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    “Villa Salus” e il Quartiere Savena. Inserimento scolastico e sociale di un gruppo di minori stranieri nel territorio bolognese.

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    Le storie riportate in questo saggio si riferiscono a un gruppo di rom protagonisti di una ricerca condotta tra il marzo 2006 e il luglio 2007 a Villa Salus, nel quartiere Savena, dove 146 cittadini romeni hanno abitato a cominciare dall’inverno 2005 insieme alle loro famiglie. Le storie raccolte di una decina di minori rom romeni residenti a Villa Salus sono state fatte dialogare con le voci e le rappresentazioni di un gruppo di insegnanti degli istituti scolastici del quartiere Savena che insieme a noi hanno riflettuto a voce aperta sulla presenza di alunni stranieri nelle scuole del territorio. Solo mettendo a confronto gli immaginari, le aspettative, i bisogni degli alunni da una parte, in grande parte minori romeni di Villa Salus, e delle insegnanti dall’altra abbiamo pensato si potesse analizzare un termine fin troppo evocativo come “scuola multiculturale”, a partire da un caso specifico come quello dell’inserimento scolastico e sociale di un gruppo di minori stranieri in un circoscritto territorio bolognese

    Tranvieri. etnografia di una palestra di pugilato

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    Al centro di questa monografia vi sono gli immaginari di un gruppo di ragazzi di origine straniera, tutti pugili dilettanti di una palestra di boxe della Bolognina, quartiere della prima periferia bolognese. Entrare in questa palestra nata nel 1950 ha significato fare i conti con cinquant'anni di pugilato a Bologna, con la storia di uno sport nato nei circoli del Dopolavoro operaio, con la cultura della socialità e del tempo libero in uno dei territori più "popolari" della città. Per questa società pugilistica hanno combattuto, infatti, molti operai che lavoravano nelle numerose fabbriche metalmeccaniche che hanno caratterizzato il territorio della Bolognina. Dall'inizio degli anni Ottanta, con la chiusura delle fabbriche metalmeccaniche e con il contemporaneo arrivo nel quartiere dei primi immigrati — la Bolognina è oggi il territorio in cui la loro presenza in città è più significativa —, la palestra ha aperto le porte a pugili di origine non italiana, cambiando i metodi di insegnamento, i tempi di allenamento, la stessa organizzazione sociale. Oggi i giovani pugili che vi si allenano sono adolescenti, dai 12 ai 25 anni, che in parte frequentano la scuola, gli istituti tecnici della Bolognina, in parte sono alle prese con le prime esperienze nel mondo del lavoro. Le loro storie sono al centro di questo libro in cui una palestra di boxe è utilizzata come finestra per leggere le trasformazioni che hanno caratterizzato questa prima periferia di Bologna negli ultimi anni

    Pugili di quartiere. Etnografia di una palestra di boxe.

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    The paper describes the social organization of a boxing gym, Tranvieri, located in Bolognina, a working class neighbourhood in the city of Bologna which has changed rapidly in the last 20 years due to the closing of factories and the arrival of immigrants, especially from the Maghreb. Accordingly, the gym population has changed: currently about two thirds of those attending the gym are children of immigrants. The motivation for starting boxing is the search for respect in a social setting in which school and work are mainly sources of frustration and humiliation. Young immigrant boxers are deferential towards Italian trainers and the latter do not have racist attitudes toward them. As is well known, boxing is a male world: the female body is perceived as something extraneous to the gym and, although two or three women practise boxing at Tranvieri, female boxing is generally disapproved of. The tension between the boxing world and the world of women is also exhibited in the conflict between trainers, who wish to strictly control the athletes in terms of diet, temporal routines and sexual practices, and the boxers' mothers, wives and girlfriends

    A concept analysis on academic psychological distress: Implications for clinical practice

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    The aim of this paper was to provide a conceptual clarification of the emerging construct of academic psychological distress (APD). Based on the concept analysis method of Walker and Avant, attributes, antecedents, contributing factors, and consequences were isolated. Empirical referents were discussed, and model, borderline, and contrary cases were provided. In March 2024, a systematic search without time limit was conducted in the PsycINFO, PubMED, and SCOPUS databases according to the PRISMA method. Sixty-two articles met the inclusion criteria. The analysis of the literature revealed that APD is a negative emotional reaction that a student may exhibit in the face of perceived stressors in the university environment. In terms of defining attributes, it appears to be characterized primarily by anxiety and depressive states, accompanied by cognitive problems, somatic symptoms, and social impairment. Isolated antecedents include: low academic skills and dispositions, negative academic self-perception, and negative perceptions of various aspects of the university environment (teachers, peers, parents’ academic-related expectations, academic climate and study program). Dysfunctional coping, insecure attachment, maladaptive perfectionism, and low levels of social support were found to be contributing factors. Other risk variables included being a first-generation student and co-occurring psychopathology. The consequences of APD were poor academic performance, dropping out, and poorer mental health. Recommendations for research and clinical practice are provided
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