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Il rumore degli impianti aeraulici. Tecniche di controllo attive e passive
Il problema del comfort acustico nell'ambiente domestico e di lavoro assume oggi sempre maggiore importanza. All’interno di un ufficio si possono rilevare varie fonti di rumore, alcune esterne e altre interne. Tra tutte, i sistemi di condizionamento dell'aria sono una delle principali cause di disturbo uditivo e su tali impianti vanno concentrati gli sforzi e la ricerca per la riduzione e l'abbattimento delle emissioni sonore, essendo provato che l'esposizione prolungata a fonti di rumore è causa di stress e può avere effetti nocivi sulla salute dell'uomo. Inoltre, l’esposizione continua a fonti di rumore può influenzare pesantemente il rendimento dei lavoratori. Il miglioramento del comfort acustico non solo preserva la salute, ma migliora anche la qualità della vita e le condizioni dell’ambiente lavorativo.
In caso di impianti di condizionamento ad aria, il rumore generato dai ventilatori e dalle altre macchine dell’impianto si propaga lungo i condotti di aerazione e quindi sfocia all’interno degli ambienti di lavoro; altre componenti di rumore nascono dalla turbolenza causata dal passaggio dell’aria attraverso il condotto e dall'uscita dell'aria dalle bocchette d’aerazione.
Un'analisi in frequenza di tali rumori ha dimostrato la presenza di due tipi di componenti: una in bassa frequenza, difficilmente attenuabile con i metodi tradizionali di trattamento del rumore, derivante da componenti meccaniche in movimento (pompe o ventilatori) e un'altra a larga banda (ovvero distribuita su un ampio numero di frequenze), concentrata sulle alte frequenze, dovuta soprattutto a fenomeni aerodinamici.
Le componenti a larga banda e ad alta frequenza si possono abbattere in modo relativamente semplice e con buona efficacia mediante sistemi passivi, ad esempio l'impiego di silenziatori costituiti da materiale fonoassorbente posti all'interno del condotto aeraulico. Per ragioni fisiche però tali sistemi hanno la massima efficacia alle frequenze medio-alte, essendo la lunghezza dell'onda acustica da assorbire direttamente legata alla dimensione del dispositivo silenziatore. Quindi sarebbe, in linea teorica, possibile costruire un silenziatore passivo efficace anche sulle basse frequenze, ma avrebbe dimensioni e costi tali da non renderne pratico l'utilizzo
Crediti e liquidità
Classificazione, rilevazione e valutazione dei crediti e delle liquidita
Platone
Platone / Giovanni Semprini. - Milano : Athena, 1926
Dedica manoscritta dell\u27autore: A S. E. On. Emilio Bodrero / con sincera stima e ammirazione / G. Semprini / Genova 29-4-29
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99001179773020604
La civilta dell\u27umanesimo nell\u27Utopia del More
La civilta dell\u27umanesimo nell\u27Utopia del More / Giovanni Semprini. - Genova : Edizioni Italia, A. XVIII (1940)
Dedica manoscritta dell\u27autore: A S. E. Emilio Bodrero / luminare del pensiero italiano / con sincera ammirazione / G. Semprini
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000535455020604
La nuova normativa della Regione Emilia Romagna a confronto con i criteri nazionali e regionali
La Regione Emilia Romagna è una delle prime regioni in Italia ad aver legiferato in modo autonomo al fine di promuovere misure per il miglioramento della efficienza energetica degli edifici, grazie alla possibilità sancita dall’art. 17 del DL 192 (clausola di cedevolezza) di adottare proprie normative di attuazione della direttiva 2002/91/CE, nel rispetto dei vincoli comunitari e dei principi dei decreti nazionali.
