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    Il mio Carso

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    L'opera di Scipio Slataper è uno dei più significativi scritti in prosa del primo Novecento italiano. Si è riprodotta fedelmente la prima edizione (Libreria della Voce, 1912), l'unica corretta dall'autore. Il testo è corredato da note e da una prefazione nella quale si offre una guida alla lettura dell'opera, in modo da renderla fruibile anche da un lettore non esperto come gli studenti della scuola secondaria

    Lettere tra Vincenzo Cardarelli e Scipio Slataper (1911-1912)

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    Da un'acquisizione di carte inedite slataperiane del Fondo Manoscritti, si pubblicano alcune intteressanti lettere tra Vincenzo Cardarelli e Scipio Slataper del 1911-'12 legate alle turbolente vicende vocian

    Una lettera di Scipio Slataper a Emilio Cecchi (1912)

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    Dalle carte Slataper pervenute al Fondo manoscritti, si pubblica un'importante lettera "mai spedita" di Scipio Slataper a Emilio Cecchi (1912) di difesa contro la dura recensione al "Mio Carso" edita da Cecchi nel 191

    Testa di Scipio Slataper

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    Il 26 giugno del 1965 gli eredi di Scipio Slataper, nel corso di una cerimonia ufficiale presieduta dal Rettore Origone, donarono all’Università di Trieste quello che impropriamente veniva definito “busto” del loro illustre parente. Un dono accolto con entusiasmo dal Rettore, che nel suo discorso non aveva mancato di notare come il poeta fosse stato “uno di quelli che vollero l’Università sul serio, e non di coloro che ritenevano la si dovesse richiedere e non mai ottenere”. L’opera era stata realizzata in bronzo dall’artista goriziana Sylva Bernt, che da tempo si era trasferita a Parigi dove si era accostata alle più moderne tendenze del Noveau Realisme, superando progressivamente la cifra martiniana degli esordi. In questa chiave si inserisce anche l’effige di Slataper, che appare quasi consumata dalla luce, concepita “come un’energia che deve trasfondere la materia e che si fa puro movimento di linee e profilo nello spazio. Le figure appaiono quasi soffiate, esse appartengono allo stesso respiro della luce nello spazio […] l’intento più segreto dell’artista è stato quello di giungere a plasmare la luce stessa, di rendere evento plastico la sua immateriale consistenza” (Toniato 1996). Il ricercato basamento su cui poggia la scultura, a fianco dello scranno destinato a ospitare i membri del senato accademico, era stato progettato da Umberto Nordio, che vi aveva anche fatto inserire a lettere capitali una frase dello stesso Slataper: “PRIMA DI TUTTO SONO UOMO/ POI SON POETA E NON LETTERATO/ POI SONO TRIESTINO”, e poi ancora “ SCIPIO SLATAPER/ TRIESTE 1888 – CALVARIO 1915”.BronzoFirmato in basso a destra “Silvia Bernt”Edificio Centrale, Aula Magn

    Lorenzo Tommasini, La personalità eccessiva. Scipio Slataper e Friedrich Hebbel

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    Con Scipio Slataper ha avuto inizio la ricezione italiana dell’opera di Friedrich Hebbel. I rapporti tra i due autori sono noti fin da un saggio di Stuparich, ma a tutt’oggi molti materiali elaborati da Slataper sono rimasti inediti e la breve vita dell’autore triestino non facilita la ricostruzione dell’evoluzione del suo pensiero riguardo a Hebbel. Viene in aiuto la recente monografia di Lorenzo Tommasini, che ha ricostruito il rapporto di Slataper con Hebbel arricchendolo di due sezioni: u..

    Trieste no tiene tradición de cultura (11 de febrero de 1909)

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    Los artículos de Scipio Slataper (Trieste, 1888 – Monte Calvario, 1915), aparecidos originariamente en La Voce de Giuseppe Prezzolini y más tarde reunidos con el título de Lettere triestine, convirtieron a su autor en uno de los más agudos críticos de las teorías irredentistas italianas. Ejemplo de ello es este artículo publicado el 11 de febrero de 1909, “Trieste non ha tradizioni di cultura”, en el que Slataper ataca de forma directa lo que consideraba el talón de Aquiles de la idea del irredentismo juliano, la falta de una tradición cultural de la ciudad juliana, justamente uno de los pilares en los que burguesía más exaltada basaba su italianidad. La fuerte animadversión que provocaron sus textos periodísticos no evitó que tres años más tarde, en 1912, tras la publicación de su única novela, Il mio Carso, se convirtiera en una de las figuras prominentes de la generación triestina anterior a la guerra. Pese a su posición contraria a la mistificación ideológica irredentista, se alistó como voluntario en el ejército italiano y combatió en el frente de Gorizia, donde encontró la muerte a los veintiséis años

