tra la funzione coniugale e quella co-genitoriale emergente. L’obiettivo del presente contributo è quello di confrontare l’adattamento di coppia percepito da ciascun partner durante la transizione alla prima e la seconda esperienza di co-genitorialità. Il campione è costituito da 87 coppie in attesa di un bambino, reclutate volontariamente presso due consultori del centro Italia: 72 coppie in attesa del loro primo figlio, 15 coppie del secondo. Insieme alla scheda socio-anagrafica è stata utilizzata la DAS (Dyadic Adjustment Scale) per la misura dell’adattamento di coppia. I risultati indicano che le coppie in attesa del primo figlio percepiscono livelli di adattamento più alti rispetto alle coppie che non si trovano in questa fase del ciclo di vita. Durante la prima gravidanza le coppie vivono un momento di particolare benessere relazionale (Lawrence, Nylen, & Cobb, 2007; Simonelli et al. 2006). Si riscontrano, inoltre, delle differenze nella percezione dell’adattamento di coppia tra future madri e futuri padri in attesa del primo figlio: i padri percepiscono livelli maggiori di adattamento. Di fronte alla seconda transizione alla co-genitorialità le coppie riportano livello di adattamento più bassi, rispetto alle coppie in attesa del primo figlio. Questo dato sembrerebbe confermare l’ipotesi di particolare benessere per l’attesa del primo figlio e l’ormai noto declino dei livelli di soddisfazione coniugale dopo la nascita del primo bambino (Cowan, & Cowan, 2000; Simonelli et al. 2007). Questo decremento sembra riguardare tanto le madri quanto i padri. Inoltre, l’adattamento di coppia non sembra essere influenzato dalla durata della relazione, né per le coppie al primo figlio né per quelle al secondo figlio. La sola durata della relazione non sembra rappresentare né un fattore di rischio né un fattore protettivo specifico rispetto all’adattamento di coppia

    Introduzione e familiarizzazione alla procedura osservativa del Lausanne Trilogue Play

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    Negli ultimi anni, gli studi che si sono occupati dello sviluppo dell'individuo hanno dato sempre più importanza al contesto relazionale come fattore chiave per la comprensione dei percorsi evolutivi adattivi e/o disfunzionali dalla nascita e nel corso dello sviluppo. Secondo questa prospettiva, la qualità delle interazioni e delle relazioni precoci che l'individuo si trova a strutturare all'interno di quello che è il suo ambiente di riferimento, ossia la famiglia, rappresenta uno degli aspetti costitutivi dello sviluppo affettivo-relazionale e dell'adattamento dell'individuo nel corso della vita. Parallelamente, nell'ambito dei modelli esplicativi della psicopatologia in età evolutiva, si va affermando sempre più, una visione nella quale il vero paziente viene considerato la famiglia e i modelli interattivi all'interno della quale si sviluppa e si struttura il disagio del bambino. Di qui la necessità di nuovo strumenti in grado di osservare e valutare contemporaneamente le complesse dinamiche che caratterizzano il sistema familiare e i sub-sistemi che lo costituiscono (diade madre-bambino, padre-bambino, triade madre-padre-bambino). A questo proposito l'approccio introdotto dal gruppo di Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warnery, si presenta come una visione innovativa sia dal punto di vista teorico che metodologico proponendo una nuova procedura osservativa utilizzabile sia nell'ambito della ricerca in psicologia dello sviluppo sia in ambito clinico diagnostico e di intervento: il Lausanne Trilogue Play (E.Fivaz-Depeursinge, A. Coorboz-Warnery, 1999). La Prof.ssa A. Simonelli ha condotto questo seminario introduttivo al metodo clinico e di ricerca LTP. E' stata fornita una contestualizzazione del metodo LTP nel quadro di riferimento della lettura gestaltica delle relazioni di coppia e familiari

    Maktabat Al Muthanna Baghdad Feb-May 1962

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    On the same date, Ali Al-Mansouri issued an official financial statement confirming that the Al-Khanji Foundation owed a total of 11.375.أصدر علي المنصوري بيانًا ماليًا رسميًا بتاريخ 25 نيسان 1962 يُفيد بأن مؤسسة الخانجي مدينة بمبلغ إجمالي قدره 11,375

    Sessanta ma li dimostra: il telegiornale in Italia dal 1952 al 2012

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    Il rito del telegiornale, serale o meno, è caduto, tra reti all news, informazione on line e messaggistica su smartphone. Eppure le news sono sempre al centro del dibattito e le strategie comunicative restano fondamentali. Questo volume osserva le tecniche e gli sviluppi dei telegiornali italiani, proponendo confronti con varie situazioni europee ed extraeuropee, attraverso le ricerche scientifiche di un gruppo di studiosi dell'Università Cattolica di Milano e le testimonianze di professionisti dell'informazion

    Qilādat al-jawāhir fī dhikr al-Ghawth al-Rifāʻī wa-atbāʻih al-akābir

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    A book on Sufism on the Rifa'i way, in which the author collects virtues, conditions, dignity, sayings, behavior, method, and the realizations of the truth of Sheikh Ahmed Muhyi al-Din Abu al-Abbas al-Kabeer al-Rifa'i. Furthermore, the user talked about the widespread support he receives from his followers and the key aspects of his method

    Prefazione al libro "Il Lausanne Trilogue Play: modelli di ricerca e di intervento"

