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Scarpato, G., Omero e la "letteratura anti-scritturale". Note su cultura e popolo tra Vico e Leopardi
Leopardi read Vico’s Scienza Nova in 1828, as a research source for interpreting Homer’s poems. Influenced by Vico as much as by Wolf, Leopardi elaborated on the idea of a peculiar approach to poetry held by the Ancient Greek. Such approach was characterised, for him, by the usage of publingly reading poems to the whole population. According to Leopardi, such a close relationship between poetry and community - which the literature of his times has completely lost - clearly manifests itself in the stories that the poems of that age narrated, and made poetry contribute to the building of national identities. Homer's Iliad, for Leopardi, was part of such a context. Leopardi seems to share, therefore, Vico's idea that the Iliad was a national poem in the sense indicated above. A less expected consonance between the two authors can also be noticed: both saw traces of that ancient world’s oral culture in Naples’ popular culture of their times
"In ragione di medicina". Paolo Sarpi, Montaigne e il libertinismo italiano
This papers exam-ines the Pensieri of Paolo Sarpi where the autor uses the language of medicine extending it to different areas of human knowledge, above all to morality and politics. The purpose of man must be to maintain his physical and moral balance. On this issue Sarpi seems to follow Montaigne, one of his most important sources. More generally, Sarpi seems to re-propose some typical ideas of libertinism, especially when he speaks of a religion which is the creation of man and which must be subjected to the rules of politics and the will of the legislators
recensione a F. M. Pagano, Scritti di filosofia, economia e politica, a cura di Fabrizio Lomonaco, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Press, 2024
Recensione di BARBUTO G. M. e SCARPATO G. (a cura di), Polis e polemos. Giambattista Vico e il pensiero politico
Recensione di BARBUTO G. M. e SCARPATO G. (a cura di), Polis e polemos. Giambattista Vico e il pensiero politico, Mimesis edizioni, Milano – Udine 2022, ospitata nella sezione Settecento
Vico e le arti della dissimulazione
Nel saggio si esamina il rapporto ricco e multiverso che il pensiero di Giambattista Vico instaura con la trattatistica prudenziale seicentesca e in particolare con la categoria di dissimulazione
Cura e democrazia nel pensiero di Giambattista Vico
L'articolo prende in esame il rapporto ideale tra Vico e le odierne filosofie della cura. In particolare, il contributo si focalizza sul rapporto tra libertà politica e relazioni familiari. Per Vico la radice dell'umanità si situa nelle pratiche del senso comune che possono essere lette come altrettante pratiche di cura
Polis e polemos. Giambattista Vico e il pensiero politico
Giambattista Vico nella Scienza nuova legava polis e polemos con un’etimologia tanto
infondata quanto rivelativa del suo pensiero. La sua intenzione era quella di spiegare
quanto la città e la politica fossero radicate nel concetto di conflitto civile e di guerra
fra i popoli. La storia non era, per Vico, il lineare e progressivo evolversi delle vicende
umane distese in un orizzonte pacifico, ma in essa si sprigionava la dura contesa fra
le parti di una città di cui exemplum era la lotta fra patrizi e plebei nella Roma antica.
La polis diventava, nella sua prospettiva, un’ardua conquista, come dimostrava la
vita errabonda e ferina dei bestioni primitivi, “fermata” e “formata” dal tuono divino
che li emancipava, stimolando il loro conatus razionale, dal dominio insensato di passioni violente e incontrollate, propiziando la nascita delle prime comunità civili
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