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Il cambiamento nel Central Banking: riorganizzarsi per controllare meglio
La buona governance promuove il valore delle aziende, contribuendo all’efficienza economica e alla crescita del capitale. Nelle banche, la qualità dei sistemi di governo e controllo favorisce altresì la sana e prudente gestione e quindi la stabilità del sistema finanziario nel medio e lungo termine. Ed è proprio in questa direzione che legislatori e regolatori pongono da tempo un’enfasi crescente sul miglioramento della governance bancaria, lungo diverse direttrici: tutela delle minoranze azionarie; impegno e attivismo degli azionisti; dimensione, composizione e organizzazione del consiglio di amministrazione e delle funzioni di controllo interno; maggiore efficacia dei sistemi di gestione e monitoraggio dei rischi; compliance e orientamento agli stakeholder; sistemi di remunerazione e incentivazione del management; sistemi sanzionatori e relativi effetti reputazionali. Il volume, articolato in tre sezioni – Regolamentazione, Governance, Cultura –, si focalizza sulla relazione tra banche e Autorità di vigilanza, ripercorrendo il cammino delle norme verso modelli macro e microprudenziali orientati a disciplinare l’organizzazione e i comportamenti degli intermediari; sull’analisi delle modalità di misurazione dell’efficacia della governance e del funzionamento dei consigli di amministrazione; sulla evoluzione degli approcci e dei paradigmi culturali nel settore bancario e del loro impatto sulle performance. Una riflessione a più voci, in cui gli autori affrontano tutti i temi delineati, in una costante e assidua ricerca delle relazioni più significative e degli indirizzi più efficaci per una corretta e sana gestione dell’attività bancaria. Ne emergono la necessità e l’opportunità di affermare e incrementare una cultura aziendale ben governata e orientata a dare valore ai profili di controllo e presidio dei rischi e che indichi a controllori e controllati la “via maestra” verso il rinnovamento di obiettivi, strategie, strutture, stili manageriali e protocolli di comportamento organizzativo e individuale
Governance 2.0
Il ruolo svolto dalle banche ai fini dello sviluppo dell’economia e del sistema dei pagamenti nonché la valenza “sociale” dei processi di intermediazione creditizia hanno portato a ritenere che solidi meccanismi di governo societario favoriscano l’allocazione efficiente dei prestiti e la qualità dell’azione di monitoring sui debitori. Per il sistema bancario i temi di governo societario sono quindi considerati importanti almeno quanto la disponibilità di capitale e la gestione dei rischi. Carenze nella corporate governance bancaria, spesso alla base di importanti crisi aziendali, possono infatti produrre – mediante l’assunzione di rischio eccessivo e, comunque, di comportamenti poco prudenti – conseguenze su molteplici categorie di stakeholder – dipendenti, depositanti, obbligazionisti, fornitori – nonché intaccare il capitale degli azionisti, con ripercussioni di natura sistemica.Il delicato intervento esterno sui meccanismi di governance e sulle politiche di assunzione dei rischi ha determinato, nel tempo, una trasformazione dello stile della vigilanza verso forme più orientate alla collaborazione tra controllori e controllati, e una diversificazione degli strumenti normativi e di controllo. Le evidenze in merito alle modalità di interpretazione e di attuazione concreta delle regole da parte delle banche inducono tuttavia ad una lettura più critica e approfondita dei sistemi di governo delle banche. I meccanismi reali di funzionamento dei consigli di amministrazione, ad esempio, nei quali si svolgono i processi decisionali chiave per l’azienda, sono difficili da normare e rimangono esposti a fenomeni di irrazionalità legati a comportamenti individuali o a sistemi di relazioni personali talvolta orientati al perseguimento di interessi diversi da quelli dell’impresa. In presenza di scostamenti tra i principi definiti dai regolatori e i comportamenti adottati, le regole sono diventate sempre più puntuali e dettagliate ed i sistemi sanzionatori più pesanti. In parallelo, all’aumentare dell’informazione pubblica, i modelli di valutazione della qualità della governance sono divenuti via via più sofisticati, anche nel tentativo di ricomprendere tra gli elementi oggetto di valutazione profili di funzionamento degli organi aziendali e di professionalità dei relativi componenti. Una lettura trasversale dei fattori in grado di aumentare l’efficacia delle regole sui meccanismi di governance e sulla cultura delle banche appare quindi rilevante e opportuna. Dal punto di vista organizzativo, infatti, è la cultura aziendale che può svolgere un ruolo importante nel consolidamento di comportamenti compliant nelle istituzioni finanziarie. Una cultura aziendale ben governata ed orientata alla compliance tiene insieme l’azienda, specie laddove la normativa è improntata a principi di carattere generale e la flessibilità dell’organizzazione comporta un’elevata destrutturazione dei compiti delle persone. In questo contesto è la cultura che indica la “via maestra”. Il tema di una cultura aziendale adeguata assume peraltro rilievo anche per le banche centrali e gli altri organismi di controllo sul sistema finanziario, che hanno sperimentato nel tempo processi di cambiamento, spesso altrettanto rilevanti di quelli in atto nelle banche, riguardanti non solamente obiettivi, strategie e strutture ma anche stili manageriali e protocolli di comportamento, anche individuale
Risk Culture in Banking
The book deals with risk culture in the banking sector. We adopted a broad and thorough perspective, based on the academic research and field experience carried out by a large group of authors. All of them were involved for a long time in exploring the topics examined in this volume, which were also discussed at international level in academic and professional conferences and seminars.
The book is divided into two parts. Part I, “General view: theory and tools”, is dedicated to the theoretical grounds of risk culture and the tools aimed at assessing and measuring it. The second part of the book, “Good practices, experiences, field & empirical studies”, includes a set of relevant contributions on risk culture focused on the individual business areas, measurement techniques, and categories of risk
Indipendenza significa competenza? Un'analisi del funzionamento del board dopo il SOA
L’efficacia del modello di corporate governance dipende in buona misura dalla qualità del consigli di amministrazione2. Nel tentativo di identificare i parametri di eccellenza dei consigli (d’ora in poi cda o board) e in particolare il mix ideale di competenze dei consiglieri, il paper prende in esame un campione di cda di aziende quotate al Nyse, appartenenti a diversi settori economici. Su tale mercato valgono infatti da alcuni anni regole di governance particolarmente stringenti e orientate a stimolare processi concreti di valutazione delle performance dei cda e del contributo apportato dai singoli consiglieri.
La ricerca ha cercato di individuare caratteristiche omogenee e elementi di diversità nella composizione quali-quantitativa dei board del campione e tra questi e le dimensioni, la natura del business e il settore industriale delle imprese. In particolare, nell’ambito del paper, si mettono in evidenza le competenze dei membri del board e se ne esamina la relazione con la tipologia di business dell’azienda
Organizzazione e funzionamento dei Cda nelle banche e negli intermediari finanziari: condizioni di efficacia, competenze e performance
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