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    Alfonso Lelio, Comin Gianluca, #ZONAROSSA. Il Covid-19 tra infodemia e comunicazione, Guerini e Associati, Milano, 2020

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    Recensione al volume di Alfonso Lelio, Comin Gianluca "#ZONAROSSA. Il Covid-19 tra infodemia e comunicazione", edito da Guerini e Associati (2020). Secondo gli autori, la gestione della crisi emergenziale relativa alla pandemia da Covid-19 nei primi mesi del 2020 da parte dei mezzi di comunicazione sembra aver prodotto, in parte, effetti collaterali riconducibili all'espressione "infodemia". Partendo dalla tesi sostenuta all'interno del volume, che si focalizza sulla centralità della comunicazione nella corretta gestione di un contesto di crisi, nella recensione si introduce la necessità per le istituzione italiane di implementare le proprie competenze relative alla comunicazione, specialmente negli ambienti digitali, che rivestono un ruolo di primo piano nella dieta informativa delle giovani generazioni, con l'obiettivo di perseguire la mission di servizio pubblico e di consolidare il rapporto fiduciario con i cittadini

    Television in politics. A cinquant'anni dalla ricerca di Blumler e McQuail

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    Nel 2018 ricorre il cinquantesimo anni- versario dalla pubblicazione del testo di Jay G. Blumler e Denis McQuail, Television in Politics: its uses and influence, edito nel 1968 da Faber and Faber, ed uscito in Italia esattamente dieci anni dopo, nel 1978, come testo inaugurale della collana “Le Comunicazioni di massa” di Rai-ERI, diretta da Gianni Statera. In Italia quindi il testo si presenta come il primo volu- me di un progetto editoriale che durerà fino alla metà degli anni Novanta e che conterà oltre 20 traduzioni, a conferma della volontà del direttore della collana di voler introdurre nel nostro Paese le principali ricerche che hanno contribuito all’evoluzione nel campo dei communication studies. La versione italia- na è tradotta da Enzo Campelli, che dopo la prefazione di Statera argomenta anche la nota metodologica del volume

    I numeri social. Facebook e Twitter nella campagna elettorale 2018

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    A partire dalle Elezioni Politiche del 2013 si assiste all'affermazione dei i social network sites come piattaforme centrali nelle strategie dei partiti politici in campagna elettorale, conquistando di conseguenza anche l’attenzione da parte della ricerca accademica: la campagna elettorale del 2013 quindi ha rappresentato un banco di prova decisivo per la consacrazione della rete come strumento di circolazione di informazioni politico-elettorali. Alla luce di queste considerazioni, il contributo presenta l'analisi delle attività di pubblicazione di contenuti ad opera dei partiti principali (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle) sulle rispettive pagine ufficiali Facebook e Twitter nel periodo di campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018, con l'obiettivo di indagare il comportamento delle forze politiche sui social network sites, al fine di individuare eventuali strategie comunicative adottate nella digital campaign

    Assetto proprietario e partecipazione alle catene globali del valore delle imprese in Sardegna

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    L’andamento del sistema economico della Sardegna nel 2023 è in larga parte il riflesso di tendenze di più larga scala che hanno caratterizzato l’economia mondiale, e quella italiana in particolare. Il 31° Rapporto sull’Economia della Sardegna – attraverso le sue cinque sezioni dedicate al sistema economico, al mercato del lavoro, ai servizi pubblici, al turismo, e ai fattori di crescita – evidenzia infatti come siano la ripresa del turismo e, soprattutto, la fase di espansione della spesa pubblica a spingere verso il segno positivo i principali indicatori dell’economia sarda. Cresce soprattutto l’occupazione, trainata dalle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e in generale dai settori che beneficiano delle misure di stimolo fiscale. Resta critica, invece, la qualità dell’offerta dei servizi pubblici: il sistema sanitario regionale, il sistema di servizi per l’infanzia e gli anziani e la rete di trasporto pubblico locale non riescono a soddisfare i bisogni e le necessità dei cittadini sardi

    Elezioni di medio termine? La campagna elettorale televisiva di Luigi Di Maio e Matteo Salvini per le Europee 2019

