1,355,131 research outputs found

    Family System Test

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    La familia y su dinámica constituyen "objetos" de gran interés para los psicólogos y psicoterapeutas, tanto desde el punto de vista clínico como para la investigación. La literatura está repleta de diferentes metodologías y herramientas para ayudar a analizarla y poner de relieve los aspectos de mayor interés en relación con el objetivo perseguido. A los consabidos cuestionarios autoaplicados cuantitativos, que tratan de medir por ejemplo el grado de satisfacción conyugal o las áreas que se desean cambiar, se suman instrumentos con una vertiente cualitativa. Éstos estudian el matrimonio y la familia desde una perspectiva diferente, y aportan una información que no puede ser “recogida” por los tests cuantitativos. Las herramientas cualitativas se mueven en planos diferentes (verbal y simbólico-imaginario) por lo que definen mejor las dinámicas de relación (Saita et al., 2010). A continuación presentamos un método cualitativo de análisis de dinámicas conyugales y familiares

    Istituzioni penitenziarie: processi trasformativi e benessere

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    Senza pretesa di esaustività, il presente special issue intende focalizzare l’attenzione proprio sui processi trasformativi attualmente in corso presso le istituzioni penitenziarie, processi attuati in ricerca di una più elevata adeguatezza delle istituzioni all’attuale contesto socioculturale e ai differenti bisogni degli individui, operatori e soggetti in stato di detenzione. I contributi proposti costituiscono un tentativo di porre in dialogo punti di vista e prospettive, superando la cultura dei ‘monologhi’ e delle relazioni infertili, cosicché anche l’attuale ‘confusione’ che prevale in molti contesti penitenziari, possa approdare ad un livello di generatività e possano essere assunte nuove forme del fare, dell’andare verso un nuovo benessere. Per questo i primi due contributi sono centrati sugli attori-operatori, gli ultimi due sugli attori-detenuti. Oltre a ciò, è opportuno sottolineare come le riflessioni proposte dagli autori si diramino in sforzi d’individuazione di strumenti efficaci per evidenziare anche la dimensione inconscia e simbolica delle rappresentazioni, dei vissuti e delle dinamiche psichiche e relazionali che hanno luogo entro le organizzazioni. Lo studio di tali aspetti, anche nelle sue dimensioni inconsapevoli, è infatti fondamentale nel perseguire un reale e fattivo cambiamento organizzativo. Apre la rassegna il contributo di D’Angelo, Gozzoli e Mezzanotte, orientato all’analisi approfondita di vissuti e rappresentazioni degli agenti di polizia penitenziaria circa il proprio ruolo professionale ed alcuni aspetti della loro vita lavorativa. Segue il contributo di Accordini, Saita e Tramontano. L’uso del Disegno Simbolico dello Spazio di Vita Organizzativo consente di, evidenziare le trasformazioni che concernono i funzionari della professionalità giuridico-pedagogica, figura professionale di recenti istituzione, la cui identità professionale risulta più ancorata a specifiche pratiche, socializzate entro il contesto locale di appartenenza, che alla consapevolezza di sé come professionista con un insieme di competenze riconosciute e condivise. Lo studio di Cesana, Giordano, Boerchi, Rivolta e Castelli è finalizzato a verificare la fattibilità di un intervento psico-sociale basato sull’utilizzo di laboratori grafici e orientato a sostenere i detenuti nella riprogettazione della propria vita oltre l’esperienza del carcere. Da ultimo, il contributo di Saita, Accordini e Fenaroli descrive una innovativa attività trattamentale che, mediante l’utilizzo di differenti tecniche fotografiche, si propone di favorire lo sviluppo dell'intelligenza emotiva, il che favorisce l’incremento del benessere dei detenuti

    Per potersi orientare ed indirizzare

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    Il testo intende proporre un contributo in merito al metodo nel colloquio psicologico, che può essere definito clinico a partire dall'assunto che l'incontro tra lo psicologo e chi a lui si rivolge si fonda su una "forma mentis", cioè una modalità specifica di stare con l'altro, piuttosto che rappresentare un ambito di intervento. Rivolto agli psicologi in formazione, ma anche agli operatori dell'area psicosociale che devono affrontare richieste di intervento psicologico definendone chiaramente bisogni e obiettivi di sviluppo sottostanti, il volume intende offrire una cornice metodologica relazionale utile al professionista che, pur operando in vari e differenziati contesti, necessita di "costruire" con il committente domande di intervento specifiche e frutto di un processo dialogico e dinamico. A partire da una riflessione sui fondamenti teorico-epistemologici sottesi all'incontro clinico con l'altro, il testo esplora e descrive le forme di disagio così come si manifestano attualmente all'interno di vari contesti (ospedaliero, giuridico, scolastico, aziendale, dei servizi territoriali ecc.), rileggendole alla luce dei mutamenti sociali, economici e culturali che interessano la nostra epoca

    Il presidente di una RSA di "bella facciata"

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    Il testo intende proporre un contributo in merito al metodo nel colloquio psicologico, che può essere definito clinico a partire dall'assunto che l'incontro tra lo psicologo e chi a lui si rivolge si fonda su una "forma mentis", cioè una modalità specifica di stare con l'altro, piuttosto che rappresentare un ambito di intervento. Rivolto agli psicologi in formazione, ma anche agli operatori dell'area psicosociale che devono affrontare richieste di intervento psicologico definendone chiaramente bisogni e obiettivi di sviluppo sottostanti, il volume intende offrire una cornice metodologica relazionale utile al professionista che, pur operando in vari e differenziati contesti, necessita di "costruire" con il committente domande di intervento specifiche e frutto di un processo dialogico e dinamico. A partire da una riflessione sui fondamenti teorico-epistemologici sottesi all'incontro clinico con l'altro, il testo esplora e descrive le forme di disagio così come si manifestano attualmente all'interno di vari contesti (ospedaliero, giuridico, scolastico, aziendale, dei servizi territoriali ecc.), rileggendole alla luce dei mutamenti sociali, economici e culturali che interessano la nostra epoca

    Correlated structural and contractile properties in specialized fibers of a woodlouse Armadillidium vulgare (Latr.)

