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GreenSpider 2.0 - Point cloud plug-in for Autodesk Revit
GreenSpider is a little piece of code developed to narrow the gap between computational concept design, terrestrial laser scanning and Building Information Modeling. Even if it’s still very primitive, GreenSpider is a free Autodesk Revit plugin developed by Simone Garagnani, taking advantage of Revit API, .NET libraries and C# programming language. GreenSpider conveniently parses ASCII text files representing 3D vertexes, whether generated by computational modeling software or terrestrial laser scanning equipment
I nuovi strumenti di fotogrammetria digitale per la conoscenza del patrimonio storico urbano: il rilievo degli ornati di Palazzo Albergati a Bologna
La tecnologia digitale oggi disponibile consente il raggiungimento di un livello di precisione accurato per le misure rilevabili dalle immagini mediante fotogrammetria (metodi Image based). In questo scritto viene
presentato il lavoro ad opera degli ingegneri Luisa Bravo e Simone Garagnani del dipartimento D.A.P.T. della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, in merito al rilievo geometrico di degrado e ornati pertinenti al cinquecentesco Palazzo Albergati di Bologna, realizzato utilizzando tecniche fotogrammetriche applicate con il software PhotoModeler Scanner, della società canadese Eos Systems Inc
Dal pixel all'acquerello: la tecnologia NPR nelle illustrazioni di architettura
Il progetto in architettura nasce dall’intuizione, concretizzata dapprima con schizzi istintivi atti ad esprimere compiutamente ciò che la parola non riesce a descrivere. Poi i disegni si fanno più dettagliati, recando graficismi e simboli normati per meglio descrivere il particolare. La computer grafica permette di orientare la comunicazione del progetto fino a simulazioni contestualizzate fortemente simili alla realtà. Tale forma di espressione tuttavia non sempre è appropriata, restituendo sovente l’impressione di osservare soluzioni definitive di progetto, mentre in realtà si è pervenuti forse ad una fase di sviluppo dove ancora le alternative sono possibili e dove il realismo digitale non riesce a rendere conto di tutti gli aspetti, anche emozionali, insiti nell’idea da rappresentare. Sono stati sviluppati software indirizzati al rendering non fotorealistico (NPR) per fornire uno strumento flessibile al progettista che vuole raccontare la sua intuizione. In questo scritto vengono presentati alcuni risultati ottenibili con due programmi NPR specifici: Informatix Piranesi 5 e Autodesk Impression
Building Information Modeling and real world knowledge. A methodological approach to accurate semantic documentation for the built environment.
Building Information Modeling is considered by the scientific literature as an emerging trend in the architectural documentation scenario, as it is basically a digital representation of physical and functional features of facilities, serving as a shared knowledge resource during their whole life cycle. BIM is actually a process (not a software, as someone indicated), in which different players act sharing data through digital models in a coordinated, consistent and always up to date workflow, in order to reach reliability and higher quality all over the construction process. This way BIM tools were originally meant to ease the design of new architectures, generated by parametric geometries connected through hierarchical relationships of “smart objects” (components self-aware of their identity and conscious of their interactions with each other). However, this approach can also be successfully applied to what already exists: TLS (Terrestrial Laser Scanning) or digital photogrammetry are supposed to be the first abstraction step in a methodology proposal intended as a scientific strategy in which BIM, relying on its own semantic splitting attitude and its topological structure, is explicitly used in representation of existing buildings belonging to the Cultural Heritage. Presenting some progresses in the development of a specific free Autodesk Revit plug-in, nicknamed GreenSpider after its capability to layout points in the digital domain as if they were nodes of an ideal cobweb, this paper examines how point clouds collected during high definition surveys can be processed with accuracy in a BIM environment, highlighting critical aspects and advantages deriving from the application of parametric techniques to the real world domain representation
Rappresentazioni digitali al tratto: tecniche visuali per un utilizzo avanzato del CAD
