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Il Giardino dei Finzi Contini
All'interno del saggio di Piero Ostilio Rossi e Francesca Castelli, dal titolo "Racconti per la Ninfa Egeria. Un giardino letterario nel Parco dell'Appia Antica" è presentato il progetto di Raffaella Gatti che sceglie il romanzo "Il giardino dei Finzi Contini" di Giorgio Bassani per declinare il tema del recinto come figura evocativa del testo letterario
Henri Temianka Correspondence; (contini)
This collection contains material pertaining to the life, career, and activities of Henri Temianka, violin virtuoso, conductor, music teacher, and author. Materials include correspondence, concert programs and flyers, music scores, photographs, and books.https://digitalcommons.chapman.edu/temianka_correspondence/1640/thumbnail.jp
Un articolo perduto e una lettera ritrovata. Carteggio Contini-Cecchi-Raimondi
When Giuseppe Raimondi’s novel Giuseppe in Italia was published by Mondadori, in April 1949,
the author and his friends Gianfranco Contini and Emilio Cecchi began a period of intense correspondence.
Such correspondence, as presented herein, from May to August 1949, is evidence
of the deep friendship that existed in the relations between the three protagonists of Italian
literary culture and documents a “disagreement” between the great philologist and the author
of Pesci rossi which, in the light of some new letters, confirms again the rigour and ethical-moral
strictness which Contini always stood by, as much in his work as in his life
GIANFRANCO CONTINI ALFREDO SCHIAFFINI CARTEGGIO (1935-1971)
Fra tutti i carteggi di Gianfranco Contini (e ne sono stati pubblicati ormai molti: con Carlo Emilio Gadda, Eugenio Montale, Emilio Cecchi, Aldo Capitini, Luigi Russo, Giorgio Pasquali, Giuseppe De Luca, ecc.), quello con Alfredo Schiaffini ha un posto particolare: è il più considerevole per numero di lettere e per durata cronologica (dal 1935 al 1971) con un “addetto ai lavori”, un collega. Quando Contini scrive a Schiaffini per la prima volta, ha ventitré anni. Si è appena laureato in Filologia Romanza all'Università di Pavia, e ha vinto una borsa di studio per perfezionarsi a Parigi, con Joseph Bédier. Schiaffini, quando riceve quella prima lettera da Parigi, il 18 febbraio 1935, ha quarant'anni. È un professore affermato, con cattedra a Genova e incarichi alla Scuola Normale di Pisa. La complicità è immediata. L'affetto, durerà per tutta la vita, e i contatti non si interromperanno mai, fino alla morte di Schiaffini, avvenuta nel 1971.
Succede, nel frattempo, di tutto. Contini diventa la star indiscussa della filologia italiana, venerato e temuto da amici e colleghi, autore di saggi mirabili, che rivoluzionano la disciplina, e punto di riferimento per molti scrittori contemporanei (Montale, Gadda e Pasolini sono solo i più celebri). Nasce, in polemica con Benedetto Croce, e su impulso proprio di Contini, la “critica delle varianti”, che Schiaffini (è tra gli aspetti poco noti emersi da questo carteggio) è fra i primi ad appoggiare e sostenere.
Nel 1935, c'è la guerra. Le biblioteche universitarie non comprano riviste straniere, e Contini procura a Schiaffini, da Parigi, estratti introvabili in Italia, acquistati da Droz. Entrambi i corrispondenti perdono, negli anni della guerra, libri, carte, lettere.
La ricostruzione li vede ancora l'uno accanto all'altro, impegnati, con ruoli diversi, nel programma di ricostruzione della storia letteraria nazionale portato avanti dalla casa editrice Riccardo Ricciardi: Schiaffini è coinvolto da Mattioli fin dal 1949 nella direzione della collana “La letteratura italiana. Storia e testi”, insieme a Pietro Pancrazi, che intende stabilire un 'canone' della letteratura italiana in 75 volumi, da consegnare alla classe dirigente del futuro. Prima ancora che l'incarico sia ufficializzato, ne dà notizia a Contini, e gli affida l'incarico di curare per la collana i due volumi dei Poeti del Duecento, che usciranno nel 1961, e cambieranno il modo di pubblicare i testi delle origini. Poco più tardi, Schiaffini promuove alla Ricciardi una nuova casa editrice, i “Documenti di filologia”: che dirigerà scegliendo di avere al suo fianco, ancora una volta, Contini.
