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Dalla lettura al pensiero critico, affrontando l’immaginario
Ricostruzione critica dell'opera di Valerio Evangelisti; ricognizione e commento degli studi accademici ad essa relativi e della considerazione e collocazione dell'autore all'interno della letteratura italiana contemporanea e in particolare della letteratura di genere
Ride bene chi ride ultimo. Forme e retorica del comico in Valerio Evangelisti
Nell'opera saggistica e letteraria di Valerio Evangelisti si riscontra una diffusa presenza delle forme del comico; il saggio offre una ricognizione e un'analisi delle retoriche del comico e della funzione che esse svolgono all'interno della poetica dell'autore
Dall’Odissea alle (meta)mappe: sfide di scrittura del territorio
Studio sul mapping, tra storia e prospettive, con particolare attenzione alle scritture (commenti, indicazioni, percorsi) che appaiono nelle mappe emotive disponibili on line
“VENERE PRIVATA” DA SCERBANENCO A BACILIERI: LINGUA, STILE E RETORICA DALLA LETTERATURA AL FUMETTO
Il romanzo Venere privata di Giorgio Scerbanenco (1966) è tra i capostipiti del giallo italiano contemporaneo e introduce il personaggio Duca Lamberti, medico radiato dall’ordine per aver praticato l’eutanasia su una paziente e diventato, una volta scontata la pena, consulente della polizia milanese. La narrazione, la lingua e lo stile dell’autore, già studiati da diversi interventi specialistici, sono ora oggetto dell’adattamento a fumetti di Paolo Bacilieri, apparso a puntate sulla rivista Linus a partire dall’agosto 2021. La pubblicazione dovrebbe concludersi in rivista entro l’anno, ed è prevista per l’autunno 2022 l’edizione integrale in volume per Oblomov. Il presente studio affronta le prime sei puntate dell’adattamento, ne studia la lingua e lo stile in relazione al testo originale, la raffigurazione di ambienti, personaggi e situazioni in relazione agli elementi diegetici del romanzo e a modelli esterni usati da Bacilieri, infine la configurazione degli elementi iconici e verbali nelle tavole in prospettiva retorica. Ciò consente di comprendere non solo il processo e il concetto di adattamento attuati dall’autore, ma anche la lettura e l’interpretazione che questi ha fatto del racconto, della lingua e dello stile del testo originario.
Venere privata from Scerbanenco and Bacilieri: language, style and rhetoric from literature to comics
Giorgio Scerbanenco’s novel Venere privata (1966) is among the progenitors of the contemporary Italian detective story and introduces the character Duca Lamberti, a doctor disbarred for practicing euthanasia on a patient and becoming, once he has served his sentence, a consultant to the Milanese police. The author’s narrative, language and style, which have already been studied by several specialist papers, are now the subject of Paolo Bacilieri\u27s comic book adaptation, appearing serialized in Linus magazine starting in August 2021. The publication is expected to be completed in the magazine within the year, and a full volume edition for Oblomov is planned for Fall 2022. The present study deals with the first six installments of the adaptation, studying the language and style in relation to the original text, the depiction of the environments, characters and situations in relation to the diegetic elements of the novel and external models used by Bacilieri, and finally the configuration of the iconic and verbal elements in the tables in rhetorical perspective. This allows us to understand not only the process and concept of adaptation implemented by the author, but also his reading and interpretation of the story, language and style of the original text
Padre nostro. Riscritture civili di una preghiera tra musica e letteratura
La monografia affronta la preghiera del Padre nostro, ricostruendone la storia, il significato e analizzandone la costruzione linguistica, in prospettiva pragmatica e retorica, per arrivare ad affrontare e interpretare le recenti operazioni intertestuali che l'hanno avuta per oggetto, in ambito letterario e musicale. Relativamente al primo, il saggio sintetizza una tradizione che ha le sue radici nel medioevo, che vanta autori internazionali, e focalizza per l'Italia il secondo Novecento a partire da Pier Paolo Pasolini. Lo studio si concentra prevalentemente sul nuovo Millennio, in cui sono apparse riscritture dei versi della preghiera ad opera di due teologi, Vito Mancuso e José Tolentino Mendonça, e, in ambito musicale, in particolare del gruppo folk rock dei Gang, del cantautore Vasco Brondi (meglio noto come Le luci della centrale elettrica), del gruppo di rock alternativo Il Teatro degli Orrori e, ancora in ambito letterario, dello scrittore Erri De Luca. L’analisi linguistica e retorica di tali rielaborazioni mostra un comune denominatore: l’intenzione di responsabilizzare l’uomo – nella sua relazione con l’altro, con sé e con il mondo – facendo leva su un testo condiviso. In particolare, la declinazione laica del discorso da parte dei Gang e di De Luca riguarda il rapporto con i migranti, con gli sbarchi e le stragi del Mediterraneo, cioè con un conflitto culturale e politico a tutt’oggi irrisolto. In questi testi, il dialogo tra la letteratura e altri linguaggi esprime quindi una lettura profonda del nostro tempo, offre un orizzonte non banale a cui tendere e dimostra come esso sia cercato da artisti diversi attraverso le parole di una preghiera universale ripensata e riscritta anche in chiave civile, per costruire un discorso etico. È l’espressione della ricerca di un «noi», di una comunità solidale capace di costruire parole diverse rispetto alla retorica dominante
