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Torino (e le metropoli italiane) ai tempi del Covid. Impatti sociali, economici, ambientali
Dopo tre anni di pandemia, e dopo quasi un anno dal ritorno della guerra in Europa, è tempo di un primo bilancio sugli impatti sociali ed economici che questi tragici eventi hanno prodotto – e stanno producendo – sui territori, sulle città e, tra queste, su Torino
Multifunzionalità e conflittualità nelle Zone 30
Le Zone 30 costituiscono una misura di riorganizzazione e ridisegno dello spazio stradale, volta a migliorare la compatibilità delle diverse funzioni che tale spazio deve assolvere, in termini di mobilità, vita relazionale, qualità ambientale ed estetica del paesaggio urbano. L'imposizione del limite di velocità dei 30 km/h può però innescare la vivace opposizione dei residenti e degli utenti dell'area, perché sembra penalizzare quella funzione di mobilità che attualmente, alla luce del forte squilibrio modale verso il traffico motorizzato privato, risulta predominante - con forme di maggiore o minore incompatibilità - rispetto alle altre. L'articolo prende in esame queste manifestazioni di conflittualità che possono emergere a fronte di misure di moderazione della velocità, approfondendo in particolare lo studio di caso relativo alla Zona 30 di Mirafiori Nord a Torino. Da tale caso, e dall'analisi delle principali linee guida europee sulla moderazione del traffico, vengono messe in evidenza le condizioni per prevenire o gestire le eventuali opposizioni locali. In particolare, un ruolo importante deve essere svolto dal processo di partecipazione dei cittadini: da un lato, esso deve permettere loro di comprendere la filosofia di fondo delle Zone 30, con gli effettivi costi e benefici che ne possono derivare; dall'altro lato, deve coinvolgerli direttamente nelle scelte volte a fare della messa in sicurezza anche un'occasione di riqualificazione e rigenerazione del quartier
15-, 10- or 5-minute city? A focus on accessibility to services in Turin, Italy
The concept of the 15-minute city is receiving increasing attention, both in planning practices and in the academic literature, especially now that the pandemic has made evident the need for a minimum set of proximity-based services accessible by active travel. Most issues of this concept can be traced back to more or less past planning ideas such as the garden city, the neighbourhood unit, the superblock etc.; however, further studies are needed, as many theoretical and methodological questions for its implementation remain unresolved. The paper presents a methodology to operationalise the concept of the 15-minute city, in order to show which parts of the city and what percentage of its population can access a location of a given service on foot within three time thresholds (5, 10 and 15 minutes). The methodology is tested on the Italian city of Turin. The results show that, at least in dense European cities such as the case study, the 15-minute threshold cannot always be assumed as the necessarily most appropriate target, since many services can already be reached by foot within this time, or even less, by the majority of the population. Moreover, the levels of accessibility to services are significantly determined by the number and spatial distribution of the locations of these services.
Finally, a recovery of the operational research on accessibility measures and indicators that was developed in the field of regional sciences in the second half of the last century and in the last twenty years is recommended to complexify the operationalisation of the 15-minute city concept
Studiare il Piemonte quindici anni dopo: 1995-2008
- Verso un'economia della conoscenza #8- Le implicazioni socioeconomiche di una popolazione che invecchia #11- Un mercato del lavoro da ampliare e differenziare #14- Una domanda di salute crescente e diversificata #16- Un sistema culturale più forte #18- L'istruzione cresce, ma restano debolezze strutturali #20- Un quadro ambientale con parecchie criticità #22- Tre, quattro o… due Piemonti? #24- Il Piemonte nella competizione nazionale e internazionale #27- Cresce la ricerca socioeconomica #29- Riferimenti bibliografici #34- Schede sui centri di ricerca e gli osservatori che studiano il Piemonte #38- Repertorio degli studi sul Piemonte dal 1995 al 2008 #7
I percorsi di laurea breve in Piemonte, in Italia e all'estero. Una ricognizione e un bilancio comparativo
Contributi di ricerca ; n.221/2008- Indice #4- Introduzione #6- I diplomi universitari #8- Le lauree triennali #18- Le lauree brevi in alcuni Paesi europei #34- Considerazioni conclusive #54- Riferimenti bibliografici #5
Problematicità nell’integrazione tra pianificazione degli usi del suolo e pianificazione della mobilità: riflessioni a partire dal caso di Torino
La pianificazione degli usi del suolo e quella della mobilità costituiscono spesso due ambiti poco integrati, soprattutto nel contesto italiano. Questa separatezza viene frequentemente ricondotta, nella letteratura, ad un’inadeguatezza della cultura della pianificazione; al tempo stesso, però, vi sono ragioni legate ai caratteri sia dei due oggetti di tali pianificazioni (in termini di risorse, soggetti, tempistiche, dimensione degli interventi ecc.), sia alle forme stesse di tali pianificazioni, che ne rendono oggettivamente difficile un’efficace integrazione.
Il PRG della città di Torino approvato nel 1995 individua tre nuovi assi principali di strutturazione della città, due dei quali – la Spina centrale e corso Marche – si caratterizzano per essere infrastrutture di trasporto plurimodali. Lungo questi assi vengono individuate le principali zone di trasformazione della città. I recenti Indirizzi di politica urbanistica dell’amministrazione comunale aggiungono un quarto asse, che lega la prevista realizzazione della linea 2 della metropolitana al recupero di aree dismesse e alla ricucitura dei tessuti urbani precedentemente separati da un trincerone ferroviario. Il caso di Torino rappresenta dunque, a 15 anni dall’approvazione del suddetto piano regolatore, un ambito di studio particolarmente interessante per analizzare il rapporto tra usi del suolo e mobilità e le sue modalità di pianificazione e gestione.
Il paper prenderà in esame l’evoluzione della struttura urbana di Torino negli ultimi 15 anni, per verificare quanto siano state colte le opportunità offerte dalle previsioni del PRG per un’efficace integrazione tra trasformazioni degli usi del suolo e promozione di una mobilità maggiormente sostenibile. Analizzerà, laddove queste opportunità – a livello sia di centro urbano sia di area metropolitana – non siano state sfruttate, se le ragioni vadano individuate nelle carenze degli strumenti urbanistici e/o delle loro forme di attuazione, oppure vadano ricercate in quelle difficoltà oggettive e strutturali che rendono spesso oggettivamente problematico perseguire un incisivo coordinamento tra usi del suolo e mobilità
The Difficult Relationship between Land Use Planning and Transport Planning: Evidences from the City of Turin, Italy
Although their strict interrelationship is widely recognized, transports and land uses are still rarely planned in a really coordinated way in urban areas. Different reasons can be individuated for this poor integration: some of them are linked to educational and institutional factors and to specific characters of planning tools, and are particularly relevant in the Italian context; but there are also "substantive" reasons due to differences in the intrinsic characters of transports and land uses. The paper investigates these substantive difficulties of plans integration, with reference to the case of Turin: the Municipal physical development plan of this Italian city identifies three main "axes" of urban transformation, strictly based on new transport infrastructures. The analysis of the realization process of these three corridors show how and why integration and coordination of land use and transport planning can turn out to be quite complex and difficult to reach, also when they are explicitly pursued by planner
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