Quarant'anni di storia non solo accademica italiana, come si riflettono nelle lettere di due studiosi che hanno messo le basi della disciplina filologica in Italia.The exchange of letters between Gianfranco Contini and Alfredo Schiaffini is quite peculiar, even if compared with the many ones Contini had with Carlo Emilio Gadda, Eugenio Montale, Emilio Cecchi, Aldo Capitini, Luigi Russo, Giorgio Pasquali, Giuseppe De Luca and others, already published. It is the most considerable for its length and for the incredible number of letters: it lasts from 1935 to 1971 and involves two “colleagues”. Contini addresses his first letter to Schiaffinin on February 18th, 1935: he is only 23 y.o., he has just taken his degree in Romance Philology and obtained a scholarship to specialize with Joseph Bedier in Paris. Schiaffini is a 40 y. o. well known professor at Genova University, who lectures at Pisa Scuola Normale Superiore. Their complicity is immediate; they love each other and won’t interrupt their friendly relation up to Schiaffini’s death in 1971.
Contini is soon going to become the undisputed ‘star’ of Italian Philology, revered and feared by friends and colleagues, author of admirable essays which turn his teaching upside down; the reference point of many contemporary writers (Montale, Gadda and Pasolini are only the best known). Schiaffini supports and backs up at once “critica delle varianti”, born under the impulse of Contini and in dispute with Benedetto Croce: this is one of the less known aspects these letters have drawn the attention on.
In 1935 war is on. University libraries don’t buy foreign reviews and Contini sends Schiaffini otherwise unobtainable off prints he buys at Droz. During the war both Contini and Schiaffini lose books, papers and letters.
Reconstruction sees them again side by side, engaged with different roles in a programme of rebuilding the national literary history planned by Riccardo Ricciardi. Since 1949 Schiaffini has been called by Mattioli, together with Piero Pancrazi, in the executive staff of “La letteratura italiana”. The aim is to establish a “canon” of the Italian Literature in 75 volumes for the ruling class of the future. Schiaffini writes about his new job to his dear friend Contini – even before its officialization, and gives him the task to edit the two volumes on Poeti del Duecento. These will be ready in 1961 and will change the way of publishing the texts of the origins of our lietrature. Soon after Schiaffini promotes “Documenti di filologia”: once again Contini is at his side to share the management.
Forty years of Italian History – not only from an academic point of view, are reflected in the letters of two scholars who laid the foundations of the philological discipline in Italy
Asymmetric modular synthesis of semi-rigid Pro-Gly dipeptide mimetic, as beta turn inducer
Asymmetric modular synthesis of semi-rigid Pro-Gly dipeptide mimetic, as β turn inducer.
Sara Pellegrino, Alessandro Contini, Maria Luisa Gelmi and Emanuela Erba
An important challenge for chemical biology and medicinal chemistry is the development small synthetic molecules able to selective perturb protein–protein interactions (PPI). Researches in this field have been intensively carried out in the early 21th century, allowing the design and preparation of peptidomimetics, molecules that mimic peptides and protein-fragments.
The most prevalent non repetitive motif observed in protein is the four residue β turn, in which proline and glycine residues are generally found in the i+1 and i+2 positions. Many rigid scaffold mimicking this structural motif have been developed during the years, while the sequence Pro-D-pro or D-pro-Pro has been demonstrated an effective semi-rigid reverse turn nucleator.
