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Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Gli acquiferi in travertino del Lazio: schemi idrogeologici e caratteristiche chimico-fisiche
I depositi travertinosi sono una diretta conseguenza delle manifestazioni sorgive e rappresentano il litotipo che meglio esprime la velocità e la capacità che le acque sorgive hanno nel generare roccia in un indissolubile rapporto tra risorsa idrica e risorsa lapidea. Si individuano varie facies di travertino in relazione alla idrodinamica dei flussi che li generano, alle caratteristiche chimico-fisiche delle acque, ai contesti idrogeologici in cui si depositano e alle condizioni climatiche. Essi normalmente si presentano stratificati con intercalazioni frequenti di altri litotipi prodotti da processi fluviali, lacustri e vulcanici. I complessi travertinosi costituiscono degli acquiferi caratterizzati da elevata permeabilità sia primaria (per porosità), che secondaria (per fratturazione e carsismo). Quando le emergenze che li hanno generati si esauriscono, essi divengono una testimonianza di quello che era stato un fenomeno di emergenza, che potremmo chiamare paleosorgente. In queste condizioni, i depositi di travertino, anche se non sono più ricaricati dai flussi idrici sotterranei che li generarono, seguitano ad essere degli acquiferi normalmente ricaricati da precipitazioni.
Relativamente alla Regione Lazio questi depositi, pur avendo una limitata estensione, presentano una grande diffusione; in relazione allo spessore, i banchi di travertino possono costituire corpi potenti fino ad un centinaio di metri. In generale, considerandoli come acquiferi essi sono caratterizzati da permeabilità medio-alta ed ospitano sia falde “libere” che “confinate”. Nel Lazio gli ambienti di formazione sono connessi sia a circuiti geotermici che carsici, ma molti bacini di formazione non sono più attivi, nel senso che non vi si formano depositi attuali (Fiano-Soratte, Cisterna, Sora ecc.). In molti bacini, invece, se pure in maniera ridotta rispetto ad un passato più o meno recente, si osservano ancora fenomeni di travertinizzazione a ridosso delle emergenze e nelle depressioni lacustri o in quelle canalizzate (Acque Albule, bacino di Viterbo, Piana di Cotilia, Piana di Cassino, Piana di Sora-Fibreno). Nei decenni passati gli acquiferi in travertino sono stati studiati con i metodi della idrogeologia quantitativa prevalentemente da enti di gestione della acque e del territorio ACEA, Cassa per il Mezzogiorno) e secondariamente da laboratori di ricerca.
In questa nota viene presentato un quadro generale relativo alla presenza di acquiferi in travertino nella Regione, unitamente ad alcuni casi di studio che costituiscono degli approfondimenti, sia in relazione agli schemi geologici, sia in relazione alle metodologie utilizzate. I case history appartengono sia ad ambienti di formazione termali (Fiora-Monte Fumaiolo; alto strutturale di Monte Razzano; Acque Albule; Cisterna), che carsici (Cotilia-Peschiera, Tufano-Anagni). I livelli tematici che supportano questi studi sono relativi a: assetto geologico strutturale, geomorfologia, geofisica, assetto idrogeologico e caratterizzazione geochimica. Il bacino delle Acque Albule è il più famoso tra quelli considerati e costituisce un grande laboratorio scientifico a cielo aperto. In relazione a ciò viene maggiormente sviluppata l’analisi di questo singolare contesto geologico che nell’ultimo decennio è stato oggetto di studi approfonditi finanziati e favoriti dagli imprenditori del travertino e più specificamente dal Centro di Valorizzazione del Travertino Romano. Nel bacino di Tivoli sono ubicate emergenze idriche termali a bassa entalpia che complessivamente sviluppano una portata di circa 5000 l/s. La ricarica di queste sorgenti si genera nei Monti Sabini meridionali (Lucretili, Tiburtini, Predestini) e si trasmette alle sorgenti attraverso un potente fenomeno di sifonamento al di sotto di complessi neogenici prevalentemente coesivi tettonizzati. Gli usi attuali di queste acque sono molto diversificati e comprendono tutte le tipologie: potabile, termale, agricolo, industriale e domestico. Il Laboratorio di Idrogeologia quantitativa di Roma Tre da circa dieci anni sta conducendo studi quantitativi sul bacino di ricarica e sul complesso acquifero dei travertini realizzando campagne di rilevamento idrogeologico, monitoraggio della falda dei travertini e modelli numerici per la simulazione del comportamento degli acquiferi
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Gli acquiferi in travertino del Lazio: schemi idrogeologici e caratteristiche chimico-fisiche
I depositi travertinosi sono una diretta conseguenza delle manifestazioni sorgive e rappresentano il litotipo che meglio esprime la velocità e la capacità che le acque sorgive hanno nel generare roccia in un indissolubile rapporto tra risorsa idrica e risorsa lapidea. Si individuano varie facies di travertino in relazione alla idrodinamica dei flussi che li generano, alle caratteristiche chimico-fisiche delle acque, ai contesti idrogeologici in cui si depositano e alle condizioni climatiche. Essi normalmente si presentano stratificati con intercalazioni frequenti di altri litotipi prodotti da processi fluviali, lacustri e vulcanici. I complessi travertinosi costituiscono degli acquiferi caratterizzati da elevata permeabilità sia primaria (per porosità), che secondaria (per fratturazione e carsismo). Quando le emergenze che li hanno generati si esauriscono, essi divengono una testimonianza di quello che era stato un fenomeno di emergenza, che potremmo chiamare paleosorgente. In queste condizioni, i depositi di travertino, anche se non sono più ricaricati dai flussi idrici sotterranei che li generarono, seguitano ad essere degli acquiferi normalmente ricaricati da precipitazioni.