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    In order to define the ultrastructural differences between slow‐contracting (tonic) muscles with differing abilities to develop tension, observaticns were made on Armadillidium vulgare, comparing muscle structure and function. The latero‐ventral muscles, by means of which the animal holds itself rolled up in a tight ball, were compared with the dorsal intersegmental muscles. which pull it back to a normal stance. The morphological differences found are easily interpreted in the light of the different functions of the two types of muscle. Where the muscles are more powerful, and have to hold considerable tension, the contractile system is stronger (myosin filaments are 7 μm long and 200 Å thick; the ratio of thin to thick filaments is 6 or 7: 1; there is a thick filament density of 610 filaments per μm2). In the dorsal intersegmental muscles, which have less resistance, the system is simpler: myosin filaments are 4 μm long and 150 Å thick; the ratio of thin to thick filaments is 4: 1; and the thick filament density is lower — 510 filaments per μm2

    Muscle system organization in the Echinoderms. III. Fine structure of the contractile apparatus of the arm flexor muscles of the comatulids (Antedon mediterranea.

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    The crinoid arm muscles consist of obliquely striated fibers with striking differences in function and in ultrastructural features. These fibers can be distinguished mainly on the basis of different myofilament arrangements (A- and B-type patterns) and are variously combined at different levels (proximal, intermediate, and distal portions) of the arm. Some rare smooth fibers (C-type) are irregularly distributed in the periphery and in the core of the bundle. The characteristic features of the A- and B-type obliquely striated fibers are 1) a continuous and homogeneous structure of the Z line and 2) a very heterogeneous arrangement of myosin filaments which vary widely in size, number, and distribution from section to section. The significance of such an atypical, obliquely striated muscle may be related to the double skeletal system combination (endoskeleton and hydroskeleton) of the crinoid arms

    Muscle system organization in the Echinoderms. II. Microscopic anatomy and functional significance of the muscleligament-skeleton system in the arm of the comatulids (Antedon mediterranea).

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    Comatulids are able to perform quick and complex movements of the arms which are used to swim, creep, walk, and also form a rigid, feeding-filtration fan. To perform such versatile movements, the arms of these animals are equipped with a classical endoskeletal system, with joints, muscles, ligaments, and a hydroskeleton of three different coelomic channels. Light microscopic study of the detailed anatomical organization of the arm clarifies both the complex relations between the parts involved in the movements and their functional responsibilities. In particular, 1) the ventral muscle bundles show a heterogeneous structure that consists of different and variously arranged populations of fibers, which allows the different flexing movements of the arms (i.e., flexion and maintaining the flexed state); 2) the ligaments (both dorsal and interarticular) consists only of collagen fibrils and, therefore, have a passive function in binding the skeletal pieces together: their possible active engagement in the extending movements of the arms is thus excluded; 3) owing to the absence of other suitable antagonists to the flexor muscles, the only efficient antagonist system seems to be the coelomic cavities, which are well separated from each other and are also provided with muscular valves. They thus function as typical hydraulic systems, which allows the arm to perform both simple extensions and very complex combined movements and to maintain some rigid straight or twisted positions

    La risk aggregation

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    No abstract availabl

    An unusual Z-system in the obliquely striated muscles of crinoids: three-dimensional structure and computer simulations

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    The peculiar functional structure of the Z-line in the obliquely striated muscles of some feather stars is described. It is known that cross-striated muscles are characterized by linear and continuous Z-bands, and obliquely striated muscles by disconnected, obliquely aligned Z-elements. Owing to this discontinuous organization, the sarcomere can perform wide active lengthenings, shortenings, and even 'super-elongations' in the helical fibres. In contrast, the obliquely striated fibres of crinoids show markedly continuous and homogeneous oblique Z-lines; such a structure is not compatible with 'super-performances' like sliding and shearing of the sarcomere elements, but instead could allow functions comparable to those characteristic of a cross-striated muscle (quick, short movements, mechanically amplifiable by bone levers). This odd situation, only interpretable in terms of evolutionary constraint, could be considered opposite and symmetrical to that of cross-striated 'super-contracting' muscles, where the Z-line is exceptionally fragmented to allow the sarcomere to super-contract. The possible architecture of a significant parameter such as the Z-line, which determines muscle fibre potential capacities, is analysed in detail: (1) through qualitative-quantitative evaluation of electron micrographs, supported by statistical analysis of the data; and (2) by computer simulations. The data obtained suggest that the most realistic conformation of the whole Z-complex in these muscles consists of a multiple system of continuous, ribbon-like helical planes running in parallel along the fibre from end to end and regularly cutting it with a constant thickness. The proposed model seems morphologically compatible with the experimentally verified situations and functionally compatible with the mechanical requirements for a normal contraction and for a balanced distribution of the involved strengths
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