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Le politiche di inclusione degli immigrati in Lombardia: tra discorsi escludenti, ordinanze securitarie e sperimentazioni innovative
L’articolazione tra dinamiche conflittuali, coinvolgimento politico e riconoscimento dei migranti. Uno studio di caso nella Terza Italia
Fighting Human Trafficking in Nigeria: a Gap Analysis of recent and ongoing projects (2010-2019)
Building community in and out ViaPadova36: the challenge of a social mix housing project in a multiethnic Milanese neighbourhood
Promoting an Integrated Local Welfare System in an Unwelcoming Mountain area? The Reception of Forced Migrants in Val Camonica
Le trasformazioni di uno spazio pubblico conteso nell’era dell’emergenza: il caso dei phone centres a Modena tra processi di inclusione, esclusione e resistenza
Questo capitolo si propone di analizzare le trasformazioni di uno specifico spazio urbano: i phone centres. Tale spazio è stato oggetto di un conflitto esploso in varie città italiane. Tuttavia, lo sguardo verrà puntato sulla città di Modena. Se da un lato non si può negare che il tessuto urbano sia l’espressione di una razionalità dei policy-makers, dall’altro è evidente come una miriade di attori interagiscano all’interno di
esso e con esso, contribuendo a farne emergere nuovi usi e significati e a renderlo plurale e (potenzialmente) conteso. Questo contributo ne osserverà quindi il carattere situato, nell’intento di superare la tendenza diffusa, sia nelle discipline sociologiche che politiche, di focalizzare l’attenzione sulla dimensione normativa dell’urbanità (Colombo 2007). Lo scopo principale è di studiare il nesso tra città e democrazia (Bagnasco e Le Galès 2003) e di mostrare come il conflitto sui phone centres possa servire da cartina tornasole rispetto allo stato della democrazia in Italia, nell’era dell’ ’emergenza securitaria’.
Due domande principali hanno guidato la stesura di questo capitolo: in quale modo e attraverso quali processi i phone centres si sono trasformati in uno spazio pubblico conteso? Quali attori sono emersi durante il conflitto e quali sono riusciti a far sentire la propria voce? Per ragionare su queste questioni verrà adottata una ‘prospettiva di sensibilità pragmatica’ (Cefaï 2009) che si caratterizza per lo studio delle metamorfosi del mondo sociale, attraverso l’osservazione degli attori, delle loro azioni e degli ‘strumenti’ dell’azione pubblica (Lascoumes e Le Galès 2009), anziché concentrarsi sui limiti strutturali che pesano
su di essi. I dati empirici che verranno utilizzati si basano su materiale qualitativo tratto da una tesi di
dottorato sui conflitti urbani e l’azione collettiva degli immigrati nel nord Italia (Semprebon 2010) che ha compreso: varie fasi di osservazione partecipante tra il maggio 2008 e il maggio 2009, la realizzazione di 84 interviste semi-strutturate con gestori di phone centres ed altri attori rilevanti, una rassegna stampa dei media locali ed una raccolta dei documenti di policy
The normative construction of a (public) urban space through the use of policy instruments: some reflections from northern Italy
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