Relativamente alla Regione Lazio questi depositi, pur avendo una limitata estensione, presentano una grande diffusione; in relazione allo spessore, i banchi di travertino possono costituire corpi potenti fino ad un centinaio di metri. In generale, considerandoli come acquiferi essi sono caratterizzati da permeabilità medio-alta ed ospitano sia falde “libere” che “confinate”. Nel Lazio gli ambienti di formazione sono connessi sia a circuiti geotermici che carsici, ma molti bacini di formazione non sono più attivi, nel senso che non vi si formano depositi attuali (Fiano-Soratte, Cisterna, Sora ecc.). In molti bacini, invece, se pure in maniera ridotta rispetto ad un passato più o meno recente, si osservano ancora fenomeni di travertinizzazione a ridosso delle emergenze e nelle depressioni lacustri o in quelle canalizzate (Acque Albule, bacino di Viterbo, Piana di Cotilia, Piana di Cassino, Piana di Sora-Fibreno). Nei decenni passati gli acquiferi in travertino sono stati studiati con i metodi della idrogeologia quantitativa prevalentemente da enti di gestione della acque e del territorio ACEA, Cassa per il Mezzogiorno) e secondariamente da laboratori di ricerca.
In questa nota viene presentato un quadro generale relativo alla presenza di acquiferi in travertino nella Regione, unitamente ad alcuni casi di studio che costituiscono degli approfondimenti, sia in relazione agli schemi geologici, sia in relazione alle metodologie utilizzate. I case history appartengono sia ad ambienti di formazione termali (Fiora-Monte Fumaiolo; alto strutturale di Monte Razzano; Acque Albule; Cisterna), che carsici (Cotilia-Peschiera, Tufano-Anagni). I livelli tematici che supportano questi studi sono relativi a: assetto geologico strutturale, geomorfologia, geofisica, assetto idrogeologico e caratterizzazione geochimica. Il bacino delle Acque Albule è il più famoso tra quelli considerati e costituisce un grande laboratorio scientifico a cielo aperto. In relazione a ciò viene maggiormente sviluppata l’analisi di questo singolare contesto geologico che nell’ultimo decennio è stato oggetto di studi approfonditi finanziati e favoriti dagli imprenditori del travertino e più specificamente dal Centro di Valorizzazione del Travertino Romano. Nel bacino di Tivoli sono ubicate emergenze idriche termali a bassa entalpia che complessivamente sviluppano una portata di circa 5000 l/s. La ricarica di queste sorgenti si genera nei Monti Sabini meridionali (Lucretili, Tiburtini, Predestini) e si trasmette alle sorgenti attraverso un potente fenomeno di sifonamento al di sotto di complessi neogenici prevalentemente coesivi tettonizzati. Gli usi attuali di queste acque sono molto diversificati e comprendono tutte le tipologie: potabile, termale, agricolo, industriale e domestico. Il Laboratorio di Idrogeologia quantitativa di Roma Tre da circa dieci anni sta conducendo studi quantitativi sul bacino di ricarica e sul complesso acquifero dei travertini realizzando campagne di rilevamento idrogeologico, monitoraggio della falda dei travertini e modelli numerici per la simulazione del comportamento degli acquiferi
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.</p
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