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    “Il citizen Relationship Marketing negli enti locali”

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    Il lavoro, dopo un’analisi delle specificità dell’approccio relazionale al mercato denominato Citizen Relationship Management, presenta l’esperienza del Comune di Roma e del Comune di Modena che hanno sviluppato dei progetti avanzati di Citizen Relationship Marketing. Il Citizen Relationship Management si presenta non solo come nuova modalità di approccio all’utente, ma soprattutto come strumento di conoscenza dello stesso e di partecipazione attiva. Partendo da questo presupposto, quindi, l’utente non è visto semplicemente come fruitore di servizi, ma soprattutto come fonte di informazioni e punti di vista, utile per progettare servizi migliori e meglio erogati, nonché per elaborare nuove forme di partecipazione e di democrazia attiva. Dal punto di vista degli sviluppi della linea di ricerca collegata al tema del Citizen Relationship Marketing negli enti locali, sembra potersi ritenere che il tema del marketing é stato applicato, nella maggioranza dei casi, ad un livello di prima approssimazione con riferimento alla realtà degli enti locali. La diffusione di progetti, come quelli condotti dal Comune di Roma e dal Comune di Modena, consente probabilmente di accreditare definitivamente l’applicazione, con metodo scientifico, delle logiche di marketing negli enti locali. In sostanza il processo di scientificazione in atto negli studi di marketing, facilitato dal ricorso alle nuove tecnologie, può trovare ampi ambiti applicativi proprio nel settore pubblico, in generale, e nei Comuni, in particolare. Generici riferimenti a temi quali il superamento del concetto di “amministrato” a favore del concetto di “cliente”, non sono sufficienti per accreditare la ricerca e l’applicazione dei temi del marketing nel settore pubblico. Con l’applicazione di logiche di citizen relationship marketing si creano dei database degli utenti, si “profilano” le esigenze dei cittadini e si mira a definire l’offerta dei servizi in funzione dei bisogni emergenti. Lo studio del mercato diventa una funzione fondamentale da cui si parte al fine di definire il sistema di offerta. Tutto ciò determina, in concreto, il superamento dell’autoreferenzialità. Mentre in passato gli amministratori comunali non conoscevano nemmeno la distribuzione demografica della propria cittadinanza, lo studio del mercato, quale presupposto fondamentale di applicazioni di citizen relationship marketing, diventa la pre-condizione per l’implementazione di significativi cambiamenti organizzativi e per l’introduzione di quelle che, nel progetto realizzato dal Comune di Modena, si definiscono forme di democrazia attiva

    La gestione manageriale nelle amministrazioni comunali.

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    Assumendo come base di analisi le classiche attività manageriali: programmazione, organizzazione e controllo il contributo propone una verifica empirica del contenuto dell’attività manageriale posta in essere nei Comuni dai segretari generali con incarico di direzione generale e dai direttori generali esterni. Attraverso il ricorso all’indagine empirica si cerca di comprendere se l’azione manageriale svolta nei Comuni dai direttori generali esterni assume contenuti diversi da quella posta in essere dai segretari generali con incarico di direzione generale. L’implicazione emersa dalla ricerca è che i direttori generali esterni presidiano maggiormente i processi manageriali di quanto non facciano i segretari generali con funzione di direzione generale. Ciò probabilmente è correlato a un modo diverso di intendere il proprio ruolo che non è neutrale rispetto ad azioni e comportamenti concreti. Se un professionista viene nominato dall’esterno e viene chiamato manager è consapevole che deve contribuire alla programmazione, sia pure in modo sinergico e coordinato con i politici, deve organizzare e deve controllare l’implementazione delle scelte. I segretari generali anche se nominati direttori generali, sono concentrati almeno in parte, su funzioni e compiti ben definiti di tutela della legalità. Il diverso atteggiamento nei confronti delle funzioni e dei compiti intrinsecamente manageriali è probabilmente collegato a un modo diverso di intendere il proprio ruolo e al fatto che mentre i compiti assegnati al segretario comunale hanno una fonte certa, ovvero rispondono a un preciso dettato normativo, l’azione di governo manageriale non ha un contenuto ben definito. I segretari generali hanno superato un concorso pubblico e la funzione manageriale è un’opzione nel senso che può o meno essere loro affidata. Il problema vero è che forse si dovrebbe discutere un po’ di più di cosa significhi governo manageriale delle amministrazioni pubbliche e di cosa i manager pubblici, al di là degli obblighi normativi, debbano fare per favorire l’affermarsi di percorsi di aziendalizzazione evoluta e per favorire il raggiungimento di obiettivi di efficienza ed efficacia oltre agli obiettivi di legalità ed equità. Anche se è innegabile che le competenze e le capacità dei dirigenti pubblici non siano neutrali rispetto al raggiungimento di condizioni di efficienza ed efficacia da parte delle stesse amministrazioni pubbliche, non sono state formulate teorie e analisi focalizzate sul contenuto dell’azione e dei processi manageriali. In genere sono state utilizzate variabili di approssimazione (indicatori di performance) che, nel giudicare lo stato di salute di un’amministrazione pubblica, rappresentassero contemporaneamente anche una misura indiretta della capacità propria dei soggetti posti alla guida
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