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La integración de las teorías de la demanda agregada y del circuito monetario en la perspectiva pos-keynesiana de Sergio Cesaratto
In Cesaratto (2016) and Cesaratto and Bucchianico (2020), the economist Sergio Cesaratto offers an interpretation that integrates some elements of the aggregate demand theory and the heterodox monetary theory into a coherent corpus. The purpose of this text is to present in the most schematic way the theoretical proposal of Sergio Cesaratto, considering the insufficient diffusion of the post-Keynesian theories in Spanish, and its importance for an adequate comprehension of the actual capitalist economic system.Dans Cesaratto (2016) et Cesaratto et Bucchianico (2020), l'économiste Sergio Cesaratto propose un cadre d'interprétation pour intégrer de manière cohérente certains des éléments de la théorie de la demande globale et de la théorie monétaire hétérodoxe. L'objectif de ce texte est de présenter de la manière la plus claire et la plus schématique possible la proposition théorique de Sergio Cesaratto, afin de contribuer à la diffusion des théories post-keynésiennes en espagnol, en tenant compte de l'importance analytique qu'elles continuent d'avoir pour compréhension du fonctionnement du capitalisme.En los artículos Initial and final finance in the monetary circuit and the effective demand theory (2016), y Endogenous money and the theory of long period effective demand (2020), este último escrito con Stefano di Buccianico, el economista Sergio Cesaratto propone un marco interpretativo para integrar algunos de los elementos de la teoría de la demanda agregada y la teoría monetaria heterodoxa en un solo cuerpo teórico coherente. El objetivo de este texto es presentar de la forma más clara y esquemática posible la propuesta teórica de Sergio Cesaratto, teniendo en cuenta la escaza difusión de las teorías pos-keynesianas en español, y la importancia teórica y analítica para la comprensión del funcionamiento del actual sistema económico capitalista
Il vecchio e il nuovo della crisi europea
La crisi dell’Eurozona (EZ) presenta elementi vecchi e nuovi. Il deja vu è nella
natura della crisi come crisi di bilancia dei pagamenti, dunque una crisi che tipicamente si
manifesta attraverso forti disavanzi di partite correnti (PC) e debiti esteri da parte di un
gruppo di paesi “periferici” verso i paesi centrali (vedi BOX 1). Martin Wolf sul Financial
Times (10/4/2012) è stato molto efficace nel sostenere questa tesi. La crisi dell’EZ e le
vicende che a essa hanno condotto hanno dunque forti rassomiglianze con le crisi del
debito estero che i paesi in via di sviluppo hanno conosciuto negli scorsi decenni. Per
contro, la novità è che questo accade nell’ambito di una unione monetaria, dunque fra
paesi che condividono il medesimo sistema dei pagamenti, vedremo con che conseguenze.
In verità nessuno aveva intravisto né il deja vu, né il nuovo contesto entro cui esso si
sarebbe dispiegato (con l’eccezione di De Grauwe). L’avere ora la moneta in comune rende
assai complicato trovare soluzioni
Seis lecciones de Economía
Estructurado en forma de lecciones supuestamente destinadas a estudiantes que se inician en el estudio de la economía, en este libro Sergio Cesaratto visita a los grandes economistas clásicos (como Smith, Ricardo, Marx, Keynes y Sraffa) para, partiendo de ellos, formular una acerada crítica de la doctrina económica marginalista, hoy imperante.
Y también, escarbando en los fundamentos de la teoría convencional sobre las que se sostienen las políticas monetarias y fiscales europeas, la desregulación financiera, el desmantelamiento de los derechos sociales (las denominadas “reformas estructurales”) y el dominio mercantil protagonizado a nivel europeo por Alemania, Cesaratto se muestra crítico con el funcionamiento de la Unión Europea y su principal instrumento, el euro.
* Traducción de María E. Pandolfi. Corrección de Alejandro Fiorito y Enrique N. Aschier
Chi non rispetta le regole? Italia e Germania, le doppie morali dell'euro
L’Europa si accinge in questi mesi alla revisione delle proprie
discusse istituzioni di governance economica, una sorta di Maastricht
2.0. Le attese per l’Italia non sono positive: la Germania
sostiene che le regole vadano riviste non perché non hanno
funzionato, ma perché non sono state rispettate, proponendo
l’irrigidimento dei vincoli di bilancio e relegandone il controllo
ai tecnocrati e all’arbitrio dei mercati.
Ma siamo davvero noi italiani ad avere violato le regole della moneta
unica, o l’hanno invece fatto i nostri fustigatori tedeschi? Vi
sono delle “regole del gioco”, ben note all’analisi economica, che
rendono un’area monetaria sostenibile. Tali regole prescrivono
che gli squilibri fra i Paesi dell’unione vadano regolati col concorso
sia dei Paesi in avanzo che dei Paesi in disavanzo. Ispirate da precetti
monetaristi, le regole nei fatti adottate nell’Eurozona sono invece
altre, e sono quelle che la Germania ha ritenuto più confacenti
al proprio modello mercantilista. Come potrà il rafforzamento di
regole sbagliate consolidare l‘euro e non, invece, destabilizzarlo?
Quali veti e quali proposte dovrebbe mettere sul tavolo il governo
italiano? E da ultimo, un'altra Europa è possibile?
Sergio Cesaratto, ben noto economista dell’Università di Siena,
ripercorre le ragioni storico-
politiche che hanno portato
l’Italia a sostenere la moneta unica come sostituto di un patto
sociale interno volto a regolare il conflitto distributivo, accettando
così regole del gioco esterne basate su principi antidemocratici,
vantaggiose per gli altri, lesive per la nostra crescita.
L’illustrazione delle proposte di riforma tedesche ne mostra la
continuità con gli errori che hanno prodotto la crisi finanziaria
e accentuato le asimmetrie europee.
L’autore ha cercato di spiegarlo al pubblico tedesco in una conferenza
tenuta a Friburgo,
città-simbolo del discorso politicoeconomico
“ordoliberista” dominante in Germania, considerato
un “universo parallelo” nel resto del mondo. La questione,
però, è di farlo capire agli italiani, in particolare a quella parte
della classe dirigente che ancora prende per populismo le critiche
all’Europa condivise dai migliori economisti internazionali.
È quello che si propone di fare in modo chiaro attraverso questo
agile e pungente volume
Se è l’euro la causa dei tanti populismi europei
Nessuno si nasconde le criticità dell’abbandono della moneta unica. D’altra parte, lo stesso Lunghini
ammette che essa è insostenibile. Corre quindi l’obbligo di discuterne gli esiti con serenità e
attenendosi, nella misura del possibile, alla base fattuale fornita dai dati statistici e dalla ricerca
scientifica
Germany and the European and Global Crises
Moving from the current global and European imbalances and crises, and from the consideration of the German reaction to them, the paper explores the political economy origins of the conservative German policy stance. It emerges that an export-oriented economy was a deliberate decision of the German elite after WW II and that the external constraint may be regarded as appropriately designed for internal discipline and efficiency (and vice-versa) in a self-reinforcing process. The conclusions illustrate some possible future scenarios for Europe.European Monetary Union, financial crisis, Germany, neo-mercantilism
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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