10,057 research outputs found
Filologia romanza, filologia germanica: intersezioni e diffrazioni. Atti del convegno internazionale (Verona 3-5 aprile 1995)
Contributi di: Maria Giovanna Arcamone, Anna Maria Babbi, Lidia Bartolucci, Marco Battaglia, Massimo Bonafin, Eugenio Bugio, Adele Cipolla, Michael Dalla piazza, Claudia Händl, Danielle Maion, Marcello Meli, Maria Vittoria Molinari, Andrea Palermo, René Pérennec, Gianfelice Peron, Antonio Pioletti, Giulio Simone, Erika Timm, Alessandro Zironi
Anna Maria Babbi e Alberto Comparini (a cura di), Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni
Review of Babbi, Anna Maria and Comparini, Alberto (eds.). Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni. Carocci, 2020.Recensione di Babbi, Anna Maria e Comparini, Alberto (a cura di). Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni. Carocci, 2020
Dall’atelier al mercato: indagine sulla dispersione dell’eredità grafica di Simone Cantarini
Un lungo e complesso itinerario fra opere e documenti consente di ricostruire il percorso di un nucleo fondamentale di disegni di Simone Cantarini dai momenti immediatamente successivi alla morte del pittore, fino al collezionismo dei giorni nostri, passando attraverso la verifica dei modelli che allievi come Lorenzo Pasinelli continuano ad usare, dimostrando chiaramente di poter fare affidamento, fra l'altro, sul possesso di molti fogli, come poi chiariscono alcuni documenti
Simone Cantarini genio ribelle e malinconico: la patria come rifugio
Il saggio esamina, sulla base di importanti documenti, reperiti dall'autrice in questa e in recenti ricerche, gli stretti rapporti che, in contraddizione con quanto tradizionalmente ritenuto sulla base delle fonti, Simone Cantarini intrattenne sempre con la patria, sia dal punto di vista della committenza che per la gestione di una bottega locale. Si mettono in luce, sulla base della menzione delle fonti, importanti novità anche per il catalogo del pittore, in particolare per l'individuazione della provenienza di sue opere da chiese pesaresi, come il San Matteo e l'angelo della National Gallery di Washington da San Domenico
Documentario video d'arte Memoria maschera e macchina nel teatro di Robert Lepage
Si tratta di un docu d'art su tematica teatrale di Anna Monteverdi e Simone Cannata su Robert Lepage acquisito dalla Rai per la programmazione 202
Metamorfosi ovidiane nella cultura medievale
Da Ovidio a Ovidio? L’Ovide moralisé in prosa Anna Maria Babbi (ed.) Edizioni Fiorini, Collana Medioevi Verona, 2013 186 pp
Via Simone Cantarini 44
Nuovi disegni di Simone Cantarini consentono, con il supporto di altri noti, di individuare una produzione dell'artista su temi tassiani, in una congiuntura di collezionismo molto raffinata e sostenuta da rapporti con alcuni protagonisti di primo piano del versante letterario
Maria Àngels Anglada i Jacques Stroumsa, primer violí d'Auschwitz
Anna Maria Velaz és estudiosa de l'escriptora Maria Àngels Anglada, de Montserrat Vayreda i també una gran activista cultural.
L'any 2024 es van complir els trenta anys de l'edició de la novel·la El Violí d'Auschwitz, de Maria Àngels Anglada. Anna Maria Velaz ha cregut que seria molt significatiu parlar d'aquesta obra en el marc d'aquest XV Fòrum del Patrimoni Literari dedicat a les figures de Maria Àngels Anglada i de Carles Fages de Climent.
Anglada es va interessar per l'obra d'escriptors que havien escrit sobre la seva experiència en el camps de la mort (Xavier Benguerel, Joaquim Amat Piniella, Jorge Semprún, Simone Veil, i molts d'altres).
Anglada confessava que El violí d'Auschwitz era l'obra que més li havia costat d'escriure perquè no és fàcil escriure sobre l'horror amb art i bellesa.
És molt interessant ressaltar la relació de Maria Àngels Anglada amb el primer violí de l'orquestra d'Auschwitz, Jacques Stroumsa, a qui no coneixia Anglada quan va escriure la novel·la i va crear els personatges.
