3,006 research outputs found

    Passioni fra sugheri e loti. Metafore vegetali nei Canti di Mezzanotte (Ziyege 子夜歌, IV‒V secolo)

    No full text
    Midnight Songs or Ziyege 子夜歌 is a cycle of forty-two anonymous pentasyllabic quatrains written by, or for, female singers, whose composition can be dated back to the 4th and 5th centuries. The poems were then gathered together and transmitted to us a few centuries later by the erudite Song dynasty scholar Guo Maoqian 郭茂倩 (1050‒1126) in his encyclopaedic Anthology of yuefu poetry (Yuefu shiji 樂府詩集). This article analyses the metaphors inspired by the natural world in the Midnight Songs, focusing on plants and trees. The relevance of such metaphors is validated by the distinctive characteristics of Chinese language, in which monosyllabism, tonality, homophony, and polysemy, together with the language’s iconic nature, tend to create profound and complex correspondences between sounds, meanings and images. In Chinese, metaphors are something that reveal already existing correspondences rather than inventions of the poet’s inspiration, as is often the case in Western culture. Another objective of this article is to examine a peculiar and so far little studied feature of the Midnight Songs, namely its extensive use of puns (shuangguanyu 雙關語), which is mainly based on homophony and polysemy. While creating parallel and alternative texts, the interaction between puns and metaphors also sets a very complex metaphorical environment which amplifies and even alters the expression and significance of the emotions inherent in the songs.Canti di Mezzanotte (Ziyege 子夜歌) è un ciclo di quarantadue componimenti destinati al canto in forma di quartine pentasillabiche la cui composizione è collocabile fra il IV e il V secolo d.C. e raccolto solo secoli più tardi, in epoca Song, dal letterato ed erudito Guo Maoqian 郭茂倩 (1050‒1126) nel suo Yuefu shiji 樂府詩集 (Antologia di poesie yuefu). Il contributo prenderà in esame le metafore ispirate alla natura e rilevate nei Canti di mezzanotte, in particolare quelle relative a piante ed alberi. L’importanza di tali metafore è confermata dalle caratteristiche distintive della lingua cinese quali il monosillabismo, la tonalità, la polisemia, l’omofonia, l’elemento pittorico e il legame profondo di ogni carattere con la concretezza della esperienza umana che la rendono particolarmente adatta all’uso metaforico.  Oltre alle metafore intese in senso più tradizionale, è presente nella raccolta un elevato numero di calembours o giochi di parole (shuangguanyu 雙關語) costruiti sulla omofonia dei caratteri. Altro scopo del contributo sarà dunque analizzare i giochi di parole, mostrando come l’interazione tra questi e le metafore crei un ambiente metaforico molto complesso che amplifica, stratifica e persino altera l'espressione e il significato delle emozioni insite nelle canzoni

    Come una piena a primavera che scorre verso oriente. Il Canzoniere di Li Yu (937-978)

    No full text
    Durante il periodo detto delle Cinque Dinastie e dei Dieci Regni, epoca di divisione e di caos politico ma anche di enorme fermento e innovazione culturale che segue il crollo della dinastia Tang (618-907) e precede l’unificazione della dinastia Song (960-1279), prende piede in Cina un nuovo tipo di poesia, la canzone poetica o ci. Il nuovo metro, incontro e adattamento delle rigide forme classiche con melodie non cinesi, interazione fra il dotto e il popolare, e allo stesso tempo ricerca da parte dei letterati cinesi di nuove possibilità espressive, sia dal punto di vista prosodico che contenutistico, diverrà il genere poetico più in voga per i tre secoli successivi. Uno dei precursori della canzone ci è senza dubbio Li Yu (937-978), figura assai interessante perché oltre che poeta fu anche imperatore della breve dinastia dei Tang Meridionali (937-975), uno dei Dieci Regni del Sud della Cina. Amatissime dai lettori cinesi di ieri e di oggi, e presenti in forma sporadica in quasi tutte le antologie poetiche cinesi, le trentaquattro arie che formano il suo Canzoniere qui presentate in prima versione integrale italiana, rivelano un mondo al femminile di inquietudini, sospiri, gioie fugaci, amori vissuti e poi perduti, scanditi dall’eterno fluire del tempo