L’atto di indirizzo recentemente adottato dalla Regione se da un lato prevede il rispetto dei parametri prestazionali definiti dal DL 192/05 (integrato dal DL 311/06) ampliandone i contenuti e le prescrizioni, dall’altro anticipa tutti quegli aspetti che a livello nazionale sono ancora in attesa di emanazione, relativi in particolare al sistema di classificazione energetica, al sistema di accreditamento regionale nonché dei soggetti certificatori. Nel presente documento vengono evidenziati i parametri prestazionali, le metodologie di calcolo e le procedure previste per la certificazione energetica degli edifici previsti dalla nuova normativa della Regione Emilia Romagna evidenziando le principali differenze rispetto ai decreti nazionali e alle direttive delle altre regioni, in particolare della Regione Lombardia e Liguria
CERTIFICAZIONE ENERGETICA ED ACUSTICA: QUADRO NORMATIVO E STATO DI APPLICAZIONE
Il termine “certificazione”, può assumere diverse connotazioni a seconda dello specifico settore di interesse, energetico o acustico, ma nella sua accezione più ampia prevede una serie di procedure tecniche e amministrative definite da apposite normative tecniche, atte a garantire specifiche prestazioni dell’edificio o di suoi componenti, e che si conclude con un documento (il certificato) che ne attesta il risultato finale. Sebbene l’attuale normativa nazionale preveda in realtà solo l’obbligo della certificazione energetica degli edifici, anche nel settore dell’acustica edilizia troviamo delle procedure che prevedono di garantire le prestazioni finali coinvolgendo non solo la fase di progettazione, ma anche quella di realizzazione con controllo finale del risultato sulla base sia di documentazione relativa al progetto sia delle proprietà dei materiali utilizzati, anche tramite la verifica della corretta posa in opera dei materiali ed eventuali collaudi final
Valutazione della inerzia termica delle strutture edilizie
Le dispersioni termiche di un edificio vengono normalmente calcolate in regime sta-zionario, ipotizzando cioè l’invariabilità nel tempo della temperatura dell’aria, sia in ambiente esterno che interno. In queste condizioni la grandezza specifica dei compo-nenti dell’involucro dell’edificio che influenza il fenomeno di trasmissione di calore è rappresentato dalla “resistenza termica” trascurando di conseguenza la capacità dell’involucro esterno di assorbire e/o cedere calore. Nella realtà il comportamento dinamico delle strutture impone di prendere in considerazione anche gli effetti di iner-zia termica in modo particolare nei periodi estivi dove le oscillazioni di temperatura assumono maggiore rilevanza. Oggetto di questo studio è l’analisi di alcune tipologie di strutture edilizie tramite la procedura delle “ammettenze” utilizzata dalla attuale normativa europe
PROCEDURE E INDAGINI SPERIMENTALI NELLA MISURA DEL RUMORE DA CALPESTIO IN OPERA
La valutazione del rumore da calpestio in opera presenta spesso situazioni di difficile caratterizzazione, dovuto alla particolare conformazione degli ambienti, delle partizioni orizzontali di separazione, nonché delle strutture adiacenti che contribuiscono
alla trasmissione del rumore. Il presente articolo mette in luce le problematiche che si possono riscontrare nei collaudi e nelle indagini in opera sulle prestazioni acustiche dei solai
Lateralità e abilità manuali nel passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria
Il tema della lateralità manuale è da molti anni oggetto di ricerca in diversi campi di studio, tra i quali le scienze del comportamento e le scienze motorie e coinvolge, eventualmente in forma inconsapevole, le principali agenzie educative, come famiglia e scuola. Queste talvolta si trovano a dover rispondere ad interrogativi connessi con la dominanza manuale dei bambini, ma non è detto che il loro intervento sia sempre adeguato alle reali esigenze evolutive dei bambini: basti pensare all’azione di osteggiamento verso i mancini.
Dai risultati del presente studio possono essere ricavate indicazioni utili per le educatrici della scuola d’infanzia dal momento che queste, operando con bambini che attraversano gli anni precedenti l’ingresso nella scuola primaria, hanno la possibilità di agevolare lo sviluppo della lateralità in forma naturale e spontanea prima che vincoli tecnici, ad esempio la scrittura, rendano più rigido l’uso della mano dominante e della mano subdominante.
In primo luogo è possibile infatti evidenziare che la lateralità è un fenomeno più ampio di quanto lo si potrebbe considerare osservando la sola mano che scrive, dal momento che la motricità legata alla scrittura è diversa rispetto a quella dei gesti della vita quotidiana, e che i bambini che scrivono con una mano possono utilizzare la stessa, ma anche l’opposta, per altri compiti manuali quotidiani. È superfluo ricordare che proprio i gesti della vita quotidiana, come quelli della manualità naturale/spontanea, sono parte integrante delle attività della scuola d’infanzia rispetto alle attività, più tecniche, della scuola primaria.
In secondo luogo è possibile riflettere su come gli/le insegnanti della scuola dell’infanzia, possono operare per individuare ed aiutare quegli allievi che incontrano difficoltà nel definire e sviluppare la propria lateralità. Lo studio in oggetto fotografa la situazione di un gruppo di bambine e bambini all’inizio della scuola primaria, tuttavia il processo di sviluppo della lateralità è già in atto negli anni della scuola d’infanzia che, proprio per questo, condiziona fortemente il prosieguo di tale sviluppo negli anni seguenti. La lateralità, inoltre, è un aspetto dello schema corporeo che attraversa una fase particolarmente sensibile proprio dai 3 ai 5 anni, cioè durante il passaggio dalla “dominanza indistinta” (Massenz M., Simonetta E., 2002) alla presa di coscienza della propria emiparte dominante (occhio, mano, piede). Si comprende come, rispetto a tali problematiche, assuma un rilievo particolare il ruolo educativo della scuola, fin dall’età pre-scolare, poiché “dove non esiste una dominanza stabile ci saranno anche difficoltà di lateralizzazione” (opera citata).
In conclusione è opportuno che le educatrici divengano attente osservatrici dei propri bambini, durante le attività, annotando sia la mano di scrittura che quella di lancio, come pure la costanza nell’uso della mano preferita. Difficoltà di lateralizzazione potranno essere segnalate, prima dell’ingresso nella scuola primaria, alle famiglie e/o al medico scolastico, al fine di mantenere sotto osservazione il problema e programmare eventualmente uno specifico intervento didattico-educativo
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