Stroumsa va recórrer Europa pronunciant conferències per explicar les seves vivències a Auschwitz. La música l'havia ajudat a sobreviure, deia sempre.
Maria Àngels Anglada i Jacques Stroumsa es van conèixer quatre anys després de la publicació de la novel·la quan el músic va pronunciar una conferència a Barcelona el 4 de juny de 1998 i van iniciar una relació d'amistat vertebrada per una admiració mútua. La trobada entre Stroumsa i Anglada va ser molt emotiva, l'autora veia en carn i óssos el seu personatge de ficció. Ella li va regalar un exemplar de la novel·la i ell li va regalar a ella un exemplar en grec i un altre en francès.
Anglada i Stroumsa van mantenir un contacte epistolar, malauradament breu, a causa de la mort de l'autora.
Jacques Stroumsa estava molt interessat en la traducció al francès d'El violí d'Auschwitz però no es va poder materialitzar fins al 2009 quan l'obra es va traduir al francès i a l'alemany. La novel·la s'ha traduït a vint-i-un països més.
Podem veure un clar exemple d'interrelació entre vida i literatura en el cas de la novel·la de Maria Àngels Anglada i el músic que va ser el primer violí de l'orquestra d'Auschwitz, a qui va conèixer Anglada gràcies a un lector de l'obra que havia viscut a Suïssa8172.mp4
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Leggiadria e grazioso dispregio di que’ bei segni: catalogo delle incisioni di Simone Cantarini
Si tratta del catalogo critico completo delle 37 incisioni autografe di Simone Cantarini, precedute da un saggio sull'argomento
‘Becoming Simone’. Per Simone Cantarini a trecentocinquant’anni dalla morte
Quasi un libro questo denso saggio che mette insieme i risultati di molti anni di ricerche sul tema, che hanno condotto, nel tempo, a diverse pubblicazioni, come nelle occasioni delle mostre sul pittore tenute a Pesaro e Bologna nel 1997 e in numerosi saggi e articoli. Gli studi di Anna Maria Ambrosini Massari hanno portato a mutare la tradizionale immagine del pittore, inserendolo in un raggio di cultura visiva e di committenze inediti, che lo hanno tolto per sempre alla soffocante lettura di pur geniale allievo di Guido Reni.
Il reperimento di nuovi, determinanti documenti, opere e testi, ha riconfermato questi risultati e indirizzi di ricerca, mettendo in luce la multiforme e libera attività dell’artista, che non ha mai spezzato il legame anche con la terra d’origine, gestendo a Pesaro una fiorente bottega, condotta dal padre e dal fratello Vincenzo, attiva quanto quella, indubbiamente più centrale, di Bologna. Il documento del contratto per i dipinti conservati al Museo Civico di Pesaro, con relativa quietanza, del 1647, è indubbiamente il più ricco, chiaro, preciso documento che si abbia, ad oggi, sull’attività del pittore, che precisa finalmente non solo la cronologia della Maddalena e del San Giuseppe di Pesaro ma offre nuova luce a tutta la scansione cronologica delle sue opere, nelle diverse fasi della carriera.
Notevoli precisazioni affiorano sui problemi della cultura figurativa di Cantarini, nutrita di modelli e spunti talora sorprendenti con artisti quali, non solo Orazio ma addirittura Artemisia Gentileschi, oltre che con altri già ampiamente indagati dall’autrice, quali quelli con Claudio Ridolfi o Giovan Francesco Guerrieri, oltre che, ovviamente con Guido Reni e il contesto bolognese.
Il saggio si pone, dunque, come una sintetica monografia sul pittore, per essere una ricostruzione della vita e delle opere che ne definisce temi, metodi, relazioni ed entità della produzione, dalla straordinaria prassi disegnativa, ai dipinti, alle bellissime incisioni.
Si tratta dello studio monografico sul pittore più esteso e aggiornato, con importanti novità dal punto di vista dei documenti e delle opere, che offrono il quadro più completo e preciso della sua attività e della sua cultura artistica, che va a sistematizzare i precedenti studi della autrice sull'argomento, che hanno progressivamente allargato le conoscenze sul pittore, consentendo un suo pieno inserimento nel panorama artistico internazionale
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