Tra massmedia, cinema e musica: una topica della pop-culture in Dino Buzzati
Nell’opera di Buzzati si incontrano anche allegorie, parodie, cronache terrestri e fantastiche, stranianti, curiose, fantasiose, incredibili, profetiche del tempo in cui è vissuto. Da conservatore, Buzzati condanna i tempi moderni, ma si rivela anche un creativo fruitore del repertorio di immagini, suoni e oggetti che appaiono in quegli anni. La sua pagina è disseminata di icone e di elementi della modernità: eventi, immagini, luoghi, persone, voci, suoni noti, propri tanto della cultura alta quanto della cosiddetta cultura di massa, popolare. Un repertorio (verosimilmente) condiviso dai suoi lettori, espressione di una memoria e di un immaginario collettivo, mutevole, che si alimenta costantemente di ciò che la quotidianità produce e gli strumenti di comunicazione di massa diffondono. I computer, le nuove tecnologie, i fatti di cronaca, i massmedia, le icone dello star system, le canzoni di successo, come Il barattolo di Gianni Meccia e Vecchio frack di Domenico Modugno, si incontrano nei suoi racconti, come una fragile topica della pop-culture
Corpi, identità e fumetto. Incontri con Rikke Villadsen, Tommi Parrish, Alice Socal, Anke Feuchtenberger, Emilie Gleason, Max Baitinger, Alex Bodea
Le fumettiste Rikke Villadsen, Tommi Parrish, Alice Socal, Anke Feuchtenberger, Emilie Gleason, Alex Bodea e il fumettista Max Baitinger raccontano la loro storia, la loro ricerca e la loro poetica in conversazioni pubbliche Giorgio Vasta, Martina Testa, Emilio Varrà, Giordana Piccinini e Ilaria Tontardini. Autori di fama internazionale riflettono sulle potenzialità della narrazione per immagini, tra fumetto e illustrazione in un continuo dialogo con altre discipline artistiche, in relazione al tema del corpo, alla sua rappresentazione e all'identità di genere. Il libro è il risultato di un progetto didattico legato a un laboratorio di scrittura nel “Seminario su fumetti europei”, per gli studenti internazionali del programma Erasmus Mundus C.L.E. (Culture Letterarie Europee) all'interno del corso di laurea in “Italianistica, Culture Letterarie Europee, Scienze Linguistiche”. Tale seminario prevede infatti una tripartizione: un'introduzione al linguaggio del fumetto; la partecipazione a incontri con autori internazionali organizzati in collaborazione con la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Università di Bologna per "BilBOlbul - Festival internazionale di fumetto" di Bologna, che vengono registrati dagli studenti; la trascrizione e riscrittura delle conversazioni da parte degli studenti, divisi in gruppi, finalizzate alla pubblicazione in volume. Il volume ospita infine quattro saggi introduttivi alle conversazioni ospitate scritti dagli stessi studenti, in un percorso sulla scrittura saggistica che ha integrato specificamente il laboratorio
Bobby in via della Cronaca, cercando Penny
"Le tribolazioni del Povero Bobby" è un testo inedito di Silvio D'Arzo, qui ricostruito e trascritto per la prima volta dai manoscritti autografi. Composto tra il 1946 e il 1947, era una prima redazione del più celebre "Penny Wirton e sua madre". Il testo era noto da un manoscritto in bella copia, incompleto e composito; le ricerche svolte nel Fondo Silvio D'Arzo-Macchioni Jodi della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia hanno permesso di individuare le minute del manoscritto e le pagine mancanti del libro, tra le carte sparse darziane e quelle attribuite erroneamente a "Penny Wirton". Il lavoro filologico di ricostruzione del testo completo ha permesso l'edizione del libro, il cui saggio introduttivo contestualizza il testo nella produzione darziana, anche e soprattutto dal punto di vista della poetica, e della ricerca linguistica e stilistica
La (de)colonizzazione dell’immaginario
Lo studio, affrontando il concetto di immaginario, analizza la poetica di Evangelisti e l'intenzione politica espressa dal Ciclo di Eymerich, lo contestualizza nell'ambito letterario nazionale e internazionale e all'interno della riflessione sul ruolo dei mass media nell'orientamento delle masse. Inoltre, mostrandone le relazioni intertestuali con altre opere internazionali, lo studio individua la modalità compositiva (stilistica e retorica) dei romanzi del Ciclo che ha reso celebre lo scrittore, raccolti ora in tre volumi curati da Alberto Sebastiani, di cui questo è il secondo (Eymerich. Libro due)
Un’intervista sulle frontiere tra i linguaggi. Lorenzo Mattotti e “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”
Intervista commentata a Lorenzo Mattotti, fumettista, disegnatore, sceneggiatore e ora anche regista cinematografico per l'adattamento animato di "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" di Dino Buzzati. L'intervista, introdotta da una presentazione di Mattotti, del suo rapporto con Buzzati e delle questioni linguistiche, stilistiche e intertestuali legate alle dinamiche dell'adattamento, presenta il lavoro in corso d'opera e ne discute alcuni aspetti dal punto di vista della relazione tra i linguaggi e del rapporto tra testo originario e adattamento
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