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    Questo volume nasce dalla collaborazione tra il gruppo di ricerca italiano e il Centre d' Etude de la Famille di Losanna, iniziata nel 2001 con la professoressa Fivaz-Depeursinge, che ha ideato e diffuso nel mondo la prospettiva teorica e metodologica del Lausanne Trilogue Play (LTP). In questi anni, la visione triadica concettualizzata da Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warnery nel volume Il triangolo Primario si è diffusa e perfezionata. La collaborazione con i ricercatori di Losanna fa di questo volume l'ideale prosecuzione e ampliamento del primo, e rende possibile fornire al pubblico italiano un aggiornamento del pensiero e di ricerca connesso con questa linea innovativa diffusa in ambito internazionale. La triade primaria madre-padre-bambino viene riletta come matrice interattiva di base dell'individuo non successiva all'esperienza diadica, ma parallela e parzialmente indipendente da essa, rivoluzionando per certi aspetti un sistema di pensiero e di indagine su basi diadiche. Il metodo di osservazione che gli autori propongono si pone quindi come un'interessante possibilità da affiancare alle valutazioni già conosciute e sperimentate nel tentativo di comprendere le complesse dinamiche che caratterizzano lo sviluppo interattivo precoce

    Pupillometric analysis for assessment of gene therapy in Leber Congenital Amaurosis patients

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    Background: Objective techniques to assess the amelioration of vision in patients with impaired visual function are needed to standardize efficacy assessment in gene therapy trials for ocular diseases. Pupillometry has been investigated in several diseases in order to provide objective information about the visual reflex pathway and has been adopted to quantify visual impairment in patients with Leber Congenital Amaurosis (LCA). In this paper, we describe detailed methods of pupillometric analysis and a case study on three Italian patients affected by Leber Congenital Amaurosis (LCA) involved in a gene therapy clinical trial at two follow-up time-points: 1 year and 3 years after therapy administration. Methods: Pupillary light reflexes (PLR) were measured in patients who had received a unilateral subretinal injection in a clinical gene therapy trial. Pupil images were recorded simultaneously in both eyes with a commercial pupillometer and related software. A program was generated with MATLAB software in order to enable enhanced pupil detection with revision of the acquired images (correcting aberrations due to the inability of these severely visually impaired patients to fixate), and computation of the pupillometric parameters for each stimulus. Pupil detection was performed through Hough Transform and a non-parametric paired statistical test was adopted for comparison. Results: The developed program provided correct pupil detection also for frames in which the pupil is not totally visible. Moreover, it provided an automatic computation of the pupillometric parameters for each stimulus and enabled semi-automatic revision of computerized detection, eliminating the need for the user to manually check frame by frame. With reference to the case study, the amplitude of pupillary constriction and the constriction velocity were increased in the right (treated eye) compared to the left (untreated) eye at both follow-up time-points, showing stability of the improved PLR in the treated eye. Conclusions: Our method streamlined the pupillometric analyses and allowed rapid statistical analysis of a range of parameters associated with PLR. The results confirm that pupillometry is a useful objective measure for the assessment of therapeutic effect of gene therapy in patients with LCA

    Terapia di gruppo in età evolutiva: nuovi modelli di intervento e di valutazione dei processi di cambiamento.

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    Introduzione I recenti sviluppi della ricerca evolutiva e i nuovi modelli di lettura della prima infanzia stanno allargando l’orizzonte teorico e, conseguentemente, la logica della valutazione e del trattamento nella clinica dell’età evolutiva. I principali effetti di tali cambiamento hanno riguardato, da una parte lo spostamento dell’oggetto d’indagine dal singolo bambino alla complessità delle sue relazioni (Sameroff, Emde, 1989) e dall’altra la conseguente modificazione del setting terapeutico, soprattutto in età evolutiva, da individuale a gruppale. Infatti all’interno del sistema intersoggettivo gruppale è possibile sperimentare nuove strategie di riparazione interattiva in grado di influenzare in forma indiretta lo sviluppo complessivo del bambino (Beebe, Lachman, 2002). In questa prospettiva il seguente lavoro rappresenta uno studio esplorativo sulla ricerca in psicoterapia di gruppo in età evolutiva e nei criteri d’osservazione delle interazioni dei bambini. Fase centrale del lavoro ha riguardato l’ideazione di una metodologia osservativa sensibile alle modalità comunicative non verbali e ai comportamenti, di rottura e riparazione del gruppo. L’obiettivo di tale lavoro consiste nell’individuare i fattori di cambiamento legati all’intervento terapeutico (process), con particolare focalizzazione sul modello interattivo-dinamico (rotture e riparazioni) costruite dai bambini con le figure terapeutiche e le loro modificazioni nel corso delle sedute. Metodo L’intervento è consistito in un ciclo di terapia di gruppo ad impostazione psicodinamica con 3 bambini di 8 anni: si tratta di complessive 12 sedute dalle quali sono state estrapolate 3 sedute (la prima, l’intermedia e l’ultima) all’interno delle quali due giudici indipendenti hanno isolato secondo per secondo tutte le sequenze interattive di rottura-riparazione messe in atto dai componenti del gruppo. Queste sono state codificate applicando una griglia osservativa (Simonelli, De Palo, 2009) che tenta di descrivere il processo interattivo gruppale nella sua complessità. Risultati Nelle tre sedute si osserva che: la modalità comunicativa non verbale è prevalente nei bambini appartenenti al gruppo e che la modalità interattiva prevalente dei bambini è la rottura, invece dei terapeuti la riparazione. Altri dati sono in corso di elaborazione
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