During our long time researches on multicomponent reaction between sulfonylazides and amidines, we recently developed the click reaction between the morpholino enamine of N-alkyl piperidone and tosyl azide, affording azacycloalkene monosulfonyl diamine 1, through a 5-amino-1,2,3-triazoline decomposition rearrangement. Fig 1
Fig 1
Considering the biological importance of proline and its involvement in β turn induction, we studied the possibility to apply our synthetic methodology for the preparation of compound 2. The multicomponent reaction was carried out using proline as the secondary amine and in order to obtain compound 2 in enantiopure form, we studied the selective reduction of the obtained double bond. Finally, we evaluated the possibility to use 2 as a semi-rigid β turn inducer in peptide models
L'Onegin di Giovanni Giudici : un'analisi metrico-variantistica
L’inclusione ideale dell’Eugenio Onieghin di Aleksandr S. Puškin in versi italiani nell’opera in versi di Giovanni Giudici è per noi, e da tempo, un dato di fatto (solo ragioni esterne hanno fatto sì che I versi della vita, il «Meridiano» che raccoglie i suoi “Collected Poems”, non contenga l’«impresa di parole» alla quale il nostro poeta si dedicò per almeno un trentennio). In ciò, in fondo, al di là delle diversità di gusto dei lettori, sta la differenza tra il “nostro” (intendo generazionalmente) Eugenio Onieghin e l’Evgenij Onegin tradotto da Ettore Lo Gatto: l’appartenenza indiscussa del primo alla letteratura nella nostra lingua, il suo corrispondere a una «volontà di dire» (giusta la formula dantesca) autorale che è di natura sorgivamente poetica. Il libro di Sara Cerneaz ci mette ora, nei confronti dei suoi primi lettori (rispondano anche ai nomi di Folena e Contini), nella condizione incomparabilmente privilegiata di chi può assistere alle visitazioni, nell’officina del poema, di colei che Giudici chiamava «La Dama non cercata»: quella «che ebbe un tempo nome di Ispirazione». Comincia così, felicemente, una nuova fase nella vita dell’Eugenio Onieghin dentro la letteratura
I bambini stanno bene?
In questo contibuto, l'autrice parte da alcune domande ricorrenti e quasi inevitabili: "Ma i ragazzi stanno bene? Cresceranno con un peso da portare? Avranno disturbi sociali, sessuali, d'identità di genere?". Per trovare le risposte, l'autrice invita a chiarire cos'è naturale e cosa no, quanto c'è di culturale, sociale, ideologico, storico nel concetto di naturale; cosa rende una famiglia funzionale alla crescita serena dei figli
The double anaerobic threshold in heart failure
Background: Cardiopulmonary exercise test (CPET) has an important role in assessing heart failure (HF) patients. Among CPET parameters, a pivotal role is attributed to the anaerobic threshold (AT), normally determined by V-slope, ventilatory equivalent and end-tidal methods. In about 10% of healthy subjects, a lack of concordance between these methods has been reported. This event was named double AT (DT). We hypothesized that DT was due to a delay in chemoreflex response. Methods: We reanalyzed CPET data of two cross-over studies in which we compared CPET in stable HF patients treated for two months with bisoprolol and carvedilol. In chronic HF, carvedilol has a greater sympathetic inhibition than bisoprolol, as shown by a lower chemoreflex response. Results: In 87 patients, we identified DT in 46% and 66% of cases during bisoprolol and carvedilol treatment, respectively (p < 0.01). Compared with bisoprolol, carvedilol treatment was associated to a lower peak oxygen uptake (from 17.4 ± 4.3 to 16.4 ± 4.1 mL/min/kg) and oxygen pulse (from 11.8 ± 2.9 to 11.1 ± 2.9 mL/min/kg) suggestive of lower peak cardiac output. Conclusions: DT is frequent in HF and more often with carvedilol than bisoprolol treatment, may be due to a greater inhibition of sympathetic tone and prolonged circulatory time. These findings open an unexplored research field
The Author replies. Comment on article: Unexpected gallbladder cancer after laparosopi cholecystectomy
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