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    Les territoires du vent. Eoliennes et sociétés locales en Italie du Sud

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    Plusieurs études ont souligné le fait que la transition énergétique soutenable doit être envisagée comme un processus permettant de définir des modèles sociaux innovants d’approvisionnement énergétique impliquant différents acteurs (propriétaires terriens, élus locaux, entreprises et professionnels de l’aménagement du territoire, sociétés locales, etc.) et différents « biens » (ressources économiques et symboliques, informations, compétences, etc.), et dont les formes de régulations combinent éléments du marché et formes de réciprocité et de redistribution. Certains travaux ont montré que les formes spécifiques d’organisation sociale liées à la transition énergétique se concrétisent et se définissent sur la base des dynamiques à l’oeuvre au niveau territorial et des caractéristiques propres à leur contexte. C’est dans cette perspective que nous présentons ici l’analyse des liens entre les réalisations d’installations d’énergie renouvelable et les dynamiques socio-territoriales dans le contexte italien. Notre travail se focalise sur le cas de l’éolien, secteur qui a connu une forte croissance ces quinze dernières années et qui offre encore des perspectives de développement. Nous avons adopté pour cette recherche une méthodologie qualitative en nous concentrant sur des études de cas du Sud de l’Italie, précisément dans les provinces de Foggia (dans la région des Pouilles) et de Potenza (dans la région de la Basilicate) où est produit un tiers de l’énergie éolienne italienne

    When the Wind Does Not Make Noise: the Peaceful Experience of a Renewable Community

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    The Italian policies devoted to green energy transition fostered the deployment of large-sized renewable energy plants. These technologies were and are often challenged by local populations. Otherwise, in the case of small or medium plants, this issue is carried out without local conflicts. The hypothesis herewith proposed is that in non-conflicting experiences the community logic of action contributes to locally translate, through performative connections..

    Performative connections: translating sustainable energy transition by local communities

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    Italian policies in the field of sustainable energy transition have supported mainly the deployment of large-sized renewable energy plants. At the same time the transition was fostered also through small or medium plants and in rural and mountain areas. In this paper we present the case study of Sasso di Castalda, a little mountain municipality located in the Basilicata region (Southern Italy), one of the poorest and the most sparsely populated areas of Italy. The main theoretical assumption is that the sustainable energy policies designed by National (or supra-National) institutions are translated in practice at the local level through “performative connections”. The sociology of translation (Callon) is adopted to investigate how ecological modernization is fostered in the energy field at the local level in disadvantaged contexts. This research focuses on the connections which shaped the sustainable transition in the community, considering environmental governance and regulations as well as local social practices. What the research shows is the relevance of the performative relations enacted in a multilevel and heterogeneous network. Indeed, within this pattern diversified skills were activated, along with specific technological and organizational configurations

    Valutazione delle occupazioni e gruppi socio-occupazionali

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    Groups In this paper the social evaluation of occupations is analyzed, examining the social class and occupational group of valuers. The hypothesis is that the evaluation of occupations is the consequence of mediation between the sociocultural system and the lived working experienc

    Connessioni performative: modernizzazione ecologica e comunità locali

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    Le politiche di incentivazione alle energie rinnovabili hanno rappresentato uno dei principali stimoli verso la transizione energetica green in Italia. Questi interventi di modernizzazione ecologica hanno tuttavia determinato la diffusione di impianti (eolici, solari, ecc.) di medie e grandi dimensioni, spesso contestati dalle popolazioni locali. Alcune ricerche individuano la ragione di tali conflitti nel ridotto coinvolgimento delle comunità locali nella pianificazione di queste strutture (Wolsink, 2007). Esistono tuttavia anche vicende in cui particolari configurazioni sociotecniche sembrano coniugare la issue energetica con opzioni più eque nella distribuzione territoriale dei vantaggi economici ed ambientali connessi alle energie rinnovabili. In questo contributo, l’ipotesi che si avanza è che in tali contesti le logiche d’azione di comunità contribuiscano a tradurre, attraverso connessioni performative, i modelli di regolazione della modernizzazione ecologica espressi dalla governance energetica sovralocale

    The Wind-Farm Developer: A New Green Expert. Connecting Métier and Profession

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    The paper analyses the role and the competences of the "developer" in the field of green economy. Results of the research project on the wind farm show a complex skilled worker who connects traditional and innovative competences