    Un'indagine sull 'opera letteraria di Scipio Slataper

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    The purpose of this thesis is to follow the artistic development of Scipio Slataper, a young Italian writer at the dawn of the twentieth century and to discuss his literary achievements from the early writings to the works that mark the peak of his literary career. In chapter one, the activities of Slataper with "La Voce", one of the leading literary journals; of the period, will be discussed. The cultural personalities involved in this journal were responsible for major changes brought about in modern Italian literature. Chapter two will be devoted to Slataper's correspondence with three young ladies of the period. The collection of these letters, destined to become a book, constitutes and interesting document of the intimate life of the artist, his loves, fear, frustration and triumph over disillusionment. The third chapter will focus on the later relationship Slataper had with the writers who contributed to "La Voce" and will show the increasing friction and final rupture of this group. The fourth chapter will deal with "II mio Carso", one of the major works of Slataper and an original contribution to the development of the narrative forms in modern Italian literature. The fifth chapter will offer an evaluation of Slataper's career as a writer and critic which culminates in his major work: "Ibsen". Slataper's essay views the life of the Norwegian dramatist, not through the sharp instruments of the critic, but rather through the sensitivity of another artist.Arts, Faculty ofFrench, Hispanic, and Italian Studies, Department ofGraduat

    I «Colori» di Virgilio Giotti. Sei letture, a cura di Lorenzo Tommasini, Trieste, Centro Studi Scipio Slataper, 2021

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    Nato per iniziativa del Centro Studi Scipio Slataper di Trieste, il volume, frutto del lavoro congiunto di sei studiosi di diversa provenienza geografica e accademica – Stefano Carrai, Anna Modena, Lorenzo Tommasini, Elena Rampazzo, Paolo Senna e Luca Zorzenon –, offre una completa e particolareggiata lectura della produzione dialettale in versi del triestino Virgilio Giotti confluita nella raccolta Colori del 1957

    Entrevista a Pepa Linares, sobre su reciente traducción de Scipio Slataper y Beppe Fenoglio

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    Con una trayectoria iniciada hace ya más de dos décadas, basta echar una rápida hojeada a los últimos títulos traducidos por Pepa Linares para dejar constancia de la variedad de temas y autores que caracterizan su intenso trabajo como traductora. Si en los últimos años ha volcado del inglés escritores tan dispares como la iraní Bahiyyih Nakhjavani (La mujer que leía demasiado, Alianza, 2012), autores noveles como Travis Holland (El archivero de la Lubianka, Alianza, 2008) o clásicos como Edith Wharton (Xingú, Contraseña, 2012), Muriel Spark (El asiento del conductor, Contraseña, 2011) y Bernard Malamud (Las vidas de Dubin, Sajalín, 2011), la extensísima nómina de escritores italianos pasa por narradores de la talla de Giuseppe Bonaviri (El enorme tiempo: apuntes para un diario de un médico siciliano, Sajalín, 2011) y Luigi Bartolini (Ladrones de bicicletas, Sajalín, 2009) o ensayistas y politólogos como Carlo Mongardini (Miedo y sociedad, 2007), Laura Zanfrini (La convivencia interétnica, 2007), Gianpietro Mazzoleni (La comunicación política, 2010) o Gianfranco Poggi (Weber, Alianza, 2006), estos últimos publicados en Alianza, por mencionar tan solo unos pocos autores. Tres de sus últimos trabajos aparecidos a lo largo de 2013, Mi Carso, de Scipio Slataper (Ardicia), Un día de fuego: cuentos completos y la novela El partisano Johnny, de Beppe Fenoglio (ambos en Sajalín) pueden sin ninguna duda contarse entre las novedades editoriales más interesantes de este año. Coincidiendo con la aparición de estos relevantes títulos y abusando de su amabilidad, nos permitimos plantearle algunas preguntas sobre su interesante labor
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