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    Il disagio sociale infantile e la comunità educativa di accoglienza. Strategie educative di promozione del benessere

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    The paper aims to respond to the existing pedagogical research gap on the problem of childrenin conditions of disadvantage and social marginality who spend their childhood in residentialeducational communities. We look at social disadvantage as a complex device that inhibits theachievement of personal and social well-being and that generates “special” educational needs,even if not medically certified.A criteria system is offered to respond to the needs of growth and development of the child, toobtain a better quality of life, well-being, emancipation and inclusion

    Comunità per minori e strategie di prevenzione educativa dei comportamenti antiso- ciali

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    Child and Youth Residential Care, in welcoming the child and the young person coming from the net of social disadvantage, existential marginality and educational poverty, aims to counter the development of antisocial behaviors by offering personalized planning to guarantee: well-being, healthy spaces for growth and socialization, support and continuity in school attendance, criteria of action and self-regulation rules, alternative behavioral models, compared to those experienced in the family. The educational intervention is aimed at the person, at the defense and enhancement of the human profile towards which the entire educa- tional project extends. The contribution sets out some criteria for planning and conducting the educational intervention of community workers and thus offering crucial protective factors of prevention against the onset of antisocial behavior in children and young people in care.La comunità educativa, nell’accogliere il bambino e il ragazzo proveniente dal circuito del disagio sociale, della marginalità esistenziale e della povertà educativa, si propone di contrastare lo sviluppo di comportamenti antisociali offrendo una progettualità personalizzata per garantirgli benessere, spazi sani di crescita e di socializzazione, supporto e continuità nella frequenza scolastica, criteri d’azione e norme di autoregolazione, modelli comportamentali alternativi, rispetto a quelli esperiti in famiglia. L’intervento educativo punta alla persona, alla difesa e alla valorizzazione del profilo d’uomo verso cui si protende l’intero progetto educativo. Il contributo enuncia alcuni criteri per progettare e condurre l’intervento educativo degli operatori di comunità e così offrire cruciali fattori protettivi di prevenzione rispetto all’insorgenza di comportamenti antisociali nei bambini e nei ragazzi presi in carico

    Already connected. Digital early childhood between digital media and the net

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    Children under seven spend most of their free time using digital technology. Educational contexts, such as school and family, would sometimes seem disinterested in the actual understanding and management of the phenomenon. They are unprepared to provide effective educational indications in this regard. Pedagogical reflection also appaears to be late about the relationship between digital media and early childhood. The paper tries to fill this research gap by trying to answer these questions: How to interpret the wide diffusion of digital media and the net among very young children? What does the screen convey to them? What development gains and educational needs can be covered instead? Under what conditions is the virtual an educational environment

    Cultura del consumo e educazione alla bellezza. Per un pedagogia dell’essenziale,

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    L’articolo intende sollecitare una maggiore attenzione del discorso pedagogico sul tema della bellezza intesa come “direzione di senso educativo” e “dinamica significante” (Musaio, 2006) per riscoprirla come uno degli obiettivi più importanti della formazione dell’essere umano. Il contributo delinea le piste di ricerca pedagogica e le opzioni didattiche percorribili per un’educazione alla bellezza negli ambienti di vita della persona, affinché si possa guidare la capacità di guardare all’essenziale anche all’interno delle vaste sollecitazioni offerte dalla cultura del consumo. Dinanzi ad un agire volutamente esteriorizzato fino all’estremo, l’esperienza educativa sollecita a riconquistare la capacità di fare di se stessi il centro del proprio essere e della bellezza non il motore propulsivo della vanità ma un vettore di progettualità e di impegno individuale e sociale. Educare alla bellezza e alla profondità del cuore avvicina l’essere umano al suo nucleo costitutivo per risvegliare la capacità di progettare nuovi modi d’essere e così suscitare la sete di essenzialità e di bellezza, necessarie per un futuro di pace e di giustizia