    Giovani e consumo in tempo di crisi

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    La crisi italiana di questi anni recenti, che è rappresentata dalla retorica pubblica come conseguenza quasi naturale dell’economia globalizzata, appa- re ai più accorti analisti sociali come effetto della logica neoliberista che per- vade lo Stato e il mercato del lavoro. Sembra che questa crisi tocchi soprat- tutto le fasce più deboli. Infatti, c’è una tale moltitudine di giovani disoccu- pati o occupati in modo precario da poter affermare che è ormai precaria tutta la nuova generazione (Armano e Murgia 2014). La stabilità lavorativa e il welfare pubblico che avevano contraddistinto la società industriale non han- no lasciato tracce, se non forse solo nella cultura incorporata nelle famiglie di questi giovani, cultura neanche poi trasmissibile, anzi sempre più affievolita in termini di riproduzione. Ora è il sentimento di precarietà che finisce per coinvolgere tutti, anche quelli che non ne sono direttamente colpiti, perché, come ha mostrato Bourdieu (1998), la precarizzazione oggettiva si trasforma facilmente in “cultura dell’insicurezza” e permea interamente questa nostra società. In altre parole, questa cultura domina il mondo del lavoro e si trasfe- risce nella vita quotidiana dei nostri giovani, influenza il loro agire individua- le e anzi le loro stesse disposizioni ad agire, esigendo che gli habitus si con- vertano per adattarsi al presente e dimenticare, con il passato, anche il futuro. Se si legge la crisi nell’ottica economicistica della retorica pubblica, alla precarietà del lavoro, alla sua discontinuità, è connessa la evidente contra- zione dei consumi, la riduzione delle spese, essenzialmente in termini di quantità. In quest’ottica, restano così marginali quei cambiamenti qualitati- vi che lasciano supporre che a incidere sul modo di consumare siano anche fattori di natura culturale, come il rispetto dell’ambiente, l’attenzione alla Questo nostro contributo cerca di offrire un tassello al mosaico di risultati della ricerca svolta a Napoli, soffermandosi sul consumo dei giovani in epoca di crisi. La successione dei paragrafi rappresenta l’iter della nostra riflessio- ne. Dapprima abbiamo notato come la crisi viene rappresentata nelle statisti- che ufficiali. Qui, la contrazione dei consumi insieme alla rilevante riduzione del potere d’acquisto, e anche la riformulazione delle scelte di alcuni beni, sono prevalentemente riferite al parametro della condizione sociale del capo- famiglia, che segnala l’agire di consumo della famiglia intesa come unità di rilevazione. Noi, invece, abbiamo posto il focus sui giovani come consuma- tori. In altri termini, li abbiamo pensati non come protagonisti conosciuti di un mercato del lavoro dove cercano di gestire situazioni d’incertezza reddi- tuale, ma come agenti che, dotati delle diverse forme di capitale, soprattutto quello culturale, entrano e operano in modo specifico nell’attuale mercato dei consumi. Per comprendere il loro specifico modo di agire abbiamo fatto ri- corso al quadro concettuale bourdieusiano, in particolare agli open concepts che Bourdieu ci ha lasciato in eredità, come appunto, habitus, capitale cultu- rale e riflessività. Tali concetti ci sono sembrati adeguati per comprendere il consumo dei giovani, proprio perché siamo convinti che il consumo sia una pratica culturale e che la cultura del consumo investa e finisca per definire lo stile di vita delle persone, in un processo di istituzionalizzazione che mette in connessione cambiamenti soggettivi e cambiamenti strutturali. Ci siamo, quindi, attrezzati per individuare e riflettere sui giovani, sulle loro condizioni sociali e culturali, contornate dalla crisi, sulle loro esperienze e percezioni che possono aver generato il cambiamento oppure la riproduzione del modo tradizionale di consumare e di vivere. È da dire che 11 intervistati costituiscono una parte aggiuntiva del cam- pione originario, perché rintracciati in un secondo momento tra i giovani napoletani che adottano pratiche di consumo alternative (partecipazione a un GAS, auto-produzione di generi alimentari, ecc.). Nel nostro contributo abbiamo analizzato 35 delle 78 narrazioni biografiche raccolte nella ricer- ca, e cioè quelle in cui il tema del consumo è emerso con maggiore evi- denza. Ciò ha consentito uno studio più articolato dei valori che sono asso- ciati alle scelte d’acquisto. Si è inoltre scelto di considerare solo le intervi- ste dei giovani italiani escludendo quelli di origine straniera, anche se le questioni legate alle traiettorie migratorie (personali e familiari) avrebbero certo reso molto stimolante l’analisi sui consumi

    Education as a Resource of Social Innovation

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    Il contributo evidenzia il complesso legame tra innovazione sociale, ossia investimento in politiche educative, ed effettivo contrasto delle diseguaglianze tra class

    The Epistemic Distances in the Sustainable Energy Transmission Process

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    To face the COVID-19 socio-economic crisis, the European Union defined the Next Generation EU plan, a relevant investment fund addressed for clean and smart recovery actions to a more stable, wealthy and sustainable EU society. According to the plan, the ecological transition and digitalisation process will characterise the investments in the energy sector to redefine the provisioning system. The idea is to produce energy sustainably (through renewables) and efficiently (with storage and smart redistribution systems), engaging new actors in the energy field (citizens, companies, local institutions, experts) for a just transition that will leave no one behind. In this prefigured future, big energy companies and energy prosumers (individual and collective) will work side by side, exchanging resources (energy, money, information, services) through smart grids with expected common benefits. Through the outcomes of the EU H2020 project ASSET we propose to analyse the epistemic distances among actors involved in the transition process to understand how multidisciplinary is enacted.To face the COVID-19 socio-economic crisis, the European Union defined the Next Generation EU plan, a relevant investment fund addressed for clean and smart recovery actions to a more stable, wealthy and sustainable EU society. According to the plan, the ecological transition and digitalisation process will characterise the investments in the energy sector to redefine the provisioning system. The idea is to produce energy sustainably (through renewables) and efficiently (with storage and smart redistribution systems), engaging new actors in the energy field (citizens, companies, local institutions, experts) for a just transition that will leave no one behind. In this prefigured future, big energy companies and energy prosumers (individual and collective) will work side by side, exchanging resources (energy, money, information, services) through smart grids with expected common benefits. Through the outcomes of the EU H2020 project ASSET we propose to analyse the epistemic distances among actors involved in the transition process to understand how multidisciplinary is enacted
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