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    Prefazione. Intorno alla nozione di tardomoderno

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    Il tardomoderno è pur sempre una forma di modernità e come tale non va confuso con il postmoderno, che dalla modernità tiene invece a differenziarsi perché la ritiene ormai conclusa e concepisce se medesimo come ad essa successivo. Il merito principale dell'atteggiamento tardomoderno consiste nella sua capacità di tenere opportunamente distinti, valutandoli diversamente, due elementi (il primo è l'ideale sistematicistico del filosofare; il secondo è il progetto illuministico della modernità fondato sull'ammissione del valore della ragione in vista di un ideale di emancipazione umana)che invece il moderno e il postmoderno concordano nell'identificare, divergendo solamente nel giudizio di valore che pronunciano indiscriminatamente su entrambi. Il tardomoderno prende congedo dal primo elemento ma si guarda bene dal rifiutare anche il secondo, diversamente dal postmoderno che, invece, con il suo doppio rifiuto scade in una posizione irrazionalistica

    Letteratura demoralizzata?

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    The refusal, which is certainly correct, to ascribe any didactic or edifying purpose to art; the frequent conviction that a better knowledge of psychical processes, revealing the conditionings of humanfree will, has remarkably lessened the space for moral judgement; and lastly the ascertainment of the great variety of cultural and moral trends which are present in our society: here are the three elements that nowadays seem to justify a position which excludes the legitimacy of any moral point of view in evaluating a literary work. Nevertheless such a conclusion is not truly entitled by none of these elements, even more so if we think that any kind of art which describes human relations must necessarily imply moral questions and, furthermore, literature can exert a moral influence on the reading public which is especially strong, because it is able to reach the depths of personality in virtue of the process of identification that takes place between the reader and dramatis personae

    Conflitti di interessi e interessi in conflitto nel diritto del lavoro

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    Si discute la nozione di conflitto di interessi e la sua applicazione al diritto del lavoro, anche con riferimenti di diritto comparato, sia rispetto ai rapporti di lavoro privato sia rispetto ai rapporti di lavoro pubblico. Si sottolinea che solo dove una disciplina limiti lo svilupparsi degli interessi in conflitto, sia possibile ravvisare un conflitto di interessi per il sovrapporsi agli interssi delle parti in conflitto di interessi eteronomi, sottolineando la possbile tensione di questa ipotesi con la garanzia costituzionale della libertà sindacale

    Passioni e ragione, un vecchio dualismo

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    Lineamenti di una metafisica di trascendenza

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    Realismo, senso comune, dualismo gnoseologico

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    Attualità di un percorso filosofico

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    These pages are an exposition of my philosophical perspective through a short examination of the content of my main works

    Il "rapporto della sostanzialità" in Hegel

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    According to Hegel, the logical connection between substance and accidents is especially suitable for rendering both the relation between finite and infinite (one and many, absoluteness and relativity, and so on) and the structure of logical mediation through which we can arrive at Absolute Knowledge. Moreover, he thinks that even the connection between cause and effect is only well-founded if it is meant to be translatable as a nexus between substance and accidents. So, Spinoza’s Monism would seem to be validated by Hegel, but Substance in the Spinozian approach is not a genuinely active being. On the contrary, Leibniz’s view of substance as a centre of perceptual and volitional activity would be undoubtedly preferable, yet his Pluralism is unacceptable
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