Il vasto panorama esistente di prodotti software destinati al mondo del disegno architettonico, rischia di compromettere quell'individualità che distingue lo stile di rappresentazione del progettista puro. La consuetudine moderna alla rappresentazione tridimensionale fotorealistica a tutti i costi, dove tessiture di materiali e contrasti di luci ed ombre sono a volte talmente esasperati da avere ben poco del fotografico, ha condotto a trascurare le più tradizionali visualizzazioni al tratto, ancora importanti per la loro intrinseca chiarezza esplicativa e visuale delle forme. Non sono pochi infatti i software di nuova produzione che implementano con discutibile disinvoltura motori di rendering più o meno realistici, ma che non sono in grado di presentare disegni prospettici od assonometrici formalmente corretti e gradevoli. Il tracciamento assistito tuttavia può essere un valido strumento di sviluppo anche per tecniche visuali più classiche; in questo breve scritto verranno analizzati due metodi per ottenere questo tipo di elaborati con un pacchetto di disegno digitale standard come AutoCAD
Quick digitization techniques: the case study of Numana necropolis
The general digital reconstruction of the necropolis in Numana was carried on following a methodology targeted to a quick survey at different scales: from the single ceramic or artifact to the whole archaeological landscape. Fostering the application of common computer graphics techniques, an easily replicable process was set up, in order to produce 3D models mainly adopted for archaeological analysis and collection of data that could have been acquired in different times, with different approaches
La riscoperta della stereoscopia per la rappresentazione dello spazio architettonico
Il progressivo sviluppo dei metodi della rappresentazione grafica nel corso della storia è stato possibile in virtù della scoperta di strumenti e tecniche appartenenti al loro tempo: questo continuo progresso delle modalità di “raccontare” l’architettura è tuttora in corso di evoluzione, costituendo il fondamento di ogni strategia informativa e di comunicazione del progetto. Il sempre più pervasivo trattamento digitale dell’informazione, sia essa grafica che testuale, ha condotto ad una progressiva riscoperta di approcci tradizionali nella descrizione dello spazio costruito, declinandoli alle nuove tecnologie informatiche per amplificarne possibilità e valenze. È il caso della stereoscopia, diffuso metodo ottocentesco adottato in fotografia per rendere spaziale la percezione dell’immagine sfruttando la visione binoculare; oggi i modelli tridimensionali e le immagini digitali catturate da apposite fotocamere rendono l’approccio stereoscopico di immediato utilizzo anche per i profani della rappresentazione, semplificando e rendendo trasparenti i concetti di geometria proiettiva alla base del metodo. Questo contributo intende indagare le funzionalità, i vantaggi e le criticità della tecnologia stereoscopica immersiva nella moderna comunicazione del progetto d’architettura
Rappresentazione vs. modellazione: sintesi della percezione d’architettura nell’era digitale.
La conoscenza umana dell’esistente nasce dal modo con il quale l’individuo si rapporta allo spazio, mediante l’apparato sensoriale visivo che traduce il senso di profondità in percezione consapevole. Rappresentare la realtà dunque è da sempre un compito di simulazione e trascrizione legato a metodi geometrici, sostanzialmente diverso è più circoscritto rispetto al più generale concetto di percezione. La rappresentazione in architettura è poi un ambito disciplinare molto ampio, mutuato da secoli di studi approfonditi riguardanti tecniche volte a raffigurare più o meno fedelmente il reale. La valenza iconica, visuale e geometrica del rappresentato diviene modello tridimensionale complesso e strutturato, nel momento in cui la rappresentazione si evolve in veicolo di informazione estesa. Gli strumenti digitali con i quali attualmente il progettista architetto può interfacciarsi, possono poi estendere il significato di percezione, rappresentazione e modello, fornendo l’opportunità di scenari evoluti per la documentazione e la trasmissione di un’intuizione spaziale. In questo contributo, si cerca di analizzare il rapporto tra rappresentazione e modellazione architettonica, in termini di mutazione dell’approccio percettivo dell’ambiente costruito realizzato o da realizzare
Il BIM dell’esistente. Verso la digitalizzazione evoluta del patrimonio costruito
Da quando, nel 1974 (Eastman et al., 1974), si è iniziato a scrivere di BDS (Building Description System, poi divenuto Building Information Modeling), la digitalizzazione è entrata in modo sempre più pervasivo e continuativo nel dominio delle costruzioni, alimentando diverse promesse e prefigurando nuove prospettive. Non si è trattato di un percorso soltanto tecnologico, intrapreso sin dall’inizio con l’introduzione di strumenti e ambienti di gestione delle informazioni via via più sofisticati, ma di una dirompente rivoluzione (Azhar, 2011) nei settori della tecnica e dell’economia nelle costruzioni (Goedert and Meadati, 2008).