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    In seguito alla nascita del governo giallo-verde, l’obiettivo del contributo è quello di analizzare la campagna elettorale televisiva per le Elezioni Europee 2019 dei leader dei partiti di maggioranza, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, al tempo entrambi ministri e vicepremier. La ricerca è stata condotta attraverso il monitoraggio di tutte le presenze dei leader in oggetto all’interno dei talk show d’approfondimento giornalistico, in onda nelle sette reti generaliste, da lunedì 29 aprile a venerdì 24 maggio 2019, analizzate tramite una scheda d’analisi del contenuto volta a rilevare l’agenda dei temi principali trattati in ciascuna puntata. L’ipotesi del presente contributo nasce dalla considerazione di come l’Europa rappresenti un tema “collaterale” nell’agenda politica dei due soggetti in campo, che in un contesto caratterizzato da una “campagna permanente”, concentrano le loro energie nella riaffermazione del peso politico in ambito nazionale, favorendo un’interpretazione di queste elezioni europee come “elezioni di medio termine”

    Under 30 e accesso all'informazione politica nel sistema mediale ibrido: motivazioni, percorsi, aspettative

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    Il ruolo sempre più dirompente assunto da Internet nella vita quotidiana degli individui ha comportato la moltiplicazione delle esperienze comunicative, e l’occasione per gli utenti, a partire dalla diffusione dei dispositivi mobili Internet enabled, di sperimentare la possibilità di accedere ai contenuti mediali secondo coordinate spazio-temporali gestite in maniera autonoma e personale. Tra le conseguenze di questo scenario, si registra una dilatazione del sistema dell’informazione: da un lato, l’adattamento dei tradizionali player dell’informazione all’interno del mutato ecosistema mediale; dall’altro, l’ascesa di nuovi soggetti nativi digitali che contribuiscono a rendere il mercato giornalistico sempre più complesso e competitivo. Parallelamente, in questo contesto, il circuito dell’informazione veicolata dai media mainstream continua a ricoprire un ruolo chiave nell’agenda, in particolar modo politica e con specifico riferimento ai periodi di tempo coincidenti con le tornate elettorali. A partire dal decennio scorso si è assistito, quindi, a una esplosione dell’offerta e della domanda di informazione che ha inciso profondamente sulle dinamiche che animano gli ambienti dei media tradizionali e di quelli digitali. Nel contesto del sistema mediale ibrido descritto da Chadwick, non a caso in riferimento all’interconnessione sempre più stretta dei domini dell’informazione e della politica, le fonti informative sono caratterizzate da un rapporto di complementarità: secondo quanto proposto da Mazzoli attraverso la metafora di patchwork mediale, l’accesso alle news avviene secondo coordinate personali che si snodano attraverso risorse a disposizione, motivazioni, interessi contestuali. Sulla base di queste considerazioni, si è deciso di analizzare l’accesso a un genere specifico dell’informazione, ovvero quello politico, da parte del segmento di popolazione under 30. Le motivazioni sottostanti la scelta dell’informazione politica affondano, da un lato, nel riferimento alla letteratura scientifica dei communication studies, in cui la politica sembra occupare un posto rilevante sia nell’agenda dei media sia nelle dinamiche che attraversano la vita quotidiana, entrando così di diritto nell’agenda dei cittadini-elettori (Bentivegna, 1994). Dall’altro, nel riferimento allo scenario che fa da sfondo al contesto storico attuale, chiamando in causa sia il panorama politico italiano del biennio 2018-2020, che risulta denso di avvenimenti e con un ruolo considerevole nel dibattito pubblico, sia l’impatto che la pandemia da Covid-19 ha esercitato sui vari settori della sfera pubblica e privata, richiedendo delle misure speciali da parte delle istituzioni politiche nella gestione della crisi. La scelta di indagare la fascia giovanile di popolazione compresa tra i 18 e i 29 anni, che sviluppa una dieta informativa variegata, ibrida, pienamente aperta a tutte le esperienze informative offline e online, è invece frutto di una revisione sistematica sul consumo di informazione in Italia dagli inizi del XXI Secolo, effettuata attraverso l’analisi longitudinale dei Rapporti sulla Comunicazione Censis, dei vari rapporti sul consumo di informazione curati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nell’ambito delle attività del Servizio Economico-Statistico, e degli studi comparativi in ottica internazionale del Digital News Report (Reuters Institute for the Study of Journalism). Per rispondere alle complesse domande di ricerca, ovvero le strategie di accesso all’informazione politica da parte di un segmento preciso di popolazione attraverso la rilevazione delle abitudini informative, cui si aggiunge l’interesse allo studio delle motivazioni e dei percorsi che guidano la selezione delle fonti, si è scelto di organizzare il disegno di ricerca intorno all’integrazione tra approcci quantitativi e qualitativi, in linea con gli assunti della mixed methods research, in modo da giungere a dei risultati maggiormente profondi e arricchiti dai punti di forza di entrambi gli approcci. Nello specifico, si è proceduto, da una parte, con la somministrazione di un questionario online, diffuso su larga scala attraverso il social network site Facebook nei mesi aprile e maggio 2020, che ha restituito 881 risposte; dall’altra, con la realizzazione di 30 interviste semi-strutturate, effettuate nei mesi di luglio e agosto 2020 a coloro che nel questionario hanno dato la disponibilità ad essere intervistati. In particolare, attraverso il questionario, che garantisce la comparabilità delle risposte, sono state prodotte analisi statistiche di tipo quantitativo con l’obiettivo di giungere a una descrizione dei comportamenti informativi, in relazione al consumo di news politiche, da parte dei membri del campione. Inoltre, la scelta di diffondere il questionario tramite Facebook è dipesa dal primato che questa piattaforma riveste per quanto riguarda l’accesso all’informazione online, come certificato dai dati in letteratura, soprattutto per la fascia di popolazione oggetto della presente indagine. Nella successiva fase di ricerca, attraverso le interviste, che pongono l’attenzione sulla ricostruzione esperienziale dei soggetti coinvolti, si è cercato di approfondire in maniera dettagliata i risultati ottenuti dal questionario, con l’obiettivo di fare luce su aspetti difficilmente rilevabili, che come anticipato poco sopra, fanno riferimento alle motivazioni che guidano l’utilizzo delle fonti di informazione, alle aspettative che accompagnano la fruizione, al ruolo del contesto sociale e delle dinamiche relazionali che contribuiscono alla selezione delle fonti, agli aspetti personali e ai significati attribuiti alle diverse esperienze informative. Dallo studio emergono alcuni spunti interessanti, non interamente in linea con i risultati più diffusi della letteratura di riferimento. In primo luogo, si registra una significativa centralità dei quotidiani come fonte di informazione politica nell’ambito del circuito della comunicazione mainstream, grazie alla vocazione all’approfondimento della notizia presentata secondo chiavi di lettura privilegiate. Inoltre, sembra acquisire forza la figura del giornalista, chiamato a presentare il framework entro cui interpretare lo scenario politico. Infine, a differenza delle ricerche sul consumo di informazione che individuano il primato delle fonti algoritmiche, dai dati della presente ricerca emerge come, negli ambienti dell’informazione online, le fonti editoriali, ovvero i siti di informazione gestiti da player tradizionali o nativi digitali, rivestano una indiscussa leadership, in virtù della presenza della redazione giornalistica che garantisce una cura dettagliata nella trattazione dell’informazione all’interno di uno scenario caratterizzato dall’information overload