    Tredici piccoli gialli cinesi. Novelle giudiziarie di tarda epoca Ming

    No full text
    Il volume presenta la traduzione annotata di tredici novelle giudiziarie - mai tradotte in lingue occidentali - tratte dalla raccolta intitolata Huang Ming zhusi lianming qipan gong’an [Casi giudiziari risolti dai probi e perspicaci funzionari dell’augusta dinastia Ming], attribuita a Yu Xiangdou, vissuto fra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Il lavoro di traduzione dell’opera, mai ristampata in edizioni moderne a causa dello stato di lacunosità in cui si presenta – 63 dei 105 casi che la compongono sono incompleti, altri risultano illeggibili per il deterioramento del testo, altri sono contenuti in altre raccolte coeve – è stato pertanto condotto sulle uniche due edizioni a stampa attualmente esistenti, una conservata presso la Biblioteca Nazionale di Pechino con prefazione datata 1598, l’altra presso la Naikaku Bunko di Tokyo. Nel volume sono state inserite anche le illustrazioni con didascalia presenti in entrambe le edizioni originali. Una prefazione di 15 pagine offre un quadro del genere poliziesco cinese in vernacolare, notizie biografiche sul compilatore dell’opera, e una descrizione dettagliata dell’opera

    Du Fu. Senza ali per tornare

    No full text
    Selezione ragionata di poesie di Du Fu dalla quale si evince la sua posizione rispetto alla guerra e alle sofferenze del popolo, accompagnata da una traduzione annotata di trentaquattro testi. Il volume è corredato da una premessa, da un'introduzione e da un apparato di note

    Echi d'amore

    No full text
    Un "viaggio sentimentale" nella narrativa e nella cultura cinese imperiale attraverso quattro vicende - in prima traduzione italiana - legate dal tema dell'amore, tratte dalle collezioni di novelle vernacolari tardo Ming intitolate 'Le tre parole' (Sanyan), e degli antecedenti in cinese classico. "Variazioni su un tema" per una esplorazione narratologica e comparativa dei meccanismi di derivazione, adattamento e trasmissione testuale nel tempo e in generi letterari diversi, nella dinamica conservazione/innovazione

    The Emperor of Dreams. The Oneiric World in Li Yu 李煜 (937-978)’s Lyrics

    No full text
    The ci lyrics of Li Yu (937-978), poet and emperor of the Southern Tang dynasty, can be an interesting standpoint from which to observe an important phase in the evolution of the ci genre. His arias bear witness to a transition from a popular tradition of lyrics written by either male poets for professional female singers to perform, or by the female singers themselves for their own performance, to a literati tradition where male poets increasingly used the ci form to express their poetic self. An evident urgency for venting his despair, loneliness, nostalgia and anxiety clearly pervades Li Yu’s lyrics. In some cases we can observe a new, direct and free voicing of the poet’s inner feelings, although, in most cases, this expression of his own feelings is achieved through the use of the female voice – the more traditional and consolidated technique, but one that is not devoid of ambiguities and ambivalences. The prevalence of the dream theme is also a distinctive characteristic of Li Yu’s lyrics. By retracing some aspects of his life (and how this must have influenced his poetry) and by analysing a selection of his lyrics, this article argues that the oneiric world, besides being an important feature of the ci tradition, is also used by Li Yu as a device to create the undefined and indistinct context necessary for expressing his innermost self

    Sogno e son desto. Riflessioni sul contesto onirico delle liriche di Li Yu 李煜 (937-978)

    No full text
    In any place and at any time, the oneiric world, as an individual and collective experience, plays a crucial role in defining shared social and cultural values. As bizarre as it might seem, in ancient China, narratives related to dreams abound in historical texts and persuasive writings, which are supposed to transmit ‘true facts’ and logically organized discourses. Also in lyrical poetry, dreaming and visions attest a considerable growth while forming and fixing a thematic repertoire as the genre develops. This is especially true for the ci 詞, and notably for Li Yu 李煜 (937-978)’s lyrical songs. Both the number of occurrences and a close observation of single verses and stanzas can provide significant insights into Li Yu’s use of the character meng 夢 in his songs. The character’s high frequency, its position in the line and its association with other themes preceding and following the dream-related ones, combined with an analysis of the lyrics as a whole reveal Li Yu’s use of the oneiric not only as a theme but also as a specific structural feature in the construction of the poetic text. This all might offer a new key to the understanding of the 'ci' tradition

    Han Dong 韩东

    No full text
    Traduzione dal cinese di sei poesie di Han Dong 韩东: Ziyou 自由 (Libertà); Gongzuoshi 工作室 (Lo studio); Qiji 奇迹 (Visione); Chang dongxi 长东西 (Oggetto oblungo); Ziguang 紫光 (Raggio viola); Dahuji 大湖记 (Al grande lago
    corecore