Se il lavoro di Eastman aveva inizialmente la valenza di un metodo pratico immaginato per produrre celermente elaborati grafici a partire da un modello geometrico tridimensionale (Eastman et al., 1975), i principi celati dietro a questo approccio si sono rivelati nel tempo molto più articolati e ricchi di possibili interpretazioni (Arayici et al., 2011). Il sistema si è prestato a supportare l’industria delle costruzioni statunitense, alimentando nuovi canali di produzione, dalla prefabbricazione al decision making in fase progettuale prima e gestionale poi (Lu et al., 2016).
Tuttavia, solo quando si è apprezzata appieno la possibilità di collegare l’informazione alla rappresentazione grafica il mercato della produzione edilizia ha immediatamente monetizzato i vantaggi derivanti dalla pianificazione digitale, amplificandone il potere di controllo quantitativo, economico e procedurale (McGraw Hill Construction, 2014).
Da allora, regole, norme e linee guida si sono diffuse a livello mondiale (seppure in maniera disorganizzata) distribuendo globalmente sperimentazioni e cogenze, tese a migliorare processi e risultati da essi ottenibili (Solihin et al., 2015). È da constatare, però, come ciò sia accaduto sostanzialmente per le attività riferite alle nuove costruzioni, dove l’informazione generata dai progettisti e dai produttori di componenti è completamente nota in tutte le fasi del processo: l’attributo informativo nel flusso di progetto digitale assume un preciso significato di autorialità e di responsabilità delle parti nel contratto, come auspicato anche in Italia dal quadro normativo nazionale per l’opera pubblica. Per il dominio del già costruito, invece, dove acquisire conoscenza di ciò che è stato edificato è più complicato, il beneficio derivante da un ordinato scambio di informazione, ai vari livelli di un processo BIM, non è stato ancora valutato appieno.
I settori disciplinari del disegno e del rilievo, che storicamente sono i maggiori latori del sapere e dell’interesse per la rappresentazione dell’esistente in Italia (non solamente di natura monumentale), si sono avvicinati solo di recente all’approccio BIM, talvolta travisandone le peculiarità o applicandone i precetti solo in misura parziale.
Resta il fatto che digitalizzare il costruito studiandone caratteristiche e comportamenti è di primaria importanza, non solo nel contesto nazionale ma in tutte quelle realtà dove la conoscenza di metodi e tradizioni costruttive, unita allo scambio delle informazioni tra gli attori di filiera coinvolti, è fondamentale per la salvaguardia del patrimonio.
Negli anni si sono succeduti numerosi sistemi di aggregazione delle informazioni per il restauro, per la documentazione dei luoghi costruiti e per la manutenzione dell’esistente; ciò nonostante in molti di questi approcci si ravvisa ancora una mera catalogazione di dati e mai la valenza di un linguaggio collaborativo di scambio digitale su più livelli (Logothetis et al., 2015). È questo il confine oltre il quale è necessario spingere il BIM per l’esistente, immaginando nuovi percorsi di sperimentazione dove la costruzione digitale, che tanto compiutamente descrive un progetto in fieri, può consentire un coordinato scambio della conoscenza anche per quelle realtà che si conoscono e approfondiscono nel tempo.
Solo in questo modo, affidandosi alla più intima comprensione delle modalità costruttive di fabbricati e spazi per mezzo di duali digitali, il termine Building di BIM potrà assumere il significato di “atto del costruire” più che di “costruzione”, ripercorrendo la genesi etimologica del verbo to build anglosassone, dal quale l’acronimo trae origine
Dal foglio allo schermo: la modellazione tridimensionale dei disegni di Leonardo
Compared to a two-dimensional photographic image, a digital three-dimensional model offers several advantages: it can describe the shape of a drawing and its media replicating its optical properties; it can efficiently document its state of conservation by highlighting the overlaps and changes occurred over time; and, finally, it can be displayed interactively from multiple points of view and under the correct lights showing even the finest details. In accordance with this working hypothesis, the drawings of Anatomia dei disegni [Reloaded] exhibition were reproduced three-dimensionally with the ambition of providing both visitors and scholars with a tool that recreates most of the features of the original drawings. The digital model thus narrates the drawing techniques and the complex contents that their author has transferred into them. Using the photometric stereo technique – a minimally invasive technology exploiting a limited number of photographic images captured with lights in the visible spectrum only – the models of the five drawings exposed were created with nLights, a software developed to generate the 3D shape and the bitmaps required to replicate the optical properties of the materials used by Leonardo da Vinci to trace his figures and texts
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