    The transition between university and work. Young adults looking for themselves

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    The paper looks at the transition from university to work place as an educational moment, with repercussions on the creation of personal and social identity. It is an important opportunity for learning, change, reflexivity and human devepolment, despite the presence of numerous critical factors. Hence the need, for the young adult looking for the first job, to develop the right awareness to deal with uncertainties, choices and inconveniences related to this passage of individual history and, for sector studies and university system, to consider more carefully the specificities of this phase. The paper also presents in summary the results of an exploratory survey on the transition, to deepen some trends, and outlines the vocational training tasks and the responsibilities of university teaching management to bring the work, and its practices, increasingly at the center of the attention of institutional, territorial and political actor

    Infanzie di origine immigrata, disabilità e scuola. Criteri per l’osservazione educativa e per l’intervento didattico

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    In base ad alcuni dati, emersi da indagini internazionali, appare insufficiente la progettazione di azioni specifiche per gli alunni con disabilità figli di migranti, a fronte della loro crescente presenza nell’istituzione scolastica (European Agency for Development in Special Needs and Inclusive Education, 2014). Il problema sollecita una maggiore attenzione da parte della riflessione pedagogica, al fine di elaborare piste di ricerca e metodologie didattiche adeguate, così, offrire una proposta di insegnamento/apprendimento che garantisca effettivi processi di inclusione. Il contributo intende presentare alcune buone prassi di progettazione didattica e una specifica criteriologia di osservazione e di intervento valutativo per il bambino disabile con percorso migratorio nella convinzione che, in tal modo, si possano garantire un maggiore benessere, migliori risultati di apprendimento ed una più completa integrazione scolastica e sociale. Per condurre una buona osservazione educativa sistematica, a favore di questi soggetti, non è opportuno “adattare” schemi e griglie già progettate per il bambino italiano. Si tratta invece di costruire nuovi strumenti e protocolli osservativi calibrati sugli speciali bisogni, le manifestazioni comportamentali, le caratteristiche cognitive, sociali, culturali e linguistiche. L’articolo, sulla scorta della più recente letteratura scientifica sull’argomento, mette a fuoco i principali bisogni educativi e didattici dei bambini disabili con background migrante, caratterizzati da una complessa condizione di “doppia differenza” e rimarca la necessità di avere ben chiare le loro specificità e le loro attese. Questo convincimento motiva l’offerta di interventi globali in grado di rispondere, al tempo stesso, ai bisogni educativi speciali legati alla disabilità e allo svantaggio linguistico e culturale, onde evitare, al docente, di “medicalizzare comportamenti culturali che non comprende e culturalizzare disturbi che non riesce a vedere” (A. Goussot, 2009)

    Scuola e famiglia del bambino di origine immigrata, portatore di disabilità. Prove di dialogo e di alleanza educativa

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    Il contributo illustra il rapporto tra la scuola e la famiglia del bambino di origine immigrata portatore di disabilità, come importante spazio di riconoscimento e di intesa reciproca in vista dello sviluppo di sinergie educative e di strategie di accompagnamento nel processo di crescita, volte all’ottenimento di condizioni di benessere personale, di qualità della vita e di inclusione sociale. Se immigrazione e disabilità rendono il bambino e la sua famiglia assai vulnerabili, l’intervento educativo e la proposta didattica intendono creare opportunità per elevare la qualità degli ambienti di vita e, di conseguenza, le globali opportunità di svilupp

    Childhood, Education and Digital Media Mediation Strategies

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    The paper aims to contribute to developing some educational mediation strategies, useful for those who educate in the family and at school, to support children in their first experiences with digital media and the net. Digital technologies are already present in the child's living environments and, just like them, are characterized by a very rapid development. The task of those who do research and those who educate is to know the styles of use, the experiences, the learning, the exploratory maneuvers of the world that very young children perform thanks to digital technology. It should also be considered that, at times, they may be a few clicks away from content and images unsuitable for their age. The paper, through the Systematic Review approach, reviews the most recent scientific literature on the subject and analyzes the results of some important international research projects on the subject. The intent of the work, obviously, is not to provide exhaustive answers, always valid criteria and easy generalizations. With regard to the relationship between childhood and digital media, the paper outlines shared tracks of educational work in the life contexts of the little ones (especially in the family and at school) and reasons to promote further, future investigations in this area
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