    L’agenda politica ibrida: i temi della campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle tra TV e Social Network nelle Elezioni 2018

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    Le Elezioni Politiche del 2018 hanno sancito il successo del MoVimento 5 Stelle, che si afferma come il primo partito italiano sia alla Camera che al Senato, confermando quindi i risultati positivi ottenuti alle Elezioni del 2013 e alle tornate locali di Roma e Torino nel 2016. In linea con i trend elettorali che hanno investito differenti Paesi occidentali negli ultimi anni, testimoni dell’ascesa di strategie e proposte politiche che potrebbero essere definite “populiste”, l’ascesa del MoVimento 5 Stelle pone quindi l’Italia in linea con questa tendenza internazionale, caratterizzata da una forte protesta contro il tradizionale sistema dei partiti. Alla luce di questo scenario, l’obiettivo del presente contributo è quello di analizzare l’agenda della campagna elettorale ibrida del MoVimento 5 Stelle, attraverso il monitoraggio dei temi principali trattati nei talk show politici e all’interno dei contenuti pubblicati dalle pagine ufficiali Facebook e Twitter del M5S. La ricerca è stata condotta prendendo in esame la prima e l’ultima settimana di campagna elettorale – da lunedì 5 a domenica 11 febbraio e da lunedì 26 febbraio a venerdì 2 marzo 2018

    La dimensione online della campagna elettorale. Gli strumenti d’indagine

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    In occasione della campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018, le principali forze in campo hanno utilizzato ampiamente le piattaforme di social networking al fine di influenzare il clima d’opinione, ottenere un distinto posizionamento nell’agone politico, diffondere le proprie issues ed interagire con gli elettori Il contributo quindi presenta gli obiettivi e gli strumenti di indagine impiegati per analizzare l'utilizzo dei social network sites Facebook e Twitter durante la campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018 dai principali partiti italiani (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Democratico, Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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