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Cefalee occupazionali Occupational headaches
Since headache is a frequent complaint in clinical practice, its burden in terms both of social costs and
of individual suffering is considerable. Headache is a frequent cause of absence from work and reduced
productivity; it is therefore clear that the investigation of its possible relationship with working conditions
is an area of growing interest for the scientific community. The aim of this study was to identify
specific occupational factors that may play an important role in the development of headache, even in
the presence of a number of other professional risk factors
Fattori di rischio lavorativo e cefalee primarie: ruolo del medico competente
Per cefalea s’intende un dolore a localizzazione
prevalentemente, ma non esclusivamente, neurocranica,
la cui estensione topografica non identifica
il territorio di distribuzione di singoli tronchi nervosi.
Si identificano due gruppi principali di cefalea: le
cefalee primarie (o essenziali) in cui il dolore è al
tempo stesso sintomo e malattia; le cefalee secondarie,
nelle quali il dolore rappresenta il sintomo o
uno dei sintomi di altre malattie (loco-regionali, a
distanza, sistemiche). Numerosi sono stati i criteri
tassonomici utilizzati per definire una classificazione
ragionata delle cefalee primarie.
Al fine di mettere ordine in materia di nosografia
e fornire al tempo stesso i presupposti per l’identificazione
dei vari sottogruppi di cefalee,
l’IHS (International Headache Society) ha proposto
una classificazione basata su precisi criteri
diagnostici riferiti alle sole caratteristiche cliniche
delle varie forme di cefalea.
Benché percepite come patologie di minore
importanza, in quanto non riducono l’aspettativa
di vita, diversi studi hanno evidenziato che
le cefalee rappresentano comune causa di
assenza dal lavoro e di calo nella resa produttiva.
Oltre a determinare l’insorgenza di talune
forme di cefalea, fattori legati all’ambiente di
lavoro sono in grado di aumentare la frequenza
e/o l’intensità di cefalee preesistenti trasformandole
in croniche
Ftalati e cefalee
L’assenza di una normativa specifica, che imponga ai produttori di sostanze chimiche di fornire informazioni sulla
sicurezza dei prodotti chimici industriali, ha determinato la messa in commercio e l’utilizzo di sostanze che rivelano la
loro pericolosità solo sul lungo periodo. Spesso tali sostanze possono generare disturbi coinvolgenti la sfera del
controllo omeostatico e come tali risultare agenti causali di cefalee secondarie o slatentizzanti di cefalee primarie. Tra
i diversi prodotti gli ftalati rappresentano un buon esempio di come sostanze con alto rischio nocivo siano ampiamente
diffuse nell’ambiente e utilizzate in numerosi ambiti della vita quotidiana
Nuove patologie da lavoro e cefalee
Il lavoro e l’ambiente lavorativo avrebbero una funzione determinante nello sviluppo di sintomi i quali, a loro volta, possono determinare l’insorgenza di alcune forme di cefalea oltre che aumentare la frequenza e/o l’intensità di forme pre-esistenti.
Mobbing, Burn-out e lavoro-dipendenza non sono malattie bensì rischi psicosociali, derivanti dall’organizzazione e gestione del lavoro, potenzialmente causa di patologie.
Stabilire quale ruolo abbia il lavoro nell’insorgenza della cefalea e quali conseguenze essa abbia sull’efficienza lavorativa, rappresenta motivo di crescente interesse per la ricerca scientifica
Anamnesi lavorativa e cefalee
L’indagine sull’attività lavorativa rappresenta, per
il medico, un aspetto importante, nel corso della
raccolta anamnestica. E’ noto, infatti, che il tipo
di lavoro e l’ambiente nel quale questo si svolge,
possono avere una funzione determinante sullo
sviluppo dei sintomi e sulle modalità di risposta ai
trattamenti. Diversi fattori legati all’ambiente
lavorativo sono in grado di determinare l’insorgenza
di alcuna forme di cefalea, oltre che di
aumentare la frequenza e/o l’intensità di forme
preesistenti. (1-3).
La cefalea è certamente uno dei sintomi più
comunemente riscontrabili nella pratica medica
(4-5); essa rappresenta un disturbo fastidioso ed
invalidante per l’individuo che ne è affetto, oltre
che un peso rilevante per la società (6-8).
La cefalea, in particolare nella forma di emicrania,
è più frequente fra i soggetti di età inferiore
ai 55 anni (9), interessando quindi nella maggior
parte dei casi individui in età lavorativa. Sebbene
percepita come una patologia di minore importanza,
in quanto non riduce l’aspettativa di vita,
diversi studi hanno evidenziato che essa rappresenta
una comune causa di assenza dal lavoro e
di riduzione nella resa produttiva(10-12).
Studiare il possibile nesso esistente tra cefalea e
lavoro rappresenta motivo di crescente interesse
per la ricerca scientifica. Con il presente lavoro, è
nell’intento degli autori, richiamare l’attenzione
su questo peculiare aspetto della storia clinica,
delineando i punti principali da seguire nella conduzione
dell’indagine. Tale approccio risulterebbe
utile non solo al medico del lavoro, ma anche al
medico di medicina generale, primo referente clinico
per il paziente
Almotriptan in the treatment of migraine
Giorgio Sandrini, Armando Perrotta, Natalia L Arce Leal, Simona Buscone, Giuseppe NappiUniversity Centre for Adaptive Disorders and Headache, IRCCS “C. Mondino Institute of Neurology” Foundation, University of Pavia, Pavia, ItalyAbstract: Almotriptan is an orally administered, highly selective serotonin 5-HT(1B/1D) receptor agonist that is effective in the acute treatment of moderate to severe migraine attacks. Since its introduction on to the market in 2001, several studies involving a large number of migraine patients have confirmed its efficacy and tolerability profile. Almotriptan, was found to be among the best-responding triptans in terms of pain relief and pain-free rate at 2 h. It has been reported that almotriptan has the best sustained pain-free (SPF) rate and the lowest adverse events (AEs) rate of all the triptans. When these clinical characteristics were combined to form the composite endpoint SPF and no AEs (SNAE), almotriptan emerged as the triptan with the best efficacy and tolerability profile. It also showed a good efficacy profile during the early treatment (within 1 h of onset) of migraine attacks characterized by moderate pain intensity. On the basis of these findings, almotriptan may be considered a therapeutic option for the acute treatment of migraine attacks.Keywords: almotriptan, triptans, migraine, treatmen
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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